La mail di phishing che sembra arrivare da Aruba (e invece no)

Schermata del 2018-10-29 14-26-07

Ieri ho ricevuto due mail con mittente apparente comunicazioni@staff.aruba.it, l’indirizzo dal quale Aruba invia la maggior parte delle sue comunicazioni ai responsabili dei siti web ospitati.

Mi si dice che classicistranieri.com starebbe per scadere e che se non pago loro interromperanno il servizio. Lì per lì mi è preso un colpo, poi con un po’ di analisi della mail e, soprattutto, con la certezza che classicistranieri.com scade nel 2019 e che ho impostato il rinnovo immediato, mi sono tranquillizzato.

Intanto c’è da dire che la mail è scritta in un italiano approssimativo (“ti informiamo che il dominio classicistranieri.com scadrà” – sì, va beh, scadrà, come tutto nella vita anche lui avrà la sua fine, ma QUANDO?? e “si procederà a sospendere Sicuramente i vostri servizi”), poi giunge dall’indirizzo noreply@classicistranieri.com (che non esiste, perché le e-mail che fanno capo a quel dominio le gestisco io), e infine, a cliccare sul link indicato, si accede a una schermata che richiede il pagamento di 8 euro e rotti (classicistranieri.com costa molto di più, tra hosting, dominio, statistiche, backup etc…) ma, soprattutto, invita a inserire i dati della carta di credito (niente PayPal!). E così siete fregati.

Schermata del 2018-10-29 14-33-38

Google Chrome segnala questo collegamento come “Sito ingannevole in vista” e rimanda, nella barra degli indirizzi, a un dominio che si chiama bathline.it che sembra non avere nulla a che fare con questa catena e che si occupa soltanto di arredamenti e sanitari per bagno. Misteri. Intanto eccovi il testo della mail e, se avete un sito con Aruba, state attenti:

Gentile cliente,

ti informiamo che il dominio classicistranieri.com scadrà.

COME RINNOVARE?
L’operazione di rinnovo è semplice e veloce: è sufficiente effettuare l’ordine online e relativo pagamento.

RINNOVA ORA CON UN CLICK : http://pagamenti.aruba.it.classicistranieri.com.if3p.it/a2?valeriodistefano@classicistranieri.com

Per visualizzare il riepilogo dell’ordine e l’importo da pagare, puoi procedere al rinnovo da questa pagina.

COSA ACCADE SE NON RINNOVI?
In assenza di regolarizzazione da parte vostra entro 48 ore, si procederà a sospendere Sicuramente i vostri servizi.

Cordiali saluti
_____________________________________________
Customer Care Aruba S.p.A.

www.aruba.it
assistenza.aruba.it

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Quando ti inondano di spam

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E’ vero, credete mi è accaduto, proprio stamattina una persona che conosco mi ha fermato e mi ha detto “Senti, tu che di queste cose ci capisci…” (sì, buonanotte) “…mi è arrivata una mail in inglese dove mi hanno scoperto la password della posta elettronica. Mi chiedono di pagare per non divulgare i miei dati, che faccio, pago??” Ecco, queste sono le cose che non vorrei mai sentir dire, ma me le hanno dette e io ho risposto semplicemente “No, guai a te se lo fai” Non gli ho chiesto, naturalmente, se aveva avuto occasione di vedere qualche film porno su qualche piattaforma XXX, tanto questo tipo dio spam è solo a scopo intimidatorio. “Cambia la password della posta elettronica il prima possibile e tutto andrà bene”. Ma il guaio è che c’è gente che non solo queste cose se le beve, ci crede proprio. Per completare quello che ho scritto predentemente su questi argomenti, vi riporto il testo di una mail ricevuta da me per farvi vedere qual è il livello infimo a cui scende questa gente. Naturalmente la password l’hanno ciccata di brutto e non c’entra nulla con la vera password della mia casella di posta elettronica. Il mittente del messaggio è il mio stesso indirizzo, e questo può far paura a molte persone (vedere una mail di spam inviata da se stessi non è simpatico, lo riconosco), ma il punto èche una mail è perfettamente falsificabile. Chiunque può inviare un messaggio di posta elettronica con mittente chiunque altro, bastano programmucci come Outlook, Thunderbird, Eudora (per chi se lo ricorda). E’ facile. E, soprattutto, è possibile. Ma voi non cascateci, non pagate, cambiate la password e vivete felici,

Hello!

