Audacity è diventato spyware? Ma forse anche no, però fate attenzione, sì?

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La preziosa e incommensurabile lettrice Artemisia Panciàtici (occhio all’accento) vedova Rotini (o vedova Cioli, si veda il caso) mi segnala una notizia che ha dell’incredibile per chi, come me, usa a manetta il software di audio editing “Audacity”.

Il programma, rilasciato sotto GPL (che sapete assai voi cos’è), è stato acquisito due mesi fa dalla Muse Groups che ha cambiato e stravolto totalmente l’informativa sulla privacy per gli utenti finali. Secondo quanto riferisce “Punto Informatico” in un articolo di quattro giorni fa, i dati raccolti sarebbero “nome e versione del sistema operativo, paese di provenienza (sulla base dell’indirizzo IP), tipologia del processore, messaggi e codici di errore generati in caso di malfunzionamento, report in merito ai crash.” Inoltre, verrebebro registrati anche dei “dati necessari alle forze dell’ordine, nei contenzioni e richiesti dalle autorità”, ma non si specifica esattamente quali. L’uso del software, come se non bastasse, verrebbe proibito ai minori di 13 anni (non se ne capisce il motivo, visto che la GPL con cui il software è stato rilasciato non impone limitazioni di sorta).

E’ successo un mezzo putiferio, e la Muse Group ha dovuto fare parziale chiarezza sul tema. Intanto è stato categoricamente negato che i dati vengano condivisi o venduti a terze parti. Ciò non significa che non vengano raccolti, naturalmente. L’indirizzo IP diventerebbe irrecuperabile dopo 24 ore, e i dati raccolti a beneficio delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria, vengono forniti solo se espressamente sollecitati da un provvedimento di indagine.

Lo stesso “Punto informatico” chiarisce che “L’indirizzo IP, che diventa illeggibile dopo 24 ore, serve solo per offrire due nuove funzionalità che verranno introdotte nella prossima versione 3.0.3 del software, ovvero gli aggiornamenti automatici e la segnalazione degli errori (ma solo con il consenso degli utenti). Audacity 3.0.2 non raccoglie nessun dato, quindi si potrebbe anche evitare l’installazione dell’aggiornamento”, ma nulla si sa, né Muse Group ce lo dice, sulla proibizione dell’uso del software ai minori di 13 anni che è e resta un particolare di non secondaria importanza nell’uso del programma.

Molto rumore per nulla? Forse. Però intanto è bene preservarsi e difendersi. Come? Per esempio installando e utilizzando una versione PRECEDENTE di Audacity che non abbia queste restrizioni. Funzionerà bene lo stesso, avrete tutte le funzionalità principali, e, soprattutto, dovrete osservare solo la licenza GPL (che è molto permissiva) e non gli inutili orpelli posti in essere da chi ha acquisito l’applicazione in questione. Dove trovate questo materiale? Mah, per esempio nell’ultima versione (vetusta, ma purtuttavia ancora utilissima) di The Open DVD, raccolta di software open source per Windows realizzata dal Gruppo Studenti Linux del Politecnico di Torino. La trovate qui:

OpenDVD

Vi è inclusa la versione 2.3.2, ma tanto per farci quello che ci dovete fare voi mi sa che vi basta e vi avanza. Ma prego, non c’è di che!