Cantico dei Cantici

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Chi è colei che si spalanca innanzi a me come l’aurora? Chi sei, tu, mia diletta? Hai il grembo adorno di gigli in fiore, odori di mirra e aloe, il tuo cerbiatto è qui che scalpita, ha toccato le tue mani, come potrà lavarle ancora? Ah, questo amore bello come il tempo e cattivo come il tempo, quando il tempo è cattivo!

Tu sei Laura… di più, sei Beatrice. Ma che ci fai con Madonna Fiammetta? Tu sei colei che l’umana creatura nobilitasti. Tu sei Monna Vanna e Monna Lagia insieme. Di più. Tu sei quella ch’è sul numer de le trenta! I tuoi seni grondano miele, e s’io fosse quelli che d’amor fu degno, capirei molto meglio Dante, il Cantico dei Cantici, Jacques Prévert, l’estasi di Santa Teresa d’Avila, lo yin e lo yiang, la mesmesurizzazione delle semibiscrome, la Weltanschauung, il significante e il significato.

Oh, come sono belli i piedi di colei che scende i gradini della scuola! Benedetta tu sei tra le donne, e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore, perché t’ho vista, esisti, tu racchiudi in te tutte le beltà del creato. Hai guance color di pesca, labbra color di mela primaticcia. Le tue poppe sono…

“Ciao collega, piacere di conoscerti, sono la professoressa Wunderbari, mi hanno appena nominata ma non conosco nessuno qui, te la sentiresti di farmi da Cicerone??”

[sì, sì, vieni che ti faccio vedere il Caput Mundi e anche il Finis Terrae!] “Vol… vol… volentieri. Ma cosa insegni? Su che classe di concorso ha riposto il Ministero cotanta beltade??”

“Francese. Ma forse no, magari anche tedesco, chissà…”

[quando si dice avere le idee chiare…] “Ah, sì, ho capito: informatica. O anche econonomia aziendale, cosa vuoi che importi? Posso offrirti un caffè al bar?”

“Oh, grazie, sei molto caro! [Caro? Se ti agguanto ti faccio vedere la costellazione di Orione in technicolor!!] Ma io a quest’ora posso bere solo thè di corbezzolo aromatizzato alla cannella e zenzero. Sai, sono vegana. Il mio maestro di buddhismo dice che serve per allargare il Chakra!”

[te l’allargo io il Chakra, a te! E ti racconto anche tutte le novelle del Panchatantra su un piede solo…] “Interessante! Quindi nemmeno una pizzeta con le alici salate appestate di quelle che passa il nostro povero ma provvidenziale servizio di ristorazione?”

“Oh, no! Le alici sono animali così sensibili… [me lo immagino!], e poi il mio psicoterapeuta mi dice che ho l’horror vacui…”

[Ma pensa te, l’horror vacui… allora è scema sul serio!] “Bene, allora, da dove vogliamo cominciare?”

“Mostrami l’aula magna!”

[Dovresti mostrarmela tu l’aula magna, baldracca!] “L’aula magn… ah, sì, è lì, dietro il laboratorio di chimica. No, di fisica. Anzi’d’informatica. Insomma, lì in fondo a sinistra. O a destra, boh? Tanto è uguale…”

“E il POF? Dove lo trovo??”

“Ah, sì il POF! Abbiamo anche il PEI, il BES, il PDF, il PEC, la PEC e la venerata immagine di Padre Pio da Pietralcina, tanto cosa vuoi saperne tu…”

“Scusa se approfitto di te [Ma no, approfitta pure! Poi me ne approfitto io…], ma vorrei conoscere il Dirigente Scolastico!”

“Eh? Il Dirig… ah, sì, sì, quello… ecco, è un pochino complicato… credo sia all’Estero. O forse in bagno. Qualcuno dice anche che sia in missione [cosa vuoi che ne sappia io?]

“Adesso ti debbo proprio lasciare, sai, collega? A proposito… io mi chiamo Maila… e tu? Oh, non importa, vado di fretta, non mancherà occasione, devo andare alla mia lezione di yoga e non voglio far tardi. Tanto ci vediamo al collegio docenti, no? O era la riunione di dipartimento? Ma magari al prossimo consiglio di classe, che ne dici? Tanto anche se muoriamo [io ti fo’ le corna, menagrama!] ci reincarniamo e ci incontriamo nella prossima vita, chi lo sa? Le strade del divino Brachamuthandha sono infinite. Hare Krishna!”

E corsi piangente tra le braccia di mia madre.