Matteo Salvini indagato per diffamazione nei confronti di Carola Rackete

Apprendo in questo momento che anche l’ormai ex Ministro degli Interni Matteo Salvini è stato iscritto nel registro degli indagati (ormai a luglio) per diffamazione (è bello avere un punto in comune!). L’atto è stato posto in essere a seguito delle denunce presentate dai legali di Carola Rackete per quanto scritto da Salvini sui propri profili social a proposito della Comandante della nave SeaWatch 3 e dello sbarco avvenuto. Nella denuncia il legale della Rackete chiedeva tra l’altro il sequestro preventivo degli account di Salvini sui social, sostenendo che le espressioni nei confronti della sua assistita non sono il frutto di un legittimo diritto di critica ma di una diffamazione gratuita e di un violento attacco nei suoi confronti. La Procura di Roma, una volta ricevuti gli atti ha iscritto Salvini nel registro degli indagati e ha inviato a Milano il fascicolo per competenza territoriale.

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Un uomo solo al comando

Salvini vuole:

  • provocare la crisi di governo (e ci riesce benissimo, visto che è compito suo) e determinare le dimissioni del Presidente del Consiglio (che non è lui);
  • fissare la discussione della Conferenza dei Capigruppo al Senato (prerogativa del Presidente del Senato) e la data della discussione della mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio (che non spetta a lui);
  • la sfiducia all’attuale esecutivo (che spetta al Parlamento o a uno solo dei suoi due rami);
  • lo scioglimento immediato delle Camere (compito del Presidente della Repubblica);
  • l’indizione di nuove elezioni gestite dal Viminale di cui lui, fino a prova contraria, è Ministro;
  • la nomina plebiscitaria a Capo del nuovo Governo (prerogativa anch’essa del Presidente della Repubblica).

Un uomo solo al comando. L’ultimo di cui ho notizia era Fausto Coppi. Il primo tentò di scappare su un camion vestito da tedesco.

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Rousseau: il popolino del Movimento 5 Stelle salva Salvini dal processo

Il Sommo Poeta

Ma poi alla fine cosa è successo mai? E’ successo soltanto che una manica di presuntuosetti ignorantelli alleati con un’altra manica di intolleranti rabbiosetti si è sostituita ai suoi senatori della giunta per le autorizzazioni a procedere in primis, e alla magistratura in secundis, per sottrarre dal legittimo processo il Ministro dell’Interno (in cui, detto sia tra parentesi ma non troppo, ha diverse possibilità di essere assolto), senza nemmeno conoscere uno straccio di carta processuale, senza aver letto un nonnulla del fascicolo, con accuse banalissime come quella di abuso di potere e di sequestro di persona. E che sarà mai?? Adesso non si può più fare un sondaggino su una piattaforma proprietaria, accessibile ora sì e ora no, con un campione tutt’altro che rappresentativo dell’elettorato (figuriamoci poi dell’opinione pubblica italiana), senza trasparenza e senza possibilità di vedere la provenienza dei voti ricevuti. Il tutto con il solo scopo di salvare culo, camicia, cadrega e fedina penale a un componente del governo. Ma cosa volete che sia? Dovreste essere voi a vergognarvi della vostra puerile e sterile indignazione. Voi che tornate a casa dal lavoro, principio su cui si fondamenta la Repubblica, e vi illudete anche che la giustizia che pagate con le vostre tasse sia davvero uguale per tutti, che chi è accusato di un reato possa e debba essere sottoposto ad un regolare processo in cui difendersi, voi che andate a scuola o all’Università per studiare, per avere un futuro attraverso il sapere e non attraverso l’essere, voi che insegnate a chi vuole studiare, voi che siete impegnati nelle istituzioni pubbliche, nel volontariato, nell’associazionismo, nei partiti, DAVVERO credevate che la pellaccia giudiziaria del Vice Primo Ministro fosse uguale alla vostra? Ma allora per quale motivo esiste la piattaforma Rousseau, per la democrazia? Per dare a tutti la possibilità di esprimere la propria voce? Ma per l’amor del cielo, non diciamolo nemmeno! Si figuri, signora mia, che quei giudici volevano addirittura far politica perseguendo un membro del Governo, e Lei capirà che alla fine non se ne può più, che la misura è colma, che se non interviene il popolo a salvare il Salvinabile qui si rischia il colpo di stato. Ma Le sembra davvero davvero possibile difendersi nei processi come un qualsiasi altro cittadino normale? Allora per che cosa esiste a fare l’immunità? Ma dica Lei, Signora, se dobbiamo assistere allo scempio di un politico giovane, promettente, di belle sembianze e dalle idee fulgide e proiettate nel futuro, che viene messo a tacere da un manipolo di giudici di Catania, che non lo so nemmeno io dove sia Catania, dev’essere dalle parti di giù, ma pensassero (perché noi gente perbene i congiuntivi li conosciamo) alle loro mafie e a mettere in galera i delinquenti quelli veri, i cosi lì, i négher, mi creda Signora, non è proprio successo niente. Anzi, hanno fatto bene: salvarsi le chiappe per salvare il paese. Mi faccia tirare un sospiro di sollievo, per quel povero Salvini, lì, chissà se dorme la notte, pura stèla… andém, nà…

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Salvini: Processatemi pure. Anzi no.

