Aruba va in tilt per un incendio: il blog di valeriodistefano.com irraggiungibile per oltre una mattinata

Questa mattina la Web Farm di Aruba è stata colpita da un "principio di incendio" (secondo quanto affermato dal maggiore fornitore di hosting italiano) o, comunque, da un "incendio" (secondo quanto riferito dalla stampa).

La conseguenza è stata che questo blog, assieme ad altri miei due siti, per fortuna di importanza minore (classicistranieri.eu e classicistranieri.it) sono stati oscurati in via cautelativa per permettere i soccorsi alle persone e verificare l’integrità dei dati.

Non ho potuto accedere alla posta elettronica, soprattutto a quella certificata, che oltre a me viene fornita da Aruba a migliaia di altri privati e professionisti, oltre che ad amministrazioni pubbliche.

E’ stato certamente il più grosso black out della storia italiana di internet. I dati forniti dalla stampa parlano di 1.250 siti attivi in hosting (Repubblica) ma probabilmente si tratta di un refuso, probabilmente si voleva paralre di 1250000 siti, visto che i domini registrati sarebbero 1650000.

Fin qui i fatti. Ora le domande che troveranno una risposta assai difficile.

a) L’incendio è stato doloso o accidentale?
b) Aruba è disposta a risarcire il danno patito dagli utenti?

Naturalmente si tratta di un duro colpo per Aruba che da protagonista un po’ egemone ne esce con le ossa rotte, perché immagino che non saranno né poche né immotivate tutte le richieste di risarcimento danni. A poche ore dal ripristino dei servizi si parla già di class action.

Si dirà: Aruba costa poco (non è vero, è uno degli hosting più cari), cosa vuoi di più? Vero, ma nessuno li obbliga a stare sul mercato con un’offerta così concorrenziale (spazio web illimitato, banda illimitata e quant’altro, caselle di PEC a prezzi stracciati e capienze consistenti).

Quindi, o è andato a fuoco il cestino della carta, nel qual caso basta un estintore, oppure qualcuno ha dato fuoco intenzionalmente a qualcosa, nel qual caso com’è che non sono scattati dispositivi e azioni di sorveglianza. Oppure ci dicano davvero che cosa è successo, perché i comunicati dell’azienda (che durante il black out del blog ho riportato qui) sono decisamente scarni ed essenziali.

E comunque se i nostri dati sono in balia di un cestino della carta o, in alternativa, di un incendio doloso, forse è il caso di fare un pensierino sulla possibilità di andarsene.

Nel dubbio sto già programmando la fuga da Aruba. Ci metterò un po’, ma alla fine dovrei essere Aruba-free anch’io.
L’ultimo a migrare sarà proprio questo blog. Perché ho la posta elettronica su questo dominio e anche la posta elettronica certificata. Ma non dovrebbe essere un grossissimo disagio cambiare, tutto si può fare.
Tra pochi giorni, a livello di segnale, trasferirò classicistranieri.eu anche se economicamente sarebbe poco conveniente, a questo livello, cercherò di convincere mia moglie a portar via anche il suo abruzzowedding.com, poi sarà la volta, piano piano, di tutto il resto.

Se qualcuno pensa a sua volta di migrare il proprio materiale su un altro hosting, consiglio senz’altro

http://www.webhostdomain.net/

Dàtegli un’occhiata.

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