Installare WordPress, evitare lo stress e altre porcheriole

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Beh, il 2021 inizia sotto i migliori augurii (o auspicii, fate un po’ voi!).

E’ uscito oggi in e-book il libro scritto a quattro mani con Marialuisa Basile “Installare WordPress, ed evitare lo stress”. Mi fa piacere farne partecipi i lettori del blog, perché sono quelle piccole soddisfazioncine che durano un giorno, ma che ti permettono di guardare il prossimo dall’alto in basso, e, magari, sparargli anche due o tre raudi fischioni avanzati ai piedi.

Si tratta solo di una versione beta, lo devo ancora rivedere (mi sono stati segnalati dall’implacabile Essebì degli errori che non dovrebbero proprio starci), ma intanto è disponibile su Amazon la versione Kindle. La versione e-pub sarà disponibile a giorni, se non a ore, sugli store più importanti (Mondadori, Feltrinelli, IBS, libreriauniversitaria.it, Hoepli e svariati altri). Amazon ha deciso (bontà sua) di applicarvi uno sconticino. Insomma, approfittatene, così io divento ricco.

Novità di rilievo anche sul fronte del mio vecchio racconto lungo (o romanzetto brevissimo, anche qui fate un po’ voi) “Nunc et in hora mortis nostrae”, di cui è uscita la versione audiolibro, che se avete Audible vi incoraggio a scaricare qui:

https://www.audible.it/pd/Nunc-et-in-hora-mortis-nostrae-Audiolibri/B08GQ5VFXK

Alla chetichella, oltre alla versione Kindle, è uscita anche la versione e-pub, per i puristi e i pignolini. La trovate a uno dei seguenti link:

https://www.mondadoristore.it/Nunc-et-in-hora-mortis-nostrae-Valerio-Di-Stefano/eai979122031131/

https://www.ibs.it/nunc-et-in-hora-mortis-ebook-valerio-di-stefano/e/9791220311311

https://www.lafeltrinelli.it/ebook/valerio-stefano/nunc-et-hora-mortis-nostrae/9791220311311

Quella cartacea, per chi ama sniffare l’inchiostro, è sempre disponibile su:
https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/narrativa/42831/nunc-et-in-hora-mortis-nostrae/

Ma c’è di più. Stamattina il prode Franco Probi (o Caciagli Edo, ora non rammento) mi ha omaggiato della versione radiofonica tratta dall’audiolettura del racconto, e ne ha fatto materiale da trasmettere nella sua “Nuova Radio” (che potrete ascoltare in streaming spippolando sull’iconcina qui a fianco, sulla colonna a destra del blog). Anche qui vi do il link:

      https://www.valeriodistefano.com/nunc.mp3

Come sempre, la versione PDF e l’audiolettura del libro saranno sempre libere e gratuite su classicistranieri.com alla voce
http://www.classicistranieri.com/audioletture/

Sì, maramaldi che altro non siete, potete scaricare il tutto anche gratis, senza pagare una lira. Ma se ci tenete ad aiutarmi scaricatevi Audible (il primo mese di ascolto è gratis, che volete di più??) o compratevi una edizione a pagamento.

E a proposito di Audible, giusto per dovere di completezza, e anche per tirarmela un altro pochino, eccovi i link alle audioletture d’autore messe in linea in questo periodo. Ma badate bene che ho intenzione di fare sul serio e ne ho già pronte un’altra ventina:

Vamba: Il giornalino di Gian Burrasca
https://www.audible.it/pd/Il-giornalino-di-Gian-Burrasca-Audiolibri/8831692143

Pirandello: La giara
https://www.audible.it/pd/La-giara-Audiolibri/8831691171

Collodi: Pinocchio
https://www.audible.it/pd/Pinocchio-Audiolibri/883169183X

Verga: Storia di una capinera
https://www.audible.it/pd/Storia-di-una-capinera-Audiolibri/8831691686

De Amicis: Cuore
https://www.audible.it/pd/Cuore-Audiolibri/883169216X

Stecchetti: Postuma
https://www.audible.it/pd/Postuma-Audiolibri/883169281X

Il regalo di Natale di classicistranieri.com

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In occasione delle prossime festività, assieme alla deliziosa vignetta del Maestro Federico Maria Sardelli qui raffigurata, classicistranieri.com, oltre ad augurare ai suoi utenti ogni bene e un 2021 ricco di soddisfazioni, ha pensato di regalarvi 101 audiolibri tratti da Librivox.org. Si tratta di un vero e proprio maremagnum di registrazioni da scaricare a vostro bell’agio e da ascoltare (auspicabilmente) durante queste feste di clausura. Vi posto di seguito i link al materiale, rinnovandomi il mio più sincero augurio di serenità.

