“ebook gratis”: Liber Liber in testa ai motori di ricerca. Ma è solo pubblicità.

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Cercando la stringa “ebook gratis” su Google, potreste imbattervi, come è capitato a me, in un risultato come questo:

Come vedete, Liber Liber è in prima posizione. Ma non si tratta di un ottimo posizionamento della risorsa sul motore di ricerca (eppure Liber Liber è molto ben indicizzato su Google, meglio sicuramente di quanto lo sia classicistranieri.com e questo un po’ mi rode, ma anche Google ha le sue priorità), bensì, come correttamente segnalato, di un “annuncio”, una pubblicità sponsorizzata, insomma, attraverso un servzio che si chiama Google Adwords (caro asserpentato, peraltro, l’ho provato per pochi giorni ma non potevo andare avanti così, non ho le risorse economiche degli amici “concorrenti” -chè, poi, io la “concorrenza” non ce la vedo-).

Un bel risultato, indubbiamente, complimenti. Anche se mi sarei risparmiato quel “lette- ratura”, che tanto bello non è.

I libri di Liber Liber non sono tutti fuori copyright. Ci sono, ad esempio, le traduzioni di William Shakespeare ad opera di Goffredo Raponi, cui appartengono anche i diritti sulle note, e che sono stati ceduti a Liber Liber in esclusiva. Una risorsa come classicistranieri.com, per esempio, non può redistribuire “Romeo e Giulietta”. E non possono farlo nemmeno i privati che abbiano scaricato il libro dal sito o lo abbiano acquistato in versione epub su Amazon.
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Perché vi parlo tanto delle statistiche

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Che uno dice “ma perché ultimamente ce l’hai tanto con questa storia delle statistiche”? Semplice, perché cercavo dei mezzi (e ne ho trovati due, uno gratuito e l’altro a pagamento) per avere delle statistiche vere, basate soprattutto su accessi umani. I numeri altissimi delle vistie ai miei siti che mi riportavano le statistiche di Aruba erano, sì, dei massaggi dell’ego, ma erano completamente falsate.

Vi faccio un esempio: queste sono le statistiche di Aruba relative all’ultima settimana del blog. Ora, uno si aspetterebbe che la pagina più visitata del blog sia la Home Page, ed in effetti per Aruba è così. Solo che guardate un po’:

La Home Page è effettivamente in prima posizione, ma in seconda c’è un file di configurazione di WordPress, wp-cron.php che serve per programmare la pubblicazione dei post o di altri eventi, funzione di cui mi faccio di poco, tant’è che non la uso. E se non la uso perché viene indicizzata? C’è qualcuno che cerca di metterci le mani sopra, così come admin-ajax.php, anch’essa nella classifica. Non parliamo poi della pagina wp-login.php che è quella che serve per entrare nel pannello di amministrazione del sito. Lì c’è sempre qualcuno che ci prova, ben 352 utenti nell’ultima settimana. E io quella pagina la uso sì e no 3-4 volte al giorno.
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LiberLiberate anche “Anna Karenina”!!

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L’edizione Liber Liber di “Anna Karenina” di Lev Tolstoj segue le sorti di quella di “Madame Bovary”, solo che il problema delle licenze (soprattutto per quello che concerne la versione in audiolibro) è molto più complesso e intricato. Vediamo:

Le note sull’e-book (dotato di codice ISBN e venduto regolarmente su Amazon e iTunes al prezzo di 0,49 euro) dicono:



Dunque, a parte il fatto che “sì” affermativo si scrive con l’accento, il testo è protetto da diritti d’autore. Andiamo a vedere sul link indicato quale è la licenza per questa ripologia di edizioni: vi si legge che
“i testi protetti da diritto d’autore possono essere utilizzati e copiati solo per uso personale. Quindi, non possono essere inseriti in collezioni di testi on-line; non possono essere ceduti a terzi (i quali dovranno scaricarli direttamente dal sito di Liber Liber); non possono essere utilizzati a fini commerciali, ecc. “

