Le metamorfosi dei debunker

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Tutto cominciò quando Laura Boldrini, nella sua veste di Presidente della Camera, decise di organizzare una task force di debunker, ovvero di giornalisti e persone che, pur non essendo iscritte all’ordine, o fregiandosi del titolo di “giornalista” perché facenti parte di un sindacato svizzero e dovendo rispondere delle proprie azioni solo alla legislazione del paese elvetivo, si occupano di “bufale” (termine orrendo), ovvero di evidenziare notizie false e tendenziose che invadono il web.

Facevano parte di quel gruppo, in ordine rigorosamente alfabetico, Paolo Attivissimo, Michelangelo Coltelli (responsabile di butac.it, già querelato per diffamazione e oscurato dalla magistratura), David Puente e Walter Quattrociocchi. Di quell’esperienza, oltre che una sgangherata conferenza stampa e una riunione preliminare per decidere il da farsi, rimane solo un sito, bastabufale.it, che continua a raccogliere firme (non si sa di chi, non si sa quante, i nomi vengono prudenzialmente oscurati per motivi di privacy, ma i dati, anche quelli trasmissibili e pubblicabili, non sono disponibili, quindi non si sa che cosa ci faccia ancora quel sito on line) su un appello per il diritto a una corretta informazione. Nobile intento caduto nel vuoto, nonostante l’adesione di molti personaggi della cultura, dello sport e dello spettacolo, come Claudio Amendola, Geppi Cucciari, Carlo Verdone, Paola Cortellesi, Francesco Totti, Ferzan Ozpetek, Lucio Caracciolo e altri del cui nome non voglio ricordarmi, come direbbe il Sommo Poeta.
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Twitter: facciamo i conti in tasca a Paolo Attivissimo e David Puente

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Oggi facciamo i conti in tasca a Paolo Attivissimo e a David Puente per quanto riguarda i loro account Twitter. Pochi strumenti. Una calcolatrice, le regole sulle proporzioni che mi ha insegnato la Gabellieri, la mia professoressa di matematica delle medie, Twitter (appunto!), un sito dedicato a scoprire gli account fasulli, molta pazienza, e vari screenshot.

PAOLO ATTIVISSIMO ha al suo attivo 4141528 followers. Un numero apparentemente impressionante. Ma da un controllo effettuato su:

https://www.twitteraudit.com

sia pure su un campione di tre anni fa (vecchiotto, ma il numero dei followers non è cambiato significativamente), risulta che il numero di followers REALI corrisponde esattamente al 56%. Il resto sono solo fake, account fasulli, che nulla hanno a che vedere con un interesse REALE (e due!) nei confronti del titolare dell’account e, presumibilmente, in quelli dei suoi contenuti (quelli dell’account, non quelli del titolare).

Certo, 250000 e rotti account rimanenti sono comunque un grosso pubblico, ma andiamo a vedere CHI segue attentamente Paolo Attivissimo e cosa succede DAVVERO ai suoi tweet.

Prendiamone uno, a puro titolo esemplificativo, questo, l’ultimo inserito dal Superlativo:

Al momento dello screenshot aveva totalizzato 66 risposte, 71 retweet e 316 like. Che corrispondono esattamente allo 0,0159%, allo 0,0171%, e allo 0,07% (una percentuale di James Bond cuoricinanti) rispettivamente. Percentuali certamente irrisorie rispetto al numero dei followers.
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Hanno messo la pubblicità sul blog di Paolo Attivissimo (sgomento & tradimento!)

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Paolo Attivissimo dovrebbe essere la persona più felice del mondo, adesso che si è comprato la Tesla e si balocca bel bello con il suo nuovo giocattolino tecnologico.

Invece, disdetta, ci si è messa Google AdSense a guastargli il buonumore. Ha riferito sul suo blog che, in maniera inspiegabile (ma c’è qualcosa di inspiegabile nelle cose informatiche e telematiche? No, ci sono solo delle cose che si capiscono o non si capiscono), erano apparse per qualcuno dei suoi utenti delle pubblicità di AdSense, che, tuttavia, non erano visibili dalla totalità dei visitatori, ma solo di alcuni, senza una logica apparente (ma nelle cose telematiche c’è sempre una logica, solo che a volte non siamo nelle condizioni di trovarla).

