Antonella Beccaria – E’ come sangue che non va via

Da FdC. Certe vicende non sono mai chiuse. Neanche quando i tribunali hanno emesso sentenze passate in giudicato e gli autori dei delitti sono in carcere. Lo dimostra una notizia che questa mattina compare sui quotidiani: la richiesta di accesso ai benefici di legge da parte di Pietro Gugliotta, detenuto che, come i suoi complici, non è un detenuto qualunque. Il suo curriculum criminale lo vede andare a comporre la banda della Uno Bianca, il commando che tra il 1987 e il 1994 lasciò a terra ventiquattro morti e 102 feriti per un totale di 103 azioni tra una tentata estorsione, una novantina di rapine e una decina di attacchi violenti con lo scopo di uccidere.

I famigliari delle vittime, rappresentati da Rosanna Zecchi, non vogliono sentir parlare di questa richiesta così come di quelle precedenti (il perdono invocato da Alberto Savi poco più di un anno fa, alla vigilia dell’anniversario per l’eccidio del Pilastro, la domanda poi ritirata di amnistia di cui si è parlato qualche mese fa a beneficio di Roberto Savi o richieste analoghe a quelle di Gugliotta da parte di Marino Occhipinti). A poco più di dodici anni dall’arresto della banda, cinque uomini in divisa più Fabio Savi, rimane il dolore dei parenti, che continuano a portare avanti la propria battaglia e alcuni risultati faticosamente li ottengono. E rimangono gli interrogativi – rimasti tali anche dopo i processi – sull’evoluzione di questa storia criminale e sulla sua fine.

da: http://antonella.beccaria.org

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