Ignazio La Russa accompagna gentilmente alla porta il giornalista freelance Rocco Carlomagno (noblesse oblige!)

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Rocco Carlomagno è un giornalista freelance, va bene, magari un po’ rompicoglioni, come è d’uopo essere quando si gestiscono iniziative "autoprodotte", ma stamattina era presente alla conferenza stampa di Berlusconi e ha avuto l’ardire di rivolgere una domanda non concordata al Presidente del Consiglio, già piuttosto nervoso di suo.

La Russa lo ha preso per il bavero e lo ha fatto cacciare dalla sede romana di, potenza degli ossimori, via dell’Umiltà.


Il problema davvero spinoso del governo e delle istituzioni che oggi ci rappresentano, dunque, non è tanto il voler far partecipare a tutti i costi la lista del PDL alle elezioni del Lazio con la Polverini di turno, ma quello di tacitare ogni voce di dissenso, ogni iniziativa che vada in direzione contraria, sia pure in maniera non ostinata.

Ci stanno riuscendo cercando di instillare nell’opinione pubblica, anche nella più libertaria, il veleno del seme della prepotenza, quello che non passa attraverso il confronto delle idee libero e aperto, ma che pretende di tappare la bocca all’interlocutore solo perché dice la verità.

E non mi si dica che non è già successo.

Niente fiori sulla tomba dei Mignott

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Dopo il raffreddoresco ritorno dalle terre ove il gaèlico "Slainte!" suona, mi son ritrovato con una mail dell’imprescindibile Baluganti Ampelio, il quale, svegliatosi dai letargici sonni in cui il febbraio nebbioso e rompicoglioni l’ha reso avvezzo, ha pensato bene di andare a visitare quanto di più degno e culturale esista ai suoi occhi. Non la "Primavera" del Botticelli agli Uffizi, non il Canzoniere "C" della gloriosa lirica provenzale, non la raccolta del "Vernacoliere" dal ’65 ad oggi tecàta agli Scali del Corso di Livorno, bensì i cimiteri.

Passeggiando per le inumazioni del Camposanto del Cosolì, a Nonsoddove in Francia (o in Australia, ora non rammento), il pio Baluganti Ampelio ha immortalato la tomba della famiglia Mignot, il cui cognome rappresenta comunque un programma mancato (o realizzato, si veda il caso) o una condanna a vita che non trova requie neanche nel sonno eterno. I Mignot superstiti hanno fatto incidere sul sepolcro la frase "è proibito depositare fiori su questa tomba". Come vedete qualcuno ha pensato bene di rispettarne le volontà. E siamo certi che il pio Baluganti Ampelio ci avrebbe anche pisciato sopra.

Mele a forma di cuore

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Per San Valentino hanno fatto le mele con una macchia a forma di cuore.

La gente non sa più cosa inventarsi, pur di non dire che le mele dovrebbero essere gustose, succose e appetibili in quanto tali, non perché se n’è scoperta una variante originale da rifilare ai gonzi, che evidentemente mangiano mele solo a San Valentino.

Ci deve essere un gusto assurdo a far sembrare utili le cose che dovrebbero essere quotidiane, perché da che mondo è mondo le mele sono sempre esistite: la mela di Biancaneve, la mela di Adamo ed Eva, il tempo delle mele, una mela al giorno leva il medico di torno, chi Vespa mangia le mele…

Le conferenze del Prof. Di Stefano: un invito di Cuore

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Le SS. LL. lustrissime sono cordialmente invitate dall’astenersi dal partecipare alla Conferenza che l’Odiosiss.mo Prof. Valerio Di Stefano terrà il 5 febbraio 2010 alle ore 16 (o 23,30, ora proprio non mi ricordo) presso la Direzione Didattica di via G. Milli a Roseto degli Abruzzi (Te) sul tema

"Scrivere e lagrimar vedrai insieme: il libro "Cuore" di Edmondo De Amicis".

Il Supponente cercherà di argomentare con la solita alterigia e il consueto dispregio degli astanti sulla prosa deamicisiana, ritenuta dall’illustre conferenziere, che per l’occasione sfoggerà la consueta giacca impataccata di sugo, poco più di una bimbettata degna di una mezza sega di scribacchino.

Non accorrete numerosi e statevene a casa vostra.

Portafoglio

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La cosa che più ti fa rabbia dopo aver perso il portafoglio non è tanto la vita che c’era dentro, il fatto di non poter guidare perché la patente è andata a finire chissà dove, non è la carta di credito che si blocca con una telefonata ("Provvediamo subito ad emettere una carta a Suo favore, la riceverà entro pochi giorni al Suo indirizzo, grazie signore!") o il bancomat, o la tesserina sanitaria, quelle sono solo rotture di coglioni.

