Dal 2010 caricabatterie universale per tutti i cellulari, cosi’ li ricompriamo nuovi

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Pare che a Bruxelles si siano riunite le maggiori case produttrici di cellulari (quindi in pratica la Nokia si è riunita con se stessa…) e che abbiano deciso che è l’ora di smetterla con tutte queste differenze tra caricabatterie.

Dal 2010, dunque, tutti avremo un caricabatterie con il plug mini-USB e, naturalmente, un cellulare nuovo, perché gli apparecchi per la ricarica dei nostri modelli ormai relegati al rango di telefonino antidiluviani, prima o poi smetteranno di funzionare e ce lo prenderemo in quel posto.

Dal canto mio, guai a chi mi tocca il Nokia 3310, che resisterà glorioso, a costo di fare la respirazione bocca a bocca al caricabatterie da auto, quello che si attacca all’accendisigari o in cuffia alle mamme delle multinazionali della telefonia…

Il Giornalino di Gian Burrasca

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La lettura integrale de “Il giornalino di Gian Burrasca” di Vamba è terminata, e adesso, oltre che ad andarne tronfio e sussiegoso, vi ci rompo un po’ le scatole perbenino, perché mi pare d’uopo.

La cominciai a gennaio (data a cui rimonta la primissima versione di questo post, per questo ci vedete così tanti lettori) e, sinceramente, pensavo di ultimarla molto tempo prima. Riconosco che non è il massimo della vita e che tutto è perfettibile, però intanto c’è e questo mi sembra già un primo passo. Per dirla in informatichese, la considero la versione 0.99 di un prodotto finito. Certo è che la perfezione, soprattutto in una iniziativa amatoriale, non la si raggiunge mai.

E’ quello che è, e voi prendetela pure (o non prendetela affatto, non mi offendo minimamente) come ve la offro.

“Il giornalino di Gian Burrasca” è un testo meraviglioso, estremamente divertente, renderlo a voce è un’impresa, parlarne, come ha fatto Wikipedia nella voce corrispondente, potrebbe essere semplicemente ridicolo.

Che dirvi? Io mi sono divertito, spero che vi divertiate anche voi, se poi non vi piace, tanto per cambiare, chi se ne frega.

Mi sembrava giusto dedicare a questa piccola iniziativa un dominio “personalizzato”, per cui, cliccando su:

http://www.ilgiornalinodigianburrasca.com

accederete alla pagina di controversi.org che contiene tutti i files.


Dal lettore di MP3, potete ascoltare, come prova, la lettura del primo giorno del diario di Giannino Stoppani.

Antonio è un porco, Valeria lo scopre e ringrazia Facebook

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Sul sito del giornale della serva "Repubblica" è apparso un reportage di otto fotografie in piena cronaca di Roma, in cui si mostra l’affissione di un volantino realizzato alla meglio da Valeria, sedicente ex promessa sposa di Antonio, reo di fare non ben meglio specificate porcate su Facebook.

Un matrimonio faraonico, quello di Valeria e Antonio, con tanto di 548 invitati che, puntualmente, mollano il pirla in braghe di tela e, soprattutto, immortalato su tutti gli incroci principali di Roma. Continua la lettura di “Antonio è un porco, Valeria lo scopre e ringrazia Facebook”

Buon Natale con Babbo Itle e Stille Nacht

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#nd#

Polizia Scientifica

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Son qui a salutare a capo chino, e con intense e reiterate riverenze il reparto della Polizia Scientifica di Olbia che, non ho ancora capito per quale motivo, si dichiara affezionatissimo al blog e a tutte le stronzate che ci scrivo, in particolare pare ci sia qualcuno che prende spunti da questo amalgama di stronzate per fare a sua volta ricorsi al Garante della Privacy.

E’ roba da non credersi, la Polizia Scientifica che viene sul mio blog a prendere idee e appunti per dei banalissimi ricorsi al Garante dei dati personali, il mondo gira alla rovescia e prima o poi mi toccherà anche credere al fatto che Babbo Natale esiste.

Un saluto doveroso, ossequioso e obbligatorio, dunque, anche perché io so perfettamente essere servile coi potenti e vile e ingiusto coi più deboli, in particolare con i reparti di polizia, che poi un giorno mi spiegheranno chi cazzo glielo fa fare di perdersi in questo labirinto, per intanto Buon Natale e un felice, servile, ossequioso e spettabile anno nuovo.