I’m a hacker who cracked your email and device a few months ago.
You entered a password on one of the sites you visited, and I intercepted it.
This is your password from valeriodistefano@valeriodistefano.com on moment of hack: aleph1

Of course you can will change it, or already changed it.
But it doesn’t matter, my malware updated it every time.

Do not try to contact me or find me, it is impossible, since I sent you an email from your account.

Through your email, I uploaded malicious code to your Operation System.
I saved all of your contacts with friends, colleagues, relatives and a complete history of visits to the Internet resources.
Also I installed a Trojan on your device and long tome spying for you.

You are not my only victim, I usually lock computers and ask for a ransom.
But I was struck by the sites of intimate content that you often visit.

I am in shock of your fantasies! I’ve never seen anything like this!

So, when you had fun on piquant sites (you know what I mean!)
I made screenshot with using my program from your camera of yours device.
After that, I combined them to the content of the currently viewed site.

There will be laughter when I send these photos to your contacts!
BUT I’m sure you don’t want it.

Therefore, I expect payment from you for my silence.
I think $855 is an acceptable price for it!

Pay with Bitcoin.
My BTC wallet: 1JTtwbvmM7ymByxPYCByVYCwasjH49J3Vj

If you do not know how to do this – enter into Google “how to transfer money to a bitcoin wallet”. It is not difficult.
After receiving the specified amount, all your data will be immediately destroyed automatically. My virus will also remove itself from your operating system.

My Trojan have auto alert, after this email is read, I will be know it!

I give you 2 days (48 hours) to make a payment.
If this does not happen – all your contacts will get crazy shots from your dark secret life!
And so that you do not obstruct, your device will be blocked (also after 48 hours)

Do not be silly!
Police or friends won’t help you for sure …

p.s. I can give you advice for the future. Do not enter your passwords on unsafe sites.

I hope for your prudence.
Farewell.

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Mezza giornata con Windows 10 (io?? Linux Mint!)

Spazio di lavoro 1_001

 

Il mio idillio con Windows 10 è durato appena mezza giornata. Ho acceso per la prima volta il nuovo computer portatile (che, per la cronaca, si chiama Maione, mentre quello precedente si chiamava Catarella, gli amanti del giallo all’italiana sanno di che cosa parlo) e l’accesso al sistema operativo è stato relativamente accettabile nei tempi, certo, mi sarei aspettato qualcosa di più veloce. Poi ho installato una vagonata di software open source (ma anche no, io non so rinunciare a WinRar quando sono su Windows) tratto da “The Open DVD” (sentendomi molto tronfio e sussiegoso, nonché virtuoso dell’informatica) che vi ho offerto per il libero download e lo scaricamento selvaggio (tanto è vero che non lo scaricate e non ve ne frega assolutamente nulla) e ho spento la macchina. Alla riaccensione il computer ha cominciato a macinare dati. Macina tu che macino io, ma la schermata iniziale di Windows non appariva. E’ apparso con estrema difficoltà dopo 15 minuti dall’accensione. Francamente mi è sembrato troppo. Allora ho deciso di BRASARE (sì, brasare!) tutto, di chiedere il divorzio dalla Microsoft, di rinunciare a Windows 10 e alla licenza (che ho regolarmente comperato perché era preinstallato sul PC al momento dell’acquisto) e di installare Linux Mint, versione 19, garantita fino al 2023. Anche lei non è che sia leggerina (col cavolo che Linux gira anche sulle macchine più vecchie, per installare questa roba si ha bisogno di un certo numero di risorse, se no sono cavoli vostri, e i computer vecchi li buttate direttamente) ma si carica in tempi relativamente brevi, e, soprattutto, una volta caricata è disponibile in tutto il suo splendore e nella sua eleganza. Eccovi dunque lo screenshot della mia scrivania bella pulita, essenziale, pratica, diretta e elegante, come piace a me. Purtroppo Windows 10 ha molti ma molti problemi. E Linux non è più l’olio della Maddalena, con tutte le distribuzioni sempre più pesanti che escono una dopo l’altra. Ma almeno ti regala un respiro di sollievo (gratis, libero, legale e perfettamente funzionante).