L’assurdo è che mentre sul file materiale, fisico, che contiene l’opera di Tolstoj è indicato la totale protezione dell’opera, sulla pagina di download dei file è indicato che l’opera è disponibile con la licenza Creative Commons
Creative Commons “Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale”

Quindi, da una parte, io quell’opera non la posso cedere a nessuno, ma dall’altra mi si apre una finestra per cui, a determinate condizioni (cioè che io mantenga la licenza originaria, non la usi per scopi commerciali, attribuisca correttamente la paternità dell’opera) quell’opera può circolare liberamente. Delle due l’una. Quale è l’interpretazione corretta? Naturalmente Liber Liber non ce lo dirà mai, e noi non lo pretendiamo, figuriamoci, una organizzazione che ha chiesto (e mai ottenuto) il sequestro di questo blog non ci invierà nemmeno due righe di chiarimento. Ma il chiarimento lo dovrebbe in primo luogo non tanto a noi quanto ai suoi utenti e visitatori, che hanno il diritto di sapere che cosa possono e che cosa non possono fare con un contenuto.

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Liber Liberate “Madame Bovary”!

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L’edizione Liber Liber di “Madame Bovary” di G. Flaubert non è libera. Vediamo perché:

  • l’e-book

Dalle note introduttive al testo si evince che lo stesso è protetto da diritto d’autore. Si tratta di una pubblicazione realizzata “su gentile concessione”, come si suol dire in editoriese. Titolare dei diritti sulla traduzione di Bruno Oddera e sulla pubblicazione è la Fratelli Fabbri Editori, cortesemente ringraziata per la politesse.
Quindi il lettore finale, la persona che materialmente scarica dal sito di Liber Liber il testo del romanzo flaubertiano non ha la libertà di darlo a sua volta a chi vuole: a un amico, a un gruppo di persone, a chi meglio crede. Può solo tenerselo per sé e, tutt’al più, indicare agli interessati dove andare a prenderselo.
Le altre biblioteche elettroniche e digitalizzate, inoltre, non possono redistribuirlo a loro volta.

“Madame Bovary” nella versione Liber Liber in formato epub viene anche venduto attraverso Amazon e iTunes, oltre ad essere disponibile sul sito gratuitamente per tutti.

Ha due prezzi: 0,49 euro e 4,99 euro.

Che cosa differenzia le due versioni non è noto. Non si sa, cioè, se la versione epub gratuita, quella a 0,49 euro e quella a 4,99 euro siano esattamente identiche oppure no. In caso positivo il prezzo finale di vendita dipenderebbe esclusivamente dalla volontà dell’acquirente di aiutare in maggiore o minor misura la biblioteca, in caso negativo non si sa in che cosa sia più ricca la versione più costosa, se in note critiche, introduzioni, appendici di studiosi di letteratura francese, concordanze (hai visto mai?) o quant’altro. Né il sito dice qualcosa, in un senso o nell’altro.

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Marco Calvo, Liber Liber, Shakespeare e le opere inedite

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Marco Calvo, presidente e fondatore di Liber Liber, ha concesso una breve intervista a Claudia Speggiorin il “Il Paradiso di Caino” del 6 febbraio scorso, disponibile qui.

Calvo, tra le altre cose, sostiene:

“Noi (…) abbiamo dei vincoli, siamo un progetto di biblioteca digitale, quindi conserviamo libri già pubblicati. Non possiamo ospitare opere inedite. Per quelle abbiamo creato la rivista Pagina Tre e la sua biblioteca.”

Ora, con tutto il rispetto nei confronti delle opinioni altrui e nel diritto al libero pensiero, dobbiamo rilevare come questa affermazione non corrisponda a verità e che la realtà sia ben diversa. Liber Liber ha pubblicato opere inedite, e più precisamente le traduzioni di William Shakespeare di mano del prof. Goffredo Raponi, con relative annotazioni, che non sono mai state pubblicate in cartaceo.

