Giù le mani da Radio Radicale!

testata-radio-radicale-500-tiny

Radio Radicale rappresenta certamente un “unicum” nel panorama dell’informazione italiana. Da decenni ritrasmette in diretta le sedute del Parlamento, in modo che i cittadini possano avere una informazione diretta e trasparente su ciò che accade nel Palazzo. Senza filtri e senza complesse rielaborazioni. Radio Radicale è l’archivio vocale, sterminato, della storia della Repubblica. Le trasmissioni delle ultime tre settimane sono disponibili sul sito www.radioradicale.it in streaming e per il download con una licenza Creative Commons. Sono inoltre trasmesse tutte le udienze dei processi principali, tra cui il Processo bis per la morte di Stefano Cucchi, a Mario Bo ed altri per il depistaggio dell’inchiesta sulla strage di Via D’Amelio e il processo d’appello per il disastro ambientale avvenuto nella discarica Resit di Giugliano (Napoli).
E a Radio Radicale il governicchio degli intolleranti e degli incompetenti ha tagliato del 50% il contributo pubblico.
Radio Radicale è, senza se senza ma, servizio pubblico a tutti gli effetti. Non ho altre possibilità di assistere alle sedute del Parlamento se non quella di accendere la radio. Sul satellite le dirette della Camera non ci sono più, se voglio i canali della Camera e del Senato devo pagare Sky (col cavolo!), il canale di GR Parlamento non trasmette TUTTO in versione integrale, e io mi perdo in questa offerta formativa frammentaria. Sicché mi collego al sito, clicco sulla diretta radiofonica e me la ascolto in streaming. O sull’FM nazionale, che però da me non prende neanche troppo bene.
Al servizio pubblico non si tagliano i viveri. Giù le mani da Radio Radicale!

36 Views

E’ il World Radio Day. Viva la radio!

radio

E allora auguri a tutte e tutti voi per il World Radio Day che si celebra oggi.

Non la si ama mai abbastanza, la radio, per tutto quello che ci dà quotidianamente, per cui bisogna festeggiarla e ben vengano queste giornate se riescono a dare così tanta gioia e allegria.

La radio è compagna, ma anche amante, amica e (per qualcuno) moglie. Ho più ricordi personali con la radio che con parenti od amici. E non sono solo, ad esempio, la compagnia di tre ore in un ingorgo, o Radio Maria che ti strasfracassa i coglioni perché sulla scala parlante non c’è altro da ascoltare, i ripetitori del Monte Serra sono andati a farsi benedire e o ti ciucci padre Livio o ciccia.

Quando c’erano ancora attive le trasmissioni in italiano delle radio dell’Est ho assistito alla storia. Ho ascoltato direttamente dalle fonti governative la caduta di Ceausescu, i funerali di Andropov e Cernenko (ho fatto anche questo!), la caduta del muro di Berlino.

La radio è proprio vero che arriva dalla gente, entra nelle case e ci parla direttamente.

E per il World Radio Day mi piace ricordare una voce storica di Radio Uno Rai, Riccardo Cucchi, che se ne va in pensione e ora bisognerà trovare uno bravo almeno quanto lui che ci racconti il calcio.

Perché la radio libera. Perché libera la mente.

(foto tratta dal profilo Facebook di Andrea Borgnino)

32 Views

La città ne parla. Anche noi.

Il logo di Radiotré RAI

Essere citato, sia pure con il solo nome, da Radio Tre è una cosa che mi succede abbastanza spesso. Essere in compagnia, nella citazione, di amici come Valentina Falcioni e Francesco Galli, sinceramente non mi era mai capitato, ed è un privilegio raro.

67 Views