Bocciato di nuovo il portfolio Moratti

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DEL LAZIO

ROMA

SEZIONE TERZA QUATER

nelle persone dei Signori:

MARIO DI GIUSEPPE Presidente

CARLO TAGLIENTI Cons. , relatore

UMBERTO REALFONZO Cons.

ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

nella Camera di Consiglio del 15 Marzo 2006

Visto il ricorso 810/2006 proposto da:

FEDERAZIONE LAVORATORI DELLA CONOSCENZA – (FLC-CGIL)

rappresentato e difeso da:

BUCCELLATO AVV. FAUSTO

BARSANTI MAUCERI AVV. ISETTA

con domicilio eletto in ROMA

VIALE ANGELICO, 45

presso

BUCCELLATO AVV. FAUSTO

contro

MINISTERO ISTRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA

rappresentato e difeso da:

AVVOCATURA DELLO STATO

domiciliataria ex lege in ROMA

VIA DEI PORTOGHESI, 12

presso la sua sede

per l’annullamento, previa sospensione dell’esecuzione,

– della Circolare Ministeriale n. 84/05 recante le linee guida per la definizione e l’impiego del portfolio delle competenze nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione;

– di ogni altro atto indicato nell’epigrafe del ricorso.

Visti gli atti e i documenti depositati con il ricorso;

Vista la domanda di sospensione della esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dal ricorrente;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di:

MINISTERO ISTRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA

Visti gli artt. 19 e 21, u.c., della Legge 6 dicembre 1971, n. 1034 [1], e l’art. 36 del R.D. 17 agosto 1907, n. 642;

Nominato relatore il Consigliere Carlo Taglienti e uditi alla Camera di Consiglio del 15 marzo 2006 gli avvocati come da verbale;

Ritenuto che sussistono le ragioni richieste dalla legge per l’accoglimento della domanda cautelare, considerato che la precedente ordinanza di questo Tribunale (n. 741/06) ha valenza erga omnes anche per quanto attiene all’insegnamento della religione; che la nota impugnata con i motivi aggiunti utilizza una formula ambigua che consentirebbe di vanificare l’ordine di questo Giudice; che, pertanto deve essere chiarito come il riferimento all’art. 309 del T.U. non consenta di ritenere che si possa continuare a redigere la parte del "portfolio" relativa alla religione, già sospesa da questo Tribunale;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Sezione III Quater, accoglie la suindicata domanda cautelare.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Autorità Amministrativa ed è depositata presso la Segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma nella Camera di Consiglio del 15 marzo 2006.

Mario Di Giuseppe Presidente

Carlo Taglienti Consigliere, relatore

Depositata in Segreteria il 15 marzo 2006

Marco Dugini – Tu vuò’ fa’ l’americano

Confronto all’americana. Così era stato definito il dibattito di ieri sera tra Prodi e Berlusconi.
La struttura della trasmissione era in qualche modo inedita: regole certe e valide per entrambi, tempi fissi e risposte a domande dallo studio. Ci si aspettava di più quanto a emozioni e da oggi diranno che era la formula a ridurre la vis polemica, ma se l’adrenalina è mancata, difficilmente si potrà dare la colpa al format televisivo.
L’esito del dibattito assegna comunque una promozione con sufficienza per Prodi e un ben scarso risultato per un Berlusconi, più in sordina del solito. Tutto questo in una trasmissione a tratti abbastanza interessante, a tratti decisamente soporifera, con qualche responsabilità in questo caso anche da parte dei due intervistatori – Napoletano del Messaggero e Sorgi de La Stampa.
Prodi ha ottenuto un discreto successo quando ha saputo guardare al futuro con proposte concrete, sebbene sia ormai evidente la sua incapacità di sfruttare a pieno regime il media televisivo, mentre Berlusconi è spesso apparso tanto incapace di uscire dalle logiche della vis polemica con la sinistra e i passati governi "ulivisti", quanto goffo nel tentativo di occultare con una cascata di improbabili cifre il ben magro risultato del governo, che del resto è sotto gli occhi di tutti.
E proprio sul finale è stato lo stesso Berlusconi a dichiararsi non soddisfatto dall’incontro, uscendo abbastanza nero in volto.