E’ stato lo stesso prof. Raponi a donare, in vita, il proprio lavoro a Liber Liber. E Liber Liber lo ha pubblicato. Alcune traduzioni di Raponi hanno anche il codice ISBN per la versione e-book. Eccone un esempio:

Il libro, oltre ad essere distribuito gratuitamente, viene messo in vendita al prezzo di 0,49 euro su piattaforme come Unilibro, da cui vi propongo il seguente screenshot:

Sul sito di Anobii.com, il volume viene recensito come traduzione originale.

Le opere di Raponi vengono anche vendute nel Liber Liber Shop all’interno dei gadgets (DVD ROM, chiavette USB, Hard Disk esterni) disponibili per quanti volesssero acquistare i contenuti del sito.

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Il senso di Liber Liber per la “concorrenza”

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Anch’io ho letto il messaggio di Capodanno agli italiani pubblicato da Liber Liber sulla giornata del pubblico dominio.

Mi ha colpito, in particolare, un passaggio che mi fa piacere riportare:

“Ecco, una parola importante: “concorrenza“. Se vogliamo una cultura più libera, più accessibile, di qualità migliore, abbiamo bisogno della concorrenza. Abbiamo bisogno del pubblico dominio.”

Ora, io sono notoriamente un ignorante. Ma ho anche un brutto vizio, quello di verificare l’ovvio, lo scontato, il banale. Che cosa vuol dire “concorrenza”? Io non lo so, andiamo a vederlo sul dizionario Treccani, che dice:

“In commercio, nell’industria e sim., gara fra i diversi produttori o fra i commercianti per produrre e vendere in maggior quantità, e i mezzi a cui fanno ricorso per raggiungere lo scopo” (…)

Ecco il punto. “Concorrenza” sarà anche una parola importante, ma ha un’accezione commerciale. E’ una “gara” per produrre e vendere “in maggiori quantità”.

Ogni volta che mi sono sentito domandare come mai il mio classicistranieri.com faccia concorrenza a liberliber.it ho sempre risposto che classicistranieri.com non fa concorrenza a nessuno. Proprio perché non ragiona in una logica commerciale e non ritiene la parola “concorrenza” una parola importante per sé e per i valori del pubblico dominio.

classicistranieri.com non vende gadget, non ha uno shop, non vende i libri e le risorse che redistribuisce neanche in alternativa alla distribuzione gratuita, che è e resta l’unica modalità valida per veicolare i contenuti, è interamente autofinanziata, non è una associazione che riunisce soci a pagamento o gratuitamente, non ha l’obbligo di pagare alcuna tassa, non è formalmente costituita davanti a un notaio, è solamente l’iniziativa di un privato (io) che ha avuto dei contenuti gratuitamente e che gratuitamente li redistribiuisce. Unica eccezione le donazioni di chi passa e vuole lasciare qualcosa per la crescita della risorsa. Non c’è nessuna “gara”, dunque. classicistranieri.com non ha l’ambizione di essere migliore o peggiore di qualcuno, ma di non essere COME quel qualcuno, di avere una identità propria e di offrire dei contenuti con una etica diversa. Se qualcuno condivide i nostri primcipii etici può scaricarsi un testo di quelli redistribuiti, se invece non li condivide può sempre andare a prenderselo dove crede meglio. Anche pagarlo su Liber Liber, se lo crede opportuno.
Un modo di dire piuttosto diffuso nella lingua italiana è “La concorrenza è l’anima del commercio” (la riporta lo stessso vocabolario Treccani), ma solo chi pensa in termini commerciali può considerare la parola “concorrenza” come una parola importante, o pensare che chi fa la stessa cosa possa avere velleità di (con)correre a gara.
Ho sempre pensato a classicistranieri.com come a qualcuno che all’entrata di una chiesa o di un luogo pubblico, distribuisca gratuitamente libri elettronici e materiale di pubblico dominio, o pubblicato secondo una licenza CC a chi lo vuole o ne è interessato. Punto e basta. Il concetto di “concorrenza” lo lasciamo volentieri agli altri.

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Liber Liber pubblica le “Novelle” di Cervantes (ma non dice che sono anche “esemplari”)

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Liber Liber ha pubblicato recentemente una edizione delle “Novelle” di Cervantes.