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Lo spamming-ricatto è arrivato anche a me

puppamelo

Poi, alla fine, dài, dài, picchia e mena è arrivata anche a me.

Si tratta della mail dei falsi hacker che dicono di averti beccato a vedere un sito porno, di averti fatto un filmato mentre ti masturbi sfruttando la telecamera incorporata nel tuo PC e di volere, per cancellare le tracce del misfatto, un pagamento in bitcoin entro 48 ore pena sputtanamento totale.

L’ho già detto, non c’è nulla di vero, e questi buontemponi (che hanno messo il mio indirizzo di posta elettronica come mittente e come destinatario del ricatto) non riusciranno a ricavare che pochissimi centesimi da questa operazione di battage pubblicitario a iosa.

Perché so che si tratta di un falso palese?? Semplice, non guardo siti porno (anche se voi non ci credete, è Baluganti Ampelio quello che mi aggiorna periodicamente sulle novità del settore) e soprattutto non ho nessuna videocamera installata sul PC.

Ma una cosa mi ha inquietato: nella mail, per convincerti che sono veramente degli hacker extra forti, questi signori ti dànno una password, che dovrebbe essere (nelle loro intenzioni) quella della casella di posta elettronica. Nel mio caso “puppamelo” (sì, ho password molto sofisticate). Ora, “puppamelo” è stata in passato (e in un passato molto remoto, avevo ancora la casella di posta elettronica con iol.it), per cui in un certo senso ci hanno beccato. Saranno effettivamente bravi ma poco aggiornati. Però un minimo di inquietudine c’è.

Ma tanto quattrini non gliene do.

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Non aprite quella mail!! [Potreste prendere la scossa…]

luego

Non fanno che parlare di questo. La gente viene invasa da tonnellate e-mail intimidatorie inviate da sedicenti hacker che chiedono soldi per non divulgare ai propri contatti i segreti che ognuno di noi inevitabilmente ha navigando sul web (solitamente visitare siti porno). Sono delle grandissime coglionature, sappiatelo. Non c’è bisogno che ve lo dica Paolo Attivissimo o che ve lo segnali la Polizia di Stato (il modello della mail che vi propongo come illustrazione di questo post è tratto proprio da un loro tweet di questa mattina), basta leggere. E’ una mail sgrammaticata, scritta male, con un sacco di parentesi quadre che non hanno nessun senso logico se non confondere il destinatario. Ci sono frasi senza senso (come “Trasferischi 300 sul nostro portafoglio di criptovaluta” -“trasferischi”? Ma come parlano questi, come Fantozzi?? e poi dovrei “trasferiscare” 300 cosa? Euro? Rubli?? Yen giapponesi???), italiano stentato (“Dio mio che gusti, che passioni tu hai” -sembra fiorentino-) oppure assurdità del tipo “Ti abbiamo registrato con la webcam del tuo dispositivo” (il mio dispositivo non ha nessuna webcam, cazzo volete??). Basta questo per cestinare. E invece no. E invece la gente ci crede, ci casca, si inquieta.

