Capodanno & Maiuscole

(Livorno: Roba bella)

 

Questa storia del Capodanno, auguri, auguri, balletti, tappi di spumante, fischi, raudi, petardi, bombe di Maradona (che ora non vanno nemmen più di moda, c’è la bomba-spread che vi fa scoppiare direttamente il conto corrente), trenini, macarena, coriandoli, lingue di menelicche, cappellini da imbecilli, cenoni di zampone e lenticchie, questa storia del Capodanno cominciato, come da tradizione, con la consolazione della un-pa-pà-Musik, questo Capodanno, dicevo, è una soverchia coglionatura. Domani ci risveglieremo tutti con le balle girate e un bel po’ di acidità di stomaco in più, ci renderemo conto che c’è da pagare (forza, dàte, dàte qui…),  e anche una bella frana di $oldi, altro che auguri e lenticchie.

Lasciamo perdere il Capodanno, per favore. Il Capodanno son solo giacconi nuovi e pelliccine sintetiche sfilate per le strade e sotto i portici dello struscio.

Questo è il primo giorno del resto della nostra vita. Investiamolo in conoscenza, che è l’unica cosa per cui valga la pena vivere in un’esistenza MAIUSCOLA per davvero e non per forza.

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