Quindi, più che di una vittoria di Prodi, più che un k.o. sarebbe più opportuno parlare di una performance di basso profilo del leader della Casa Della Libertà, che ha implicitamente fatto risaltare quella di un Prodi più a suo agio con le speciali regole stabilite per questo tipo di confronto televisivo.
Risultato: dal volto del Cavaliere è scomparso il tradizionale sorriso sardonico.

Lo scontro tanto atteso tra i due futuri premier è andato in onda in uno studio dai colori chiari, uniformati e asettici, con telecamere fisse sui volti dei due sfidanti, mentre un timer in basso a sinistra dello schermo scandiva i tempi concordati e firmati dalle due parti in causa: 30 secondi per le domande dei giornalisti, 2 minuti e 30 secondi per le risposte dei leaders.

Le domande, generiche ma valide per entrambi i contendenti, hanno riguardato in particolare i temi economici e le riforme, sia attuate che da attuare. Continua la lettura di “Marco Dugini – Tu vuò’ fa’ l’americano”

Domenico Melidoro – Fine del Berlusconismo. E dopo, cosa?

È davvero finita l’era berlusconiana? Possiamo cominciare a parlare del fenomeno Berlusconi usando i verbi coniugati al passato? A sentire Enrico Deaglio, il direttore di Diario che ha da poco messo in vendita un DVD (intitolato significativamente Quando c’era Silvio) che narra le torbide vicende pubbliche e private del capo di Forza Italia, sembra proprio di sì. Sembra che l’epoca berlusconiana, indipendentemente dall’esito delle prossime elezioni politiche, sia ormai al tramonto e che l’attuale Presidente del Consiglio, privo del sostegno di quei gruppi sociali che finora si sentivano garantiti e rappresentati dalle sue politiche, e con una leadership sempre più pericolante a causa delle pretese dell’UDC di Pierferdinando Casini e della Destra di Gianfranco Fini, abbia fatto il suo tempo. Non è un mistero che la Confindustria, e in particolare il suo Presidente Montezemolo, ha assunto più volte posizioni critiche sull’operato di Berlusconi e del suo Esecutivo. Il Presidente imprenditore non è stato capace di mantenere il sostegno dei suoi colleghi e più di una volta è toccato a Diego Della Valle farsi portavoce del malcontento imprenditoriale nei confronti dell’inefficacia delle politiche del Centrodestra e della conseguente perdita di competitività del sistema economico nazionale. Tuttavia dovrebbe quantomeno destare stupore che sia proprio uno dei più rappresentativi industriali italiani nel mondo a preoccuparsi della sorte di milioni di lavoratori e pensionati che, come recita una formula abusata ma efficace, «fanno fatica ad arrivare alla fine del mese».

I leaders dell’Unione, dal canto loro, ringraziano e incassano il sostegno confindustriale. Anzi, si spingono fino ad affermare che il programma di governo del Centrosinistra è pienamente compatibile con quello di Confindustria. Continua la lettura di “Domenico Melidoro – Fine del Berlusconismo. E dopo, cosa?”

Mockingbird – Jeff Wahl

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Beppe Grillo – Il portale scomparso

Il turismo, lo sappiamo tutti, è una grande risorsa dell’Italia. Il nostro è un Paese a vocazione turistica. Un’altra grande risorsa di cui disponiamo è Mister I, dove I sta per Innovazione e Internet. Quale migliore combinazione?

L’ex capo magazziniere dell’IBM Stanca, questa la sua vera identità, ha annunciato nell’opuscolo inviato a 16 milioni di famiglie, il lancio del portale del turismo: www.italia.it.

Un portale on line del costo di 45 milioni di euro “nato per promuovere l’offerta turistica via internet e il patrimonio culturale, ambientale e agroalimentare italiani” e che, come citato a pagina 36 dell’opuscolo, “utilizza un programma interattivo per organizzare e programmare il viaggio”.
Il progetto è stato avviato nel marzo del 2004 ed affidato ad Innovazione Italia che ha assegnato parte dell’appalto a Ibm, Its e Tiscover.

