Antonio Di Pietro e il ritorno alla Legge Reale

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"Si deve tornare alla Legge Reale. Anzi bisogna fare la ‘legge Reale 2’. Contro atti criminali come quelli di Roma si devono prevedere arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari"
(Antonio Di Pietro – ottobre 2011)

Io sottoscritto Valerio Di Stefano, di professione libero cittadino, dichiaro davanti a lettori di specchiata onestà, così come ritengo quelli del mio blog, di aver votato "Italia dei Valori" alle ultime elezioni politiche e di non volerlo fare mai più a seguito di questa affermazione che, a parere personale -e, dunque, insindacabile- dello scrivente sostituisce lo stato di polizia allo stato di diritto, dimostra tutta la fragilità della politica che non ha altra scelta se non ricorrere alla forza e alle leggi ad circustantiam, e auspico che l’on. Antonio Di Pietro, nominato e non eletto dal popolo, torni a fare il pubblico ministero se è sua intenzione chiedere l’applicazione di pene esemplari. Sempre e comunque io sottoscritto, ricordo all’on. Antonio Di Pietro che la Legge Reale fu sottoposta a quesito referendario abrogativo, purtroppo fallito. Segno che ci fu un movimento di opinione che ritenne di firmare per chiedere l’abrogazione di una legge evidentemente considerata ingiusta, esattamente come lui ha fatto, assieme ad altri, per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale.
Ad ogni buon conto, ancora io sottoscritto penso che sia dovere di ogni cittadino sorvegliare e vigilare affinché non già la politica in senso generico, bensì il partito per cui ha votato, agisca secondo la fiducia riposta.
E io sottoscritto medesimo di cui sopra non ho certo votato Italia dei Valori per mettere una pezza alla mancanza di leggi adeguate alla situazione di emergenza di Roma, ma esattamente perché davanti alla legge i criminali di Roma, di Vigevano, di Monteporzio Catone e persino di Rosignano Marittimo vengano trattati esattamente allo stesso modo.

E siccome questa succitata istessa medesima istanza è stata pienamente disattesa con questa esternazione, io comunque sottoscrivente ma soprattutto pensante, licenzio su due piedi l’on. Antonio Di Pietro e la sua compagine politica.

[…ché a scrivere queste cose sono anche soddisfazioni…]