Archiviata la posizione di Nichi Vendola per i fatti dell’ospedale Miulli

Ho il dovere di fare una precisazione sulle vicende giudiziarie di Nichi Vendola, di cui ho parlato spesso.

Lo faccio con un po’ di ritardo, ma vediamo di raccapezzarci un po’ nella materia.

Sia chiaro in primo luogo che Nichi Vendola è e rimane ancora indagato per il reato di concussione nell’ambito dell’indagine sull’Ilva.

Il 4 dicembre scorso il Giudice per le Indagini Preliminari ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura per i reati di abuso d’ufficio, peculato e falso, per una transazione da 45 milioni di euro tra la Regione Puglia e l’ospedale ecclesiastico Miulli di Acquaviva delle Fonti.

Non è una buonissima notizia. L’unica notizia che metterebbe veramente fine a questa e a tante vicente giudiziarie sarebbe l’assoluzione con formula piena, e quella la si può ottenere solo in giudizio, non certo in sede preliminare.

La gente è abituata a equiparare l’archiviazione con l’assoluzione (e il patteggiamento con l’ammissione di colpevolezza). Non è così. Si archivia una posizione perché non ci sono elementi sufficienti per andare a giudizio. Ma non è detto che quegli elementi non possano essere trovati, e allora il processo si potrebbe riaprire (a meno che i fatti non siano caduti in prescrizione nel frattempo).

Resta ancora impregiudicata la domanda: quando si dimetterà Vendola per poter affrontare anche l’ultima pendenza giudiziaria come un normale cittadino?

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