O, più semplicemente ha paura. Perché, si veda il caso, c’è sempre chi ha guardato un sito porno e non vuol farlo sapere a moglie, amici, parenti, amanti e figli, per non passarci da guardone depravato e avere così tutta una vita familiare compromessa. Magari è un insegnante che pensa di poter fare quello che vuole nel suo sacrosanto privato (incluso guardare qualche zoccola) e ne ha tutto il diritto, che alla fine va in panico perché la sua onorabilità potrebbe venir meno davanti alla comunità scolastica che lo ospita. Oppure, senza arrivare a questi livelli, uno può avere sul suo computer materiale politico di un certo schieramento che, si veda il caso, è quello avverso del proprio datore di lavoro che potrebbe, se lo venisse a sapere, licenziarlo su due piedi (e non ditemi che non è già successo!), per cui basta molto meno della consultazione di un sito con contenuti pornografici per far scatenare quei meccanismi per cui comunque sia è meglio pagare, non si sa mai, questa è gente di cui non bisogna fidarsi. Il che è anche vero, ma più che altro questa è gente che non bisogna assolutamente prendere sul serio.

Perché se è vero come è vero che solo uno sprovveduto telematico può abboccare a questa roba, poi come si può pretendere che questi sprovveduti sappiano fare una transazione in bitcoin o in qualsiasi altra valuta legalmente riconosciuta? Non si sa. Fatto sta che vanno tutti da Babbo Attivissimo (e questo è un male) o alla Polizia Postale (e in questo caso fanno benissimo), magari vergognandosi e confessando che sì, l’hanno veramente guardato un sito porno, ma loro non sapevano, non credevano, non erano a conoscenza, non avrebbero mai immaginato, figuratevi, io, un onesto padre di famiglia, è stato più per curiosità che per altro, è che poi alla fine internet mi ha preso la mano, non ditelo a mia moglie, per favore, ho sempre lavorato dalla mattina alla sera, e poi un povero diavolo deve pur averne di svaghi, nevvero Marescià’?, io e lei siamo gente di mondo, ma ora io tutti questi soldi non li ho, ho paura, per me, per la mia famiglia, per i miei figli che non si meritano di sapere di avere un padre voyeur, ma poi si figuri, dovrebbero andare a prendere i pedofili con le webcam mica la gente onesta… [svenimento del convenuto]

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E’ cambiato il vestitino del blog

Oggi, giusto perché non so cosa dirvi, vi informo (ma lo avete visto anche da soli) che ho cambiato il vestitino al blog. Il colore rosso mi aveva sinceramente stufato e l’ho sostituito con questo arancione e verde, un po’ più vivace. Ma siccome ho svariati colori ancora a disposizione, è molto probabile che li cambi ancora a seconda del mio personalissimo umore quando voglio e quando mi va, paraponziponzipà. Per ora mi pare bello così.

Ho finalmente cambiato il font degli articoli. Nulla di eccezionale (è un semplice e banale Tahoma -o Verdana, ora non mi ricordo, li confondo sempre), ma adesso finalmente il blog si legge perbenino. Godranno del cambiamento in meglio soprattutto gli utenti che leggono da PC, perché ho visto che gli effetti su smartphone e tablet non sono poi così incoraggianti. Mejor algo que nada. Insomma, via, per oggi ho fatto un bel lavorino.

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The Open DVD 18.07

opendvd

TheOpenDVD è una ricca raccolta di programmi open source per Windows della migliore qualità. I programmi sono stati accuratamente selezionati per assicurare stabilità, facilità d’uso e un’installazione e rimozione pulita dal tuo computer. Include anche dell’utile materiale aggiuntivo relativo ai programmi forniti, documentazione ed esercitazioni. È permesso e incoraggiato l’uso e la copia del DVD e del materiale contenuto in esso così come definito dalle rispettive licenze di utilizzo. (da http://www.theopendvd.it/)

Da oggi The Open DVD (che è un’opera seria e ben fatta) è disponibile anche su questo blog ai seguenti link:

Filename Date
TODVD-it-18.07-nc.iso   9/16/18  3:05 pm
TODVD-it-18.07-nc.iso.md5   9/16/18  3:14 pm

Ho voluto raccogliere la palla lanciata dai (bravi) programmatori del gruppo Linux del Politecnico di Torino e condividere questo DVD (se non sapete come masterizzare un’immagine ISO non ci posso fare niente, imparatelo) con vuoi che mi leggete. Se usate Windows ci troverete molte cose interessanti, tutte aperte e gratuite e sotto licenza libera (mentre l’antologia è coperta da una licenza Creative Commons). Ma che, soprattutto, funzionano bene.

