O la borsa o la vita

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La borsa dell’acqua calda rievoca ricordi antichi. Sa di nonna, di pentolino messo sul gas a bollire, di piedi gelati, di letto che ce la lasci e lo trovi già caldo, di stai attendo a riempirla che ti bruci perché poi l’aria fa schizzare l’acqua fuori. Era un rituale.Poi sono venuti gli scaldini elettrici e le borse di gomma sono andate nel dimenticatoio.

Fino ad oggi, quando, secondo una notizia riportata sui giornali, Berlusconi si è fatto ustionare da una borsa dell’acqua calda che gli è scoppiata addosso.

Altro che bombaroli e cavalletti tirati sul groppone. Da domani la cosa rossa si armerà di boules, strategicamente tappate. O lasciate provvidenzialmente aperte. Sempre quando riuscirà a capire perché cavolo si è data quel nome

Il punto di non ritorno di Annozero

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Qui, nella periferia dell’Impero, all’alba ancora assonnata del Terzo Millennio, succedono ancora delle cose incredibili.Oggi mi ha chiamato al telefono la redazione di “Annozero“. Sì, proprio quelli di Michele Santoro, quelli che sbattono la giornalista giovane e carina in prima serata accanto ai colleghi dei morti di Torino.Mi hanno detto “Ci scusi, avrebbe mica cinque minuti del Suo tempo da dedicarci, sa, abbiamo letto il Suo blog e volevamo farLe qualche domanda…“.Cazzo, allora è vero che il mondo gira alla rovescia! Dovrei essere io a dire “Ho visto la Vostra trasmissione e avevo una cosa da chiederVi…” e invece loro sono andati a vedere un vecchio post di questo blog su Clementina Forleo, è piaciuto e mi hanno telefonato.
E mi viene da pensare che se hanno bisogno di parlare con uno come me, che tiene su un blog qualunque, allora sono proprio conciati male.

Mi hanno chiesto cosa ne pensassi del fatto che le denunce della Forleo siano state trattate come carta straccia, e se davvero era mia opinione che la politica inquina i poteri della magistratura.
“Thiobòno, sì che lo penso!”
E ho anche aggiunto che essendo un libero cittadino potevo anche permettermi il lusso, difficilmente concesso ai giornalisti, di essere fazioso e di parte.

Mi hanno fatto anche una domanda su Berlusconi e sui suoi discorsi contro le toghe che lo inquisiscono, ma credo di aver biascicato, per tutta risposta, un paio di bestemmie.

Poi volevano invitarmi in televisione. Però si sono ricreduti subito perché, secondo loro, io sono troppo vecchio e, soprattutto, guadagno troppo.
Vogliono solo disoccupati o co-co-co precarissimi. Giovani (meno di 30 anni) e possibilmente bamboccioni perché fa tanta audience, e così la bionda giornalista può muovercisi in mezzo a suo bell’agio, Lei fa tutto un altro mestiere, no, no, non ci interessa, abbia pazienza, ma il suo lavoro non fa più notizia per nessuno.
“Sa, da quello che ho letto sul Suo blog mi sembrava che avesse 26-28 anni al massimo.” Eh, beh…

Comunque, se non ci credete andate a chiedere a Luca Chinello di Annozero.

Quando a telefonarmi saranno quelli di “Ballarò” vorrà dire che la TV avrà veramente toccato il fondo.

Addio a Beppe Grillo!

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(screenshot da www.repubblica.it)

Caro Beppe,

abbi pazienza ma non ti seguo più.

Che la gente, i movimenti, il pensiero critico, il Vaffanculo Day, le trecentomila firme raccolte in un giorno si trasformino in liste civiche comunali e che vadano a contaminarsi con quella cosa sporca che ostiniamo a chiamare politica, con il tuo "placet", con il bollino di trasparenza, e con la possibilità di usare il tuo nome, proprio non mi sta bene.

E non ci sto.

Non ho voglia di insinuarmi nelle piccole mafie del quartierino in cui partitidemocratici improvvisati, con la tassa di un euro per dare il voto alle elezioni primarie (sono già arrivati a farti pagare un diritto e nessuno se n’è accorto, anzi, sembra una cosa perfettamente normale), inquineranno l’entusiasmo della gente, quella vera, che finirà inevitabilemente per essere meno vera e un po’ più di palazzo.

