Alessandro Iacuelli – Senza energia

"A motivo della situazione di emergenza in cui si trova il sistema nazionale del gas naturale e dell’impegno richiesto per garantire la sicurezza delle forniture, il Ministero delle attività produttive, d’intesa con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, ha deciso di rinviare a data da definire la prevista Conferenza Nazionale Energia e Ambiente.
La nuova data potrà essere fissata solo dopo le prossime elezioni politiche."
Con questo scarno comunicato il Ministro Claudio Scajola si defila, assieme al resto del governo, dalla Conferenza sull’Energia, cedendo la patata bollente al governo che verrà, qualunque esso sia. Negli scorsi mesi, più volte esponenti dell’attuale governo – in particolare Scajola e Tremonti – avevano rinviato a tale Conferenza le risposte ad ogni pressione da parte di stampa e opinione pubblica su temi energetici ed ambientali.

In questa Conferenza, secondo il programma ufficiale, il governo avrebbe rilanciato ufficialmente l’opzione nucleare per risolvere il dilemma energetico italiano. Oltre, ci si aspettava, a vantare i successi berlusconiani in questo settore. Poi, dopo il terremoto Gazprom ed una crisi del gas che lascia il tempo che trova, si è valutato più opportuno evitare il confronto sul delicato tema energetico in piena campagna elettorale.
Da varie parti, anche dall’interno della stessa Cdl, qualcuno si è affrettato a bollare il rinvio come un’ammissione di fallimento del quinquennio berlusconiano riguardo l’energia.Precisiamo subito che, più che di fallimento, si dovrebbe parlare di completo immobilismo. L’esecutivo, infatti, non ha fallito alcuna strada intrapresa: semplicemente non ha intrapreso nulla dal 2001 ad oggi. E doveva essere il governo "del fare"…

L’immobilismo italiano non certo è dovuto solo all’attuale governo, infatti l’ultimo Piano Energetico Nazionale (PEN) riscritto ex novo fu presentato nel luglio 1975 dal Ministro dell’Industria; da allora è sempre rimasto in vigore e non è mai stato rinnovato.
Tale "Piano" si articola in 5 punti: idrocarburi, fonti energetiche alternative, programma Enel, ciclo del combustibile nucleare, programmi Cnen (poi Enea).
In particolare, vi si prevedeva che si indicessero "simultaneamente gare per l’assegnazione di otto centrali elettronucleari da 1.000 MW del tipo ad acqua leggera, pressurizzata e bollente",; si definiva, inoltre, "un piano di commesse aggiuntive, previsto in 8.000 MW, da approvare da parte del CIPE entro il 1977".
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Mazzetta – Il made in Italy di Abu Ghraib

Forse ricorderete la foto più diffusa dei torturati di Abu Grahib, quella del poveretto con il cappuccio in testa e i fili elettrici che penzolavano dal corpo messo in posa per le foto ricordo della soldatessa England e del suo amante. Quella foto ha ora il nome di Ali Shalal el Kaissi, un docente iracheno incarcerato e torturato nella casa degli orrori iracheni. Intervistato da Sigfrido Ranucci, che pare l’unico giornalista televisivo italiano capace di fare onestamente il suo lavoro coprendo la vicenda irachena, el Kaissi chiama pesantemente in causa le nostre truppe e le loro responsabilità.
El Kaissi non ricorda solamente il traffico di reperti archeologici praticato dai nostri militari, ma rivela anche che tra i boia in servizio nelle camere di tortura americane, c’erano anche nostri connazionali, secondo lui contractor alle dipendenze di Cagi o Titan, le due società americane che gestiscono il lager, entrambe già al centro di numerose inchieste per abusi e malversazioni economiche. Continua la lettura di “Mazzetta – Il made in Italy di Abu Ghraib”