Valerio Di Stefano per classicistranieri.com

About – Le Nez d’un notaire
Alarcon – Capitan Veneno
Alighieri – Divina commedia
Alighieri – Rime
Allais – A se tordre
Anonimo – Lazarillo de Tormes
Apollinaire – Alcools
Balzac – La Fille aux yeux d’or
Balzac – Le Pere Goriot
Barrili – Galatea
Barrili – L’undecimo comandamento
Barrili – Ritratto del diavolo
Baudelaire – Les Fleurs du mal
Becquer – Desde mi celda
Blasco Ibanez – Canas y barro
Blasco Ibanez – La Barraca
Cabeza de Vaca – Naufragios
Calderon de la Barca – La vida es sueno
Campana – Canti orfici
Carducci – Odi barbare
Carroll – Alice nel paese delle meraviglie
Castro – El caballero de las botas azules
Cervantes – Don Quijote de la Mancha
Cervantes – Persiles y Sigismunda
Clarin – La Regenta
Collodi – Pinocchio
Corneille – Le Cid
Dario – Abrojos
Daudet – Lettres de mon moulin
Daudet – Tartarin de Tarascon
De Amicis – Cuore
De Amicis – Ricordi di Parigi
Deledda – Canne al vento
Delgado – Angelina
Di Giacomo – Mattinate napoletane
Dumas – Le Comte de Monte-Cristo
Espinel – Marcos de Obregon
Flaubert – Dictionnaire des idees recues
Flaubert – Madame Bovary
Flaubert – Salammbo
Foscolo – Ultime lettere di Jacopo Ortis
Galilei – Dialogo sui massimi sistemi
Garcia Lorca – Impresiones y paisajes
Ghislanzoni – La contessa di Karolystria
Goldoni – La Locandiera
Gozzano – Colloqui
La Fayette – La Princesse de Monpensier
Leopardi – Canti
Machado – Paginas escogidas
Mannrique – Coplas
Manzoni – Inni Sacri
Maupassant – Le Horla
Maupassant – Les Contes de la becasse
Moliere – Les Precieuses ridicules
Pardo Bazan – Cuentos de amor
Pardo Bazan – Insolacion
Pardo Bazan – Los Pazos de Ulloa
Pardo Bazan – Morrina
Pascoli – Myricae
Perez Galdos – Bailen
Perez Galdos – Cadiz
Perez Galdos – El 19 de marzo
Perez Galdos – Estafeta Romantica
Perez Galdos – La batalla de Arapiles
Perez Galdos – Trafalgar
Pirandello – Candelora
Pirandello – Dal naso al cielo
Pirandello – Donna Mimma
Pirandello – Il fu Mattia Pascal
Pirandello – Il vecchio dio
Pirandello – Il viaggio
Pirandello – In silenzio
Pirandello – La Giara
Pirandello – La mosca
Pirandello – La rallegrata
Pirandello – La vita nuda
Pirandello – L’uomo solo
Pirandello – Scialle nero
Pirandello – Tutt’e tre
Reina-Valera – Genesis
Salgari – Le meraviglie del duemila
Sand – La Mare au diable
Sand – Legendes rustique
Speroni – Dialogo delle lingue
Straparola – Piacevoli notti
Teresa de Jesus – Libro de la vida
Unamuno – Abel Sanchez
Unamuno – Niebla
Unamuno – Rimas de dentro
Valera – Juanita la larga
Valle Inclan – Sonata de estio
Valle Inclan – Sonata de otono
Vega – Fuente Ovejuna
Verga – I Malavoglia
Verga – Mastro Don Gesualdo
Verga – Vagabondaggio
Verga – Vita dei campi
Verlaine – Fetes galantes
Verne – Cinq semaines en ballon
Verne – Les Enfants du Capitaine Grant
Verne – Les Forceurs de Blocus
Voltaire – Candide
Zola – J’accuse

Dicono di me

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Oggi mi sono dedicato a controllare l’andamento delle mie audioletture su Audible di Amazon. Vendicchiano,

Una gentile signora (il sesso femminile è sempre molto gentile) ha mandato una recensione negativa sulla mia interpretazione della magistrale (e unica) traduzione di Grazia Deledda di “Eugénie Grandet” di Honoré de Balzac. Dice la riverita utente:

“Purtroppo non sono riuscita ad arrivare alla fine per l’esagerata monotonia del lettore. Così sapevo leggere anche io.”