Colpito nell’orgoglio (“Come? La pubblicità sul MIO blog??”), Attivissimo ha allertato i suoi adepti prima per cercare nuove prove e screenshot del mistero della caramella ciucciata, e poi, una volta risolto il problema, per fare un sondaggino su Twitter per sapere se i banner pubblicitari fossero ancora visibili e se si fosse trattato, quindi, di un complotto, o se il tutto fosse scomparso.

Ora, il blog di Paolo Attivissimo è ospitato su Blogspot (già Blogger). Blogspot è di Google. Blogspot ti permette di mettere in linea un blog con testi, foto e video, GRATUITAMENTE. Cioè, prima ti iscrivi (possibilmente con la tua identità di GoogleMail su cui ti sarai iscritto precedentemente), e poi puoi mettere in linea il blog. Va bene per chi comincia, per chi vuole uno strumento agile, veloce e senza particolari pretese per scrivere e gestire il proprio pensiero in rete. Ma di gratuito, si sa, in rete non c’è nulla. E infatti, quando apri un blog, “firmi” con il semplice clic una sorta di “contratto” con Google, in cui le dài il diritto ad inserire dei contenuti pubblicitari nelle tue pagine. Ed è esattamente quello che Blogspot ha fatto con il blog di Attivissimo. Né più né meno.
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Paolo Attivissimo si inventa i “memi”

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Ora Paolo Attivissimo sarà contento. Si è comprato la Tesla, e sta fornendo ai lettori del suo blog una telenovela intitolata “Come ho comprato una Tesla per meno di 35000 euro”. Naturalmente non me ne perdo una puntata, io che ho una Panda 1200 cc!

Ma il Nostro, forte del suo diploma di Liceo Linguistico, ma ribattezzato su Wikipedia (non si sa perché) “Diplomato in lingue”, si prodiga ultimamente nella coniazione di neologismi. Si è inventato il plurale di “meme”, parola che già fa schifo di suo al singolare. Scrive e ribadisce che il plurale di “meme”, infatti, sia “memi”, sul tipo analogico dello scivolone corrente e frequente di “un euro/due eurI”, e questo è sinceramente deplorevole.

Si dice “un meme/due meme”, essendo il termine, evidentemente, un singularia tantum. No, tanto per dire, ecco…

Paolo Attivissimo: “Addio e grazie per tutto il pesce”

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Paolo Attivissimo è un giornalista svizzero umile, molto accurato, sempre aperto alle opinioni altrui, garbato se qualcuno lo critica (non lo butta mai fuori dalla porta senza prima averlo accompagnato), sensibile ma anche molto obiettivo nello scegliere le motivazioni per cui un utente non debba più interloquire con lui (una volta buttò fuori dal suo blog una signora solo perché non le piaceva l’inglese, e nel dirlo gli aveva pestato i calli perché lui, che si professa di madrelingua inglese, forte del suo diploma di Liceo Linguistico -e pensare che c’è chi ha la laurea in lingue, ma a lui non ditelo, non vi risponderà mai- ha una ipersensibilità su questo argomento).

Giustamente, le regole per la moderazione dei commenti al suo blog (che è suo nel senso che lo redige, ma non gli appartiente perché è ospitato da Blogspot, che ci fa, giustamente, quello che le pare, compreso inserirci una buona dose di pubblicità, cosa di cui egli si lagna), quelle per i commenti al suo seguitissimo (anche da pare di tanti fake) Twitter le stabilisce lui. E fin qui non c’è nulla di male, lo faccio anch’io.

Quando vuole liberarsi di qualcuno (e la cosa accade assai frequentemente), gli dice garbatamente “Addio e grazie per tutto il pesce”. Come, ad esempio ha fatto qui:
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Paolo Attivissimo e il “delirio del giorno”

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Paolo Attivissimo ha una piccola ma deplorevole abitudine. Quando riceve dei commenti di insulti, cosa che gli accade assai frequentemente, screnshotta (termine orribile che significa “acquisisce una copia grafica del contenuto”), rimuove il commento e lo ripubblica sotto una sezione che ha denominato “il delirio del giorno”.

Così ha fatto con un recente commento di uno dei soliti conigli da tastiera (i conigli sono animali nobilissimi) che, a suo dire, lo ha riempito di insulti. Il mittente di questo ignobile messaggio di commento, però, non è stato al gioco ed ha minacciato Attivissimo di denuncia-querela, preannunciandogli in una mail la richiesta economica dei danni.