Liliana Adamo – Vignetta satanica batte Totò

Qualcuno ricorda un film caduto nel dimenticatoio come "Totò che visse due volte" di Ciprì e Maresco? Pochi l’hanno visto rispetto ai tanti che ne hanno ponderato le traversie.
Il film "blasfemo" dei due cineasti siciliani, è datato come il film di Pier Paolo Pasolini, "Ricotta"; eppure entrambe le opere subirono la ronca della censura per vilipendio e offesa alla religione. Meglio, lo psicologo Leonardo Ancona, portavoce della commissione censoria, definì i registi di "Totò che visse due volte…" come due psicopatologici che offendono l’umanità. Era l’Italia del 1998. Continua la lettura di “Liliana Adamo – Vignetta satanica batte Totò”

Carlo Benedetti – Rolette russa con Hamas

I dossier che si trovano oggi sul tavolo di Putin sono lastricati d’imprevisti. In primo luogo quelli che si riferiscono al teatro mediorientale, dove la recente vittoria di Hamas in Palestina ha sconvolto (disegnando nuovi scenari) piani e rapporti di forza. Si può notare, in questo contesto, che il Cremlino – usando una terminologia d’ordine giuridico – sarebbe interessato a derubricare l’intera vicenda del conflitto Palestina-Israele, qualificandola sì come "reato" grave, ma cercando di rinviare tempi e modi di giudizio. Ma i ritmi della geopolitica impongono scelte immediate. E così Putin – immerso nelle acque stagnanti di una diplomazia mediorientale che non da segni di gran vitalità – si trova a dover fornire, nell’immediato, autonome proposte e soluzioni. Non tanto perché la Russia è pur sempre una potenza mondiale, quanto perché la situazione interna del suo Paese richiede precisi approcci. Continua la lettura di “Carlo Benedetti – Rolette russa con Hamas”

Mercato Globale

L’Italia risulta il quarto più grande mercato europeo di PMI, dopo Regno Unito, Germania e Francia, con 8.033 persone che ottengono una parte del proprio reddito da eBay.
Secondo una nuova indagine condotta da ACNielsen International Research per conto di eBay, la presenza di piccole e medie imprese su eBay sta crescendo a tassi record nell’Unione Europea. Per oltre 170.000 persone in Europa le vendite su eBay costituiscono una fonte di reddito primaria o secondaria.

da: NayNewz

Sara Nicoli – Il meteo della RAI

Il Polo è all’attacco dell’assetto strategico della Rai. In piena campagna elettorale e intravedendo, di qui a breve, orizzonti meno felici sul fronte dell’asservimento del servizio pubblico tv alle ragioni del centro destra, il consiglio di amministrazione della Rai, a maggioranza polista, ha deciso di sferrare l’attacco decisivo all’autonomia dell’azienda. Prima che sia troppo tardi. Venticinque nomine saranno da oggi sul tavolo del settimo piano di viale Mazzini e, a parte una, non si tratta di incarichi di alta visibilità politica, bensì di poltrone di enorme potere decisionale ed economico, dalle quali dipende la gloria o la polvere dell’azienda sul fronte del mercato e dello sviluppo futuro. Tutto è partito mercoledì scorso quando il direttore generale, Alfredo Meocci, ha portato in consiglio la proposta di un cambio al vertice di Raidue: sostituire Massimo Ferrario, attuale direttore, con Antonio Marano, oggi responsabile degli acquisti dei diritti sportivi. Sul piano politico lo scambio non provoca particolari terremoti. Entrambi sono in quota Lega. Ma allora, perchè questa staffetta?
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Giovanna Pavani – La Corte della vergogna

Esiste un grado di importanza nella violenza sessuale? Quand’è che, insomma, uno stupro è "grave" e quando, invece, diventa "meno grave"? Sembra una domanda priva di qualsiasi fondamento, sia sotto il profilo giuridico che, soprattutto, umano. E invece no. La Corte di Cassazione è riuscita a stupire, con effetti tristemente speciali, attraverso una sentenza destinata a lasciare traccia, se non nella giurisprudenza, almeno nella coscienza delle donne. A sorpresa, i giudici del Palazzaccio hanno sancito che è meno grave lo stupro di una minorenne – anche se si tratta di una ragazzina di appena quattordici anni – se la vittima ha già ”avuto rapporti sessuali”. Perché ”é lecito ritenere” che siano più "lievi" i danni che la violenza sessuale provoca in chi ha già avuto rapporti, con altri uomini, prima dell’incontro con il violentatore. Continua la lettura di “Giovanna Pavani – La Corte della vergogna”