Non aspettavano altro. Anche se non è vero qualcuno affermerà (anzi, "Repubblica" lo ha già affermato) che Beppe Grillo sta creando dei movimenti politici (e il solo fatto che sia disposto a dare loro il proprio nome per i giornalisti è più che una garanzia). D’Alema, Fini, Fassino e Mastella gongoleranno dicendo che "Ecco, Grillo voleva proprio entrare in politica, avevamo ragione noi" (Mastella ha aperto un blog solo per dire questo).
E qualcuno coglierà la preziosa occasione per farsi trascinare dal momento favorevole.

Preferisco non fare politica, ma se proprio sono costretto (e sono costretto!) preferisco farla attraverso un blog letto da un pugno di amici o di persone che mi vogliono bene (o che mi vogliono male, vedi tu), preferisco farla in una scuola in cui se vai a parlare di software libero, di open source e di risparmio per la pubblica amministrazione non capisce un accidente nessuno. Preferisco stare con i miei alunni e parlare con loro, e se proprio non studiano almeno avranno un luogo in cui poter stare, e capire che si può sempre fare qualcosa per stare meglio.

Per cui, caro Beppe, non chiederti per chi suona il Vaffanculo Day. Oggi suona per te.

Il V-Day e il perbenismo dei media

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Il V-Day di Beppe Grillo ha dovuto fare da damigella d’onore ai funerali di Luciano Pavarotti, evento mediatico più ghiotto e redditizio.
Diretta TV per le esequie del Maestro, primo piano per Bono, Jovanotti, Zeffirelli e compagnia cantante, pochissimi servizi, e per di più in differita, su migliaia di persone che scendevano in piazza per una proposta di legge.

Questa mattina l’evento è in prima pagina solo su "Repubblica" (che, però, ha già preannunciato l’uscita di un doppio CD Audio allegato al quotidiano, martedì prossimo, con tutte le operazioni discografiche nazional-popolari di Big Luciano, da "Vincerò!" (nessuno si ricorda più che la romanza si intitola anche "Nessun Dorma" ed è tratta dalla "Turandot" di Puccini, non importa che le cose vengano chiamate con il lor nome, importa che facciano piangere e svolazzare le Frecce Tricolori in cielo) a "O sole mio", da "E lucevan le stelle" alla "Mattinata" di Leoncavallo, e via chitarramandolinando.
Come dire, va bene la protesta popolare, ma non dimentichiamoci il vero motivo per cui andiamo in edicola.

Lo stanno ignorando, e quei pochi che lo apprezzano dimostrano un tiepido entusiasmo.
Cacciari e Michele Serra hanno parlato di "populismo" (il "populismo" è tutto quello che non ha nulla a che vedere con il "partitismo", è l’esatto opposto speculare del palazzo), Serra ha perfino scritto che "Vaffanculo" è una battuta più da Bagaglino che da Beppe Grillo.
Lo ha scritto lui, Michele Serra, che ha riempito di parolacce un supplemento osceno come "Cuore" facendolo passare per la vera satira della sinistra, il tutto appiccicato a "l’Unità", quotidiano che dell’idea del primo direttore (Antonio Gramsci) ha conservato solo il titolo.
Perché c’è pudore perfino nel pronunciare "Vaffanculo". I TG, quei pochissimi che se ne sono occupati, e non più di mezzo minuto nell’edizione principale, si sono fermati a un più impietosito "Vaffa", potere del pudore.

Qualcuno ha esposto un cartello con su scritto "Adesso ignorateci!"
Lo stanno facendo. A partire dai quotidiani. Questa mattina la versione web de "La Stampa" annunciava un contributo audio dal V-Day. Cliccandoci sopra si otteneva questo messaggio:

La signora Lucia Ricco, invece, lei, a firmare c’è andata. A 96 anni. E vaffanculo!

Adsl? WiFi? Benvenuti a Roseto degli Abruzzi

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Dal lontano 2001 mi occupo del divario digitale che affligge le nostre zone, problema che purtroppo si riscontra in moltissimi paesi d’Italia. Tanto che tre anni fa ci siamo riuniti formando un’associazione di volontari, Anti Digital Divide, raggiungibile su antidigitaldivide.org, un sito che ormai conta oltre 4000 iscritti da tutta la nazione.