Gramsci ricevette i sacramenti? Non ci risulta, ovvero come uccidere ancora un intellettuale

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Negli ultimi giorni sulle prime pagine dei giornali è apparsa la notizia, confortata (non si sa se con l’olio degli infermi o meno) da Monsignor Lugi De Magistris (omonimo!), secondo cui Antonio Gramsci, si sarebbe convertito in articulo mortis, e avrebbe accettato i sacramenti della Chiesa Cattolica.

Ora, davanti a una pirlata come questa si doveva solo ed esclusivamente stare zitti, far passare la cosa sotto silenzio e, possibilmente vergognarsi.

Invece il responsabile dell’archivio Gramsci ha deciso di buttarci il carico da undici e ha ricarato la dose: "Non ci risulta".

Ma cosa gli doveva risultare? Una decisione di fede è un atto assolutamente e totalmente privato, che riguarda solo ed esclusivamente la persona che la compie. E allora perché la Chiesa ci si mette di mezzo? Forse solo per il fatto che, eventualmente, ad amministrare i Sacramenti è lei? Non mi pare una buona ragione per tirare in mezzo Gramsci.

Senza contare l’atteggiamento falsamente storico di chi dice "Non ci risulta", come se una cosa che non risulta, solo per questo dovrebbe essere chiaramente falsa. E’ anche così che si ammazzano di nuovo gli intellettuali.

Come sempre c’è stata molta puzza, ma di arrosto se n’è visto assai poco. E Gramsci finisce, manco a dirlo, assassinato dall’ignoranza.

Il presidente della Repubblica firmera’ il lodo-Alfano

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Pare che Napolitano firmerà il decreto sul lodo-Alfano perché, dice, secondo lui e i Quirinalisti che tirano le fila del Palazzo, quel provvedimento sarebbe costituzionale.

Si vede che salvare il Presidente del Consiglio dai processi a suo carico e da condanne praticamente certe è un atto costituzionale, democratico e basato sul lavoro. Degli altri.

Clementina Forleo assolta dal CSM

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Probabilmente non ve lo avrà detto nessuno, ma Clementina Forleo è stata assolta.

Nell’ambito dell’inchiesta Unipol arrivò a chiedere alle Camere l’uso di intercettazioni telefoniche che riguardavano D’Alema e La Torre accusati di "pronti e disponibili a fornire i loro apporti istituzionali in totale spregio dello stato di diritto".

Il fatto non costituisce alcun illecito disciplinare. Quindi la Forleo era nel suo pieno diritto di agire.

E D’Alema no. Ma tanto ci penserà il Presidente del Consiglio a toglierlo dai guai.

Il decreto che salverà Rete 4

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Se c’era una possibilità che Emilio Fede andasse a raccontare le proprie stronzate sul satellite e che Europa 7 potesse riavere le sue frequenze, Berlusconi l’ha dribblata con il provvedimento "ad retem" che segue. E’ solo il primo di una lunga serie, non scandalizziamoci, il peggio deve ancora venire.

Dopo l’articolo 8, aggiungere il seguente:

Art. 8-bis. – 1. L’articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, è sostituito dal seguente:

«1. Fatti salvi i criteri e le procedure specifici per la concessione dei diritti di uso delle radiofrequenze per la diffusione sonora e televisiva, previsti dal Codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1o agosto 2003, n. 259, in considerazione degli obiettivi di tutela del pluralismo e degli altri obiettivi di interesse generale, la disciplina per l’attività di operatore di rete su frequenze terrestri in tecnica digitale si conforma ai principi della direttiva 2002/77/CE della Commissione del 16 settembre 2002 e della direttiva 2002/20/CE del Parlamento europeo e delConsiglio del 7 marzo 2002. Tale attività è soggetta al regime dell’autorizzazione generale, ai sensi dell’articolo 25 del Codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1o agosto 2003, n. 259».

2. Le licenze individuali già rilasciate ai sensi della deliberazione dell’AGCOM n. 435/01/CONS, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono modificate, su iniziativa del Ministero dello sviluppo economico, allineandole alle disposizioni del presente articolo. È abrogato l’articolo 25, comma 12, della legge 3 maggio 2004, n. 112.

3. Fermo restando quanto stabilito dalla vigente normativa in materia di radiodiffusione televisiva, il trasferimento di frequenze tra due soggetti titolari di autorizzazione generale avviene nel rispetto dell’articolo 14 del Codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1o agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni. La prosecuzione nell’esercizio degli impianti di trasmissione è consentita a tutti i soggetti che ne hanno titolo, anche ai sensi dell’articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, fino alla scadenza del termine previsto dalla legge per la conversione definitiva delle trasmissioni televisive in tecnica digitale, nel rispetto del programma per il passaggio definitivo alla trasmissione televisiva digitale di cui al comma 5 e dell’attuazione del Piano nazionale di assegnazione delle frequenze.

