Sara Nicoli – Dico: Santa Reazionaria Chiesa

 E’ un’offensiva politica che non trova similitudini nella storia recente quella che la Chiesa sta mettendo in atto contro i Dico, il disegno di legge del governo firmato Bindi-Pollastrini, che ha l’intento di diventare una legge quadro sui diritti delle coppie di fatto, nonostante i vistosi maldipancia presenti anche all’interno della stessa compagnie governativa che l’ha proposta. Stavolta non è sceso in campo il solito Osservatore Romano a criticare il governo per le sue coraggiose scelte in un campo del sociale molto sentito nel Paese (secondo l’Istat in Italia ci sono 500 mila coppie di fatto interessate alla nuova legislazione). Prima ha preso la parola il cardinal Ruini annunciando una "nota ufficiale, una parola meditata, che sia impegnativa per coloro che accolgono il magistero della Chiesa e che possa essere chiarificatrice per tutti". Poco dopo è stato il Papa, in prima persona, a intervenire.

Parole pesantissime quelle pronunciate da Benedetto XVI: "Sovvertendo il matrimonio si mette a rischio la società".A suo giudizio, dunque, non si devono "trasformare in diritti" quelli che sono "interessi privati, o doveri che stridono con la legge naturale". "Un’applicazione molto concreta di questo principio – ha spiegato – si trova se si fa riferimento alla famiglia, cioè all’intima comunione di vita fondata dal Creatore e regolata con leggi proprie.Essa ha la sua stabilità per ordinamento divino. Il bene sia dei coniugi che della società non dipende dall’arbitrio". Infine, l’affondo politico vero: “Nessuna legge – ha scandito il Papa – può sovvertire la norma del Creatore senza rendere precario il futuro della società con leggi in netto contrasto con il diritto naturale". Dio, patria e famiglia, dunque. Uno slogan antico che avremmo preferito dimenticare.

Questi strali di Oltretevere troveranno applicazione in un prossimo documento, sempre fortemente politico, che la Cei editerà nei prossimi giorni e che, sempre a giudizio dei vescovi, dovrà essere considerato “vincolante” ed impegnativo per tutti quelli che accolgono “il magistero della Chiesa”

Per quanto possa sembrare paradossale, non sono le parole del Papa a destare sensazione, né a poter preoccupare sotto il profilo dell’attacco alla laicità dello Stato e alla libertà di scelta dei cittadini: è dovere del Vicario di Cristo l’orientamento dei credenti. E’, invece, l’annunciato documento di Ruini a rappresentare un unicum; non si tratta più di semplici indicazioni comportamentali e di valore etico e spirituale a cui, poi, ciascun cattolico decide liberamente di adeguarsi. In questo caso si vuole apporre a questa presa di posizione politica quasi il sigillo del dogma, il vincolo dell’obbedienza senza se e senza ma, come se quei cosiddetti “valori non negoziabili”, per dirla con la “Teodem” Paola Binetti, fossero considerati alla stregua della verginità della Madonna o dell’esistenza dello Spirito Santo. Se, per estensione, si può considerare più ragionevole – dal punto di vista cattolico – la battaglia per la salvaguardia della vita dal concepimento fino alla morte naturale (con le conseguenti prese di posizione contro aborto e eutanasia), resta davvero indigesto tollerare che anche la Famiglia fondata sul matrimonio possa essere considerato un valore imprescindibile per i cattolici del XXI secolo al punto da vincolarne la solidità di un Credo che di politico nulla dovrebbe avere.

Ma il punto di snodo è un altro. E non risiede nel rifiuto del riconoscimento di un legame affettivo fuori dalle logiche delle convenzioni giuridiche e sociali. All’indice, insomma, non c’è certo la canonozzazione del cosidetto “matrimonio di serie B”, vissuto comunque come scappatoia persino dal matrimonio civile. Sono gli omosessuali ad essere nel mirino e quella parte del ddl Bindi Pollastrini che proprio nell’articolo 1 ha abbattuto gli steccati dell’ipocrisia sociale eliminando la discriminazione sessuale per gli aventi diritto ai Dico. Un fatto intollerabile per la Chiesa che continua a vedere nell’omosessualità un comportamento deviato, quindi da rifiutare all’origine. E contro cui la Cei sta per muovere una risposta netta: il sabotaggio della legittimità delle istituzioni repubblicane attraverso la “chiamata” alla disobbedienza dei parlamentari di stretta osservanza vaticana.

Il documento di Ruini, infatti, servirà solamente a questo, non certo come richiamo, fermo quando suadente, al “gregge” dei cattolici italiani a dare “testimonianza” attraverso il rifiuto dei Dico e la scelta del matrimonio convenzionale. Servirà, insomma, a far sentire sopra la testa dei Mastella, dei Bobba e delle Binetti, la pressione pesante del giogo di un’eventuale scomunica qualora il loro voto in Parlamento si sganci dalle necessità politiche della Chiesa di Roma. Siamo, dunque, davanti ad un atto politico di inusitata invadenza che dovrebbe far riflettere sulla legittima esigenza dello Stato italiano di ribadire la propria sovranità attraverso una immediata rilettura degli atti del Concordato e le conseguenti agevolazioni, soprattutto fiscali, di cui gode il Vaticano in territorio italiano. Una scelta coraggiosa che, tuttavia, nessuna autorità politica è oggi in grado di portare avanti con convinzione e non come semplice provocazione o avvertimento alla Chiesa a non entrare in questioni che non gli appartengono.