Mi chiamo Fabrizio Di Donato, sono il rappresentante per la provincia di Teramo di questa associazione, e voglio portarvi a conoscenza di una penosa situazione che si protrae dalla "notte dei tempi".

Sei anni. Sono sei lunghissimi anni che tre frazioni del comune di Roseto degli Abruzzi aspettano la banda larga (internet veloce). Cologna Spiaggia, Piane Tordino, Cologna Paese: tre frazioni unite dal triste primato di essere le uniche dell’intero territorio comunale ad essere completamente tagliate fuori da un servizio ormai indispensabile.

Ebbene, dopo tutto questo tempo, una società che eroga banda larga tramite tecnologia WiFi (senza fili), la Ruzzo Reti Network, si offre di coprire le tre frazioni e il comune convenziona il tutto. Partono le pre adesioni, nel mese di maggio i cittadini delle tre frazioni raccolgono 45 firme, ossia 45 possibili contratti adsl. Come richiesto dalla Ruzzo Reti, invio le firme al Comune, dove qualcuno dovrebbe suddividerle a seconda delle zone, per poi inviarle alla Ruzzo Reti Network.

Ci si aspetta che dopo un paio di settimane tutto vada a buon fine, ossia che queste firme giungano alla società interessata per dare inizio ai lavori.
E qui sta il problema.

Le firme sono arrivate al Comune di Roseto degli Abruzzi il 4 giugno, e oggi, dopo un mese d’attesa, sono ancora ferme al solito posto.

Con tutta la mia buona volontà, posso e voglio capire che la lista degli impegni che gravano sulle spalle di chi lavora al comune sia lunga, ma non mi si venga a parlare di priorità, non dopo sei anni d’attesa!

Durante le prime due settimane di giugno ho avuto contatti attraverso delle mail con l’addetto comunale, e mi rassicuravano che, non appena avessero inviato le firme alla Ruzzo Reti, sarei stato avvisato. Nessun segno di vita.

Attraverso il sito del comune ho contattato vari assessori, sempre via mail, dato che sul sito stesso quasi ogni assessore è provvisto di un proprio contatto.
Nessun segno di vita.

Quindi mi vedo qui pubblicamente costretto a porre una semplice e scontatissima domanda ai nostri rappresentanti comunali QUANTO TEMPO CI VUOLE PER SUDDIVIDERE GEOGRAFICAMENTE 45 FIRME? QUANDO INVIERETE LE SUDDETTE FIRME ALLA RUZZO RETI?

Varie volte ho telefonato al comune, stavolta ho preferito evitare, perché non è bello essere sbattuti da un interno all’altro senza giungere a nulla.
Speravamo di avere la banda larga prima d’agosto, mese di vacanze, ormai è logico che il tutto slitterà a settembre.

I cittadini colognesi sono stufi di aspettare, dato che lo fanno da sei anni, quindi è ora di conoscere tempistiche esatte, dato che il tempo scorre, nessuno lo ferma, e la pazienza diminuisce.

Cordiali saluti.

Fabrizio Di Donato
Responsabile Provincia Teramo per
Anti Digital Divide

da: www.punto-informatico.it

Finalmente avremo di nuovo la messa in latino!

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Papa Benedetto 16 l’ha annunciato oggi. Pubblicherà a breve un motu proprio, cioè, in sostanza, un documento scritto perché gli pareva a lui, in cui sarà reinserita la messa in latino nel diritto canonico, così chi non ci capiva nulla nella propria avrà la possibilità di continuare nello stolido atteggiamento di sempre, dovendosi districare tra ablativi assoluti, verbi deponenti, semideponenti e quant’altro.

Ci saranno anche messe su richiesta, come le dediche alla radio. Basterà infatti che 30 fedeli contattino il parroco di turno e il rito sarà officiato in latino (c’è solo da chiedersi cosa succederà se lo zoccolo duro della parrocchietta di periferia si impuntasse a scegliere il latino anche per messe per matrimoni, cresime, comunioni, funerali e ricorrenze di qualsivoglia fatta).