Nessuna firma, nemmeno uno pseudonimo, nessuno spazio per rispondere. Verrebbe da dire che così sapevo criticare anch’io. Davvero basta celarsi dietro l’anonimato e il più totale riserbo sull’identità personale offerta da Amazon, senza meterci la faccia o uno straccio di firma, per stroncare il lavoro altrui? Va bene, la mia lettura del capolavoro balzacchiano è eccessivamente monotona. Non era suo obbligo ascoltarla (oltretutto, prima di ordinare un audiolibro, c’è la possibilità di ascoltarne gratuitamente un estratto, quindi se non le andava bene poteva benissimo fare a meno di scaricarselo), oltretutto l’ha presa in abbonamento. E se, poi, non voleva pagare, sappia la riverita che su Audible è disponibile anche la lettura dell’ottima Silvia Cecchini (stroncata anche quella dagli utenti perché “troppo veloce” -e va be’, ma non vi accontentate mai…-), quindi sarebbe bastato cancellare la mia versione e sostituirla con un’altra. Oppure, se proprio ci teneva, scaricarla da classicistranieri.com e ascoltarla gratis et pro amore Dei. E invece no. C’è gente che non si accontenta delle proprie contraddizioni, non è contenta finché non le fa conoscere agli altri. Qualcuno, invece, bontà sua, mi ha dato quattro stelle. Altri cinue addirittura. Oddìo, non che sia un privilegio avere 5 stelle con la situazione politica che ci ritroviamo, ma stiamo parlando di valutazioni, non di forze di governo.

Ma non basta: “Così sapevo leggere anch’io”. E brava! E allora perché non l’ha fatto? Non avrebbe creato un doppione, anzi, io credo che più interpretazioni della stessa opera costituiscano una ricchezza, così uno può scegliere e non è costretto a comprare solo l’unica versione disponibile. Magari a caro prezzo. Non ha tempo? Non ne ha voglia?? E allora lasci quest’incombenza a chi tempo e voglia ne ha e ne ha avuta (si rende conto di quanta fatica costi registrare l’audiolettura di un intero romanzo?), e se proprio l’esperienza di ascolto è stata così deludente per lei, sappia che ci sono centinaia di utenti su classicistranieri.com che quell’opera l’hanno scaricata e che sono rimasti contenti. Considero gli apprezzamenti della Signora una sorta di medaglia al valore, e a questo punto è bene che certi clienti di Amazon si ritrovino a pagare 9,90 euro per un audiolibro che potrebbero acquisire altrove gratuitamente. Se la meritano la mia “esagerata monotonia”.

Tirarsela con i libri: “La Mennulara” di Simonetta Agnello Hornby

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Ho due copie de “La Mennulara” di Simonetta Agnello Hornby. Quella verdolina, del 2002 nella collana “I Narratori” (mi raccomando, con l’articolo determinativo) di Feltrinelli, che è una prima edizione e ne sono gelosissimo anche se non ha un valore pecuniario folle, e quella più recente, accresciuta e rivista, pubblicata nella collana “Narratori” (stavolta senza articolo determinativo, chissà che differenza c’è??). La seconda edizione, la più recente, è anche autografata, e io ne vo’ orgoglioso, tronfio e supponente, mostrandovi con saccenza e cialtroneria il prezioso reperto, chè tanto io ce l’ho e voi no:

Ancora su “Tutta la città ne parla” (ho fatto il bis!)