Naturalmente Attivissimo non ha resistito alla tentazione di raccontare l’accaduto sul suo blog, lamentando il fatto di avere ricevuto un preannuncio di querela per una presunta diffamazione che lui non avrebbe posto in essere, ma che sarebbe stata originata proprio dal mittente del commento. In breve, lui è stato diffamato e lui è il destinatario della querela annunciata.

Di errori Paolo Attivissimo ne ha commessi tanti. In primo luogo non ci si difende su un blog da una querela per il momento solo preannunciata. Si attende che l’atto si materializzi, che il pubblico ministero ne venga a conoscenza e che compia le dovute indagini, per decidere alla fine, se procedere con la citazione diretta a giudizio o chiedere l’archiviazione al GIP.
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Il sesso “sicuro” ai tempi del coronavirus e dei debunker

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Già, ma come vivono i debunker, i tuttologi della notizia farlocca, i dispensatori di buoni consigli tecnologici e di vita, i “deus ex machina” della presidenza Boldrini sulle fake news on line l’emergenza coronavirus?
Ad andare a vedere il blog di Paolo Attivissimo, sembra quasi tutto normale. La gente gli chiede consigli e lui dà risposte. Anzi, non ne dà perché è oberato di richieste e quindi consiglia carinamente di seguire delle indicazioni. Il tema sono i vari messaggi che arrivano via testo e audio su WhatsApp (e di cui in parte ci siamo occupati anche noi, segno evidente che quando si vuole il tempo per scrivere due righe del tipo “state attenti” lo si trova sempre) e che riguardano contenuti non attendibili e possibilmente allarmistici (come la sopravvivenza del coronavirus sull’asfalto per ben 9 giorni).
E allora andiamo a vederli questi consigli: non prendere per veri messaggi provenienti da fonte non ufficiale, non sovraccaricare i debunker di segnalazioni (poveretti, tengono famiglia), non citare e non leggere siti che pubblicano notizie tarocche, non frequentare i gruppi WhatsApp che diffondono notizie allarmistiche non verificate, insomma, i soliti consigli del quotidiano debunking, un po’ come lavarsi spesso le mani, non portarsele agli occhi, stare a un metro di distanza almeno dalla persona più prossima, buon senso.
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Paolo Attivissimo: “i commenti (di YouTube) sono una cloaca di complottisti, odiatori e imbecilli”

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(…) non è la prima volta che Youtube mi causa problemi e perdite di tempo. I suoi controlli sul copyright sono diventati vessatori e ridicoli (…) e i suoi commenti sono una cloaca di complottisti, odiatori e imbecilli.

da: https://attivissimo.blogspot.com/2020/01/bye-bye-youtube-visto-che-per-te-i-miei.html

Il proverbiale aplomb britannico del Superlativo, oggi ha raggiunto il culmine. Siccome è stato avvisato da YouTube che “We found that a significant portion of your channel is not in line with our YouTube Partner Program policies.”  si è lasciato andare a queste frasi di particolare appprezzamento contro il colosso e contro i suoi utenti (dove li vede tutti questi “odiatori, complottisti e imbecilli”? Nei commenti rivolti ai suoi contenuti, probabilmente), che non si sa cosa c’entrino con il fatto che i suoi filmati e i contenuti inseriti non siano in linea con la Policy del Partner Program che gli rende, a detta dello stesso Attivissimo, ben oltre un dollaro al mese (e pensare che questo blog con gli annunci di AdSense un dollaro lo fa al giorno!) Non si capisce come un gruppo eterogeneo di utenti (ci saranno pure commentatori tranquilli e poco inclini alla polemica) viene ridotto ai minimi termini con appellativi spregevoli e denigratori). Sia come sia, se sei su YouTube e vuoi essere suo Partner osservi le sue regole. Se non le osservi, o se i tuoi contenuti non sono compatibili con le loro richieste, quali che siano, te ne vai da un’altra parte. Cosa che Attivissimo ha già detto di voler fare passando a Vimeo. L’account su YouTube, però, lo mantiene. I risicati ma sudati e meritati guadagni pregressi fruttati “in questa macchina tritacarne senza volto” pure.

Paolo Attivissimo criticato da una madre di un alunno della scuola media di Morbio Inferiore (Ticino)

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«È una vergogna. La scuola media non dovrebbe spingere per il 5G. Invece mio figlio, in classe, è stato “indottrinato” da Paolo Attivissimo, esperto di nuove tecnologie invitato in aula».

