“Bocciate solo se indispensabile”: Repubblica e la “moral suasion”

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L’incommensurabile quotidiano “Repubblica” riferisce oggi on line qualcosa di singolarmente sinistro ed inquietante.

Il Ministero dell’Istruzione starebbe per varare un piano secondo il quale le lezioni scolastiche verrebbero protratte fino al 30 giugno. Lo scopo sarebbe quello di “recuperare il tempo perduto”. A parte l’inevitabile riferimento immediato e scontato alla Recherche di Proust, ci sarebbe da dire che non c’è un bel nulla da recuperare. Le scuole hanno lavorato in DaD (che, da oggi, non è più l’acronimo di “Didattica a Distanza”, bensì quello di “Ditelo a Draghi!”), gli insegnanti hanno svolto il lavoro per cui vengono lautamente pagati. Qualcuno è stato perfino obbligato a recarsi presso la sede scolastica a svolgere l’orario di servizio, qualcun altro lo ha fatto comodamente dal proprio domicilio, concedendo mezzi (computer, connessioni etc…) e disponibilità personali. Sempre a proposito di equità di trattamento.

Cosa devono recuperare gli studenti e i docenti italiani? Le ore che non hanno potuto svolgere per cause di forza maggiore, perché, si veda il caso, la connessione non c’era o, se c’era, era talmente sovraccarica da impedire un regolare svolgimento delle lezioni in Meet? Se ci fossero stati più soldi per le infrastrutture telematiche scolastiche non si sarebbe arrivati a questo. E invece le istituzioni scolastiche si sono ritrovate una bellissima fornitura di banchi a rotelle, nuovi di zecca. Quelli sì che erano essenziali! Come puoi svolgere la DaD senza i banchi a rotelle?

Nel frattempo, sempre dal Ministero di via Arenula, arrivano delle direttive sotto forma di quello che “Repubblica” definisce “la moral suasion” sui Presidi. Ora, io che sono notoriamente un ignorante in inglese, sono andato a vedere sul dizionario Hazon che cosa significhi “suasion”. Vuol dire “persuasione”, ma l’avevo intuito perfino io. Quindi, la “persuasione morale”, se la traduzione non è un’opinione, e se lo Hazon non mi inganna, verrebbe rivolta ai Dirigenti Scolastici: bisogna bocciare solo se indispensabile. Ora, se la mente non mi falla (e non mi falla!), si dà il caso che non siano i Presidi a promuovere o a bocciare. Di questo si dovrebbe occupare il Consiglio di Classe, che è un organo democratico e indipendente, ma soprattutto collegiale. Nessuno può essere bocciato per il voto negativo di un singolo insegnante, ma la decisione è corale, viene presa a maggioranza o all’unanimità. Così come i voti in condotta e perfino quelli delle singole discipline. Se un alunno viene portato in consiglio con 5, e il consiglio, in quella materia, vuole dargli 6, (perché, si veda il caso, ha solo quella insufficienza, è un ragazzo studioso, attento, e partecipa diligentemente al dialogo formativo) lo può fare. Basta che ci sia il voto favorevole della sua maggioranza. Così funziona. Punto.

Rivolgersi ai Dirigenti scolastici è quanto meno inopportuno, ma anche certamente sbagliato. E’ come chiedere un chilo di fettine di vitello a un fruttivendolo.

E gli esami di Stato? Quelli si faranno. Dal 16 giugno. Con ogni probabilità sarà saltata la prova scritta e, di certo, si sa solo che i candidati entreranno in aula uno alla volta. Di più non è dato sapere. Quindi, se molti docenti saranno impegnati dal 16 negli esami di Stato, chi farà loro lezione dal 16 al 30 giugno? I docenti non impegnati in prove d’esame, d’accordo, con l’aggiunta dei docenti di religione. Ma non è che questi ragazzi per 15 giorni debbono per forza seguire SOLO le lezioni di religione. Avranno bisogno anche di quelle materie (italiano, matematica, storia…) che svolgevano regolarmente durante la parte precedente dell’anno scolastico. Se si vuole fare scuola. Se, invece, si devono solo tappare dei buchi dal Ministero non devono fare altro che dirlo espressamente e semplicemente. Saranno stipulati dei contratti di breve durata con docenti supplenti delle singole materie impegnate nelle prove d’esame? Non è dato di sapere nemmeno questo.

Ma resta comunque impregiudicata la “moral suasion”. Ah, che faremmo se lei non ci fosse!