Grandi quanto si vuole, ma sempre e solo rotture di coglioni. E poi i carabinieri non mi stanno simpatici.

No, è il fatto che non devi prendertela, che tutto si aggiusta, che c’è di peggio, che c’è la gente che muore di fame e tu ti preoccupi per una rogna, è il fatto che tutto è relativo davanti alla morte, che è una cosa vera, ma è anche una cosa banale e scontata.

Non sopporto chi ti dice "Non si preoccupi, c’è di peggio!". Perché poi qualcun altro ribatte che "Al peggio non c’è mai fine" e viandare di luoghi comuni.

Però ti girano i coglioni. Perché sei stato distratto come al tuo solito, perché è successo, perché devi fare decine di telefonate e non ne hai voglia, perché non hai la tua carta di credito, il tuo bancomat, le tue sicurezze (si sa, potrebbe sempre darsi il caso che ci sia una carestia improvvisa, lo scoppio della terza guerra mondiale, una pestilenza fulminante, queste "evenienze", insomma). Sembra quasi che, siccome devi morire, prima o poi, o perché siccome ad Haiti c’è in atto una tragedia, a te non possano ruotare le palle mentre sei vivo o mentre ti trovi dall’altra parte dell’emisfero.

Il giorno in cui morirò, qualcuno pochi minuti prima di trapassare mi dirà di non prendermela, e di pensare a quanti, più sfortunati di me, sono morti il giorno precedente, mentre io ho potuto godere di un giorno di vita in più.

Loro però potranno godere, in quel momento, l’ultimo, di un vaffanculo gratis. Un testamento spirituale.

Carta d’Identita’

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Mi è scaduta la carta d’identità.

Vado alla macchinetta automatica vicino al distributore e infilo una banconota da cinque euro nell’apposita fessura. Mi dà immediatamente il resto di un euro (grazie!) e mi propone di sorridere prima di schiacciare l’apposito pulsante verde.

Il risultato, in meno di un minuto, è un collage di quattro foto tessera per documenti italiani, due per patente, che ho già, e due per il passaporto USA, nel caso mi saltasse la mosca al naso di chiedere ospitalità a Obama.

Poi vado con il mio documento scaduto all’Ufficio Anagrafe e l’impiegata immediatamente fa a brandelli l’inutilizzabile carta, ridotta ormai a brandelli. Peccato perché nella foto ero abbronzato, polo nera, abbronzatura di agosto su base siciliana da viaggio di nozze. E va beh, tutto passa.

Quanto è alto?
Uno e settantasette, credo…

Fa ancora l’insegnante?
Sì. Sa, la nostra professione è come un diamante, è per sempre…

Occhi?
Metta marroni, tendono un po’ al verde ma non se ne accorge nessuno…

Capelli?
Neri.
Neri? A me non sembra, ha la barba che non mi pare esattamente nera, mettiamo “brizzolati”.

Come cazzo sarebbe a dire “brizzolati”?? Che colore è “brizzolati”? Nella riga dei capelli può scrivere “Pochi, anzi, pochissimi”, metta anche “oramai inutili” se proprio crede, ma “brizzolati” che razza di dicitura è?

Non ha voluto sentire ragioni. Ho i capelli brizzolati e così sia. E’ un modo gentile e burocratico per dirmi che sono vecchio.

Anche per il passaporto USA.

Terremoto ad Haiti: ci si puo’ liberare la coscienza con un SMS

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Terremoti? Catastrofi? Disastri naturali? Morte e distruzione?

Chi meglio di noi può comprendere il tuo disagio? Te ne stai lì in casa tua al caldo a farti i cazzi tuoi, bruzzo stronzone, e laggiù nel Paese dei Tropici, nell’isola che Colombo rinominò Hispaniola, sì insomma, di là dalla Repubblica Dominicana c’è Haiti, che fino a ora sapevi una sega te dove si trova (e probabilmente non lo sai nemmeno ora, ma non te ne vergogni nemmeno, come potresti, del resto, non è mica colpa tua…), che registra almeno 100.000 morti e tu sei gravato da un fantastico

SENSO DI COLPA®

perché tu hai ancora tra le mani il tuo cellulare con cui puoi scazzare quanto ti pare, mentre a Port-au-Prince non hanno più un cazzo di nulla.