(Madre di un allievo frequentante la scuola media di Morbio Inferiore)

 «Fa piacere che alcuni genitori siano insorti. La scuola non è luogo per fare propaganda».

«Intanto va ricordato che il 98% delle nuove antenne sono bloccate dalle opposizioni. Gli svizzeri hanno capito di essere sottoposti a esperimenti forzati»

(Eva Camilleri – Gruppo ‘Stop 5G’)

«Paolo Attivissimo viene nella nostra scuola da una decina d’anni. I suoi interventi sono legati all’ambito dell’educazione alla cittadinanza, all’uso consapevole delle nuove tecnologie, a come porsi di fronte alle fake news».

«Ma Attivissimo non è stato chiamato da noi per parlare del 5G. Ne avrà parlato per un minuto al massimo. E solo perché il 5G fa parte del mondo contemporaneo in cui viviamo. Lungi da noi usare la scuola per fare qualsiasi tipo di promozione. E sicuramente non era nemmeno l’intenzione del signor Attivissimo. È incredibile come una vicenda del genere possa essere strumentalizzata. Si tratta di una polemica inutile. Sono senza parole».

(Gabriele Magnone, direttore della scuola media)

 «Si parlava di manipolazione di notizie. Sul web circolano tante informazioni distorte sul 5G. È un esempio classico. Ci sono addirittura video in cui si sostiene che il 5G ci ucciderà tutti. Ho semplicemente invitato i ragazzi a riflettere prima di credere a tutto quello che la rete propina loro. Mi sembra doveroso».

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Sulla Luna? Sì, ci siamo andati. Ma ora anche basta.

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Quando avevo 5 anni, una notte, mia madre, con la delicatezza che la contraddistingueva, mi svegliò dal mio sonno ignaro di quello che stesse succedendo al di fuori del mio candido lettino e mi offrì una goccia di spumante. L’uomo era arrivato sulla Luna e aveva cominciato a muovere i suoi primi passi sul suolo del nostro satellite.
Evviva! Da quel momento lì capii due cose. La prima era che lo spumante è buono. La seconda è che eravamo andati sulla Luna e che su questo non c’era alcun dubbio. Due verità incontrovertibili che non ho mai messo in dubbio in vita mia.

Non mi sono mai interessato di roba spaziale. L’unica volta che l’ho fatto è stato per comunicare che una “intervista” all’astronauta Samantha Cristoforetti è stata contraddetta dalla stessa interessata e ci ho guadagnato una querela e una iscrizione nel registro degli indagati. Per il resto astronauti, razzi, missili, circuiti di mille valvole, stelle, satelliti, meteoriti, assenza di gravità, libri di cibernetica, insalate di matematica mi hanno sempre annoiato e ho sempre avuto una grande e sincera ammirazione verso chi perde il suo tempo a discuterne.

Ma mi ha colpito questa notizia: un blogger del Fatto Quotidiano on line, tale Ivo Mej, ha pubblicato recentemente un articolo dal titolo “Insomma, sulla Luna ci siamo stati o no?” in cui premete chiaramente e senza ombra di dubbi che “la mia personale opinione è che no, sulla Luna non si saremmo mai potuti andare con la tecnologia degli anni 60, tant’è vero che non riusciamo ad andarci neanche oggi.
Una personale opinione, dunque. Ivo Mej alle prove sull’allunaggio non ci crede. Punto. Non è compito nostro stabilire se sia un bene o se sia un male, è una sua personalissima opinione, come quelle che appaiono in centinaia e centinaia di blog. Lui, al contrario di me e di tanti altri, non ci crede. E lo scrive, lo dice. Fa nomi, cognomi, cita circostanze. Dà un sostegno alle sue tesi. Tesi che, ripeto, ognuno è libero di condividere o non condividere.

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Paolo Attivissimo ha visto i defunti

Reading Time: 3 minutesCattura

La notizia non è nuova, anche se la apprendo solo in queste ore. Quindi rilassatevi, nessuna novità.

