Stavolta ci sono cascato anch’io

Questo spamming era talmente ben fatto che stavolta ci sono cascato. Ho ricevuto questa falsa mail da Amazon all’indirizzo valeriodistefano@classicistranieri.com (che solitamente non uso nei miei rapporti di cliente e affiliato, e avrei dovuto accorgermente subito, ma io macché, duro di comprendonio come le pigne verdi…) in cui mi si diceva che un cliente, tale Valentino Lombardi, avrebbe acquistato un prodotto da me e avrebbe inviato un commento negativo in quanto, sempre a detta del cliente, non avrebbe ricevuto il prodotto desiderato e regolarmente pagato. Io, che non vendo niente con Amazon, a parte pochissimi e-book la cui distribuzione però è gestita da Amazon stessa, fesso, ci sono cascato, ed eccola lì la finestrella, pronta per carpirti nome utente e password. Li inserisco. E ho fatto la mia. Il sistema mi dice che a momenti dovrebbe arrivare sul mio telefono cellulare un codice SMS di controllo, ma, naturalmente, non avendo gli spammer il mio numero di cellulare, non è arrivato un belino. I miei dati saranno ora archiviati presso qualche database situato chissà dove (magari alle Cayman) e qualcuno potrebbe utilizzarli per comprare su Amazon e addebitarmi le spese. La prima cosa da fare è cambiare SUBITO la password di Amazon, quella vera, cosa che ho fatto IMMEDIATAMENTE (fossi scemo fino a questo punto?), in modo da bloccare malintenzionati in giro. E’ solo colpa mia, i segnali di preavviso c’erano ed erano numerosi, ma la truffa è stata fatta proprio bene, stavolta scritta in un ottimo italiano e senza la possibilità di rilevare alcuna anomalia (lo so, lo so, bisogna comunque controllare i link). Voi stateve accuort’, n’est-ce pas??

Il nuovo libro di Roberto Burioni sull’inganno dell’omeopatia

Uscirà a fine ottobre il nuovo libro di Roberto Burioni sull’omeopatia e tutti i suoi innumerevoli inganni. Burioni esce finalmente dalla polemica sempiterna ed infinita del botta e risposta con i no-Vax e si dedica a confutare uno dei più grossi, colossali e pericolosi inganni del nostro secolo. Nonostante Burioni non rientri esattamente nei miei santi (proprio per la sua attitudine squisitamente polemica di cui sopra) comprerò e leggerò il libro con molto interesse, augurandomi vivamente che questo lavoro (perché deve essere costato una bella dose di lavoro, su questo non ci sono dubbi) serva a far crescere nel cittadino italiano la consapevolezza che chi vuole curarsi con le medicine alternative o altrimenti dette “integrate” lo fa prima di tutto a rischio e pericolo della propria salute (una situazione cronicizzata e curata con acqua estremamente diluita e zucchero non può che peggiorare perché i principi attivi, semplicemente, non ci sono), ma, soprattutto, lo deve fare a spese delle proprie tasche per quanto riguarda tutto il ciclo che si suppone essere “terapeutico”, e che non si veda mai più in Italia che il denaro pubblico venga utilizzato dalle strutture altrettanto pubbliche per mettere a disposizione della gente un ambulatorio omeopatico. E’ successo e succede tuttora. Perché se metti a disposizione delle persone un ambulatorio omeopatico poi il minimo che possa capitare è che la gente ci vada, e, se ci va, ci creda. Magari una parte di quelli che ci crederanno, proprio in virtù del loro credo, guariranno spontaneamente e “miracolosamente”. Gli altri no. Mi si dirà che l’omeopatia non pretende di sostituire la medicina tradizionale, che lo stesso aggettivo “integrata” serve a far capire che si tratta comunque di un approccio coadiuvante. In breve, l’omeopatia non cura il cancro (a puro titolo di esempio) ma può risultare molto utile nel trattare i sintomi sgradevoli della nausea e del vomito che derivano dalla chemioterapia. Ma una Nux Vomica alla 200 CH non contiene più nemmeno una molecola del suo principio attivo originario, sempre ammesso e non concesso che i simili si curino coi simili, cosa che non è mai stata dimostrata. Non esiste alcuna dimostrazione da parte della scienza ufficiale dell’efficacia dell’omeopatia. Quindi, la Nux Vomica alla 200 CH (cioè diluita e succussa -che vuol dire “agitata” – per 200 volte) non può farti niente. E se non fa niente vuol dire che fa male, non che fa bene. Una dose di Nux Vomica alla 200 CH non è assolutamente distinguibile, una volta analizzata chimicamente, da (per esempio) Pulsatilla, Vipera, Apis, Natrum Muriaticum, Arsenicum Album alla stessa percentuale Hahnemaniana. Eppure dovrebbero essere medicamenti diversi. Eppure non è difficile da capire. Eppure ci stanno credendo.