E allora tògliti di dosso questa cupa sensazione e torna a vivere, è facile, ti basta sditeggiare con quell’attrezzo di cui vai tronfio, e aderire a una delle tante iniziative del cazzo che ti permettono di inviare una donazione da due euro (no, dico, ben due euro, mica centesimini…) che andranno direttamente a quella povera gente.

Pensa che culo che hai, se non ci fossero i messaggini a quest’ora staresti lì a chiederti che cosa puoi fare senza riuscire a dormire stanotte, invece con un SMS dormi tranquillo e non pensi più a quei poveracci.

Cosa saresti se non ci fosse la teNNologìa, caro Bagonghi? Ma per fortuna c’è, e da domani potrai gridare con orgoglio "ORA HAITI LA SO ANCH’IO!"

Presbite!

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Presbite, cazzo, sto diventando sempre più presbite.

Passi che me l’aveva detto la mia oculista, "Guardi, che ha bisogno di una piccola correzione degli occhiali perché si sta presentando un inizio di presbiopia", e io "Ma bene, sono miope da una vita, il miope non vede da lontano, il presbite invece da lontano ci vede benissimo, dovrei addirittura migliorare…"

Col cavolo! Ieri ho attaco "La Peste" di Camus in francese comprata usata di terza mano, praticamente nuovissima, quando cercavo l’oro nel Klondike. Una edizione Folio, di quelle comunissime. E’ scritta pidocchina pidocchina, questo è vero, ma quei libri li ho sempre letti, e poi non ho voglia di andare in biblioteca o in libreria per prendere una traduzione di una lingua che so leggere benissimo sol ope3rché è stampata più grande.

Per cui proseguo stoicamente. Purché qualcuno il giornale me lo porti a tre chilometri di distanza, così lo leggo meglio.

SMS Gratis: io non sono un copia e incolla

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La ragazza tiene febbrilmente il cellulare in amno. Mancano pochi secondi al suono dell’ultima campanella e ha bisogno di sentirsi importante iniziando a inviare gli SMS di auguri ai suoi amici e conoscenti almeno 24 ore prima "perché se no, professo’, poi a mezzanotte di Natale lo fanno tutti" e giusto, bisogna un po’ distinguersi dalla marmaglia, e che diamine!

"Ma non spendi una fortuna?" le faccio mentre attendo il trillo liberatorio del "finis". "Macchè professo’, ho 100 SMS gratis verso tutti!"

E complimenti, sto per dirle che nella vita nulla è gratuito, che tutto ha un prezzo e si paga caro, ma l’alunna dai pollici più veloci di Bip-Bip contro Vil Coyote viene salvata dalla campanella, guadagna l’uscita e mi saluta con un "Tanto ciò Wind, pago 4 euro, arrivederci professo’!"

4 euro per comprare 100 SMS "gratis". Ma chi cazzo se la beve, giusto le ragazzine come lei. Un SMS 0,04 euro. Un buon prezzo, ma chi glielo spiega che nel resto dell’Unione Europea ci sono Paesi che un SMS lo fanno pagare anche solo 6 centesimi e non devi aderire proprio a un bel tubo di nulla? Macché, se la beve. Di più, ci crede.

Intanto cominciano ad arriavre i primi inquietantissimi messaggi natalizi con auguri e consigli vari per le feste, incluso quello di amare il mondo intero, trombare e non mangiare troppo. Roba originale, che non si era mai vista.

Tutta roba uguale, magari riciclata da qualche telefonino che, a sua volta, l’avrà riciclato da chissà che cosa.

Io non sono un copia e incolla.

DenTIsTa

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Che uno dice bisogna andare dal dentista, una volta o l’altra, per un controllo, venga venga, non abbia timore, cosa vuol che sia, il primo consulto è gratuito, eh sì, lei cià proprio una bella carie caro il mio gagarone, sarebbe l’ora che lei si occupasse un po’ più metodicamente dell’igiene dei suoi denti, guardi lì che cloaca, qui ci sono minimo due estrazioni da frare eh, sì, decisamente, cosa vuol salvare lei, le vede quelle due razze di troiai lì in fondo? Cosa sono? E anche il coraggio di chiedermelo, sono i suoi molari caro il mio bel testina di cazzo, se continua così fra una trentina d’anni lei si ritrova vecchio, pensionato con la minima, rincitrullito, gocciolante e per giunta sdentato, guardi come ciondolano, lo vede? Ma cosa mi viene a dire che sono saldissimi, guardi qui, basta una martellata per scheggiarli, altro che ti spunta un fiore in bocca, a lei occorre un bel filo interdentale zigrinato non cerato da far passare in queste intercapedini catacombali che sono gli spazi interdentali, caro il mio Coso, e in più un coluttorio mentolato da usarsi anche tre-quattro volte al giorno, faccia poco il furbino, in tutto le viene sui 6000 eurini tondi tondi e senza fattura che mi sa che con lei ci rimetto, dia, dia pure…

