Body Scanner negli aeroporti contro la diarrea e le borse incustodite

Negli Stati Uniti un cittadino nigeriano, a bordo di un volo di linea, ha avuto la dissenteria ed è restato in bagno più di un’ora.

I solerti addetti alla sicurezza dell’aereo gli hanno intimato di uscire e si sono anche lamentati perché questo qui dava in escandescenze perché aveva una diarrea formidabile e, giustamente, come accade a tutti, voleva essere lasciato in pace in uno degli atti più intimi dell’individuo.

L’hanno preso per un terrorista di Al Qaeda e gli hanno detto: "Ma quale privacy? Figuriamoci se uno che noi sospettiamo essere un terrorista può cagare in pace sui nostri aerei, ma non se ne parli nemmeno!"

Da noi a Ciampino si è diffuso il panico per mezz’ora perché qualche pirla volato con la Ryan Air si era dimenticato una borsa che, rimasta incustodita, è stata fatta brillare. Ne sono usciti fuori vestiti, mutande sporche, magliette sudate, calzini fradici. Alé, una bella esplosione e poi "tutti tranquilli, non era niente!" Certo che non era niente. Non era niente neanche prima.

Ora vogliono mettere i body scanner anche da noi. Come se attraverso questo singolare apparecchio si possa vedere se uno ha una dissenteria in atto. O se è un cretino che si dimentica le borse per la strada.

Qualcuno ha provato a protestare: "E la mia privacy?" E tutti a dire che il mettersi al riparo dalle minacce esterne vale molto di più della privacy. Certo, le minacce esterne che sono costituite, notoriamente, dalla diarrea fulminante e dalle borse incustodite.

Uno stato che ha bisogno di abdicare alla privacy dei propri cittadini per garantirsi un po’ di falsa sicurezza in più non si merita né privacy né sicurezza.
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