Amazon sponsorizza il blog

Da qualche ora, ve ne sarete accorti, compaiono sul blog le pubblicità di Amazon. La velocità di caricamento è notevolmente migliorata rispetto alle risorse fornite dal precedente Google AdSense (che non ho dismesso del tutto, solo che ha un posto di secondo rilievo nell’economia generale del tutto), e anche la visualizzazione risulta migliore e più fluida. Non è strettamente necessario avere degli sponsor per il blog, ma visto che ha un costo annuo notevolissimo trovo che se riesco ad ammortizzare qualcosa è tutto di che guadagnato. Non mi illudo di “farci i soldi” (finora con Google AdSense riuscivo a malapena a gestire i costi annui di tre siti), spero solo di ricavarci qualcosa per poter sopravvivere sotto il profilo meramente e biecamente economico. Per cui se siete intenzionati a fare un’ordine da Amazon prima passate dal blog, cliccate su uno dei banner pubblicitari che vedete e poi procedete normalmente. Così facendo farete in modo che una parte delle commissioni del vostro ordine vada a finire nelle mie tasche e, quindi, a sponsorizzare il blog. Così è che funziona. Speriamo bene.

Il “gigante buono” e altri giornalismi spiccioli assortiti

Certo che ce ne vuole di coraggio per definire Massimo Sebastiani “gigante buono”, un assassino reo confesso responsabile dell’uccisione di Elisa, una donna (ma se fosse stata l’uccisione di un uomo sarebbe stata esattamente la stessa cosa), rea di non volerlo più vedere. E’ un giornalismo ai limiti, fuori da ogni etica, non immorale, che ci vorrebbe anche poco, ma totalmente a-morale, che è ancora peggio. La definizione di “gigante buono” ci riporta alla memoria i cartoni animati dei caroselli della Ferrero della nostra infanzia, quelli in cui il gigante, che doveva pensarci lui, se la prendeva con un inerme Jo Condor che diceva “Ma mi lasci, non ciò il paracadute, non ciò la mutua…”. E tutto finiva in dolcezza. Questa invece è una storia da dimenticare, è una storia da non raccontare, è una storia sconclusionata e via bubolando. Come sconclusionata è la mania voyeristica accessoria di più di un quotidiano on line che rivela l’omosessualità della sventurata vittima. Quale elemento di conoscenza accessorio viene aggiunto se rivelo che è stata uccisa una persona omosessuale, piuttosto che eterosessuale? E forse l’omosessualità della vittima serve per lenire la responsabilità dell’assassino? Questa mania di andare a rimestare il torbido a tutti i costi (anche se gli elementi portati alla cronaca in pasto ai lettori che, come tanti lupi famelici, ci si avventano feroci, non arricchiscono minimamente la verità fattuale di quel che è accaduto) a cosa serve, e soprattutto, a chi giova? Naturalmente non ci sono risposte, e i giornali che hanno riportato la circostanza non ce ne daranno. Restano solo la storia, la sofferenza e la confessione di una vittima e del suo carnefice. Che carnefice è e resta. Altro che “gigante buono”. Se no qui stiamo a prenderci per le natiche…

Mettere un “like” su un commento offensivo non è reato

Il GIP di Catanzaro Francesca Pizii ha disposto l’archiviazione del procedimento nei confronti di Giuseppe Palaia, Lorenzo Commisso, Orlando Cosco, Chiara Zangari, Gianfranco Gallo e Nicola Pugliese, per il reato di diffamazione.  Il tutto nasce dalla querela di Antonio Talarico che aveva come oggetto un commento dai toni piuttosto aspri pubblicato sul profilo Facebook di una minorenne e avente caratteristiche offensive nei riguardi dell’attività politica del denunciante. Talarico si era opposto alla richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico Ministero, ma il GIP ha voluto richiamare quanto disposto dalla Cassazione per casi analoghi, ovvero che esiste una sostanziale differenza tra chi inserisce un commento suppostamente diffamatorio e chi invece si limita a condividere o a fare proprie le altrui ostilità che dovrebbe fare proprie utilizzando autonome espressioni offensive. L’accusa nei confronti degli indagati, quindi, non ha retto, e la posizione degli interessati è stata archiviata.

Matteo Salvini indagato per diffamazione nei confronti di Carola Rackete

Apprendo in questo momento che anche l’ormai ex Ministro degli Interni Matteo Salvini è stato iscritto nel registro degli indagati (ormai a luglio) per diffamazione (è bello avere un punto in comune!). L’atto è stato posto in essere a seguito delle denunce presentate dai legali di Carola Rackete per quanto scritto da Salvini sui propri profili social a proposito della Comandante della nave SeaWatch 3 e dello sbarco avvenuto. Nella denuncia il legale della Rackete chiedeva tra l’altro il sequestro preventivo degli account di Salvini sui social, sostenendo che le espressioni nei confronti della sua assistita non sono il frutto di un legittimo diritto di critica ma di una diffamazione gratuita e di un violento attacco nei suoi confronti. La Procura di Roma, una volta ricevuti gli atti ha iscritto Salvini nel registro degli indagati e ha inviato a Milano il fascicolo per competenza territoriale.

La tassa sulle merendine del neoministro del MIUR Fioramonti

«Servono delle micro tasse di scopo: una tassa sulle merendine, una sulle bevande zuccherate, un’altra sui biglietti aerei. Sono attività o dannose per la salute, le prime due, o inquinanti. Con i soldi che lo stato ricava si fanno interventi per la ricerca o la scuola. Abbiamo calcolato che solo da questi interventi si possono ricavare 2,5 miliardi».

Lorenzo Fioramonti, Ministro del MIUR del Governo Conte Bis, intervista al Corriere della Sera.