I genitori non sanno valutare i rischi che i bambini corrono navigando su Internet

I genitori non sanno valutare i rischi che i bambini corrono navigando su Internet, indica uno studio di Eurobarometro. Se il 53% di loro controlla che il tempo concesso ai figli per usare il Web sia anche rispettato, solo il 35% proibisce l’incontro con le persone conosciute online. La commissaria all’Informazione V.Reding: i genitori dovrebbero insegnare ai figli come si individuano i rischi derivanti dall’uso della Rete.

da: www.aduc.it

 

Carlo Benedetti – Il Cremlino e il mal d’Africa

Oltre ad uccidere milioni di persone e a devastare paesi interi, la guerra corrode mente ed anima di chi crede di combattere per una giusta causa. I traumi non derivanti da battaglia, come vengono definiti in gergo militare impediscono ai reduci di riprendere il controllo sulla propria esistenza spingendoli spesso a commettere atti irreparabili. I comandi militari minimizzano per paura di perdere consenso, ma qualcosa sta iniziando ad emergere grazie alle testimonianze di uomini e donne sconvolti dall’esperienza vissuta nell’esercito. Invasione dopo invasione, l’America ha visto i suoi soldati impazzire, finire nella strada e nelle carceri per aver assorbito tanta violenza da non riuscire più ad esprimersi se non attraverso altra violenza. I giovanissimi soldati inviati in Vietnam alla fine degli anni Sessanta, furono catapultati a forza in un mondo fatto di notti all’addiaccio, giorni di calore insopportabile e morte, dove solo i più fortunati riuscirono a salvarsi. Finita l’epoca della leva obbligatoria, è iniziata quella del reclutamento di volontari inesperti, incapaci di sopportare la durezza di un conflitto, addestrati a lanciare bombe e sparare ma non a convivere con sé stessi. Forse vanno cercati qui i motivi che hanno portato a circa novanta i suicidi nei ranghi dell’esercito americano di stanza in Iraq, ai quali il Pentagono ha reagito lavandosene le mani al punto di non includere i nomi degli scomparsi nelle liste dei caduti.

I genitori di Jeffrey Lucey , uno dei marines che hanno messo volontariamente fine alla propria vita, hanno spiegato alla giornalista Amy Goodman che Jeffrey sembrava tormentato dall’ansia e al tempo stesso offeso dalla scellerata indifferenza dei superiori nei confronti del suo disagio mentale.
Neppure dopo la sua morte ci sono stati segnali d’interesse per i soldati affetti da sindrome post-traumatica, a parte alcuni rimbrotti del Pentagono alla stampa che trasforma i topi in elefanti pretendendo di ricavare una morale da tutto. Resta però il fatto che la morte di ogni uomo meriterebbe non solo un atteggiamento morale ma anche parecchie spiegazioni che il Pentagono non ha ancora dato. I dati statistici dimostrano che la percentuale di depressi nelle forze armate è nettamente superiore a quella della popolazione civile riguardante le stesse fasce d’età, ma sembra che il problema non interessi le autorità militari. Il Direttore del National Gulf War Resource Center ammette apertamente che non esistono strutture attrezzate per accogliere i reduci che tornano dalle zone di guerra con l’anima lacerata dall’esperienza. La stessa cosa che ha confidato alla stampa il padre di Curtis Greene, l’ultimo dei militari morti suicidi, che si è visto restituire gli oggetti personali del figlio senza neppure una parola di condoglianze. Tornato a casa per una breve licenza, Greene aveva detto alla moglie che piuttosto che tornare in Iraq si sarebbe ucciso. Una mattina lo hanno trovato impiccato nel garage di casa. Il malessere misto al rimorso per aver tolto la vita a dei civili innocenti, il ricordo dei commilitoni saltati in aria davanti ai suoi occhi, il terrore di precipitare di nuovo nell’inferno della guerra, lo avevano sopraffatto.