Chi si collegasse, spinto dall’entusiasmo contagioso di Mister I, a www.italia.it, invece delle meraviglie interattive del Bel Paese troverebbe solo una richiesta di inserimento di username e password.
Del portale non c’è traccia e neppure una pagina di spiegazioni con la data di avvio. Forse perchè non lo sa nessuno.
Falavolti, amministratore delegato di Innovazione Italia, dichiarò lo scorso anno: “entro gennaio 2006 potrebbe essere on line la prima versione del sito in due o tre lingue”.

Il turismo mondiale vale un terzo dell’intero commercio on line, pari a circa 650 miliardi di euro nel 2005.
Un business mostruoso, ma solo per gli altri Paesi.
Pensate a un giapponese o a un russo che cerchi on line il “ patrimonio culturale, ambientale e agroalimentare italiani” usando il portale ufficiale del Governo senza che nessuno gli abbia spiegato prima chi è Stanca. Cosa penserà di noi?

da: www.beppegrillo.it

Garante per la Privacy: Vietato attivare schede telefoniche e segreterie all’insaputa dei clienti

Vietato intestare schede telefoniche prepagate a clienti ignari o attivare senza precisa richiesta segreterie o altri servizi, come la selezione automatica dell’operatore telefonico o linee Internet veloci. I gestori telefonici devono mettere in atto procedure per verificare tempestivamente le anomalie e vigilare sull’operato dei rivenditori e dei call center.

Il Garante per la privacy, composto da Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan e Giuseppe Fortunato, interviene a tutela di utenti e abbonati telefonici con un provvedimento a carattere generale nel quale impone a gestori telefonici e agli altri operatori di comunicazione elettronica le regole da rispettare per evitare comportamenti illeciti e non andare incontro a sanzioni, anche di tipo penale.

Numerose sono state in questi anni le segnalazioni e i reclami presentati al Garante nei quali si sono lamentate prassi vietate. Innanzitutto l’attivazione, a nome di un cliente ignaro, che aveva chiesto una sola scheda, di altre schede telefoniche (anche centinaia). In alcuni casi si è verificato che coloro ai quali sono state falsamente intestate le schede si siano trovati comunque coinvolti in indagini penali. Le schede risultano attivate utilizzando dati anagrafici presi da un documento di identità fornito dagli interessati al momento della richiesta. A volte le attivazioni multiple delle schede sono collegate a veri e propri piani di incentivazione per i rivenditori organizzati dagli operatori.

Altri casi frequenti segnalati al Garante riguardano l’attivazione indebita del servizio di selezione automatica  dell’operatore o di altri servizi non richiesti, come la segreteria telefonica, tariffe telefoniche speciali, linee di navigazione veloce in Internet. Gli interessati hanno spesso appreso di essere divenuti clienti di un nuovo operatore solo al momento della ricezione della prima comunicazione dell’operatore stesso o della prima bolletta.

Queste le principali prescrizioni del Garante.

Attivazioni multiple di schede. Gli operatori telefonici mettano in atto procedure per rilevare tempestivamente intestazioni multiple di schede ad una medesima persona: quando le intestazioni siano superiori a 4 (per le persone fisiche) e a 7 utenze (per le società) l’operatore dovrà chiedere espressa conferma all’intestatario.

Attivazione di servizi non richiesti. Non si possono attivare servizi senza espressa volontà degli interessati. Le persone vanno contattate solo se hanno manifestato un preventivo consenso a ricevere chiamate e comunicazioni promozionali. Gli addetti ai call center dovranno spiegare agli interessati da dove sono stati estratti i dati personali che li riguardano. Deve essere, inoltre, immediatamente registrata e rispettata la volontà di non ricevere il servizio e la eventuale contrarietà all’uso dei dati.

Identificabilità dell’incaricato. Operatori telefonici, di comunicazione elettronica e call center dovranno controllare, anche a campione, l’attività di rivenditori e incaricati, anche allo scopo di rintracciare immediatamente chi materialmente abbia effettuato l’attivazione indebita.