Scrivono senza vergogna, ripubblico senza commento – Marco Travaglio

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"Penso che sia abbastanza imbarazzante e umiliante dover ribadire e ripetere che non si fanno gli attentati, che non si picchia la gente, che non si distrugge la faccia di nessuno, neanche del tuo peggiore nemico, che la violenza ripugna chiunque abbia la testa sul collo, che non è in quel modo lì che si combatte la battaglia politica: queste sono cose talmente banali che, ovviamente, devono accomunare tutte le persone che non abbiano perso completamente il bene dell’intelletto, ma è bene ripeterlo che quello che è successo ieri deve essere, ovviamente, censurato e riprovato, riprovato nel senso della riprovazione ovviamente, non nel senso del riprovare. "

(da: "Passaparola" del 14 dicembre 2009)

Scrivono senza vergogna, ripubblico senza commento – Fabrizio Cicchitto

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"A condurre questa campagna è un network composto da un gruppo editoriale Repubblica-espresso, quel mattinale delle procure che è Il Fatto, da una trasmissione condotta da Santoro e da un terrorista mediatico di nome Travaglio. Da alcuni pubblici ministeri che hanno nelle mani alcuni processi fra i più delicati sul terreno mafia-politica, che nel contempo vanno nei talk-show a demonizzare il Presidente il Consiglio. Da un partito, l’Italia dei Valori, il cui leader Di Pietro sta in questi giorni evocando la violenza, quasi voglia tramutare lo scontro politico durissimo in atto in guerra civile fredda e poi questa in qualcosa di più drammatico".

Fabrizio Cicchitto, intervento alla Camera dei Deputati del 15 dicembre 2009

Scrivono senza vergogna, ripubblico senza commento – Sabina Guzzanti

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«Sì mi ha fatto moltissima pena vedere Berlusconi ferito. Ho visto il volto insanguinato. Ho visto un vecchio ferito. Quando è uscito per vedere in faccia il suo aggressore ho provato anche stima per la fierezza e ho visto anche un politico credo per la prima volta»

dal blog di Sabina Guzzanti all’indirizzo
http://www.sabinaguzzanti.it/2009/12/15/caso-duomo/

12 anni fa la mia laurea: le concordanze per forma della poesia di Miguel de Unamuno

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Proprio in questi giorni (esattamente il 26 novembre) del 1997 mi sono laureato.

Sì, l’ho fatto tardi e fin qui sono cazzi miei.

La tesi, ovviamente speimentalissima e sostanzialmente computerizzata, come piace a me, si intitolava "L’opera poetica di Miguel de Unamuno attraverso le sue concordanze per forma", ed era un’agile operetta di consultazione (oltre 2000 pagine in corpo 9) divisa in sette volumi, consegnati in tre copie, perché allora si usava così.

La realizzai con l’Istituto di Linguistica Computazionale del C.N.R. di Pisa (!) e quella mattina mi laureai, senza fanfare, senza drappi rossi, senza fotografie o mamme piangenti, ma con un bel 110 e lode, dignità di stampa e pacca sul culo, valutazione che è tuttora soddisfazione della mi’ moglie che mi chiede quand’è che mi decido a mettere in linea la tesi.

A parte il fatto che chi sia Unamuno magari uno di questi giorni ve lo spiego, ecco qui il mastodontico lavoro. Cosa ve ne facciate non lo so, ma il blog mi ha abituato a questa e altre sorprese.

 
Filename  Size  Date 
00_bibliografia.pdf  95,033  11/27/09  2:49 pm
00_Frontespizio.pdf  39,749  11/27/09  2:49 pm
00_Indice.pdf  49,180  11/27/09  2:49 pm
00_Premessa.pdf  92,786  11/27/09  2:50 pm
00a_Aspetti formali.pdf  209,761  11/27/09  2:50 pm
00b_Luoghi.pdf  190,293  11/27/09  2:50 pm
01.pdf  1,610,566  11/27/09  2:52 pm
02.pdf  2,292,478  11/27/09  2:55 pm
03.pdf  2,059,721  11/27/09  2:56 pm
04.pdf  2,116,487  11/27/09  2:57 pm
05.pdf  1,583,992  11/27/09  2:57 pm
06.pdf  1,844,778  11/27/09  2:58 pm
07.pdf  1,570,445  11/27/09  2:59 pm

 

“El placer est

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Il Governo Regionale dell’Estremadura ha finanziato e promosso la campagna dal titolo molto azzeccato "El placer está en tus manos" (Il tuo piacere è nelle tue mani) dedicata, ufficialmente all’educazione alla sessualità e all’affettività.