Solo pochissimi giorni fa ho scritto un accorato post in cui auspicavo che Salvini si sottoponesse spontaneamente al giudizio dei suoi giudici naturali, che rinunciasse all’immunità parlamentare e che si facesse processare come qualunque altro disgraziato incappato nelle maglie della giustizia italiana. Il perché l’ho spiegato: Salvini è il Ministro dell’Interno, è il capo della polizia e adesso deve dare l’esempio ai suoi sottoposti e all’intero paese. Inizialmente sembrava proprio che saremmo andati in questa direzione. Salvini, tutto baldanzoso, ha detto che non gliene frega niente del processo, che lui continua a fare quello che ha fatto finora (nulla, probabilmente), che le navi cariche di disgraziati che chiedono asilo nel nostro Paese se ne possono stare tranquillamente al largo o andare in Olanda, visto che battono bandiera di quella nazione, che ha paura zero (su questo non ci credo nemmeno se lo vedo, una incriminazione per abuso di ufficio e sequestro di persona è roba da non dormirci la notte), che lui ha agito nell’interesse della nazione, e bla e bla e bla. Poi, d’improvviso, l’inversione a U. La retromarcia. L’inversione di tendenza. La richiesta al Senato di non concedere l’autorizzazione a procedere al Tribunale dei Ministri di Catania e la aspettativa del voto favorevole (a lui) degli alleati di governo del Movimento 5 Stelle, se no potrebbe anche saltare tutto l’ambaradàn dell’esecutivo. Si sono svegliati anche Conte, di Maio e Toninelli, che manderanno un memoriale alla giunta per le autorizzazioni a procedere in cui ristabiliranno che quella di non far sbarcare la nave Diciotti fu una decisione di tutto il governo e non del singolo ministro dell’interno, accollandosi una responsabilità politica che evidentemente sussiste, ma che non può coincidere (infatti non coincide) con la responsabilità penale che, secondo elementari nozioni di diritto scolastico, è personale e solo personale. Se, poi, Di Maio, Toninelli e Conte ritengono che il loro operato rivesta dei profili penali, allora possono tranquillamente autodenunciarsi (come fece Marco Cappato per il caso di DJ Fabo e non solo) e rispondere a un giudice davanti al quale potranno difendersi (non si sa da che cosa, dalle proprie autoaccuse, probabilmente, e qui si sfiora completamente il grottesco). Non lo faranno mai perché un conto è essere imputati di un procedimento (anche solo per essere stati d’accordo con il Ministro del Rancore), altra cosa è essere ascoltati come testimoni, ovvero come persone informate sui fatti. Del resto, per il Movimento 5 Stelle, votare a favore dell’immunità parlamentare per Salvini, sarebbe come dare uno schiaffo al proprio elettorato. E poi cosa c’entra una memoria depositata alla Giunta per le Immunità? La memoria la presenterà Salvini sempre se e quando lo riterrà opportuno, non è che ci sono terze parti in ballo. Il Presidente della Giunta è stato abbastanza chiaro su questo (ah, il Presidente è Maurizio Gasparri). C’è molta confusione sotto il sole e ben poco di nuovo.

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Salvini si faccia processare

Il Tribunale dei Ministri di Catania, rigettando la tesi del Pubblico Ministero che aveva chiesto l’archiviazione, ha deciso di chiedere l’autorizzazione a procedere nei confronti del Ministro dell’Interno Salvini contestandogli il reato di sequestro di persona (art. 605 del Codice Penale), per il quale sono previste pene variabili da 3 a 15 anni di carcere.

Inizialmente Salvini ha affermato di volere immediatamente il processo, posizione che gli fa onore, salvo poi ripensarci e dire, successivamente, che si vedrà che cosa dice il Parlamento (della serie: “C’è sempre l’immunità parlamentare”), posizione che gli fa un po’ meno onore.