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Ieri sono ancora stato citato su “Tutta la città ne parla” a Radio3. Un massaggio dell’ego smisurato (sia il massaggio che l’ego) che mi ha fatto molto piacere. Si partiva dall’intervento di una ascoltatrice di “Prima Pagina” che denunciava la particolare difficoltà dei concorsi per diventare medici (ma i concorsi devono essere selettivi o no?) e questo è il mio intervento in proposito, letto dalla purtuttavia ineffabile Rosa Polacco:

      citazione3

Mi do all’editoria elettronica. Dopo mi rimane solo l’ippica!

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Ho deciso. Ora i miei e-book, le mie audioletture (soprattutto quelle), i testi di pubblico dominio li metto in vendita anch’io.

Non si vive di sola cultura gratuita (e va da sé che su classicistranieri.com tutte le risorse che vi sono contenute continueranno sempre ad essere libere e gratuite per chi si collega), spero di avere anche qualche piccola, piccolissima soddisfazione di tipo economico. Nulla con cui vivere o campare, naturalmente, ma qualcosa che mi dia un minimo (e quando parlo di minimo intendo proprio il minimo) di soddisfazione, oltre a quella che già mi dànno i miei siti.

Per questo ho contattato un sito italiano (purtroppo Audible non accetta audiolibri provenienti dall’Italia) che dovrebbe fare da intermediario tra me, Amazon e iTunes per la vendita (sì, la vendita) delle mie audioletture. Per ora gliene ho inviate un paio per prova, ho pagato 14 euro per il loro disturbo, e mi diranno loro se sono degne o no della distribuzione di massa. Incrocio le dita.

Poi sto creando per Amazon una collana di libriccini per Kindle. Si tratta di piccoli racconti, saggi brevi, cose da leggere in pochi minuti, insomma, che costeranno 2 USD l’uno (a me ne ritornano 0,70 per ogni copia venduta). Certo, prima di avere un introito visibile bisogna metterne in linea a centinaia, ma ho tempo e volontà da vendere. La collana si chiama “Amarillos” (“gialli”, in italiano, non perché siano romanzi polizieschi, ma perché la copertina è gialla, come quella dei libriccini della Reclam, una casa editrice tedesca, che mi è sempre piaciuta molto).

Tutto qui. Per cui se non mi vedete scrivere più di tanto, sappiate che sto lavorando. Per voi e per le mie misere tasche.

La manna su musicaclassicaonline.com: download possibili anche nei formati .OGG e .WMA (sentilì!)

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musicaclassicaonline.com raddoppia, anzi, triplica.

La sezione “download” del sito, dove è possibile scaricare migliaia di files .MP3 tratti dal catalogo magnatune.com su autorizzazione della stessa è disponibile anche nei formati .OGG (libero, aperto, open source e gratuito) e .WMA (proprietario, chiuso, ugualmente gratuito, è della Microsoft ma ha i suoi fans).

Basta andare su:

https://www.musicaclassicaonline.com/download-ogg

e

https://www.musicaclassicaonline.com/download-wma.

In formato .OGG e. WMA è disponibile ugualmente la sezione in appendice dedicata alla musica etnica. Scaricate e godete come dei majali!

La “soprassata” si chiama soppressata. Oh!

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Che va bene che uno va al discount (Penny Market) per risparmiare e per comprare dei prodotti no logo. Che va bene che non tengono o quasi prodotti di marchio (più che “di marca”), che va bene che gli affettati sono serviti in confezioni di plastica anziché freschi al banco, e che questo aumenta il numero di scarti da riciclare, che va bene tutto ma “soprassata” proprio non si può sentire.

In Toscana si dice, correttamente, “soppressata” e basta. E’ il salume che ospita, in triturazioni grossolane, le parti meno nobili, ma non per questo meno buone, del majale, che vengono, giustappunto, pressate (da qui il nome “soppressata”) viene bollito e una volta rappresi i grassi e le parti gelatinose (orecchie e quant’altro) si taglia a fette e si vende dal salumiere. Esiste in Veneto un salume che si chiama “soppressa”, che somiglia di più a un salame che alla specialità toscana, ugualmente gustoso (sia con aglio che senz’aglio), e fatto con la stessa tecnica della pressatura.

Ora voglio vedere chi ha il coraggio di darmi torto.