L’Estremadura è forse la regione in assoluto più arretrata economicamente della Spagna, e una parte del suo gettito pubblico va in questa iniziativa che, come riferito dalle fonti di stampa e dai blog spagnoli, insegna ai giovani adolescenti a masturbarsi.

Cioè, non è un corso di educazione sessuale completo, con nozioni sull’altro sesso, sulla contraccezione, sulla sessualità responsabile, sul diritto all’orgasmo, no, si tratta semplicemente di un corso di masturbazione.

Penso che esista una sorta di autocompiacimeto europeo, a questo punto, ad occuparsi dell’ovvio.

Voglio dire, a fare quelle cose lì la gente, chi più chi meno, ha imparato da sola. Magari qualcuno con l’aiuto dell’inserto chiuso di "Duepiù" ["assist", quest’ultimo, per chi ha vissuto gli anni ’70] qualcun altro con l’inserto aperto di "Playboy", chi con senso di colpa, chi con allegro senso di liberazione, ma l’autodidattica in materia è sempre stata garantita.

Adesso, probabilmente, si è disimparato. E l’amministrazione pubblica spagnola provvede.

Di questo passo si faranno corsi su "Come mettersi le dita nel naso" o "Come tagliarsi le unghie dei piedi", oppure seminari su "Come alzare la tavoletta del Water senza complessi" e "Come gettare correttamente i profilattici usati".

Siamo a questi livelli, e mentre l’Estremadura pensa a come insegnare ai giovani la "manovalanza" la Spagna di Zapatero, questa, poteva anche risparmiarsela.

Come la carne gloriosa e santa

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Io sottoscritto scrivente Prof. Valerio Di Stefano, innanzi a lettori di comprovata e stimata rettitudine, con l’ajuto di Dio e dell’Arcàgnolo Gabriello, sotto l’amata ed apprezzata reggenza spirituale del caro Don Zauker s.j., essendo il Sommo Pontefice Papa Giovanni Razzo 16 da Ratisbona felicemente e augustamente regnante, nell’anno in cui il reggente Silvio Papi I si liberò da qualsivoglia persecuizione giudiziaria (e lo sa lui dove dorme il polpo, vai…), dichiaro solennemente e in modo irreversibile, sì che tutto ‘l volgo ne cognosca i pensamenti definitivi, dichiaro che a me piace la

CARNE®

e che per me possono andare a prenderselo tranquillamente nel Diocilìberi:

a) INSALATINE, soprattutto CRUDE a base di lattuga;
b) le summenzionate INSALATINE accompagnate da frutta fresca come arance, mele, pignòli & uvetta sultanina;
c) le QUICHES di qualsivoglia fatta & natura;
d) i VOLOVAN che Dio li stramaledica;
e) i CARCIOFI che tanto non mi son mai piaciuti;
f) le VERDURINE AL VAPORE che possano schiantarsi subito nello sfintere anale di chi le apprezza;
g) il VEGETARIANESIMO in genere

di cui tuttavia vanno salvati:

1) MELANZANE, ZUCCHINE, RADICCHIO e quant’altro possa essere cucinato alla griglia;
2) LEGUMI cotti (ma anche crudi, i baccelli -fave!- col prosciutto il primo maggio buttali via!!)
3) MINESTRE a base di cereali e legumi
4) RISO Basmati, Parboiled, Carnaroli e Arborio (quest’ultimo con moderazione)
5) Salse e condimenti fermetati e non anche di provenienza macrobiotica (Tahini, Tamari, Malti d’orzo e di riso)
6) PATATE, che cosa sarebbe stato del mondo se Colombo non le avesse scoperte;
7) CIOCCOLATO (che è vegetariano anche quello, sissignori, allora cosa rompete i coglioni…)
8) FORMAGGI E LATTICINI in genere (ma meglio se stagionati, lo JOcca  è roba da signorine sverginate a 15 anni e messe incinte a 20!!!)

