Carta d’Identita’

Mi è scaduta la carta d’identità.

Vado alla macchinetta automatica vicino al distributore e infilo una banconota da cinque euro nell’apposita fessura. Mi dà immediatamente il resto di un euro (grazie!) e mi propone di sorridere prima di schiacciare l’apposito pulsante verde.

Il risultato, in meno di un minuto, è un collage di quattro foto tessera per documenti italiani, due per patente, che ho già, e due per il passaporto USA, nel caso mi saltasse la mosca al naso di chiedere ospitalità a Obama.

Poi vado con il mio documento scaduto all’Ufficio Anagrafe e l’impiegata immediatamente fa a brandelli l’inutilizzabile carta, ridotta ormai a brandelli. Peccato perché nella foto ero abbronzato, polo nera, abbronzatura di agosto su base siciliana da viaggio di nozze. E va beh, tutto passa.

Quanto è alto?
Uno e settantasette, credo…

Fa ancora l’insegnante?
Sì. Sa, la nostra professione è come un diamante, è per sempre…

Occhi?
Metta marroni, tendono un po’ al verde ma non se ne accorge nessuno…

Capelli?
Neri.
Neri? A me non sembra, ha la barba che non mi pare esattamente nera, mettiamo “brizzolati”.

Come cazzo sarebbe a dire “brizzolati”?? Che colore è “brizzolati”? Nella riga dei capelli può scrivere “Pochi, anzi, pochissimi”, metta anche “oramai inutili” se proprio crede, ma “brizzolati” che razza di dicitura è?

Non ha voluto sentire ragioni. Ho i capelli brizzolati e così sia. E’ un modo gentile e burocratico per dirmi che sono vecchio.

Anche per il passaporto USA.

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Comments

  • CinghialeMannaro  On 18 Gennaio 2010 at 12:56

    L’impiegata è stata fin troppo gentile. Io alla voce “segni particolari” t’avrei stampato un bel “fa caa'” senza neanche dirti pio.

    E ci stavi pure largo.

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