Godete. Ed ecco l’elenco dei software disponibili per lo stupore dei vostri occhi:

Grafica

  • Album Shaper 2.1
  • Blender 2.79b
  • Dia 0.97.2
  • The GIMP 2.10.2
  • Inkscape 0.92.3
  • Open Clip Art Library 2.0

Multimedia

  • Audacity 2.2.2
  • Avidemux 2.7.1
  • CamStudio 2.7.2
  • CDex 2.05
  • GNU Solfege 3.23.4
  • InfraRecorder 0.53
  • MuseScore 2.2.1
  • TuxGuitar 1.5.1
  • VLC 3.0.3
  • VLMC 0.1.0
  • Zinf 2.2.1

Giochi

  • Connectagram 1.2.7
  • Enigma 1.21
  • FreeCiv 2.5.11
  • FreeCol 0.11.6
  • LBreakout2 2.6.3
  • Neverball 1.5.4
  • Sokoban YASC 1.651
  • SuperTux 0.5.1
  • Battle for Wesnoth 1.14.3
  • WinBoard 4.8.0

Utilità

  • 7-Zip 18.05
  • ClamWin 0.99.4
  • Ghostscript 9.23
  • GTK+ 2.24.10
  • MD5summer 1.2.0.11
  • Notepad2 4.2.25
  • Notepad++ 7.5.6
  • Really Slick Screensavers 0.2
  • SciTE 4.0.5
  • Workrave 1.10

Ufficio

  • AbiWord 2.9.4
  • FreeMind 1.0.1
  • GanttProject 2.8.8
  • GnuCash 3.1
  • KompoZer 0.8b3
  • LibreOffice 5.4.7.2
  • PDFCreator 3.2.1
  • Scribus 1.4.7
  • SumatraPDF 3.1.2

Internet

  • FileZilla 3.34.0
  • Firefox 60.0.2
  • Free Download Manager 5.1.37
  • Linphone 4.1.1
  • Pidgin 2.12.0
  • PuTTY 0.70
  • RSSOwl 2.2.1
  • SeaMonkey 2.49.3
  • Thunderbird 52.8.0
  • TightVNC 2.8.11
  • Tribler BitTorrent 7.0.2
  • Vuze (Azureus) 5.7.6.0
  • WinHTTrack 3.49.2
  • WinSCP 5.13.2

Educativi

  • Celestia 1.6.1
  • E-Toys 5.0
  • Geogebra 6.0.472.0
  • Guido Van Robot 4.4
  • Marble 2.2.0
  • NASA World Wind 1.4.0
  • Stellarium 0.18.0
  • Tux of Math Command 2.0.2
  • Tux Paint 0.9.22
  • Tux Typing 1.8.1

Scientifici

  • CaRMetal 3.8.2
  • GraphCalc 4.0.1
  • Maxima 5.41.0a

(informazioni tratte da: http://linux.studenti.polito.it/wp/theopendvd/)

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Attacco hacker su valeriodistefano.com

grafico

Nella notte tra l’8 e il 9 settembre scorso, valeriodistefano.com è stato vittima di un attacco hacker con oltre 6000 tentativi di accesso a una pagina fortunatamente inesistente sul server, ma legata alla cartella di gestione del blog. Immaginatevi voi come ci sono rimasto cacino quando ho scoperto che l’indirizzo IP di provenienza della richiesta di accessi non è russo o cinese ma perfettamente e genuinamente italiano. A pensare male si fa peccato però ci si indovina sempre. E il fatto che il blog dia così fastidio a qualcuno vuol dire che siamo riusciti nell’intento (uso il plurale non certo nel senso di “majestatis” ma per sottolineare che siamo in più di uno a crederci). Anche Wordfence, il plugin per WordPress caro asserpentato ha respinto parte degli attacchi e ha fatto il suo sporco ma fedele lavoro. Felice di (dis)piacere.