"Il provvedimento dell’Autorità – commenta Giuseppe Fortunato, componente del Garante e  relatore del provvedimento – consente di tutelare le persone sotto tre aspetti: garantisce finalmente alle vittime di prassi illecite interventi immediati a loro tutela, impone comportamenti trasparenti agli operatori telefonici e attribuisce alle persone il diritto di opporsi immediatamente ad un uso indebito dei loro dati personali. Oggi il cittadino può dire stop alle chiamate sgradite e chi non rispetta tale volontà è sanzionato penalmente".

Il provvedimento sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale.

Roma, 27 febbraio 2006

Alessandro Iacuelli – La diossina fa bene?

Nell’agosto 2004, il comprensorio di Acerra (Napoli) sale alla ribalta della scena mediatica italiana a causa delle proteste popolari contro la costruzione di un inceneritore. Durante quelle proteste, per la prima volta, è venuto allo scoperto il problema dell’avvelenamento del terreno e delle acque.
Alcuni pastori della zona, portarono nelle vicinanze del cantiere sette pecore agonizzanti per dimostrare la fondatezza dell’allarme-diossina registrato in un’area vicina al cantiere. Gli animali furono lanciati a terra, a pochi passi dal cordone di agenti di polizia che presidiavano la strada d’accesso alla zona dei lavori.
In realtà, la presenza di diossina nei "Regi Lagni", canali di scolo delle acque reflue e piovane di età borbonica ancora esistenti sul territorio, era già stata rilevata tempo addietro, prima dell’apertura del cantiere per la costruzione dell’inceneritore.
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Sara Nicoli – L’embrione senza dignità

Se la pensassimo come Francesco Storace o come Rocco Buttiglione potremmo dire che in Italia ci sono 2.169 bambini abbandonati ancor prima di nascere. Ma siccome l’ipocrisia non ci piace, men che meno quella che offende la ragione in modo spudorato, diciamo che quel numero rappresenta invece il risultato di una delle peggiori incongruenze della legge 40 sulla fecondazione assistita. Perché 2.169 sono infatti gli embrioni crioconservati finora censiti "in stato di abbandono" (i dati sono dell’Istituto Superiore di Sanità). Cioè gli embrioni congelati su cui i genitori biologici hanno espresso una dichiarazione scritta di rinuncia alla genitorialità.
Secondo la legge, infatti, è previsto che si possano impiantare nell’utero materno non più di tre embrioni per volta, onde evitare parti gemellari rischiosi sia per la madre che per i figli. Continua la lettura di “Sara Nicoli – L’embrione senza dignità”

Patrizia Orlandi – USA: i sondaggi vanno in guerra

L’occupazione dell’Iraq è stata un fallimento completo. Mentre i politici e i maggiorenti iracheni fanno quel che possono per evitare che il loro paese imploda nella guerra civile, mentre persino Hamas respinge la chiamata alle armi dell’ultimo videomessaggio di al Qaeda, gli americani hanno raggiunto conclusioni quasi univoche in questo senso. Lo dice un esteso sondaggio della Gallup, la società statunitense forse numero uno al mondo nel rilevamento delle opinioni.
Una serie di sondaggi usciti nella scorsa settimana ha dimostrato che anche gli americani hanno raggiunto la consapevolezza del fallimento. Purtroppo manca ancora la minima iniziativa che lo sancisca ufficialmente, anche se sono circolate voci di un ritiro totale entro l’anno, forse lasciate circolare proprio per sondare le reazioni ad un’ipotesi del genere.
Andando al dettaglio si apprende che oltre l’80% degli americani ritiene che in Iraq una guerra civile sia "probabile" in un futuro prossimo. Interrogati in particolare sul presidente Bush, meno del 40% gli da fiducia e il 63% ritiene che i politici stranieri "non lo rispettano molto"; mentre solo il 43% pensa che l’immagine di Washington sia positiva all’estero.
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Carlo Benedetti – Bielorussia: gli USA sognano un’altra Kiev