Gingo bè

Reading Time: < 1 minuteGingo beeeè gingo beeeeè gingo trallalà… feliz Navidad, próspero año y felicidad, salud amor y dinero e speriamo che il Natale si presenti migliore di quello che ci aspettavamo alla vigilia. Qui c’è un bel sole, ho deciso di concedermi una passeggiata rigenerante e ho messo un piede in una buca prendendo una storta con la caviglia che ha fatto CRAC. Nessuna frattura ma un dolore che ho visto a Patrepie sul Moto Guzzi. Ora, se possibile, zoppico ancora di più ma devo ringraziare il suddetto Patrepie se non mi sono sfracellato, pecché lui è buone e mi salvette da danno sicuro nel giorno del Santo Natale. Ame.

Gigetta

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Vi presento Gigetta. È la mia nuova auto da tre giorni. Sì, è una Panda e ne sono giustamente orgoglioso, visto che non mi è mai fregato niente delle automobili e che questa è la seconda auto nuova che compro nella mia vita. È bellina e va come le schioppettate, col suo bel colorino canna di fucile un po’ metallizzato, praticamente una tentazione irresistibile per chi voglia sfricinarmela ignobilmente ma tanto sono assicurato contro gli atti vandalici. L’ho presa superaccessoriata. Ha una roba che si chiama Start & Stop che spegne il motore quando metti in folle e stacchi la frizione per poi riaccenderlo appena la riabbassi che ti prende un accidente perché pensi: “E se non si riaccende che succede?”. Ha i comandi al volante ma non ci capisco assolutamente niente. L’autoradio ha un RDS che leva il fumo alle schiacciate, la presina per la chiavetta usb, le memorie per le stazioni (già memorizzati i tre canali RAI e Radio Radicale, tanto per sopravvivere ai viaggi lunghi e a quelli brevi, visto che non tollero le automobili senza autoradio), praticamente mi fa anche il caffè la mattina. Ma il lettore CD dov’è? Non c’è. Se voglio sentire i miei CD (e ne ho parecchiotti) devo per forza convertirli in MP3, trasferirli su chiavetta e ascoltarli così. Insomma, t’attacchi. Se la vuoi è così e se non la vuoi è così lo stesso. Ora cominciano a uscire anche i primi PC portatili (primi?) senza lettore CD e se vuoi usare una live di Linux o installarlo direttamente o te lo schiaffi sulla chiavetta o lo pigli nello scodellaminestre e ti compri un lettore esterno. Ma la Gigetta queste cose non le sa.

Il mio compagnuccio (della parrocchietta) Baluganti Ampelio

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E questo è il mio compagnuccio preferito nonché attivo e sprezzante lettore di queste insulse paginette Baluganti Ampelio (io mi son da presso) il quale venne a trovarmi sciroppandosi ben 30 chilometrini di strada, lui che non ha mai portato le sue ciabatte fuori dalla stanza del suo computer. Vestito in abiti eleganti e con la caratteristica maglietta “a vista”, il volto curato e le gòte rasate coll’accetta, col Baluganti abbiamo chiacchierato del più e del meno (ma soprattutto del meno, visto che a chiacchierare era solo la su’ moglie, la celeberrima Contessa Marusca, che non le cresce certamente l’erba in bocca), soprattutto di teologia, letteratura, dinghi, rutti, lazzi, frizzi, triccheballacche, petardi, raudi, raudi fischioni, poponi, Di Stefano ora basta.

Furon ore di piacevole conversazione, peccato che ora io sia tornato a casa e che non abbia più la possibilità di vedere il Baluganti che ha un telefono coi minuti illimitati ma non lo usa mai, e questo mi rende triste, sicché vado a consolarmi con una vagonata di tacchinella à la Peyregord, ché tanto il Baluganti non la può soffrire.

Le amicizie finiscono

Reading Time: 2 minutesLe amicizie finiscono, sissignori. Una mi è finita stasera. A distanza di un’ora dal folle e irreversibile “Addio!” (retaggio melodrammatico da vaudeville d’antan) sono ancora vivo. Segno che alla fine di qualcosa si può sopravvivere. Il che è già qualcosa che consola e che ti rende più consapevole delle cose (belle) che hai. Tua figlia, i libri, il blog, la radio, un computer su cui installare Linux e quei sigarini che devi essserti dimenticato nella càntera di cima.