4. Nel corso della progressiva attuazione del piano di assegnazione delle frequenze televisive in tecnica digitale terrestre, nel rispetto del relativo programma di attuazione di cui all’articolo 42, comma 11, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, i diritti di uso delle frequenze per l’esercizio delle reti televisive digitali saranno assegnati, in base alle procedure definite dall’Autorità nella delibera n. 603/07/CONS e sue successive modificazioni e integrazioni, nel rispetto dei principi stabiliti dal diritto comunitario, basate su criteri obiettivi, proporzionati, trasparenti e non discriminatori.

5. Al fine di rispettare la previsione dell’articolo 2-bis, comma 5, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, e successive modificazioni, e di dare attuazione al piano di assegnazione delle frequenze, con decreto del Ministro dello sviluppo economico non avente natura regolamentare, d’intesa con l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, è definito, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, un programma per il passaggio definitivo alla trasmissione televisiva digitale terrestre con l’indicazione delle aree territoriali interessate e delle rispettive scadenze.

Oggi Annamaria Franzoni va in carcere

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I giornali non lo scrivono, presi come sono a rendicontare delle soluzioni che il Nano Magico trarrà dal suo cappello di prestidigitatore per risolvere dopo quattordici anni il problema della "Mummezz’" a Napoli, ma oggi la Cassazione si pronuncerà definitivamente, e senza possibilità di ulteriori appelli, sulla colpevolezza di Annamaria Franzoni, spalancandole le porte del carcere.

E’ pressoché matematico che la sentenza di secondo grado venga confermata, per cui tra poche ore, in presenza di una sentenza definitiva passata in giudicato, la "Bimba", come la chiamavano i suoi familiari, se ne vada dritta dritta in galera e che possa essere, al di là di ogni ragionevole dubbio, essere definita "colpevole".

E la smetterà, finalmente, di prenderci in giro.
La mala parata l’ha già presentita, infatti il sito www.conosciannamaria.it, che fino a poco tempo fa distribuiva immagini bucoliche e pastorali, accompagnate da riflessioni al limite dell’agghiacciante, quel sito, dicevo, ha chiuso i battenti, ed il dominio è stato acquistato dai soliti cybersquatter.

In tutti questi anni di processo Annamaria Franzoni ne ha combinati di guai, primo fra tutti quello di nominare come difensore Carlo Taormina, che è la classica persona per cui se puoi beccarti solo sei mesi lui riesce a farti dare l’ergastolo.
Dopo aver messo al mondo un altro figlio, che ora ha cinque anni, e che sta per avere una madre in galera (probabilmente la rivedrà quando sarà adolescente), ha pensato bene, giusto per non farsi mancare nulla, di creare una linea di vestiti per bambini che porta il suo nome.

Ma ce le vedete le mamme che vanno a comprare la tutina Franzoni, o il bavaglino Annamaria? Eppure qualche lesionata cerebrale deve pure averlo fatto.

Via, via..

L’Aspirina della Coop costa due euro

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La COOP l’ha lanciata col solito sensazionalismo di chi, alla fine, arriva sempre con almeno una ventina di anni di ritardo.

E’ l’Aspirina che costa due euro.

Acido acetilsalicilico (il principio attivo dell’Aspirina, appunto) più 200 mg. di acido ascorbico (nient’altro che Vitamina C).

Tutto lì. La ricetta è nota da tempo immemorabile, perché la molecola dell’acido acetilsalicilico e, soprattutto, quella dell’acido ascorbico, sono note da tempo, sono di pubblico dominio, i linuxari direbbero che sono "open source".

E’ come la ricetta del ciambellone, o quella della fettina ai ferri, o ancora delle uova al tegamino. Tutti la sanno fare, tutti la possono fare.

Perché i due principi attivi costano davvero poco. Con i due euro che paghiamo una confezione di Aspirina COOP si compra un chilo di vitamina C.

Non hanno fatto nulla di nuovo, hanno soltanto prodotto un farmaco generico.

E ora sono qui a dirci che ci hanno fatto anche un favore.

C’è posta per noi

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Succedono cose al limite dell’incredibile.
La gente non solo legge questo blog, ma mi scrive anche per comunicarmi la propria opinione.

Ho ricevuto una mail di commento a un post del blog di qualche tempo fa.
Una lettrice mi scrive in merito all’articolo:

https://www.valeriodistefano.com/public/post/il-punto-di-non-ritorno-di-annozero-850.asp

sulla trasmissione “Annozero“.