A Rebecca Seull, giovane vedova madre di tre bambine, le autorità municipali avevano promesso una stele in memoria del marito Joseph, caduto in Iraq, salvo fare rapidamente marcia indietro dopo aver appreso che l’uomo non era caduto per mano del nemico, ma aveva ingerito una quantità industriale di sonniferi per farla finita con la violenza alla quale era costretto ad assistere ogni giorno. Il suo corpo è tornato in patria senza tante fanfare e le spese funerarie sono state a carico della famiglia. Si avverte una certa riprovazione da parte degli alti ranghi dell’esercito nei confronti degli uomini usciti tragicamente di scena per loro volontà, che non esiste invece per i reduci che si liberano esercitando su altri la violenza repressa. Reneè di Lorenzo, Thomas Stroh e Brandon Bare, tutti e tre uxoricidi, sono stati definiti dei buoni soldati. Continua la lettura di “Carlo Benedetti – Il Cremlino e il mal d’Africa”

Mazzetta – Quelli che distrussero gli Stati Uniti

Mentre l’Amministrazione spinge il piede sull’acceleratore della guerra all’estero, in casa si appresta a portare a termine una devastazione non meno severa. Il nuovo bilancio presentato da Bush è stato definito con termini che spaziano da "fiction" a "osceno" fino a "oltraggioso" da numerosi commentatori, anche di fede repubblicana. Prevede altri – enormi – tagli sociali, sconti fiscali per i ricchi e un ulteriore innalzamento del budget militare, al quale gli USA destinano già una cifra superiore a quella di tutti gli altri paesi del mondo messi insieme.Le dichiarazioni di Bush nel discorso sullo stato dell’Unione sono state bollate come ipocrite, in particolare quelle che sembravano far intravedere una svolta "ecologica".
I provvedimenti immediatamente precedenti e successivi sono stati di segno esattamente contrario, visto che l’amministrazione ha demolito una legge che chiedeva la riduzione dei consumi per gli autoveicoli e si è battuta alla morte per trivellare le riserve naturali, mentre annuncia la costruzione di nuove centrali nucleari da vendere anche ai paesi "amici", per i quali non sono previste le accuse di voler concorrere alla proliferazione nucleare.
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Francia: Condanna per contraffazione di oggetti cinesi

La diffidennza non e’ mai troppa. Un’impresa francese e’ stata condannata per contraffazione di prodotti di un’azienda cinese. La sentenza non e’ stata pronunciata da giudici cinesi, bensi’ dalla Corte di cassazione francese. La vicenda ha provocato un terremoto nell’Herault dove e’ istallata "Sud Trading", l’azienda che da tempo importa dalla Cina ogni sorta di oggetti per turisti, definiti "Articles de Paris".

da: http://www.aduc.it/dyn/avvertenze/newtex.php?tipo_id=1&ed=186

Bianca Cerri – War Blues

Oltre ad uccidere milioni di persone e a devastare paesi interi, la guerra corrode mente ed anima di chi crede di combattere per una giusta causa. I traumi non derivanti da battaglia, come vengono definiti in gergo militare impediscono ai reduci di riprendere il controllo sulla propria esistenza spingendoli spesso a commettere atti irreparabili. I comandi militari minimizzano per paura di perdere consenso, ma qualcosa sta iniziando ad emergere grazie alle testimonianze di uomini e donne sconvolti dall’esperienza vissuta nell’esercito. Invasione dopo invasione, l’America ha visto i suoi soldati impazzire, finire nella strada e nelle carceri per aver assorbito tanta violenza da non riuscire più ad esprimersi se non attraverso altra violenza. I giovanissimi soldati inviati in Vietnam alla fine degli anni Sessanta, furono catapultati a forza in un mondo fatto di notti all’addiaccio, giorni di calore insopportabile e morte, dove solo i più fortunati riuscirono a salvarsi. Finita l’epoca della leva obbligatoria, è iniziata quella del reclutamento di volontari inesperti, incapaci di sopportare la durezza di un conflitto, addestrati a lanciare bombe e sparare ma non a convivere con sé stessi. Forse vanno cercati qui i motivi che hanno portato a circa novanta i suicidi nei ranghi dell’esercito americano di stanza in Iraq, ai quali il Pentagono ha reagito lavandosene le mani al punto di non includere i nomi degli scomparsi nelle liste dei caduti.
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