Una volta per finire un’amicizia ci si mandava a fare in culo cordialmente. Io con quell'”amico” lì lo facevo praticamente tutti i i giorni, che quando il vaffanculo è stato definitivo si può dire che nemmeno me ne sono accorto. Poi la controprova: l'”amicizia” su Facebook è stata cancellata. Bloccato, interdetto. Ecco, è così che si fa oggi. Si blocca una persona su Facebook, su WhatsApp. Non la si guarda più, la si cancella dalla vista così ci si illude che non esista, che non continui ad avere una vita e un pensiero propri, e che in un certo senso non ci riguardi più. La vita, ovviamente, è molto più complicata di un clic. Ma al mio “amico” è piaciuto così, cosa gli posso fare?

Gli posso dire che ha cominciato a tradire la nostra amicizia quando mi ha cantato una mezza messa dicendomi delle cose vere per metà (ma l’altra faccia della luna, ovviamente, non me l’ha mostrata. Troppo buia, troppo oscura, troppo piena di sassi e di buche per essere minimamente presentabile) e che ora non c’è più rimedio, come se, da amico, io avessi potuto giudicarlo, criticarlo, insultarlo, denigrarlo per quello che mi nascondeva.

E così ci siamo mandati cordialmente a fare in culo l’uno con l’altro e ora se non altro so con chi avevo a che fare. Nessun rimpianto, no, sono troppo vecchio. Ma ho bannato a mia volta TRE suoi amici di Facebook un po’ perché mi piacciono le rappresaglie e un po’ perché non mi andava di averci ulteriormente a che fare (oh, sarò padrone…).

Certo però che miseria!

La mia nuova vita

Reading Time: < 1 minuteOggi festeggio 2 mesi senza toccare pane, pasta, fritti, torte, biscotti, gelati e latticini .
Il cambiamento è stato fantastico. Ho perso peso, riacquistato la forma di una volta e il mio modo di pensare è molto più concentrato e positivo. La pizza è un lontano ricordo e l’ho sostituita con le verdure. Stasera a cena 4 mandorle e tè verde. Poi uno spuntino con semi di girasole.
Continuerò a mantenere questo stile di vita e a fare ancora di più perché ci tengo tantissimo e sono rinato!!
I risultati sono fantastici e mi spingono ad andare avanti. Niente alcool, fumo, dolci: un’alimentazione sana e soprattutto un’ora di corsa ogni giorno. Sveglia alle 5 con esercizi tibetani, poi doccia fredda senza shampoo né sapone.
Non so chi abbia scritto questo post, ma c’era scritto di copiare e incollare.

Catarella è vivo e lotta insieme a noi

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Questo è Catarella. E’ stato il mio primo portatile, molti e molti anni fa. Ora è un vecchio rudere che non accetterebbe più nemmeno lo sfasciacarrozze. Però funziona ancora. E bene. Oddio, la batteria è andata, però attaccandolo alla rete elettrica fa il suo dannatissimo dovere. Solo che Windows è un sistema operativo troppo pesante per lui, che ha risorse estremamente limitate, ma che andava benissimo con le configurazioni Linux di una volta (installai, con mia somma soddisfazione, Linux Ubuntu 6.06 e fu un trionfo. Sistema velocissimo, applicazioni straordinarie, insomma, Catarella funzionava da Dio). Poi anche Linux ha cominciato a non supportare più gli aggiornamenti per quella versione (e son dei bei signorini di nulla anche loro, sì…), tutto si è fatto vetusto, la partizione Windows XP anche quella è stata abbandonata dalla Microsoft e mi si è impestata di sacrosanti malware, insomma, la paralisi. Tanto che decisi di piallare l’hard disk e di metterci Xubuntu. E’ la versione più leggera di Ubuntu, come minimo installato quello il sistema diventa una scheggia. Clìcchete clìcchete clìcchete…macché! Catarella era diventato un pachiderma con una lentezza incredibile di movimento. Operativo in cinque minuti dall’accensione, macinava e macinava l’hard disk come se fossero ulive di Grecia nel frantojo.