Pubblico l’opinione della lettrice e la mia replica.


Veronica Lario confessa alla stampa: sono la leghista della famiglia

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(screenshot da: www.corriere.it)

Nel giorno dell’anniversario della Liberazione Veronica Lario ciononostante Berlusconi ha deciso di fare outing, venire allo scoperto e dichiarare la sua peculiare e inconfondibile natura: è lei la leghista della famiglia, lo si sappia e la si accetti com’è, chè viviamo in una società multietnica e democratica in cui ognuno può dire quello che vuole, fossero anche cazzate.

La notizia è stata ripresa, come è ovvio, da tutti gli organi di informazione italiani, soprattutto dalla carta stampata che riceve dallo stato italiano, di cui il  Signor Marito della Lario è incontrastato proprietario, un ingente sostentamento finanziario che democraticamente viene ripartito sulle tasche di tutti gli italiani.

Dell’Utri e la Resistenza: è solo retorica

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Il noto bibliofilo e personcina ammodo Marcello Dell’Utri, evidentemente grato al PDL che gli ha offerto di nuovo la possibilità di candidarsi per la prossima legislatura, alleviano così il pur riprovevole disagio che prova per le sue faccenduole giudiziarie pendenti, insomma, l’appassionato di libri più famoso d’Italia ha detto che i libri di storia in uso nelle scuole italiane vanno rivisti perché la resistenza viene trattata con un taglio retorico che non gli piace e che evidentemente offende i suo senso estetico.

Non si sa bene cosa voglia dire ma abbiamo senz’altro trovato il prossimo ministro dell’Istruzione.

De Gennaro verso il processo – In linea il testo della richiesta di rinvio a giudizio

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I Pubblici Ministeri che indagano per le vicende del G8 hanno deciso di depositare la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’allora Capo della Polizia Gianni De Gennaro perché, sempre secondo i condizionali della stampa lecchina e falsamente garantista, avrebbe spinto (in giuridichese si direbbe "istigato") Francesco Colucci, che all’epoca dei fatti era questore di Genova, a dichiarare il falso.

E’ De Gennaro ad occuparsi dell’affaire-monnezza a Napoli, e pare sia caduto nell’immondezzaio molto prima.

Ad ogni buon conto, il testo della richiesta di cui sopra è qui disponibile in formato PDF, per non perdere la memoria e per capire che cosa potrebbe essere veramente successo il giorno in cui per Di Gennaro verrà dichiarato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione del reato (tanto, ormai…).

OOXML di Microsoft diventa standard ISO

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(…e ora, detto fra parentesi, sono affari nostri e quaini di Bill Gates!)







ISO deve ancora rendere noti i risultati ufficiali ma non sembrano proprio esservi dubbi: la richiesta di formalizzazione a standard di OOXML, il formato documentale proposto e sostenuto da Microsoft, ha trovato accoglimento. Il complesso processo di approvazione è dunque giunto a compimento e il big di Redmond ha portato a casa un risultato agognato da lungo tempo. Microsoft riporta le cifre che girano in rete proprio adesso: l’86 per cento dei national body di ISO avrebbe approvato OOXML (il 75 per cento è il minimo secondo le regole ISO).

L’annuncio ufficiale dell’avvenuta formalizzazione dovrebbe essere diramato entro le prime ore di mercoledì ma le tracce dell’approvazione si moltiplicano dentro e fuori dagli ambienti ufficiali. Il fatto che non sia subito reso ufficiale da ISO si deve alla procedura prevista in questi casi: l’Organizzazione trasmette i risultati ai national body dei singoli paesi, quelli che hanno partecipato alla votazione, affinché questi ultimi confermino la correttezza dei risultati loro attribuiti dalla stessa ISO. Passate le 24-48 ore da quel momento, ISO rende pubblici i risultati che, come detto, non sembrano lasciare dubbi sull’approvazione di OOXML. Solo in quel momento sarà possibile tirare un bilancio di quanto avvenuto, per il momento Punto Informatico ha raggiunto Andrea Valboni, National Technology Officer di Microsoft Italia, per raccogliere le prime impressioni. Continua la lettura di “OOXML di Microsoft diventa standard ISO”

La Pavoncello ha fatto la ruota

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La ragazza che al TG2 ha rivolto a Berlusconi la domanda sui precari, e che si è sentita rispondere “Sposatevi il figlio di uno ricco come me!” si chiama Perla Pavoncello.

In rete circola una sua foto in posa vagamente velinesca, lontana assai dall’aspetto dimesso e remissivo della giovinetta in cerca del suo momento di notorietà e gloria attraverso gli schermi televisivi (diàmine, cos’altro??) ma che doveva starsene a sorridere dal TG2.