L’edizione è sbagliata fin nel titolo. Cervantes, nel pubblicarle, le aveva definite non solo “Novelle” (sul modello italiano del Decamerone di Boccaccio) ma anche e soprattutto “esemplari”, destinate cioè a fini didattici e moraleggianti. Inoltre il volume riporta soltanto sei delle dodici novelle cervantine. Non è, quindi, una edizione completa. Questi sono i fatti. E non sono minimamente in discussione.

Adesso mi pare di sentire le giustificazioni (un po’ lamentose, invero) degli editori: l’edizione di riferimento era così (e allora magari se ne prende un’altra), noi ripubblichiamo solo materiale già edito (falso, le opere di Shakespeare pubblicate da Liber Liber sono traduzioni inedite, così come lo sono gli audiolibri che offre gratuitamente), i nostri sono solo volontari, non filologi o addetti ai lavori, facciamo quel che possiamo, non si può pretendere di più e viandare.

Ma quello che lascia estremamente perplessi è la sinossi che accompagna il volume, firmata da Catia Righi. Vi si legge infatti:

L’immensa fama del Don Chisciotte ha indotto a lasciare in ombra queste Novelle (…)” E’ falso. Fu proprio l’immensa fama della prima parte del Chisciotte (la seconda sarebbe stata pubblicata solo un anno prima della morte di Cervantes) a proporzionare a queste novelle un discreto e notevole pubblico e un’accoglienza più che calorosa. Altro che “novelle in ombra”! Le storie della Gitanilla, di Rinconete y Cortadillo, il colloquio dei cani, il Dottor Vetrata erano narrazioni molto apprezzate dai contemporanei di Cervantes.

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Liber Liber pubblica il Diario di Guerra e l’Autobiografia di Benito Mussolini

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Screenshot da www.liberliber.it
Screenshot da www.liberliber.it

Liber Liber ha messo in linea “La mia vita” e il “Diario di guerra” di Benito Mussolini.

Intendiamoci, i diritti d’autore delle opere (opere?) di Benito Mussolini sono scaduti il 1 gennaio del 2016, quindi chiunque ripubblichi i suoi scritti compie un’operazione legittima sotto il piano legale e della libertà editoriale.

Il motivo del contendere non è se Liber Liber poteva o non poteva ripubblicare Mussolini. Il punto è chiedersi se questa ripubblicazione è anche opportuna ed etica sotto il profilo morale.

Quelli di Liber Liber diranno subito che sì, loro sono una biblioteca, le biblioteche accettano tutto, anche Mussolini, e, quindi, se i loro volontari si sono dedicati a digitalizzare e rivedere l’opera del dittatore italiano, perché non pubblicarla? Perché Liber Liber non è una biblioteca ma un editore. Infatti realizzano opere inedite (le loro audioletture), le pongono in distribuzione (le traduzioni di Shakespeare realizzate appositamente per loro), vendono i loro prodotti (nel Liber Liber Shop, andatelo a vedere per rendervene conto). Una biblioteca non vende un bel niente, non fa attività editoriale e distribuisce solo testi già pubblicati.

Ma quanto è morale, invece, che un’opera di un dittatore sopravviva al tempo che passa con una riedizione in formato digitale, piuttosto che andarsene nel sonno dell’oblio, come invece meriterebbe. Ha senso ripubblicare e redistribuire Mussolini, premesso che Mussolini ha determinato lo sfacelo dell’Italia e che è stato il primo firmatario delle leggi razziali? Semplicemente no, non ha senso. Perché perpetua la memoria di un uomo già condannato dalla storia e non aggiunge nulla al valore etico di una sedicente “biblioteca” on line.
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Che fine ha fatto la mailing-list di Liber Liber?