Ci tenevo solo a sottolineare che Paolo Attivissimo ha visto i defunti. Lo ha scritto lui nel 2015 sul suo blog (l’ultima correzione dell’articolo risale al 2017). Emotivamente non c’è nulla di male nel vedere i defunti. Anch’io ho visto la buonanima di mio nonno Raffaele mentre ero in coma farmacologico, infuso di morfina fino alla punta dei capelli. E lo vedevo davvero, come se fosse stato lì a parlarmi. E io gli rispondevo. Sono esperienze emotivamente (e, ripeto, solo dal punto di vista emotivo) molto intense. Ma spiegabili. Nel mio caso è perché la morfina provoca, come effetto collaterale a quello antidolorifico, delle allucinazioni. Quindi è normale che io abbia visto questo e molto altro, finché ero sotto l’effetto del farmaco.

E’ anche comprensibile che Paolo Attivissimo, nel vivere un’esperienza di forte impatto come quella della perdita di un caro amico, abbia rivelato di averlo visto. Io ho perso una amica carissima in circostanze tragiche e la sogno spesso. Ogni tanto mi sembra di sentirne la voce. Segno che il bene che le ho voluto in vita è sopravvissuto alla sua stessa morte e che sono ancora affezionato al suo (caro) ricordo. Questo vale, naturalmente, anche per Paolo Attivissimo.
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Paolo Attivissimo all’Università del Salento

Reading Time: 2 minutesattmo

Era molto tempo che non vi parlavo più di Paolo Attivissimo.

Oggi mi sento molto più diligente rispetto al passato.

L’Università del Salento lo ha invitato per inaugurare l’anno accademico della Scienza e Tecnica della Mediazione Linguistica, nell’ambito della Traduzione tecnico-scientifica e dell’interpretariato. Parlerà (tra poche ore, ormai) sul tema “Traduzione brevettuale: tecniche ed esperienze”. Sotto al nome di Paolo Attivissimo, nella locandina che vi riproduco, è riportata la dicitura “Traduttore brevettuale professionista“.

Ora, però, si dà il caso che Paolo Attivissimo non abbia neanche la laurea in lingue, ma un semplice diploma di Liceo Linguistico.

Mi si dirà che non occorre una laurea per andare a fare una conferenza di inizio anno accademico. Cioè che non c’è nulla di strano o di inusuale se un non laureato va a fare lezione a persone che, verosimilmente, si laureeranno di lì a pochi anni.

Ma certo che no. Infatti la questione non è legata all’ambito della legalità o della possibilità materiale, ma dell’etica.

In Italia una non laureata è stata per mesi e mesi Ministro della Pubblica Istruzione e dell’Università. In Italia il Ministro del Lavoro nonché vice Presidente del Consiglio ha il diploma di Liceo Classico. In Italia l’altro vice Presidente del Consiglio nonché Ministro degli Interni ha, pure, il diploma di Liceo Classico conseguito con la valutazione di 48/60 dopo, però, aver partecipato a “Doppio Slalom”, condotto da Corrado Tedeschi nel 1993.
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Paolo Attivissimo: “Un po’ complottisti lo siamo tutti”

Reading Time: < 1 minute(…) in realtà, «un po’ complottisti lo siamo tutti», dice Paolo Attivissimo, debunker, giornalista scientifico, da anni attento rivelatore di bufale e smascheratore di falsi complotti (il suo blog, il Disinformatico, è uno dei più seguiti). «Lo sono anche io», confessa.

da: https://www.linkiesta.it/it/article/2014/12/05/il-complottismo-nasce-da-cio-che-ci-rende-umani/23790/

 

(ah, ecco… sta parlando per sé!)

Paolo Attivissimo e i verbi transitivi e riflessivi

Reading Time: 2 minutesmasturbate

La domanda è legittima e la risposta di facilissima reperibilità: quali sono stati gli studi di Paolo Attivissimo? La risposta la troviamo sulla sua purtuttavia inutile pagina su Wikipedia (inutile perché non enciclopedica, come quella su Wanna Marchi) che ci rivela che il nostro è “Diplomato in lingue“.

In Italia un “diploma in lingue” non esiste.

Esistono il diploma di liceo linguistico e, eventualmente, la laurea triennale. Quindi non si sa bene questo benedetto “diploma in lingue” né dove sia stato conseguito (se in Italia o all’estero) né che equivalenza abbia nell’ordinamento italiano dell’istruzione e dell’Università. Di certo possiamo dire che Paolo Attivissimo non è laureato (nel senso italiano del termine), circostanza in cui non c’è nulla di male, magari spiacevole, ma che non gli ha impedito di svolgere l’attività di traduttore a livelli anche incoraggianti (voglio dire, conosco fior di laureati in lingue che farebbero a gara per fare quel tipo di lavoro). Dunque, Paolo Attivissimo dovrebbe essere uno che con sintassi, morfologia, vocabolari, strumenti di ricerca e quant’altro ha una certa dimestichezza.

