AstraZeneca: le ragioni di una scelta

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Sono stato convocato per domenica mattina prossima per la somministrazione del vaccino AstraZeneca. La convocazione non mi ha affatto tranquillizzato, tutt’altro. Mi sono agitato, hanno comiciato a sudarmi le mani e ho dovuto prendere un tranquillante (alla mia età me lo posso permettere, di qualcosa bisogna pur morire, e una benzodiazepina al bisogno non ha mai ammazzato nessuno).

Una volta che mi sono calmato e ho ripreso contatto con la realtà, bello pacifico e con 20 mg. di prazepam in circolazione, mi sono messo (con calma, ma con molta calma) a cercare e leggere documentazioni ufficiali (parlo dell’AIFA, non delle opinioni di qualche no-vax impazzito o di qualche virologo improvvisato sul web) sul vaccino AstraZeneca. E mi sono imbattuto sul foglietto illustrativo (il cosiddetto “bugiardino”) del farmaco. “Già”, mi sono detto, “chissà che cosa ci sarà scritto?” Andiamo a vedere.

La prima sezione del documento (aggiornato al 2/2/2021, secondo la documentazione in mio possesso), riporta una sezione dedicata alla avvertenze e alle precauzioni:

Dunque, stando ad AIFA, io che ho avuto una pregressa reazione sfavorevole a un vaccino, dovrei, prima di effettuarlo, consultarmi con il mio medico, con il farmacista o con l’infermiere. Che, voglio dire, non mi sembrano “esattamente” la stessa cosa. Ma non solo io, anche chi è svenuto più semplicemente (semplicemente?) dopo un’iniezione con un ago (e a quanti sarà capitato!). Quindi, prima di domenica io dovrei parlare con il mio medico e spiegargli chiaramente la situazione. Ma perché, allora, il preavviso è stato assolutamente incongruo? Me la vogliono dare o no almeno una settimana perché io possa tranquillamente consultare il mio medico curante? Perché se io ricevo la convocazione di giovedì sera alle 21 per domenica mattina alle 9, non è che il venerdì il mio medico tiene aperto l’ambulatorio per me che ho urgenza di consigli sul fare o non fare la vaccinazione AstraZeneca, magari è aperto quando io sono in servizio, e non ho nessunissima intenzione di chiedere un giorno di ferie o di malattia per una cosa del genere. Ma queste sono cose personali, andiamo oltre con la lettura:

In breve, il vaccino AstraZeneca potrebbe non essere efficace completamente su tutti quelli che lo ricevono. Quindi io, oltre al rischio che si ripetano gli effetti come minimo “sgradevoli” subiti con una semplice antitetanica, devo mettere in preventivo anche il fatto che la vaccinazione sia parzialmente o totalmente inefficace. Altrove l’AIFA attesta l’efficacia del vaccino attorno all’82%. Ho riportato lo screenshot nel mio precedente post sul blog. Dunque, oltre ai rischi in premessa, rischierei di trovarmi in quel 18% di persone (che non mi sembra una percentuale così insignificante, si parla pur sempre di persone senzienti e sofferenti) che se ne escono (sfigati loro!) con un “nulla di fatto” e potrei beccarmi il Covid tranquillamente. O, magari, prendermelo sì, ma “in forma leggera”, come dicono gli stupidi. O gli omeopati.
Ma c’è di più: ci sarebbero “dati limitati” sull’efficacia del vaccino AstraZeneca sulla popolazione interessata di età superiore ai 55 anni. Io ne ho 57, come la mettiamo? E com’è che, se ci sono questi “dati limitati”, dal 2 febbraio in poi la somministrazione del farmaco è stata allargata fino ai 65enni e, in seconda battuta, agli over-65? C’è indubbiamente qualcosa che non torna, perché o i dati, nel frattempo (e cioè in poco più di un mese) sono diventati sufficientemente affidabili, numericamente e qualitativamente, su un campione rapppresentativo di pazienti, oppure non si vede il motivo per cui una categoria di soggetti debba ritenersi vaccinabile dalla sera alla mattina, e con una decisione unilaterale, per giunta.