Ieri ho scoperto che esiste una versione ultraleggera di Ubuntu, destinata proprio ai computer vetusti. Si chiama Lubuntu (anche loro con questi nomi del cavolo non farebbero meglio a fare un po’ più di chiarezza? Ubuntu, Kubuntu, Lubuntu, Xubuntu… culo!!). L’ho scaricata, masterizzata e installata. Quelli di Linux sono tutti dei grandissimi ottimisti. Ti dicono che l’installazione avviene in tempi rapidissimi, “solitamente 20 minuti”. Invece io ci ho messo un’ora e dieci. Però è andata bene al primo tentativo, ho riavviato il PC e ho fatto l’accesso al sistema operativo in tempi decenti, e adesso, con profonda soddisfazione, vi sto scrivendo proprio da Catarella (che si chiama così per via dell’informaticcia di cui è profondamente esperto). Ho riportato in vita un PC che funzionava benino e che mi dispiaceva dover sacrificare, io che non butto via niente, perché queste cose costan quattrini. Certo, non vola, viaggia (per citare il Poeta), e certamente è ripartito.

E Maione? “Maione” è il nome del mio nuovo PC portatile che monta Linux Mint. Ci devo ancora prendere la mano, ma funziona egregiamente. Peccato che l’aspetto di Linux Mint sia così bujo.

Ah, vi tolgo la curiosità: il vizio di chiamare per nome i PC viene proprio da Linux, che chiede, al momento dell’installazione, un nome da inserire. Catarella, come vi ho detto, è per via dell’abilità informatica del personaggio di Andrea Camilleri, fedele collaboratore del commissario Montalbano. Maione, invece, è il collaboratore fedele del commissario Ricciardi (il personaggio di Maurizio De Giovanni), nella Napoli degli anni ’30. E’ piuttosto grosso di stazza e questo giustifica il nome per il PC che ha risorse decisamente più potenti.  Ovvia, ora lo sapete.

Il mio nuovo PC

Reading Time: < 1 minutecomputernuovo

Eccolo lì, l’ho ordinato questa mattina da Amazon e arriverà martedì prossimo.

E’ il nuovo PC (portatile) con cui saranno gestiti classicistranieri.com e questo blog. Non posso più andare avanti con una vecchissima macchina sotto Windows XP (e una versione vetusterrima di Ubuntu Linux) che è piena di virus e malware, sicché ho deciso di investire qualche spicciolo in questo gioiello della tecnica con la speranza che mi dia qualche soddisfazione. Una parte di quello che pago andrà alla Microsoft perché ho accettato di avere Windows 10 PRO preinstallato. E’ la terza volta che compro una licenza di Bill Gates. Dopo Windows ME e XP, un altro troiaio mi ci voleva proprio. Ora si tratta di vedere che fare del vecchio Catarella (il nome del mio portatile precedente) che ha installato X-Ubuntu, ma non c’è verso di farlo girare (col cavolo che X-Ubuntu resuscita i morti!). Vedremo.

Ah, il nuovo computer si chiamerà Maione. Indovinate perché.

Saluto l’autunno

Reading Time: < 1 minuteSia benedetto nei secoli l’autunno, che arriva d’improvviso e ti fa sentire il fresco vento che butta giù le foglie che poi tua figlia ci gioca calpestandole e facendo cric crac, cric crac e ti sorride tutta contenta. Sia benedetto l’autunno per i funghi, per la polenta, per le castagne, per i sapori veri della terra, per i colori giallognoli, per il cielo limpido e sgombro da nubi, per i golfini e i maglioncini che ti proporzionano quel teporino piacevole che ti senti addosso. Sia benedetto l’autunno perché ci porta via lontani gli effetti di quella baldracca, puttana, meretrice, battona, donna di malaffare, poco di buono, prostituta, zoccola e maiala dell’estate, chè il caldo fa male, malissimo, all’umore, alla testa, al corpo, allo spirito, e la pressione d’autunno si rialza e con lei si affaccia di nuovo la vita, quella che vuole il freddo, quella che aborrisce il caldo amaro e che fa sì che io vada in giro ancora con la maglietta a maniche corte perché voglio sentire il fresco freddo che ti vibra nelle ossa e che ti entra nella pelle. E’ l’autunno ribelle, e per questo lo amo.

Oggi sono stato alle Poste

Reading Time: 2 minutes– Buongiorno polito e riverito utente, in che cosa posso rendermi fattiva per restare ai suoi servigi?

– Buongiorno spettabile impiegata, avrei bisogno di spedire una raccomandata e di fare un’operazione a denaro, per cortesia (e sottolineo P-E-R C-O-R-T-E-S-I-A).