Ma vuoi mettere una bella bistecca di Chianina schiaffata sulla brace, salata e pepata da ultimo con un filo d’olio extravergine (o, perché no, anche quel popò di pezzo di stracotto che ciò in pentola e che fra una quarantina di minuti gli tiro il collo…)

Il giudice Raimondo Mesiano pedinato da “Mattino Cinque”

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Il giudice Raimondo Mesiano pedinato da Mattino cinque from Valerio Di Stefano on Vimeo.

 

Lo hanno fatto seguire con la telecamera, quelli di "Mattino cinque". Lui, il Giudice Raimondo Mesiano (che alcuni giorni prima aveva stabilito il risarcimento della Mondadori a favore di De Benedetti da parte di Berlusconi) doveva per forza avere qualcosa da nascondere, almeno nella sua vita pubblica, che ne so, un tic, un vizio, il fatto di avere un cellulare costoso, un’amante segreta da nascondere, il bollo auto scaduto, una multa per diviento di sosta.

Lui, invece, sapete cosa fa? Cammina per strada. Chissà come mai un giudice cammina per strada? Chissà che cosa fa di losco. Non si è mai visto nessuno camminare per strada senza motivo, e se lo fa è segno che c’è sotto qualcosa. Niente. Cammina per strada perché è un fumatore (reato, come si sa, punibile con l’interdizione dai pubblici uffici, ed equivalente alla lesa maestà), e siccome non vuol fumare nei luoghi chiusi, dove, oltretutto è proibito, lo all’aperto. Strano, eh? Passeggia. Sempre "avanti e indietro" come la solerte commentatrice del servizio ci dice anche tre o quattro volte.

Poi, una volta finito di passeggiare e di fumare cos’altro fa? Va dal barbiere. Oh, cazzo, son robe inquetanti quelle lì, che cosa ci andrà mai a fare dal barbiere, che oltretutto fa anche la fila come tutti gli altri e attende pazientemente il suo turno? Si va a fare la barba, ecco cosa stava facendo il marrano, e poi vanno a dir male del Presidente del Consiglio, poverino, che deve solo ridare, attraverso la Fininvest, oltre settecento milioni a De benedetti, quelle sì che son disgrazie, come fa uno ad andare dal barbiere una volta sapute, o peggio, deliberate queste accettate sulla testa dei poveri cittadini perbene che non possono neanche governare in pace?

Che poi oltre che andare dal barbiere quello lì si sofferma anche al semaforo. Si è mai visto uno che quando il semaforo è rosso si sofferma?? E cosa vuol dire che c’è il passaggio pedonale, sarà mica una buona ragione per mettersi i mocassini bianchi e i calzini turchesi, in tribunale l’avrebbero già condannato a due ergastoli uno che si comporta così!!

Kona Nigari: l’acqua minerale piu’ cara del mondo

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L’acqua minerale più cara del mondo si estrae a 1300 metri di profondità nelle Isole Hawaii e si chiama Kona Nigari, non ricordo esattamente quanto costi una confezione da poche fialette, ma è un botto, un’esagerazione, roba che davanti a una sola confezione la vostra carta di credito chiederò immediatamente il divorzio.

Non ha nulla di eccezionalmente taumaturgico, non fa risvegliare gli ormai da tempo immemorabile sopiti bollori del Cinghiale Mannaro, conterrà esattamente quello che contiene un’acqua minerale, cioè sali minerali in percentuale maggiore o minore, dipende, ma, cazzo, sarà sempre acqua, devi berla, non portartela all’anulare della mano sinistra su una montatura d’oro zecchino sormontata da un diamante.

Acqua, dunque, stanno facendo credere al mondo che un bicchiere di H2O può costare molto, molto di più di una bottiglia di Chateau-Margot.

E’ il primo segnale che l’acqua da qualche parte non è più un bene pubblico, e se per disgrazia ti capita di ordinarla al ristorante senza vedere il prezzo, che ne so, per accompagnare un consommé, vai a delapidare tutta la tua fortuna per un brodino, ma vaffanculo!

Wikireader: come farne a meno?

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[Nella foto vediamo il gàrrulo Sacripanti Otello vedovo Busdraghi con un’espressione di ritrovata felicità: finalmente anche lui potrà portare ovunque il suo concentrato di ignoranza collettiva in un comodo ninnolo tascabile]

http://thewikireader.com/

Dai, cosa aspetti, czn mrdn assnn che non sei altro, frugati di soli 99 dollari ameriani ed accaparrati questo fyne oggettino, che poi andrai tronfyo e svperbo ad esebire agli amici!

Penza te che cvlo, la tua amata wikipidia sempre con te, anche ar camerino quando occorre….