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Brevissime (forse!) dal blog

a) Ieri, fortunosamente (e fortunatamente!) ho ritrovato una copia di backup di una cartella del blog che conteneva centinaia e centinaia di immagini, file MP3 e PDF tutti collegati ai post più vecchi (diciamo quelli antecedenti il 2010, prima del passaggio a WordPress).

Per un caso fortuito (e te dàgli!) la cartella era stata cancellata dal server, cosicché in molti post non erano più visualizzate le immagini, non si poteva accedere al lettore virtuale di file sonori, non si vedevano i documenti. Adesso in due giorni ho ripristinato 5 Gb. di materiale che è tornato regolarmente in linea. Ho fatto due prove e sembra proprio che vada tutto bene. Ma non si sa mai, nel caso trovaste qualcosa di anomalo fatemi sapere a:

valeriodistefano AT valeriodistefano.com

tanto la posta elettronica non la guardo mai.

b) Un post non fa primavera. E’ vero che avevo annunciato uno stand-by di tempo indeterminato, e che questo stand-by è durato anche relativamente poco (io pensavo agli inizi che il blog sarebbe morto di inerzia), però non so ancora darvi delle certezze sulla continuità (anche se il post di avviso è stato per ora rimosso e giace nella cartellina delle bozze) e sulla qualità dei singoli articoli. Diciamo che ho ancora troppi cazzi per il capo per potermi dedicare con gli stessi costanza, metodo, dedizione, passione, meticolosità, puntiglio ai miei lettori e alle loro variegate esigenze che spesso mi esprimono neanche il blog sia di loro esclusiva pertinenza. Quindi preparatevi perché potrei sparire di nuovo e questa volta in maniera più radicale. Accontentatevi di quel che passa il convento (“è cresciuto un altro frate/brodo lungo e seguitate!”)

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Disabilitati i commenti da valeriodistefano.com

Sentite, lo so che queste notizie ve le do con il contagocce, ma non è colpa mia se le cose capitano una dietro l’altra e dovrò pure informarvi anche se non ve ne frega niente di quello che dico.

Dal 15 maggio entrerà in vigore una nuova normativa europea in tema di privacy. Non ho avuto tempo nè modo di leggerla o di approfindirla, ma pare che gli adempimenti per chiunque gestisca un sito web siano molti. Siccome ho molte cose da fare (e non sto a dettagliarvi quali) non ho né tempo né voglia di adeguarmi a questa normativa solo per il fatto di detenere gli indirizzi IP e gli indirizzo e-mail di chi commenta, quindi a partire da subito i commenti WordPress e quelli da Facebook sono stati disabilitati dalle pagine del blog. Da qui al 15 maggio cancellerò tutti i commenti ricevuti fin qui (ma sì, anche quelli in cui sono stato pesantemente insultato, che erano così carini!) e spero di poter vivere un po’ in pace, senza dovermi stare a sbattere ogni giorno per il solo fatto di gestire un blog, cioè uno spazio in cui io esprimo delle opinioni, e che tale dovrebbe rimanere, anche in termini di tempi da dedicargli. E’ una questione meramente economica: se non ho tempo da dedicare allo scrivere i post perché questo tempo viene completamente assorbito dagli adempimenti sulla privacy, che razza di senso ha tutto questo?

E lo so (non venite quindi a dirmelo) che i commenti sono una parte vitale di un blog, che senza di quelli non c’è il contraddittorio (Dio che razza di palle ‘sto contraddittorio!), che non è democratico parlare senza dare la possibilità di replica, ma diciamoci la verità: questa opportunità (quella di commentare) l’avete usata pochino pochino, e se non intressa a voi esprimere la vostra opinione, figuratevi a me, che, peraltro, la esprimo già.

Quindi silenzio, stringere i denti e viandare.

