Caso Colletti: la Boldrini chiarisce

Sul richiamo al deputato Colletti (M5S) che ho riportato alcuni giorni fa, registro questo intervento del Presidente della Camera Boldrini, pubblicato sulla sua pagina Facebook:

Ai tanti che in queste ore chiedono conto del mio richiamo al parlamentare che oggi, nel suo intervento, ha usato un tono sarcastico e irrispettoso nei confronti del Presidente della Repubblica, rispondo che, nella mia funzione, devo far rispettare la Costituzione. Intendo dire che l’operato del Capo dello Stato non può essere oggetto di valutazione nel dibattito parlamentare.

Questo stabilisce un principio più volte richiamato in aula (nelle sedute del 2 luglio 1998, del 9 febbraio 2000 e del 20 marzo 2007) legato ai rapporti tra gli organi costituzionali del nostro ordinamento.

L’articolo 90 della Costituzione, infatti, esclude la responsabilità del Presidente della Repubblica per gli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che nei casi e nelle forme espressamente stabiliti dalla Costituzione stessa.

Per questo la Presidenza della Camera ha sempre richiamato i deputati che nei loro interventi non si siano attenuti al rispetto di questo principio.

Apprendo solo adesso che la valutazione dell’operato del Capo dello Stato sia un “principio”. Nel richiamo (“Sì, però lei sa che non può chiamare in ballo il Presidente della Repubblica e anche questo fa parte del Regolamento) si faceva cenno al Regolamento, non a una comune prassi o a un più generico principio.

Non è chiaro il richiamo all’articolo 90 della Costituzione. Certamente il Capo dello Stato non è responsabile di quello che fa nell’esercizio delle sue funzioni. Ma questo non vuol dire che non possa o debba essere anch’egli oggetto di critica non tanto mentre esercita la pubblica funzione, ma proprio per quello che in tale esercizio compie. E cosa c’entra questo con il dibattito parlamentare?

Quel “tono sarcastico e irrispettoso” del deputato Colletti, chi lo stabilisce con quella aggettivazione? La Boldrini, e va bene. Ma chissà che sia sarcastico (e fin qui nulla di male, il sarcasmo fa parte della satira, che è parte fondamentale del diritto di critica, le vignette dei giornali sono piene del personaggio di Re Giorgio, che è la stessa immagine ripresa da Colletti nel suo intervento) o irriguardoso solo per il sentire della Boldrini. Bisognerebbe vedere cosa ne penserebbe un giudice che fosse chiamato a decidere nel merito.

Il limite tra citazione, critica e satira, come si vede, è estremamente sottile. La cosa sinceramente angosciante è che nel dubbio si richiamano i deputati a un “regolamento” che è solo un principio.

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