Sic stantibus rebus, non sembra proprio che se ne debba fare un casus belli. Alea iacta est, eja ergo, tutti a recitare il Te Deum, con uno sguardo compassionevole rivolto alla cara anima dello scismatico Lefèvre.

I coniugi Furbetti-Quartierino non stanno più insieme (ennesima disdetta!)

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(screenshot da www.corriere.it)

Ricucci è occupato a recuperare il suo rapporto con Anna Falchi. Lo ha detto all’intervista a Enrico Mentana. Lei non ce l’ha fatta più a sopportare l’onta di un marito in galera e gli ha dato il due di picche. Bella com’è un altro che se la piglia lo trova di sicuro, come avrebbero detto i protagonisti di “Amici miei”.

Vale e Ely si sono conosciuti e ora si vogliono bene (e chi se ne frega…)

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(screenshot da www.repubblica.it)

Facciano il sacrosanto favore, lorsignori, di stendere il proverbiale e tradizionale velo pietoso sull’ennesima rivelazione dei giornalisti a proposito delle vicende amorose del Signor Rossi Valentino, di professione  brum brum di cui, come è noto, il mondo non fa altro che attendere l’evoluzione.
E i giornalisti potrebbero anche evitare di scrivere come Federico Moccia, o come delle adolescenti di 14 anni che inviano gli SMS alle loro coetanee, continuando a usare nomignoli come "Vale", "Ely" e via lucchettando. L’opinione pubblica non ha nulla a che fare con questi personaggi, a parte il fatto di vederli zompettare in TV o di apprezzarli come  campioni di uno sport in cui il movimento fisico più estremo è quello del polso che avvolge la manopola dell’acceleratore.

De Gennaro indagato a Genova per aver indotto il reato di falsa testimonianza sui fatti della Diaz

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(screenshot da www.ilmanifesto.it)

Avviso di garanzia per Gianni De Gennaro.
Gli è arrivato alcuni giorni or sono, ma la notizia è stata tenuta segreta finché il presidente di un consiglio dei ministri, ha cercato di dargli la giusta collocazione.
Nel giro delle false testimonianze (vere o indotte) c’è anche lui.
Ma la sua sarebbe solo una “posizione marginale”.

Hanno rubato l’orologio a Bush

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(screenshot da www.corriere.it)

Ecco il momento fatidico. Durante la sua visita in Albania,  Bush II si è visto sparire l’orologio dal polso in questa indimenticabile istantanea per la quale non cesseremo mai di dichiarare eterna gratitudine al Corriere della Sera. Il Presidente ha voluto fare il bagno di folla per festeggiare così la sua apparizione  da salvatore delle democrazie occidentali precedentemente oppresse dal comunismo. Ed eccolo che si ritrova senza orologio.

Papa Ratzinger compie 80 anni. Gaudio e tripudio nella popolazione

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(screenshot da L’Osservatore Romano)

Gioiamo festanti, levando alti gli animi, all’ottantesimo compl… genetliaco di Papa Ratzinger  che ci guiderà dall’alto del suo Magistero tollerante e aperto ai cambiamenti del mondo, nel duro cammino del terzo millennio, tra disgrazie inenarrabili come Dico, profilattici, convivenze more uxorio etc…

L’Osservatore Romano, nella sua edizione odierna, fa notare che:
In occasione dell’ottantesimo genetliaco del Santo Padre lunedì il nostro giornale non uscirà. Le pubblicazioni riprenderanno in data 17-18 aprile.

Dell rompe il monopolio di Microsoft: finalmente si potrà scegliere Linux preinstallato

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da: www.repubblica.it

Ce ne hanno messo di tempo, ma alla fine ci siamo arrivati. Avere la possibilità di scegliere dovrebbe essere un elemento essenziale ed elementare del libero mercato, ma a offrirla si potrebbe fare un torto allo Zio Bill, o al nostro portafoglio, nel caso disponessimo di qualche licenza Microsoft precedente, pagata fior di baiocchi sonanti e ballanti, e ancora buona per i nostri bisogni quotidiani. Un giorno magari scopriranno anche che avere un pinguino per amico è sempre un buon investimento in conoscenza e daranno gratis Linux a tutti, non solo a chi lo chiede, ma intanto accontentiamoci…