Eppure proprio qualche tempo fa sbagliò un verbo francese (“pouver” per “pouvoir”) rattoppando subito la malefatta (ma, ahimé, l’avevo fotografata -per maggiori approfondimenti cliccate qui-), e questa mattina sul suo blog leggo l’ennesimo suo pippone sull’ennesima truffa telematica. Dei buontemponi chiedono dei soldi al malcapitato destinatario di turno di una mail ricattatoria: se non paghi diffondiamo un tuo video (girato a seguito dell’installazione di non ben meglio identificati malware sul computer della vittima) in cui ti masturbi (sissignori).
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Effetto Streisand: Paolo Attivissimo sbaglia il verbo “pouvoir”

Reading Time: 2 minutesScreenshot_2018-04-20-10-07-54

E così, nella selva selvaggia (sempre più aspra e più forte) degli svarioni, delle svisature, delle sviste, degli ooooops ortografici, linguistici, culturali e grammaticali di cui tanto mi piace andare a caccia, è incappato anche il nostro caro amico Paolo Attivissimo.

In un post del suo blog (il “Disinformatico”, casomai ci fossero dubbi), il Nostro racconta di aver passato del tempo a comunicare e a scambiarsi messaggi con un truffatore che si finge donna per “acchiappare” trasferimenti bancari via Western Union (o qualsiasi altro vettore internazionale di denaro). Beato lui, e pensare che c’è gente che deve lavorare e non può concedersi questi piccoli e innocenti piaceri della vita. Va beh, a un certo punto della corrispondenza, scritta in un improbabile linguaggio da bot con parole straniere di difficile identificazione, *.issimo si imbatte in un probabile francesismo, la forma verbale “Puyisse” scritta ortograficamente da cani (ma del resto da un truffatore che si finge una bellissima donna per spillare soldi a quelli che ci cascano non ci aspettavamo niente di diverso), e la spiega come un errore di ortografia “al posto di puisse, voce del verbo pouver”.

Qualcuno dei suoi solerti vassalli, valvassori e valvassalli gli ha fatto notare che in francese il verbo “pouver” non esiste, che, se del caso, esisterà il verbo “pouvoir”, che significa, appunto, “potere” e l’errore è stato bello che sistemato. Ma volevate che io non lo aspettassi al varco? E siccome il Superlativo afferma sempre candidamente che il web non perdona e non dimentica, ecco l’istantanea, l’effetto Streisand, lo screenshot ripreso dal cellulare (mitico Samsung J1, 98 euro e funziona ancora come una scheggia!) della papera linguistica commessa e candidamente ammessa nei commenti.
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Certi numeri di Paolo Attivissimo

Reading Time: < 1 minuteI follower di Paolo Attivissimo, si sa, sono tanti. Ma proprio tanti. Sulla loro suddivisione, però, Ilaria Bifarini ha postato un’interessante indagine che rileverebbe come il 44% dei followers del cacciatore di bufale sarebbe costituito da account che non corrisponderebbero necessariamente a quello che viene dichiarato (dai followers, si intende, non da Paolo Attivissimo). Poco male, succede a tutti di avere qualche fake. Il problema è che le percentuali nel caso di Attivissimo sono davvero grosse e il fenomeno da “fisiologico” rischierebbe di trasformarsi in “patologico”.
Ecco il post di Ilaria:

La lettera dell’avvocato a Paolo Attivissimo

Reading Time: 4 minutesquerelomani

Paolo Attivissimo mi ha definito, altrove, una “persona davvero piccola e triste”. Ve l’ho raccontato nei miei due post “Paolo Attivissimo mi ha censurato. Vittoria su tutti i fronti!” e “Per una disamina del seguace medio di Paolo Attivissimo”.

In seguito a questa definizione ho contattato il mio legale (che è una persona squisita) e insieme abbiamo convenuto che fosse buona cosa inviare una lettera al Superlativo, per proporgli di addivenire ad una composizione bonaria della vicenda. La lettera è stata spedita come raccomandata internazionale e anticipata via e-mail.