[testo gentilmente fornito dall’imperscrutabile Baluganti Ampelio -o Caciagli Edo, ora non rammento…]

“La cattolicissima Spagna”

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[Nell’effige il bravo Tomas de Torquemada]

Mia moglie prega, attraverso il blog, tutti i giornalisti, televisionari, caciaroni, borgatari, pescivendoli, pennivendoli, e altrettanti spettatori, ascoltatori, fruitori, impostori, controllori, bigliettai, di smetterla una volta per tutte di usare l’odiata espressione "la cattolicissima Spagna" perche’ non e’ così, e’ l’ora di finirla, basta, teniamoci la Binetti, siamo in Europa, scopa, settebello, carte primiera e denari vinco io (oh, sono o non sono la moglie del miglior blogger-colpostregato degli ultimi 150 anni?)!

Voltaren Emulgel

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La radio la mattina ti riporta alla triste realtà lavorativa, comincia a invadere l’aere viziato di odori della camera da letto con la pigrizia tipica di chi, sia pure con i suoi transistor, ti invita a non alzarti, con quel soporifero leggerti la rassegna stampa.

Eh, ma si deve, chè oggi ci sono 4 ore. Su, via, ci si alza. Bagno, la faccia lavata con l’acqua sensibilmente più fredda perché durante la notte la temperatura è scesa anche di 8-10 gradi, maledetta lei, e ti ricordi di "Natale in casa Cupiello" in cui il protagonista, Don Luca, si sveglia infreddolito e tira cinque minuti del primo atto ripetendo alla moglie "Cuncè’, fa freddo fuori?"

Sì, fuori fa freddo, ma su, in alto gli animi, che i soldati della prima guerra mondiale sul fronte del Piave ne han ben passate di peggiori.

I conigli sono particolarmente allegri e arzilli, invece, ed è il caso che se ne stiano nella gabbia, se no riducono il divanetto e le poltrone di legno a un unico cumulo di segatura in tre secondi e due decimi.

Ti chini per vedere dove cavolo si sono nascosti e ti assale una lancinante scossa al cervello. Si tratta indubbiamente di uno


e lo maledici dal primo secondo della sua bestemmiata esistenza perché senti che fa un male cane, che preferiresti 4 ore con i tuoi alunni, che anche questa volta devi pagare la pizza a Brunetta, che chissà se c’è il Voltaren, di là, che è la solita litania del chiamare la scuola, del chiamare il medico, dell’andare a prendere il certificato, dello stare a casa dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 per la reperibilità e il tegame di su’ mà’, ohiòi, maledetto il colpo della strega, ma giuro che alla strega un giorno gli faccio venire il colpo del Di Stefano, poi si vede…

La vita per 10 euro

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10 schifosi euro.

La vita di una persona vale tanto, e forse nemmeno quello.

Non vuoi “dare il carrello” al supermercato (la moneta che libera il carrello per fare la spesa) a degli zingari che si sono messi lì apposta per chiederlo a chi passa.

Ti circondano. Nessuno si accorge di nulla perché è un accerchiamento discreto, quasi invisibile, ma tu non hai la possibilità di scappare. Sono in quattro o cinque, comprese un paio di donne.

Uno tira fuori una lama. Un coltello, un temperino, un taglierino. O che so io… “Dammi 10 euro!” E tu sei lì che pensi che non è possibile, che la tua vita non può valere 10 euro, di carta, pidocchiosi, che meno male che li hai, perché pensa un po’ te se avevi una banconota da 20, cosa fai, gli dici “Sì, dammi il resto??”

E pensi che gli daresti tutto, 10 euro, il portafogli, il cellulare, la patente, i documenti, la carta di credito, il bancomat, la tessera del cinema e che vada a morire ammazzato lui e tutta la sua stramaledetta progenie, poi poensi che no, non puoi essere così xenofobo e razzista, però intanto tutto questo sta capitando a te, davvero, nemmeno per caso, solo perché sei andato a fare la spesa al discount…

L’Abruzzo con due b de “Il Fatto quotidiano”

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Mi sono abbonato a “Il fatto quotidiano” e sono cazzi miei.

Voglio dire, sono cazzi miei e di chi mi offre il servizio. Sì, insomma, il giornale. ed, eventualmente, del vettore che me lo recapita (in questo caso le Poste italiane, che dopo una prima narcosi sembrano essersi decise a volermi recapitare il quotidiano tutti i giorni, e nel giorno d’uscita, piccoli miracoli crescono…).

Ma che il giornale di Padellaro e di Travaglio, a pagina sette dell’edizione di oggi scrivesse “Abbruzzo” con due “b”, cazzo, questo proprio no.