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Un’altra brevissima (ma importantina) notizia dal blog

Allora, pare proprio che la prossima versione del browser Google Chrome penalizzerà, evidenziandoli come NON SICURI, tutti i siti che si appoggiano sul tradizionale protocollo http://. Per ovviare a questo problema, ed evitare così che il blog venga penalizzato dal motore di ricerca, ho generato un certificato SSL. Non chiedetemi di che cosa cavolo sto parlando perché non lo so nemmeno io.

Fatto sta che, adesso, il blog può essere raggiunto anche dall’indirizzo (più sicuro) https://www.valeriodistefano.com.

Ecco, ve lo volevo solo dire.

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Feedjit.com ha chiuso il servizio

Feedjit.com ha chiuso i battenti. Per chi fosse un aficionado del blog, feedjit.com era quel servizio di conteggio di accessi unici che visualizzava il nome e la bandierina del paese da cui venivano gli accessi e le pagine viste. C’era un rettangolo lungo nella parte sinistra del blog, che ora non c’è più perché i suoi gestori hanno deciso di chiudere il servizio.

Peccato davvero perché mi ricordo che con un mio caro amico che oggi compie gli anni e che mi segnalò questa risorsa web, facevamo a gara a chi collezionava le bandierine più strane ed esotiche: “Beeeeene, io ciò il Madagascar!!” “Sì ma io ciò Cuba che te un ce l’hai…” Era divertente, ed è un vero peccato che Feedjit.com non ci sia più. Comunque auguri Luigi.

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Ancora due parole sul blog…

Qualcuno di voi mi ha chiesto come mai appaiono le parole linkate in rosso anche sulla home page del blog quando prima apparivano solo nei singoli articoli. Certo che anche voi una bella padellata di affari vostri non ve la fate mai, eh? Va beh, tanto vale che vi confessi che è un sistema che sto sperimentando per vedere di incrementare i clic sulle singole pagine e offrire contemporaneamente la possibilità di accedere velocemente a pagine con tematiche di (potenziale) interesse per l’utente finale. Detto così suona anche bene. Poi c’è la gente che mi dice “Ma si legge male!” Eh, sì, magari non sarà proprio il massimo, ma, sfiga per voi, perché quando andate a consultare Wikipedia vi ritrovate letteralmente pieni di link e controlink azzurri, potete vederne qualcuno anche sulla mia home page ottenendo un effetto ridotto (ma magari, che ne so, vi piacciono le emozioni forti e io non sono ancora in grado di darvele…). Va bene, in questi due giorni ho pubblicato sei articoli, spero siate contenti (e se non siete contenti vi attaccate!), domani parto per la Toscana, dove restero quattro giorni e mi sarà difficile aggiornare, per cui abbiate pazienza che al ritorno, sempre se non mi vado ad ammazzare con la macchina, riprenderò a scrivere qualche stupidaggine. Nel frattempo siate felici.

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Ho cambiato gestore telefonico: la vendetta degli SMS pubblicitari a pagamento

nokia

Dall’ultima volta in cui vi ho parlato del mio improvvido cambio di gestore telefonico ne sono successe un paio davvero carine:

– ho ricevuto un messaggio pubblicitario. Quelli del call center del mio nuovo operatore dicono che sono io che devo aver pigiato un OK su qualche bannerino invisibile, ma io sinceramente non mi ricordo nulla di tutto ciò, fatto sta che l’SMS pubblicitario mi è arrivato e mi è anche costato 2,44 euro. Roba dell’altro mondo! Dovrebbero darli a me 2,44 euro per ricevere la loro pubblicità e invece me li fanno pagare. Va beh, ho deciso di far schermare i messaggi pubblicitari in entrata (si può fare, anzi, fàtelo subito, così non perdete tempo) e mi hanno anche restituito i 2,44. Carini.

– Mi ha chiamato un gestore telefonico diverso dal mio per sentire se putacaso volevo passare da loro. No, esenza neanche grazie, se e quando vorrò di nuovo cambiare gestore e farmi sugare un sacco di soldi per i loro servizi li chiamerò personalmente e glielo chiederò, che diàmine.