– Uh, ma che vedo???? Passi pure per la raccomandata, ma l’operazione a denaro non gliela posso proprio fare, no, no, non se ne parla, sa?

– Ma su, via, è mia convinzione che se Lei lo desiderasse, potrebbe fare un’eccezione ed accettarmi l’operazioncina a denaro evitandomi di fare una seconda fila.

– Oh, che insolenza, ma questo non è proprio possibile, sa? Per chi mi ha preso?? Guardi quanta gente c’è dietro di Lei (tre persone).

– Ma è il mio turno!

– Ah già, mi faccia vedere il bigliettyno. Ah, peggio ancora. Orrore delle mie pupille, veggo qui che lei, povero e rintontito utente, ha sbagliato a prendere la prenotazione. Doveva premere il tasto in alto invece ha premuto quello in basso, mal gliene incolse, ora lei prende tutti i suoi ciottolini e fa un’altra fila alle casse che sono abilitate anche per la spedizione delle raccomandate, ma te guarda che insolenza.

– Ma io non posso fare tutta questa fila, ho una bambina piccola a casa.

– Cazzi suoi, o peripatetico, io gliel’ho detto, poi faccia un po’ come le pare, io non ho tempo da perdere. (Gentile)

Dopo 45 minuti di attesa nella nuova fila

– Di bel nuovo inclito utente, disponga pure di me a suo bell’agio.

– B-b-b-buongiorno, mi sc-sc-sc-usi de bal-bal-balbetto ma ho i nervi a pe- a pe- a-pe -a pezzi dall’attesa.

– Faccia poco il gazzosino e lo spiritosetto, dia qui, che cos’ha, un’operazione a denaro??

– Sì, e ho anche una rac- raccomandata.

– Eh, no, mi scusi, lei non può venire alle poste a prendere in giro i poveri impiegati che lavorano unicamente per il bene del pubblico e per vendere prodotti finanziari. Sappia che a noi delle poste c’importassai della corrispondenza, che sarà, questo sì, un diritto costituzionale ma che per noi è un peso morto incredibile, e poi non posso assolutamente accettarle nulla dato che non ho la connessione Internet.

– Ma una volta le raccomandate si accettavano a mano.

– Eh, caro il mio Coso, lei è ancora all’età del Pleistocene. Oggi è tutto ollàin. Vada a casa e ritorni quando siamo a posto, vedrà che prima o poi ci riesce.

. MA L- L- L- Lei allora mi vuol D-D-D-D-DISTRVGGERE!!!!!!!!!! (ricovero coatto del polito utente)

 

E’ già tempo di elezioni e io ancora no

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Mancano tre giorni alle elezioni e chissà, col tempo che sta facendo, se non pioverà, come diceva Giorgio Gaber.

Fatto sta che io non sono per niente preparato all’evento e non so esattamente cosa fare. Le possibilità sono tre:

a) andare a votare e annullare la scheda;

b) non andare a votare del tutto;

c) andare a votare e in un impeto di antiqualunquismo mettere la croce sul simbolo di Liberi & Uguali, dopo essermi opportunamente turato il naso, e avere preso dosi massicce di Xamamina, farmaco antinausea contro il mal di mare e il mal d’auto (avevo visto alcune dichiarazioni della Boldrini che, a prescindere dal fatto di essere stata una Presidente della Camera più che criticabile, condividevo nella forma e nella sostanza. Mi sono stupito anch’io di me stesso e mi sono chiesto “com’è possibile? Io d’accordo con la Boldrini??” Ma poi, per fortuna, è venuto in mio soccorso un articolo di giornale letto stamattina sul “Corriere”: Grasso ha dichiarato che sarebbe favorevole a un governo di scopo per la riscrittura di una nuova legge elettorale, con Renzi e Berlusconi. Al di là di una improbabile “große Koalition”, con Berlusconi e Renzi non si governa nemmeno da impiccati, per cui Liberi & Uguali può correre da solo senza il mio voto.

Restano le opzioni a) e b). E se ne vanno i tempi in cui ci credevo davvero che il mio voto fosse importante per qualcuno. Erano quelle che il Poeta chiamava “i sogni senza tempo/le impressioni di un momento”. E io ho 54 anni, perdìo.