Veniamo ora agli effetti indesiderati o collaterali che dir si voglia. Qui non mi è bastata una schermata intera e ho dovuto suddividere gli screenshot, ma abbiate pazienza e andiamo per gradi:

Dicono che non tutte le persone manifestano questi effetti, e lo spero bene. Ma non c’è scritto QUANTE persone abbiano manifestato uno o più di questi effetti collaterali. Scrupolosi come sono avranno almeno traccia di questi eventi avversi, ma il lettore del “bugiardino” non li conosce. Perché se la percentuale è relativamente bassa (bassa sì, ma bisognerebbe raccontarlo a quelli che quegli effetti li hanno subiti e sofferti) uno può anche decidere, in piena autonomia, di correre il rischio. Viceversa può decidere di non correrlo anche se la percentuale è bassa.

Più dettagliata sotto questo profilo appare, invece, la schermata successiva

Apprendo da quello che leggo, che un effetto indesiderato come l’ingrossamento dei linfonodi, il senso di vertigine, la diminuzione dell’appetito o la sonnolenza, possono riguardare una persona su cento. Che non mi sembra esattamente un valore “Non comune”. Perché se la matematica non è un’opinione (e non lo è) su una popolazione di un milione di vaccinati, 10.000 svilupperebbero queste sintomatologie collaterali. E 10.000 persone non sono bruscolini.

Tra gli effetti “molto comuni” (quindi estremamente frequenti), figurerebbero mal di testa, brividi, sensazione di febbre, malessere generale e quant’altro potete leggere. Che anche queste, voglio dire, non sono cose esattamente piacevoli. Per carità, nulla che non si possa trattare con una buona dose di riposo e con un po’ di paracetamolo, all’occorrenza, ma com’è che per trattare degli effetti indesiderati io devo ricorrere a un medicamento supplementare? Perché anche il paracetamolo, nel suo piccolo, i suoi bravi effetti collaterali li ha. E’ il gatto che si rincorre la coda.

Nel mezzo ci sono i sintomi dichiarati semplicemente (semplicemente?) “comuni” (una persona ogni 10, e neanche questo mi sembra un dato particolarmente lusinghiero): febbre, vomito o diarrea.

Ed ecco che cosa contiene il farmaco:

Io ho molto rispetto per gli scimpanzé, e anche per gli OGM, a cui non sono contrario per preconcetto. Ma mi preoccupa un po’ (tanto!) che l’adenovirus operi una codifica per la glicoproteina Spike del SARS Cov-2. Io non sono un biologo, ma ho portato il DNA come argomento di scienze all’esame di terza media, quando la terza media aveva appena appena un valore. Io, fino ad ora (ma potrei morire domani, come diceva Cat Stevens), ho sempre avuto un DNA perfettamente funzionante e, nonostante le mie disfunzioni motorie, godo di buona salute fisica e psichica. Voglio sapere CHE COSA va a scrivere nel mio DNA questo vettore. Adenina, timina, citosina e guanina, con i loro legami a idrogeno non sono un’opinione, sono un linguaggio universale. Se si altera un linguaggio finisce che nessuno ti capisce più.

E cosa ne dicono le autorità e gli esperti? Come ripeto non me ne sono occupato in dettaglio, ho preferito attenermi ai fatti descritti. Ma mi piace concludere questa disamina con la dichiarazione del Prof. Massimo Galli, riportata dall’Agenzia ADN-Kronos:

“Non c’è farmaco e non c’è vaccino su cui possiamo dire a priori ‘non mi farà male tra 10 anni’.”

E tanto fa. La mia decisione personale (e sulla mia salute decido io) è che non mi sottoporrò all’inoculazione del vaccino AstraZeneca perché PER ME, il rapporto rischio/benefici è troppo alto. Mi hanno dato quello dicendomi (o non dicendomelo affatto, si veda il caso) che “o mangi questa minestra o salti dalla finestra”. Ma di minestre ce ne sono tante. Non escludo di recarmi a San Marino, o in Austria, dove potrò sottopormi a vaccinazioni che non compromettano il mio patrimonio genetico. Se no volerò a Cuba. Non voglio sottrarmi alla vaccinazione, voglio solo rifiutare di essere trattato con un vaccino che dice di sé di avere risultati incerti ed effetti collaterali importanti. Sono disposto ad assumermi tutte le responsabilità di questa scelta. Schiena dritta e viandare.