Una volta anticipato il testo della missiva, sul blog del Superlativo di cui sopra (il “Disinformatico”, e se lo dice lui c’è da crederci!) è apparsa una breve risposta pubblica. E in questo consiste la grande pisciata fuori dal vaso di Paolo Attivissimo. Una raccomandata e una mail, se non sbaglio (e non sbaglio!) sono comunicazioni di tipo personale, individuale, di una certa delicatezza, non destinate alla pubblicazione né per intero né per estratto o riassunto. Se aveva qualcosa da dire, Paolo Attivissimo poteva farlo tranquillamente rispondendo al mio legale. Cioè nella stessa forma e nelle stesse modalità in cui il messaggio gli era giunto.

E invece *.issimo non ha resistito alla tentazione di trasformare, come fa con tutta la sua vita, un fatto privato e delicato in una personale esibizione sul palcoscenico del web. Paolo Attivissimo ha una moglie? Delle figlie? Dei gatti? Una macchina elettrica? Si compra un nuovo computer? Non vi preoccupate che ve lo dirà con dovizia di particolari. Nella sezione “Mi presento” del suo blog è perfino raccolta una spiegazione sul perché lui si fa chiamare “topone” in un vecchio indirizzo di posta elettronica che ora ha rottamato per un più professionale account @gmail.com, dicendoci che è un nomignolo con cui si vezzeggia con sua moglie, cosa di cui ci importa anche il giusto, cioè zero. Di recente ha comprato una macchina elettrica e posta con frequenza quasi maniacale dettagliatissimi resoconti sulle sue scorribande per la Svizzera, su quanto si sia spinto oltre il punto di non ritorno (ma se è di non ritorno cosa ci si spinge oltre a fare?), della difficoltà a trovare delle colonnine per la ricarica elettrica, si lamenta che la Lidl offre la ricarica solo ai suoi clienti e in orario di apertura dei supermercati. Insomma, se io vi parlassi del fatto che la mia vecchia Fiat Punto di 20 anni fa funziona ancora perfettamente e che ho superato i 100.000 Km. la cosa non vi importerebbe (giustamente) un fico secco. Invece Paolo Attivissimo è così: non si accontenta di vivere le sue ansie da solo, non è contento finché non le ha messe in rete a beneficio dei suoi aficionados ed adepti.
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Per una disamina del seguace medio di Paolo Attivissimo

Reading Time: 4 minutesVe l’avevo detto che ci sarebbe stato da schiantarsi dalle risate.

Un mio commento sul blog “Disinformatico” di Paolo Attivissimo, inserito verso le 13,30 di ieri, per tutto il pomeriggio e buona parte della sera non è apparso nella cronologia. Tanto da indurmi a segnalare la cosa su Twitter, segnalazione che mi è valsa, come è noto,  l’esclusione dal nòvero dei fans di Paolo Attivissimo (e chi l’ha mai detto che io sono un suo fan?), l’espulsione da tutte le scuole del Regno, la cacciata dal Paradiso terrestre e tutta una serie di condanne accessorie, naturalmente alla frequentazione di gironi danteschi di varia fatta e natura. Attivissimo ha mille pregi, ma è incredibilmente permaloso (e la permalosità non è un reato, per carità), e questo lo ha indotto a definirmi una “persona piccola e triste”, cosa di cui parleremo altrove, se del caso.

Successivamente (e solo successivamente, si badi bene), il post è apparso come per miracolo, naturalmente in buon ordine cronologico. E’ una cosa facilmente dimostrabile: ieri quando ho fatto lo screenshot del commento con l’apprezzamento di Attivissimo, quel commento portava il n. 67 (andate pure a controllarlo nell’articolo precedente).

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Oggi porta il n. 69. E’ segno che due commenti sono stati inseriti nel frattempo. Uno è esattamente sattamente il n. 64, quello rimasto in “sospeso”.
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Piccole soddisfazioni

Reading Time: < 1 minutepagine

Tra ieri e oggi (circa 24 ore, da pomeriggio a pomeriggio), l’articolo “Paolo Attivissimo mi ha censurato. Vittoria su tutti i fronti” è stato cliccato 167 volte. 1091 clic lo hanno “visto” sulla home page.

E un certo Nicola, con dati falsi (ma l’indirizzo IP è vero) mi ha detto che avrei dei “seri problemi”. Io l’ho detto ieri e lo ripeto oggi, queste non sono critiche, sono medaglie al merito! :-)
problemiseri