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Una volta la mailing-list di Liber Liber era una vera e propria fucina di interventi interessanti e di discussioni avvincenti. All’inizio degli anni 2000 ha avuto perfino oltre 600 mail in un solo mese. Ci si divertiva, si discuteva, ci si odiava (e io ero, per mia fortuna, odiatissimo), c’era chi si autoincensava, chi sputava veleno, insomma, si faceva, allora, quello che su Wikipedia fanno i revisori e i padronissimi della cultura libera. Si parlava di software libero, di formati aperti, di libri, insomma, si stava bene. Poi, sempre per l’ipersensibilità dei soliti noti, fui espulso dalla lista per le mie opinioni (bisogna sapere che quando dici che il re è nudo il re poi s’incazza). Pazienza, si vive bene lo stesso anche senza. E, tutto sommato, ritengo che la mia mia presenza in quel luogo sia stata una bella esperienza.

Poi il presidente di Liber Liber (lo stesso da oltre un ventennio) ebbe la bella idea di querelarmi perché avevo scritto “cazzate” accanto al loro nome. Chiese anche il sequestro dell’intero blog, cosa che non gli fu concessa, dimostrando sensibilità e affetto verso la pluralità delle opinioni in rete e per il diritto di tutti di esprimerle liberamente. Oh.

Ieri sono andato a rivedere la pagina web della mailing-list (che è pubblica anche per i non iscritti e per i defenestrati come me) e l’ho trovata praticamente deserta. Pochissimi messaggi ogni mese e nessun messaggio nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, agosto e ottobre. Circa 1200 iscritti (meno dei visitatori quotidiani di questo blog) sono riusciti a produrre un numero infinitesimale di contributi. Possibile che non abbiano nulla da dirsi? Non hanno incontrato delle difficoltà nello scansionare un libro? A passarlo all’OCR?? Non si scambiano opinioni, esperienze, difficoltà?? Possibile che i volontari di Liber Liber siano sempre così infallibili (vedere il post di ieri) da non aver bisogno di niente e di nessuno? Fatto sta che la produzione è stata, finora, di ben 13 messaggi da gennaio a ottobre. Nello stesso periodo dell’anno scorso il numero di messaggi arrivava a 21. Pochissimi lo stesso, ma almeno c’era una tendenza diversa.
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Liber Liber: che fine ha fatto Jean Sibelius?

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Il 12 aprile 2011, poco più di un anno fa, sulla mailing list di Liber Liber (liberamente consultabile in rete anche dai non iscritti) appare l’annuncio della disponibilità della Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 di Jean Sibelius:

Stesso annuncio anche sulla “rivista di Liber Liber” denominata “Pagina Tre”:

Bene, allora andiamo a vedere che cosa succede andando a cliccare sul link evidenziato negli annunci:

La risorsa (una pagina web in HTML, in questo caso) non è disponibile.

E’ una cosa indubbiamente inspiegabile, nel senso che una risorsa libera, proprio in quanto tale, su un sito che si chiama “Liber Liber” dovrebbe essere liberamente accessibile. Si tratterà sicuramente di un malfunzionamento.

Vediamo che cosa mette il sito di LiberLiber nelle novità del 2011 (la pagina è qui riprodotta anche in formato PDF):

novita2011

E’ strano: una novità annunciata nel 2011 su risorse di pertinenza di Liber Liber NON viene riportata tra l’elenco delle novità del 2011.

Proviamo ad andare a vedere, allora, se la cache di Google ci dice qualcosa di più (anche qui la pagina è riprodotta in formato PDF):

novita2011cache

Qui Sibelius c’è.

Le immagini riportate evidenziano solo quanto si evince nel periodo immediatamente intorno al 12 aprile 2011. Per completezza di collazione, riporto le versioni complete delle due pagine in PDF.
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Wikipedia: dubbi di enciclopedicità sulla voce “Liber Liber”

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E’ molto tempo che, sul mio blog, non mi occupo più di “Liber Liber”.

Oggi, dopo tanto tempo, mi sento molto più diligente.

Sulla voce “Liber Liber”, da qualche tempo, l’edizione italiana di Wikipedia ha espresso un dubbio di enciclopedicità.
Che vuol dire, in parole povere ma ricche, che qualcuno ha un dubbio che la voce “Liber Liber” abbia effettivamente un interesse “enciclopedico”.

