Berlusconi: l’ultimo grado di giudizio non c’è

E’ il giorno in cui la Giunta per le Elezioni comincia il suo lavoro per la inevitabile decadenza di Berlusconi dalla carica di Senatur.

L’esito è scontato, i tempi lo sono molto meno. C’è l’esigenza di dilazionare il più possibile la scansione temporale che separa Berlusconi dal distacco del contatto chiappa-scranno.

Nel frattempo si traccheggia. E il condannato in via definitivo ha proposto ricorso alla Corte Europea per i diritti dell’Uomo.

Che, sia detto per inciso, non è un ulteriore grado di giudizio. La sentenza è definitiva, quindi eseguibile. Non si tratta di vedere se la condanna sia ulteriormente rivedibile (non lo è più) ma se Berlusconi abbia diritto a qualche risarcimento da parte dello Stato Italiano per l’eventuale mancato rispetto della legge (che la Corte dovrà, appunto, valutare). Punto e basta. La Corte non può e non potrà mai dire se Berlusconi sia innocente e, nel caso, scagionarlo da ogni accusa. La gente si metta l’animo in pace.

Ilvo Diamanti de “la Repubblica” scrive un articolo sul tema. Lo sa benissimo che l’ultimo grado di giudizio non è la Giunta, notaia di se stessa e di una legge che deve solo applicare. Ma non possono essere nemmeno le elezioni. Dove Berlusconi arriverebbe non solo decaduto, ma addirittura ineleggibile. O per effetto delle decisioni della Giunta o per la definizione dell’interdizione dai pubblici uffici.

Nella Giunta siede anche Serenella Fucksia del Movimento 5 Stelle. Quella che difese il vice presidente del Senato Calderoli (“Ma cos’ha detto di così negativo? Io proprio non lo capisco”) quando disse che il Ministro Kyenge somigliava a un orango.

Qui si fa l’Italia e si muore.

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