Ha già riferito al Corriere che è vero che Berlusconi non le ha dato una risposta soddisfacente ma sì, ecco, insomma, come dire… lo voterà lo stesso.

Certo, se no viceversa come farebbe ad apparire in televisione (e magari a sposare suo figlio)?

Mastella lascia!

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Questa è una di quelle giornate che si dovrebbero segnare sul calendario.

Ma del fatto che Mastella non si ricandida alle elezioni nessuno parla.

Ci siamo liberati dell’autore dell’indulto-insulto, che è stato abbattuto a colpi di indagini della magistratura e, forse proprio per questo, pare non lo voglia più nessuno degli schieramenti politici (il Partito Democratico, si sa, preferisce altri inquisiti, mentre il Partito delle Libertà non si sa cosa voglia fare di Dell’Utri, Casini, dal canto suo ha detto che Totò Cuffaro si può candidare con lui, e ci mancherebbe anche altro…).

A Ceppaloni saranno addoloratissimi, Mastella e la moglie, che tanto avevano fatto per quella cittadina, ormai sono costretti a difendersi come delle persone normali.

Pubblicità non richiesta. Rimborso riconosciuto dal Garante della Privacy: ecco come ci sono riuscito

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XXXXXXXXXX, 6 dicembre 2007

A: Garante per la protezione dei dati personali
Piazza Monte Citorio, 121
00186 Roma

Oggetto: Ricorso ai sensi dell’articolo 146 DL 196/2003

Il sottoscritto DI STEFANO VALERIO, nato a XXXXXX il XX/XX/XXXX e residente in XXXXXXXXX  (XX), in Via XXXXXXXX, codice fiscale XXXXXXXX

PREMESSO CHE

– alla fine del mese di ottobre riceveva dalla I.M.P. S.r.l con sede legale in Milano, via Santa Radegonda 11, materiale pubblicitario inerente l’imminente spedizione di un DVD della collezione “Natural Killers” (vedasi allegato “A”);

– in data 31 ottobre 2007, il sottoscritto provvedeva a inoltrare alla I.M.P. S.r.l, così come sopraindicata, ai sensi dell’articolo 7 del D.Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 una richiesta per conoscere nell’ordine:

1. la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati;
2. la comunicazione in forma intelligibile dei dati medesimi;
3. l’origine dei dati;
4. le finalità e le modalità su cui si basa il trattamento;
5. la logica applicata, se il trattamento è effettuato con l’ausilio di strumenti elettronici;
6. gli estremi della dichiarazione dello scrivente resa con le modalità previste dall’art. 13 del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (ovvero dall’art. 10 della Legge 31 dicembre 1996, n. 675 se il consenso è stato prestato anteriormente al 1° gennaio 2004), con la quale autorizza la I.M.P. srl a trattare i propri dati personali;
7. i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati possono essere stati comunicati;
8. l’ambito di diffusione dei dati medesimi;
nonché allo scopo di richiedere l’immediata cancellazione dei dati ex lettere b) e c) dell’art. 7 comma 3 del D.Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 (vedasi ALLEGATO “B”);

– che nella stessa data del 31/10/2007 il sottoscritto inviava alla I.M.P. S.r.l., così come indicata in premessa la suddetta richiesta via posta raccomandata con piego n. 13117377852-0 dall’Ufficio Postale di Roseto degli Abruzzi, sito in via Puglie (vedasi ALLEGATO “C”);

– che è data evidenza che la comunicazione veniva recapitata alla sede legale della I.M.P. S.r.l. in data 5 novembre 2007 (vedasi ALLEGATO “D”)

CONSIDERANDO:

– la mancata risposta di I.M.P. s.r.l con sede legale in Via S. Rodegonda 11 – 20121 MILANO nei termini previsti (15 gg ai sensi dell’art.146 del DL 196/2003) alla mia richiesta del 31/10/2007;
– l’uso dei dati personali per usi promozionali e commerciali da parte di I.M.P. s.r.l, e l’impossibilità di conoscere l’esito alla negazione  all’uso di tali dati, così come di conoscere il nome del responsabile del trattamento dati della I.M.P. s.r.l., non indicato neanche sul materiale pubblicitario di cui all’allegato “A” e in genere di ricevere informazioni e tutela ai sensi del citato Decreto 196/2003