Non abbiamo una esatta definizione di quello che Wikipedia intenda con “interesse enciclopedico” e che cosa, conseguentemente, assuma rilievo di conoscenza per la comunità wikipediana (e, conseguentemente, e per amore o per forza, anche per quella del web) e che cosa no. E’ solo certo che la voce “Valerio Di Stefano” non ha, fortunatamente, nessun valore enciclopedico.

Il motivo riportato è il seguente: “attività encomiabile e interessante, ma nella voce non compare alcuna notizia rilevante o elemento enciclopedico”.

E’ la prima volta che sono d’accordo con Wikipedia.

Il punto è che se l’associazione culturale “Liber Liber”, che è costituita da un gruppo di volontari, che digitalizzano cultura (attraverso scanner, lettori di fonti musicali, registrando audiolibri e video, rivedendo e correggendo il lavoro di altri) e la mettono in linea gratuitamente per quanti ne volessero usufruire, è “enciclopedica” (cioè di interesse precipuo per la collettività), allora lo è anche l’Associazione di Volontariato “Pro Biblioteca Civica”, che, magari, cerca di sensibilizzare la popolazione locale all’uso corretto della biblioteca,  cercando di non farla chiudere o raccogliendo fondi a suo favore. Allora lo è anche il gruppo parrocchiale delle suore che realizza ricami da vendere sulle bancarelle della chiesa per raccogliere fondi per le missioni nello Zimbabwe. Allora lo è anche l’Associazione degli Ammiratori di Lucio Dalla (che non so se esista, probabilmente sì, è solo un esempio, s’intende) che desiderano perpetuarne la memoria e divulgarne l’opera. O tutte le associazioni per la prevenzione del cancro sparse in giro per l’Italia.
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Liber Liber e il “Manifesto” di Marx e Engels: “la liberatoria ce l’ha firmata di pugno il dott. Dell’Utri, fondatore di Forza Italia”

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A proposito della pubblicazione del “Manifesto del Partito Comunista” di Marx e Engels della Silvio Berlusconi Editore nella biblioteca di Liber Liber:

“E aggiungo che la liberatoria ce l’ha firmata di pugno il dott. Dell’Utri, fondatore di Forza Italia e inquisito per mafia (e anche condannato se non ricordo male).
Un episodio curioso, ma non vedo dov’è il problema. Le biblioteche, anche quelle digitali, conservano tutto. Nello specifico l’edizione del “Manifesto” della Silvio Berlusconi Editore è anche un’ottima edizione… (nota: il nome della casa editrice è un omaggio al padre del Silvio Berlusconi più conosciuto, anche lui di nome Silvio).”

(Marco Calvo, 13 marzo 2009)

da: http://it.groups.yahoo.com/group/liberliber/message/13204
si veda anche: https://www.valeriodistefano.com/public/liberatoriadellutri.png

Liber Liber pubblica il “Manifesto del Partito Comunista” su concessione della Silvio Berlusconi Editore

Reading Time: < 1 minute“Di Friedrich Engels e Karl Marx.

Scritto nel 1848, espone in forma di manifesto le idee chiave della concezione storica e politica di Marx ed Engels. Al di là dei giudizi sulla sua attualità politica, rimane un documento storico di fondamentale importanza.

Si ringrazia la Silvio Berlusconi Editore per averci concesso i diritti di pubblicazione gratuiti.”

da: http://www.liberliber.it/biblioteca/e/engels/index.htm
Vedasi anche: https://www.valeriodistefano.com/public/llberlusconieditore.png

Liber Liber: “L’utilizzo da parte di Liber Liber del logo ufficiale per i 150 anni dell’Unità d’Italia è abusivo”

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"L’utilizzo da parte di Liber Liber del logo ufficiale per i 150 anni dell’Unità d’Italia è abusivo. Lo ammettiamo. In base al regolamento (vedere http://www.italiaunita150.it/il-logo-ufficiale.aspx) è necessaria una autorizzazione che non abbiamo.