Non ci sono santi che tengano, Salvini deve farsi processare. Non può salvarsi dal processo, ma nel processo, difendendosi come riterrà più opportuno e accettando il rischio di una condanna. Non è un cittadino qualsiasi, è il Ministro dell’Interno, è il capo delle forze di polizia, non può essere gravato dal peso del sospetto di aver sequestrato una nave intera, con tutti i suoi componenti a bordo e averli privati della libertà personale. Deve difendersi (se può) in un pubblico dibattimento e in tre gradi di giudizio. Se ad essere accusato di sequestro di persona fosse, ad esempio, un privato cittadino senza ruolo istituzionale, come, ad esempio, un ufficiale della guardia costiera, che non facesse attraccare o scendere a terra gli occupanti di una nave in stato di necessità, a quest’ora quella persona sarebbe già sospesa dal suo incarico e in attesa di procedimento penale. Non potrebbe, cioè, contare sul filtro del dibattito parlamentare che potrebbe salvarlo dal procedimento. E’ detto un po’ di schifo ma si capisce.

Salvini l’impunità non può permettersela. Lo deve a tutti gli italiani. Sono ipotesi di reato di una gravità estrema, non ci se la cava con una letterina di scuse o con un risarcimento danni. Deve difendersi, Salvini, perché mi deve dimostrare, al di là di ogni ragionevole dubbio, di essere migliore di tutti noi, di aver agito nella più totale legalità, di essere stato legittimato a fare quello che ha fatto, e che quello che ha fatto corrisponda perfettamente all’invocato articolo 52 della Costituzione, che prevede che la difesa della patria (da cosa? Da persone che avevano bisogno??) sia sacro dovere di ogni cittadino. Lo dica davanti a dei giudici, e non in un consesso politico. Affronti con serenità i tre gradi di giudizio che forse lo aspettano, sempre se M5S e Lega non ci mettono lo zampino al Senato. Per ora quello che rimane di certo è quanto scritto dal Tribunale dei Ministri di Catania:

In particolare, il Senatore Matteo Salvini, nella sua qualità di Ministro, violando le Convenzioni internazionali in materia di soccorso in mare e le correlate norme di attuazione nazionali (Convenzione SAR, RisoluzioneMSC167-78, Direttiva SOP009/15), non consentendo senza giustificato motivo al competente Dipartimento per le Libertà Civili per l’Immigrazione – costituente articolazione del Ministero dell’Interno- di esitare tempestivamente la richiesta di POS (place of safety) presentata formalmente da IMRCC (Italian Maritime Rescue Coordination Center) alle ore 22:30 del 17 agosto 2018, bloccava la procedura di sbarco dei migranti, così determinando consapevolmente l’illegittima privazione della libertà personale di questi ultimi, costretti a rimanere in condizioni psico-fisiche critiche a bordo della nave ”U.Diciotti” ormeggiata nel porto di Catania dalle ore 23:49 del 20 agosto e fino alla tarda serata del 25 agosto, momento in cui veniva autorizzato lo sbarco. Fatto aggravato dall’essere stato commesso da un pubblico ufficiale e con abuso dei poteri inerenti alle funzioni esercitate, nonché per essere stato commesso anche in danno di soggetti minori di età”.“

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Pane e Nutella

In principio erano i bucatini della Barilla conditi col Gran Ragù Star. Poi è arrivato Santo Stefano e Salvini, per non far vedere di essere venuto meno alle sue scelte di alimentazione industriale ha deciso di fare colazione con pane e Nutella. Fin qui nulla di male, voglio dire, saranno ben cazzi suoi quel che mangia o che non mangia. Ma il guaio è che ne ha fatto un selfie da distribuire sotto forma di tweet all’universo mondo proprio nel momento in cui la Sicilia si svegliava terremotata e a Pesaro veniva assassinato per vendetta trasversale un cittadino sotto la protezione del ministero degli interni (cioè il dicastero presieduto dal nutellaro in questione) che non si era nemmeno accorto, guarda caso che questo qui, la vittima, aveva scritto esplicitamente il suo nome e cognome sul cartellino della buca delle lettere fuori casa. Mentre l’Italia si risvegliava (risvegliava?) dai bagordi natalizi infilata in questa melma di sismi e spatatorie, lui si faceva vedere mentre faceva colazione con pane e Nutella. E se qualcuno glielo ha fatto timidamente notare, lui ha risposto con un perentorio “pensi alle cose serie”, come se un terremoto fosse un cartoccio di bruscolini, o lo stato “bucato” proprio quando doveva garantire il massimo della sicurezza fosse pizza e fichi. Ma ci illudono (e ci ingrassano) con pane e Nutella. Che, voglio dire, è Natale, màngiati una fetta di pandoro o di panetùn, fai quello che vuoi, ma non rompere gli zebedei a noi e, soprattutto, fai il ministro degli interni che ce n’è tanto, ma tanto di bisogno. Personalmente ho aderito all’iniziativa #ioboicottosalvini, bloccando il vicepremier su Twitter, ma me lo ritwittano in almeno sette o otto e su Facebook appaiono gli screenshot di quello che scrive. Boicottare Salvini, dunque, non è possibile. Magari comincio a boicottare la Nutella!

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