E’ una classe politica troppo debole quella che oggi si trova a dover fronteggiare questa aggressione. Infatti, per quanto Prodi non avverta immediato pericolo per la tenuta del suo governo al momento del delicato passaggio parlamentare dei Dico, c’è già chi nella maggioranza – e con maggiore lungimiranza, a nostro dire – si interroga sulla possibilità di sottoporre il ddl Bindi Pollastrini al voto di fiducia, eliminando in questo modo sia la possibilità di uno svuotamento della proposta di legge, sia quello di una imbarazzante bocciatura per colpa del fuoco amico.
Dettagli di strategia politica che cominceranno ad essere evidenti al momento in cui il ddl approderà al Senato. E dove l’esiguità dei numeri farà emergere più di qualche semplice problema di tattica d’aula: con i Dico c’è in gioco molto di più della pur necessaria sopravvivenza del governo Prodi. C’è l’esigenza, sottolineata anche da più di un ministro, di ribadire la sovranità politica dello Stato rispetto al proprio potere legislativo e alla costruzione di una società aperta ai mutamenti e alle nuove esigenze del vivere civile. Che non può passare in alcun modo attraverso i diktat all’obbedienza pronunciati da un’autorità che nulla dovrebbe avere di politico ma che si muove, invece, come un partito d’opposizione “divina”. Una volta il nemico era il comunismo ateo, oggi è il relativismo etico, la bestia nera di Ratzinger. “Gesù ha detto che i suoi cristiani sono la luce – ha ricordato Don Andrea Gallo – ma dov’è la luce in questa crociata di Santa Madre Chiesa? Io con questi principi non negoziabili ci devo negoziare tutto il giorno”. Il Papa e Ruini, ovviamente, no.

da: www.altrenotizie.org

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Lettera ad “Altroconsumo” sul “contagio digitale”

Cari amici di “Altroconsumo”,

chi vi scrive è il socio n. 02537863-52.

In merito al Vostro articolo “Al riparo dal contagio digitale”, pubblicato a pag. 26 del n. 201 del febbraio 2007, devo purtroppo rilevare come, per la prima volta, Altroconsumo non sia stato all’altezza della fama di dispensatore di informazione indipendente che sempre lo ha contraddistinto.

L’articolo, pur dedicato a firewall e antivirus esclusivamente prodotti per sistemi operativi proprietari, non prende praticamente neanche in considerazione la possibilità di segnalare al lettore consumatore l’esistenza di altri sistemi operativi, liquidati con solo un paio di righe di spazio, rispetto alle 4 pagine intere che sono state dedicate al software per prodotti Microsoft.
Si legge esclusivamente, infatti, che “Gli altri sistemi operativi sono più sicuri sia perché meno usati sia per come sono stati progettati.”
Sarebbe stato molto utile per l’utente finale apprendere sia il nome di questi OS, sia il fatto che tali sistemi operativi non solo sono più sicuri in quanto meglio progettati, ma che alcuni di loro, come Linux e FreeBSD sono addirittura gratuiti in moltissime versioni, che sono praticamente invulnerabili al malware, e che per avere la caratteristica di essere sistemi “open source” possono permettere all’utente finale di interagire con il codice sorgente in modo da poter modificare le prestazioni secondo le proprie personali esigenze. Comunque, senza voler andare a toccare Linux, sarebbe bastato scrivere che anche altri sistemi operativo commerciali, come OS per Mac presentano un notevole grado di sicurezza.

Tralasciando altre inesattezze (Firefox non è un sistema operativo, ma un applicativo), trovo che l’articolo sia completamente incentrato sul sistema Windows, di cui viene decantata l’ultima versione, Vista, che è sicuramente il più diffuso, ma che non è certamente l’unico in circolazione. E che ha già rivelato gravi falle per cui il rilascio di un “service pack” sarebbe quanto meno opportuno.

E’ stata una mancanza di informazione molto grave, considerato anche il ruolo neutrale che Altroconsumo dovrebbe assumere non solo nella presentazione e comparazione di prodotti omogeneamente distribuiti (in questo caso, software di protezione per PC), ma anche nella completezza dell’informazione.

Mi dispiace anche dover comunicare con voi via fax. Ho una casella di posta elettronica certificata che garantisce il mittente, il contenuto, la data e l’ora di spedizione, ma non è stato possibile inviarvi questa comunicazione neanche via e-mail, perché avrei dovuto collegarmi al vostro sito e spedirla da lì, giacché sulla rivista non appare neanche un indirizzo a cui fare riferimento.

Duole constatare come i consumatori che hanno fatto scelte diverse da quelle tradizionalmente diffuse (ma non per questo migliori), vengano continuamente penalizzati non certo dalle dure leggi del mercato, da cui, grazie al cielo, sono immuni, ma dalle stesse associazioni di consumatori, in una informazione che appare sempre più faziosa e ristretta, non si sa se per dolo o se per ignoranza.

In ogni caso la cosa è molto preoccupante. Cordialmente

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