Assolta l’insegnante che aveva costretto un alunno a scrivere cento volte “Sono un deficiente”

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(screenshot da www.repubblica.it)

Allora, si può far scrivere "sei un deficiente" anche cento volte a uno che deficiente lo è davvero.
Non è reato.
Però è un atto professionalmente deficiente usare certi mezzi di correzione, su via.
L’insegnante se ne va in pensione con la fedina penale immacolata e una carriera senza ombre.
A parte quella di essere restata alla scuola che aveva voluto il Ministro Giovanni Gentile.

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