Anna Finocchiaro candidata del PD alla Presidenza della Repubblica

Anna Finocchiaro

Tra i candidati del PD che possono aspirare a concorrere all’elezione alla Presidenza della Repubblica figura, in extremis, anche Anna Finocchiaro.

Quella che nel 2006 dichiarò che “Un uomo con il mio curriculum lo avrebbero già fatto Presidente della Repubblica” (cioè, lo dice lei di se stessa!), e che nollo stesso 2006 si dichiarò favorevole all’indulto (“Sono assolutamente con l’idea di Pecorella di fare l’indulto prima dell’estate, per poi fare l’amnistia in un secondo momento dopo la pausa estiva” Ansa, 22 giugno 2006), la stessa che successivamente alla sua elezione alla Presidenza del Senato andò ad omaggiare con deferenza Renato Schifani.

Sarebbe il secondo ex magistrato ad accedere alle più alte cariche dello Stato. Un po’ tropp.

Non è detto che venga eletta. Ma nel caso avremo una compilation di collane da ammirare, assieme a un senzafine di scialletti e montature di occhiali che cambiano ogni 15 giorni.

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Anna Finocchiaro: il gran rifiuto


FINOCCHIARO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FINOCCHIARO (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Paese aveva bisogno di una riforma delle intercettazioni telefoniche. Ne aveva bisogno perché è intollerabile che sulle pagine dei giornali appaiano notizie che o sono coperte dal segreto istruttorio o non sono inerenti alle indagini e sono pubblicate soltanto per ledere la privacy e la dignità dei soggetti. (Applausi dal Gruppo PdL).

Aspetterei ad applaudire e sentirei ciò che dirò dopo. (Applausi dal Gruppo PD).

(…)

(…) voi avete colto l’occasione in un momento assai imbarazzante, diciamo così, per il Governo e per la maggioranza di nascondere agli italiani i pubblici misfatti, l’esercizio deviato dei pubblici poteri, l’uso privato e la dissipazione delle pubbliche risorse. Voi volete nascondere, voi vi nascondete. Voi non volete controllo (ma questo lo sapevamo già): il popolo che citate così spesso lo volete cieco e sordo, manipolabile. Voi vi servite del popolo quando vi serve per celebrarvi, ma lo volete bue. La privacy che dite di tutelare è la vostra, è l’ombra nella quale volete continuare…

PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice Finocchiaro.

FINOCCHIARO (PD). Ho finito, signor Presidente. Dicevo nella quale volete continuare a fare i vostri affari. Chi si accontenta nella maggioranza, chi fa finta di non saperlo, oggi non può non saperlo. Io che tremo – non come voi, che l’adoperate in maniera sguaiata e volgare – quando pronuncio la parola libertà, non in nome mio ma nome d’altri, vi dico che qui oggi il mio Gruppo, che mi ha dato mandato sulla base di un’assemblea che abbiamo celebrato, non parteciperà al voto di fiducia (Applausi dal Gruppo PD) e non parteciperemo perché noi vogliamo che risulti con ogni evidenza e con il rispetto sacro che abbiamo di quest’Aula e della legge il fatto che da qui comincia il massacro della libertà. (Vivi, prolungati applausi dal Gruppo PD e dei senatori Li Gotti e Giai. Molti senatori del Gruppo PD si alzano in piedi. Commenti dal Gruppo PdL).

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