Àrzala, Cacio!

Ed eccomi qui in piena Piazza Garibaldi a Vada. Deserta, perché i vadesi sono un popolo sui generis e la mattina della vigilia di Natale non amano troppo apparire (o è ipocondria o è miseria). Sullo sfondo il monumento all’eroe dei due mondi che sbarcò a Vada non mi ricordo quando, ma fu necessario un monumento per ricordare il lieto e storico evento. Il mi’ zio Piero mi raccontava sempre che quando fu issato il busto uno degli operai che stavano a terra ebbe a dire a un suo compagno di lavoro (tale Cacio, probabilmente per via della puzza di piedi che nel secolo scorso non doveva mancare): “Àrzala Cacio!! Fagliela véde’ a tutti questi cittaioli la palma gloriosa di Garizioboiabàrdi!!” Non disse proprio “zio”, ma io non posso permettermi una sanzione amministrativa per bestemmie. L’operaio fu l’autore della prima bestemmia-sandwich della storia, prima ancora di quelle raccontate da Benigni sulle dispute nei circoli Arci tra sostenitori di Berlinguer e Terrazioboiacini. A Vada sappiamo precorrere i tempi. Ma in giro per compere stamattina non c’era un’anima.

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