In un primo momento avevamo pensato di aggirare il problema utilizzando una generica bandiera, poi abbiamo optato per il logo ufficiale, ma abusivo, per dar vita a una piccolissima, innocua, disobbedienza civile.

Siamo abusivi non perché riteniamo sbagliata in sé la procedura. Né in ossequio all’abusivismo (che è uno dei mali nazionali). E’ che per il 150° anniversario ci saremmo aspettati di poter fare la richiesta tramite e-mail (magari certificata), non tramite carta. E ci saremmo aspettati che le istruzioni per la richiesta fossero in un file di testo, magari in HTML standard e accessibile, non in un PDF con una scansione (non particolarmente nitida) di alcuni fogli fotocopiati."

da: http://www.liberliber.it/iniziativespeciali/2011/150anniversariounitaitalia/index.htm
Vedasi anche: https://www.valeriodistefano.com/public/logo150anni.png

Garante della Privacy: Liber Liber deve rifondere 200 euro di spese a una utente dopo l’invio di un messaggio pubblicitario di posta elettronica

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Pubblico integralmente il dispositivo del Garante per la Protezione dei Dati Personali nei confronti dell’associazione “Liber Liber”, che stabilisce la liquidazione di 200 euro di spese nei confronti di una utente a seguito dell’invio di un messaggio di posta elettronica di tipo pubblicitario.Fonte:
http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1639205

Provvedimento dell’8 luglio 2009

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vice presidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti e del dott. Filippo Patroni Griffi, segretario generale;

VISTA l’istanza del 9 aprile 2009 proposta ai sensi dell’art. 7 del Codice in materia di protezione di dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196) con la quale Rosa Mattioli, nel contestare la ricezione di una comunicazione non sollecitata al proprio indirizzo di posta elettronica, ha chiesto all’associazione culturale “Liber Liber” la conferma dell’esistenza di dati personali che la riguardano, la comunicazione dei medesimi in forma intelligibile, di conoscere inoltre l’origine dei dati, la logica, le modalità e le finalità su cui si basa il trattamento, nonché i soggetti o le categorie di soggetti cui i dati sono stati eventualmente comunicati; rilevato che l’interessata si è opposta, altresì, al trattamento dei dati in questione, sollecitandone la cancellazione;

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Il senso di Wikipedia per Liber Liber

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Che nei confronti di Liber Liber sia stato disposto, da parte del garante della privacy, il rimborso di 200 euro di spese nei confronti di una utente per aver inviato un messaggio di posta indesiderata,  è un dato di fatto.

Ed è una cosa tanto risaputa che la sentenza è stata pubblicata sul sito web della stessa Autorità Garante:

http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1639205

Un fatto, dunque. Che, però, non trova spazio su Wikipedia. In breve, non si può pubblicare quello che è già pubblico. Né, tanto meno fare riferimento a un sito ufficiale di un organo ufficiale che ha emesso un dispositivo ufficiale e pubblico.

Il 17 agosto 2009 il link è apparso sulla pagina di Wikipedia dedicata a "Liber Liber", ma, miracolo, un "Codicorumus" qualsiasi ha determinato che quella informazione (pubblica e ufficiale) non è affatto "enciclopedica". Anzi, per dirla tutta, ha "Mancante rilevanza enciclopedica".

Invece, evidentemente, la voce su "Beatrice Borromeo" enciclopedica per Wikipedia lo è:

http://it.wikipedia.org/wiki/Beatrice_Borromeo

Dalla paginetta ricaviamo preziosissime informazioni di universale rilevanza enciclopedica come il fatto che la Borromeo sia fidanzata e con chi, che porti il 39 di piede e che le sue misure siano 88-61-88.

Ora, che la Borromeo abbia l’88 di seno è indubbiamente un dato di una certa rilevanza, ma non enciclopedica, ma quelle di Wikipedia sono fatti così, preferiscono la verità delle poppe, che quella del garante della Privacy, e forse non c’è nemmeno da dar loro torto. Manteniamo però lo screenshot della pagina originale della voce su Liber Liber, che è stata in linea un paio d’ore nel tormentatissimo agosto.