CHIEDE

– l’intervento del Garante per la protezione dei dati personali al fine di adottare tutte le misure necessarie per impedire a I.M.P. s.r.l la continua violazione del DL 196/2003 e l’uso dei dati personali a fini commerciali e promozionali;
– il risarcimento delle spese e dei diritti, con riserva di ogni azione per il risarcimento danni.
Il sottoscritto allega attestazione di versamento dei diritti di segreteria, fissati in euro 150 sul conto corrente postale n. 96677000 intestato a Garante per la protezione dei dati personali, Piazza di Monte Citorio, n. 121 00186 Roma , ai fini del presente procedimento, elegge domicilio presso la propria residenza, sita in Via XXXXXXX e dichiara di essere raggiungibile al recapito telefonico n. 3400685260, nonché alla casella di posta elettronica XXXXXXXXX


IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presena del prof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravallotti, vicepresidente, del dott. Giuseppe Fortunato e del dott. Marco Paissan, componenti e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;

VISTO il ricorso presentato al garante il 18 dicembre 2007 da Valerio Di Stefano nei confronti di International Master Publishers s.r.l., con il quale il ricorrente (che aveva ricevuto una comunicazione pubblicitaria non richiesta al proprio domicilio), ha ribadito la richiesta avanzata ai sensi dell’art. 7 del Codici in materia di Protezione dei dati personali (d.lg 30 giugno 2003, n. 196) volta ad avere conferma dell’esistenza di dati personali che lo riguardano e a ottenere la loro comunicazione in forma intelligibile e l’indicazione dell’origine di tali dati, della modalità, della logica e delle finalità del trattamento, nonché del responsabile del trattamento, qualora designato, e dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati; visto che il ricorrente, nell’opporsi al trattamento dei dati, ha sollecitato la loro cancellazione chiedendo di porre a carico della società resistente le spese del procedimento;

VISTI gli ulteriori atti d’ufficio e, in particolare, la nota del 20 dicembre 2007 con la quale questa autorità, ai sensi dell’art. 149, comma 1, del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg 30 giugno 2003, n. 196) ha invitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste dell’interessato;

VISTA la memoria datata 9 gennaio 2008 con la quale la società resistente, nel precisare che i dati personali del ricorrente “sono stati utilizzati una sola volta” e “sono stati messi a (…) disposizione dalla Società Mediaprisme s.r.l.” ha dichiarato di “aver immediatamente provveduto ad annotare la (…) richiesta di opposizione all’utilizzo dei (…) dati per attività di comunicazione commerciale, cancellando ogni riferimento (…) collegabile” al ricorrente rassicurando lo stesso che “non riceverà più ulteriori comunicazioni salvo esplicita richiesta futura”;

VISTA la nota inviata via fax l’11 gennaio 2007 con la quale il ricorrente, nel sottolineare la tardività del riscontro ottenuto, ha ribadito la richiesta di porre a carico della resistente le spese di procedimento;

RITENUTO di dover dichiarare non luogo a provvedere sul ricorso ai sensi dell’art. 149, comma 2, del Coice avendo il titolare del trattamento fornito un sufficiente riscontro all’interessato, seppure dopo la presentazione del ricorso;

VISTA la determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettaria dell’ammontare delle spese e dei diritti da liquidare per i ricordi; ritenuto congruo, su questa base, determinare l’ammontare delle spese e dei diritti inerenti all’odierno ricorso nella misura forfettaria di euro 500, di cui 150 per diritti di segreteria, considerati gli adempimenti connessi, in particolare, alla presentazione del ricorso e ritenuto di porli a carico di International Masters Publishers s.r.l. Nella misura di 300 euro, previa compensazione della residua parte per giusti motivi;

VISTI gli artt. 145 e s. del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg 30 giugno 2003, n. 196);

VISTE le osservazioni dell’Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell’art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATORE di dott. Giuseppe Fortunato;

TUTTO CIO’ PREMESSO IL GARANTE

a) dichiara non luogo a provvedere sul ricorso;
b) determina nella misura forfettaria di euro 500, l’ammontare delle spese del procedimento posto, nella misura di 300 euro, previa compensazione della residua parte, per giusti mutivi, a carico di International Masters Publishers s.r.l., la quale dovrà liquidarli direttamente a favore del ricorrente.