Vivo in una regione terremotata dall’ignoranza ma non ignorata dal terremoto, adesso ci si mettono anche loro…


PS: “Il Fatto quotidiano” è un bel giornale.

I 31 ingredienti delle Pringles “Hot and Spicy”

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L’altro giorno mi sono finito un bussolo di "Pringles Hot & Spicy", decisamente ottime per contribuire alla risoluzione dei miei problemi di "vasocostrizione periferica" e altro non dico.

Le ho trovate semplicemente buonissime. Le avevo assaggiate, è pur vero, il mese scorso, quando men recai ramingo a far visita al caro Caciagli Edo (o Baluganti Ampelio) che me ne offrì due o tre e mi disse "Ora basta sennò me le finisci!".

Come tutte le cose buonissime hanno l’elenco più sorprendentemente lungo di ingredienti, per delle patatine fritte aromatizzate. Voglio dire, se voglio fare delle patate un po’ saporite le affetto, le metto al forno, sale, rosmarino e peperoncino, olio extravergine e via.

Certo, per un prodotto confezionato non pretendo tutto questo ma ho letto l’elenco degli ingredienti:

– Patate disidratate
– Olio vegetale
– grasso vefetale
– farina di granturco
– amido di frumento,
– maltodestrina
– emulsionante E471
– destrosio
– sale
– farina di riso
– siero di latte in polvere
– glutammato monosodico
– inosinato diosodico e guanilato disodico
– zucchero
– olio vegetale idrogenato
– lattosio
– proteine del latte
– latticello in polvere
– yogurt in polvere
– panna acida in polvere
– cipolla
– paprika
– lievito
– aromi
– pomodoro
– estratto di paprika
– estratto di peperoncino verde piccante
– acido lattico
– polvere di peperoncino
– aglio in polvere
– spezie

che fra ingredienti veri e propri, coloranti, esaltatori di sapidità fanno qualcosa come 31 componenti, peggio della torta al rhum, alchermes, crema d’uovo, cioccolato, granella di nocciola e burro montato a neve con lo zucchero che faceva una mia ex.

Ma son bone, natedancani, bone davvero…

PS: Al marchio "Pringles" quelli di Wikipedia hanno dedicato una voce apposita, perché, si sa, è roba da enciclopedia. Voglio una voce per le primiatissime e mai dimenticante untuosissime Patatine Pai che mangiavo quand’ero piccino…

La Mona e la Repubblica Dominicana

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Nella parte orientale della Repubblica Dominicana si sono ritrovati con il “Canal de la Mona”, per la gioia dei lettori e dei turisti veneti.

P.S.: Ma dove l’avranno trovato un canale intero di mona?

L’insostenibile pesantezza del Bed-Jumping

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Si chiama Bed-jumping o qualcosa del genere ed è l’ultima imbecillata dell’estate.

Siccome la gente non è ancora abbastanza cretina, allora si sono inventati un nuovo modo per dimostrare a tutti che sì, la gente è veramente rimbecillita.

Siete in vacanza? Alloggerete certamente in un albergo, una di quelle cose inutilissime che purtroppo si devono prenotare perché, vedi tu, a volte la genmte anche quando è in vacanza dortme, invece di andare in giro a rompere i coglioni, oppure ha bisogno di un punto di riferimento per fare cose assolutamente noiose e ridondanti, come lavarsi, per esempio.

Gli alberghi sono quelle cose in cui uno dà libero sfogo alle proprie frustrazioni e ai desideri più reconditi. Negli alberghi si può rubare l’asciugamano, la saponettina, lo shampoo, il gel per la doccia…e da oggi si può anche volare sul letto (in modo che il peso del corpo lo rompa, perché se no non siamo sufficientemente pirla) e mentre si vola (sia pure con un salto carpiato, riportato, avvitato… c’è gente che Klaus Di Biasi lo prende di tacco!).

Resta inteso che mentre si vola bisogna farsi riprendere o fotografare (dalla fidanzata, dal marito, dal compagno o la compagna di stronzate!), si invia la cazzata dell’anno a www.bedjump.com, che lo pubblica e così anche la gente anonima può avere il suo momento di notorietà in Internet.

Molte delle testimonianze su quel sito (rigorosamente “del cazzo!”) sono fotomontaggi.

Molti però sui letti ci zompano sul serio. E non è la pubblicità della rete “Ondaflex” (bidibodibù!) che andava di moda ai miei tempi, no, è proprio la stronzata dell’anno, speriamo che qualcuno ci si ammazzi.