L’appuntamento per i bielorussi è domenica 19 marzo quando si svolgeranno le elezioni per il rinnovo della Presidenza. L’atmosfera generale è pessima e si attende – a dir poco – un finale spumeggiante…A nulla valgono (almeno secondo gli osservatori occidentali) le tante e tante affermazioni dell’attuale dirigenza su una reale stabilità e su un’economia che resiste all’urto della transizione post-sovietica. Il Presidente Aleksandr Lukascenko (classe 1954, due lauree in agraria, ex funzionario del Pcus, in carica dal 10 luglio 1994 e rieletto nel settembre 2001 con il 75,65%) è impegnato in una difficilissima battaglia contro un’opposizione che si fa ogni giorno più forte. Continua la lettura di “Carlo Benedetti – Bielorussia: gli USA sognano un’altra Kiev”

Friend will be Friends?

L’ex cancelliere cristiano-democratico Helmut Kohl ha fatto un’incursione nella campagna elettorale italiana ma non, come c’era da aspettarsi, a fianco di Silvio Berlusconi.
Kohl è andato a trovare l’amico Romano Prodi, il candidato del centrosinistra. Una visita strettamente privata, ha sottolineato l’ex cancelliere, alla quale però erano stati invitati i giornalisti delle testate italiane più importanti.
Kohl ha comunque evitato qualsiasi commento sul governo di centrodestra, ricordando invece come negli anni novanta si sia battuto per l’ingresso di Forza Italia nel Partito popolare europeo.

da: NayNewz

Play that game

E’ polemica a Roma dopo che in alcune farmacie comunali, del circuito Farmacap, sono stati messi in vendita giocattoli erotici per adulti: un apparecchio unisex per massaggi rilassanti su tutto il corpo, un vibratore per donne e un vibratore ad anello per gli uomini.

Morale: a Roma sono tutti amanti del faidate.

da: NayNewz

Domenico Melidoro – La sinistra alla ricerca di modelli

Tra gli hobbyes più praticati dagli osservatori e dai leaders politici del nostro Paese, soprattutto tra quelli di Sinistra, c’è la continua ricerca di modelli all’estero ai quali richiamarsi per avvalorare le proprie tesi e strategie; oppure l’individuazione di modelli negativi le cui sconfitte elettorali o le cui fallimentari politiche pubbliche possano servire a indicare gli errori da evitare. Tra i leaders europei che negli ultimi mesi si sono imposti all’attenzione del dibattito politico del nostro Paese vi sono, per ragioni diverse, lo spagnolo José Luis Rodrìgue Zapatero e il tedesco Oskar Lafontaine.
Il desiderio di sentir dire e di veder fare "qualcosa di sinistra" ha portato negli anni passati a guardare con particolare interesse ai tentativi compiuti da Tony Blair, peraltro premiato da diversi successi elettorali, di svecchiare la tradizione socialdemocratica nel Regno Unito. Per un po’ di tempo è parso che il New Labour e il Partito Democratico di Bill Clinton potessero essere partners prestigiosi nella realizzazione dell’Ulivo mondiale. Il passare del tempo, ma soprattutto l’adesione blairiana al modello sociale neo-liberista e la bellicosa politica estera che il Regno Unito porta avanti al fianco degli Stati Uniti di Bush, hanno provocato malumori e giudizi di segno opposto tra molti di coloro che credevano che Blair fosse davvero capace di innovare la tradizione socialdemocratica andando oltre le consolidate (e al tempo stesso inadeguate a governare la complessità contemporanea) categorie della politica del Ventesimo Secolo.

È almeno da due anni, vale a dire da quando nel marzo del 2004 ha guidato i Socialisti nella vittoria delle elezioni politiche spagnole, che Zapatero è guardato con interesse, o anche con malcelata preoccupazione, dalla Sinistra e dal resto delle componenti dell’Unione che sfiderà Berlusconi alle elezioni del 9 e 10 aprile. Continua la lettura di “Domenico Melidoro – La sinistra alla ricerca di modelli”