Vi racconterò di eventuali altre scosse di assestamento man mano che si verificheranno. Intanto il consiglio, tanto per cambiare, è sempre lo stesso: cambiate pure gestore ma con molta, molta, molta cognizione.

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Butac.it è di nuovo tornato on line

butac

E’ di nuovo raggiungibile il sito butac.it (“Bufale Un Tanto Al Chilo”), sequestrato preventivamente la mattina di venerdì scorso. Resta sequestrato soltanto l’articolo oggetto del contendere, salvaguardando le esigenze del procedimento in corso e quelle del diritto a fare informazione.

La notizia, di per sé, è già più che datata e non sono certo arrivato primo. Ma questo è un blog di opinione, non di informazione, quindi possiamo permetterci qualche valutazione supplementare a bocce ferme.

In primo luogo sgomberiamo il campo da ogni fratintendimento: si tratta di una notizia positiva che riequilibra i diritti che ha qualunque cittadino di fare informazione e di far circolare il proprio pensiero nelle forme che ritiene più opportune e quelle di una misura che si era rivelata troppo drastica e radicale (dunqie inefficace) come quella del sequestro preventivo di TUTTO il sito, quando ad essere coinvolto nella querela per diffamazione era soltanto un articolo.

Ma la gioia finisce qui e non va oltre. Infatti, il procedimento per diffamazione prosegue, e il dissequestro della risorsa web e la sua conseguente ritrovata raggiungibilità in rete non significano affatto che sia venuto meno il processo penale a carico dei responsabili. Anzi, quello persiste, purtroppo, e ha già visto, come è evidente, il “vantaggio” del querelante che si è visto non solo accogliere le doglianze, che non sono state archiviate, ma che continua a vincere contro Butac.it per 1-0 perché, si veda il caso, il sequestro si è “ristretto”, sì, al solo articolo presuntamente diffamatorio, ma non è stato minimamente annullato, c’è chi dovrà rispondere di quello che ha scritto, a meno che non offra un adeguato risarcimento prima dell’apertura del dibattimento e prima che si dichiari il non luogo a procedere.

Lo ripeto: è vero, è un ottimo risultato quello del dissequestro del sito, Butac.it potrà far valere in sede giudiziaria tutte le proprie ragioni, nessuno può essere giudicato colpevole fino a sentenza definitiva passata in giudicato, non c’è stato nessun giudizio, nemmeno di primo grado, la partita non è ancora finita, ma intanto il querelante l’ha insaccata in porta e il pallone torna al centro del campo.

Un’ultima annotazione: alcuni siti di debunking (indovinate quali), durante la (delicata) vicenda sel sequestro totale, per evitare difficoltà agli avvocati di Butac.it nell’ottenere quello che era giusto (e cioè un sequestro “chirurgico” fatto col bisturi e non con la mannaia), hanno deciso di non fare il nome del querelante e di respingere al mittente tutti i commenti che lo riportassero o che contenessero link a pagine che potevano facilitarne l’identificazione. Quando tutto si è sbloccato e il sito è tornato on line, come per miracolo è apparso il nome del querelante destinato alla vista e alla cognizione dei più. E’ un modo di fare blogging giornalistico scorretto e di pessima qualità. Io posso capire la simpatia istintuale che si prova verso un sito che si è visto oscurato per quattro o cinque giorni da un provvedimento oggettivamente smisurato, ma porca paletta, voglio dire, ci sono anche dei lettori che hanno diritto al giusto equilibrio, e che se da un lato il sito è stato penalizzato, dall’altra ci sono le legittime richieste di un querelante che reclama il suo. E sarebbe anche ora di darne contezza in modo quando meno equilibrato. Ma l’equilibrio nel giornalismo in rete è un’utopia. Si è faziosi e di parte. E questo posso permettermelo tutt’al più io, che non ho nessuna tessera di giornalista e me ne vanto. I giornalisti veri, o quelli che si vantano come tali, facciano semplicemente il loro brutto e sporco mestiere.

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