Roma, 7 febbraio 2008
IL PRESIDENTE
IL RELATORE
IL SEGRETARIO GENERALE

Quel pappagallo della Tamaro

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Susyna Tamaro è una che sa il fatto suo.
Un bel giorno ha scritto un libro che ha fatto il pieno delle vendite.
Nulla di strano o di particolare. La gente ama le storie fatte con pochi elementi, i romanzi scritti sul nulla assoluto. E che vogliamo che la gente si legga “I Fratelli Karamazov”? No, la gente si compra “Va’ dove ti porta il cuore” e lo osanna come un capolavoro, perché a darle in mano un classico rischierebbe di non capirci nulla, e allora meglio un romanzo della Tamaro, così lo capiscono tutti.
La Rizzoli queste cose le sa.
La Tamaro ebbe degli èmuli illustri, da Baricco a De Carlo, tutti impegnati a scrivere romanzi a volte discutibili, e a cui il pubblico ha tributato un riconoscimento economico non indifferente (questo tipo di romanzo è un materiale che si vende bene).
Susanna Tamaro fa uscire la sua nuova pubblicazione, “Luisito”.
E “Repubblica”, da par suo, le fa da cassa di risonanza, attraverso una intervista di Natalia Aspesi (sì, quella che gestisce la posta del cuore) in cui la Signora in questione in questione ci spiega nell’ordine:
a) perché non si è sposata (e chi se ne frega!),
b) perché non ha avuto figli (saranno ben casi suoi),
c) perché l’Italia di oggi è tutta o quasi sbagliata (ce lo viene a spiegare lei, come se destra e sinistra non fossero lì a dimostrarlo quotidianamente).
Dopo aver ascoltato questa signora che eviscera vita morte e miracoli del mondo in un’intervista di poco più di dodici minuti, potete correre a comprarvi “Luisito”, così già che ci siete, le rimpinguate un po’ il conto in banca, poverina, che ne ha tanto, ma tanto bisogno…

Cronache di poveri amanti

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E così Casini divorzia da Berlusconi.
Fine della storia. E, come tutte le storie che finiscono, si lascia dietro uno strascico pietoso di stillicidio politico.
Berlusconi ha detto a Casini che non lo voleva più in casa, poi l’ha corteggiato di nuovo e alla fine Casini si è preso “del tempo per riflettere” (tipica scusa che prende tempo e tiene l’altro sulle spine, anche se puzza un po’ di retorica) e poi se n’è andato dicendo “io sono mio” e correndo da solo.La conferenza stampa di Casini del 15 febbraio scorso a Salerno è una storia ancor più sconfortante, e consapevole del Vostro buon stomaco, ve la ripropongo dal lettore di MP3 del sito, così vi fate un po’ del male, ma soprattutto perché è storia di cui poi i giornalisti si dimenticheranno di renderci conto sotto le elezioni.

Il Maalox ve l’offro io.

PS: La registrazione è tratta dagli archivi di Radio Radicale ed è distribuita secondo la licenza http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/it/

La crisi di lontano

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Dalla terra d’Irlanda la crisi non sembra neanche giunta ai suoi minimi storici, se non fosse che la rete porta notizie in tempo reale anche qussu’, dove il tempo e’ singolarmente ed eccezionalmente bello, dove la gente e’ tranquilla, cortese, disponibile, ma, soprattutto, si fa i fatti suoi.

Insomma, si sa che si andra’ a votare il 13 e il 14 aprile e che Berlusconi vincera’ a mani basse. E’ bello sapere di che morte morire e quando…

Prendo, parto, volo via

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A Dublino oggi ci sono due gradi di minima e cinque di massima con un vento dell’accidente, secondo il meteo.

E io, mentre leggete, naturalmente ci sto andando. Con volo made in RyanAir.

Tornerò con un raffreddore ciclopico, perché "il cielo d’Irlanda si spulcia i capelli alla luna", come dicono le canzonette della Mannoia, "il cielo d’Irlanda è un oceano di muschio e di lana" e allora perché ci fa un freddo cane?

Prometto di combattere eventuali insorgenze di patologia di stagione con single malt in quantitativi massicci.

Non aspettatemi.

Berlusconi si è assolto per aver commesso il fatto

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La cronaca di questi giorni è stata piena di notizie che riferivano dell’assoluzione da parte dei giudici di Silvio Berlusconi dall’accusa di falso in bilancio.E’ uno strafalcione giornalistico, evidentemente.Chi ha assolto Silvio Berlusconi è stato Silvio Berlusconi e non i giudici, depenalizzando il reato.

Quelli della sinistra  hanno detto “Ma noi quel reato lo avevamo reintrodotto con un ddl…” E invece Berlusconi Silvio è stato assolto dopo dieci anni con tante scuse.

Tanto adesso tornerà al Governo e si depenalizzerà un altro pochino. Fino ad arrivare agli ottant’anni, giusto giusto l’età limite per l’impunità.

Repubblica Marinara

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Dalla redazione del blog "Obluraschi" riceviamo e pubblichiamo volentieri il seguente intervento da collega Frengo detto Lu Cumpare Ammé che ha concesso a valeriodistefano.com i diritti di pubblicazione di cui volentieri ci avvaliamo non senza aver accusato qualche piccolo sintomo di pirosi gastrica:

Roma (Città del Vaticano) – Il compagno Napolitano, riverito Presidente della Repubblica ecclesiastica italiana, al termine di  estenuanti consultazioni politiche seguite alla recente crisi di governo, ha deciso di affidare l’incarico per la formazione di un nuovo esecutivo.
Come previsto dai massmedia di mezza Europa, è stato nominato premier ju quatrano de L’Aquila Franco Marini.
L’ex Presidente del Senato, uscendo dal palazzo del Quirinale, si è amabilmente intrattenuto con cronisti e corazzieri che lo attendevano in strada: subito ha voluto precisare che è si di origine abruzzese, ma nativo di San Pio delle Camere e non di L’Aquila.
Incalzato con domande intelligenti e particolarmente brillanti, Marini si è lasciato sfuggire qualche indiscrezione circa la composizione del nuovo governo. Il commissario Basettoni agli interni; Checco Zalone alla cultura; Mita Medici alla sanità; Macchianera alla giustizia.
Sugli altri ministeri Marini non ha voluto anticipare nulla, ma ha assicurato che verranno affidati sulla base di precise competenze e con la garanzia di affidabilità "soddisfatti o rimborsati".
Alla notizia della nomina di Marini, la Borsa di Najrobi ha subito fibrillato, tanto che si è reso necessario l’intervento del 118.
Rialzi fuori del comune si sono registrati anche alle Borse di Nicosia, Montevideo e Ulan-Bator.

(obluralski.altervista.org)

Sant’Antonie, Sant’Antonie lu nemiche de lu demonie…

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La pizzonta è una pasta di pane salata e fritta, unta e bisunta, che si mangia nelle feste paesane abruzzesi che si tengono su un cocuzzolo raggiungibile da una strada stretta e piena di buche in una domenica sera con una nebbia che non ci si vede di qui a lì, con le donne in costume tradizionale che ballano tra di loro, gli uomini che suonano lu dubbòtte e narrano le storie di Sant’Antonio Abate tentato dal diavolo nel deserto che, probabilmente, se ne abbottava consumandone in quantitativi industriali.
E’ buonissima, proprio perché è grassa.
Buttata giù con un bicchiere di vino locale ti si pianta sullo stomaco alle sette per ripresentarsi, maledetta, all’una di notte e continuare a manifestarsi per tutta la giornata successiva, e te giù di Maalox e bestemmie come se piovesse! (burp…ohimé…)

Addio!

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– Concorso esterno in associazione per delinquere
– Due episodi di concorso in concussione
– Un episodio di tentata concussione
– Un concorso in abuso d’ufficio
– Due concorsi in falso

Ora si difenda come un normale cittadino senza privilegi.

La più desiderata dai cellulari e i pasticci di Poste italiane

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PosteItaliane (che è uno dei sistemi postali a più alta percentuale di privatizzazione del mondo) ha sottoscritto un accordo con Vodafone, per l’acquisto di traffico telefonico mobile.
Dunque è un operatore telefonico virtuale, non certo reale.

E’, per la telefonia mobile, l’equivalente di quello che sono Tele2, Infostrada, Tiscali e quant’altro per la telefonia fissa.

La pubblicità recita “La più desiderata dai cellulari”, rimandando all’idea di un amplesso ideale supertecnologico.

E la gente ci crede, considerato che l’iniziativa è stata accolta con un certo favore. Perché, si sa, noi italiani non ci facciamo mancare nulla.

Le tariffe? Per telefonate verso gli altri gestori (cioè per il 98% circa dei cellulari in circolazione, vista anche la presenza più longeva sul mercato di Vodafone, Tim, 3 e Wind) sono “solo” 16 centesimi al minuto. Che, voglio dire, non è nemmeno poco.
Però, dicono loro, non c’è lo scatto alla risposta.
Vero, ma uno dove la fa la ricarica?
All’ufficio postale, oppure se hai la PostePay o il conto corrente postale puoi ricaricare con quelli.
Se hai uno straccio di carta di credito normale (Visa o Mastercard, mica l’American Express!) ti attacchi. Idem se hai un bancomat (mentre gli altri gestori lo permettono), per non parlare delle tabaccherie e delle schede di ricarica alle edicole.

Nella maggior parte dei paesi europei sono le Poste a gestire la telefonia, in Italia sono costrette a comprare il traffico dai privati.
E a farsi tanto desiderare dagli italiani.