Anarchy in the UK

E c’è, come sempre, il contrasto stridente e anche un po’ acre, come il rumore delle unghie che grattano sulla lavagna sporca ancora di polvere di gesso, tra i film patinati che presentano Notting Hill, e che si sono incisi nella memoria di ciascuno con il loro alone confettato e il loro aspetto zuccherino e di color pastello.

Notting Hill è solo uno dei luoghi di tragedia e di disperazione, oltre che di vandalismo e violenza, in cui è piombato il Regno Unito in queste ore.

La caccia è quella ai Social Network, la colpa è di Twitter, magari anche di Facebook, che hanno permesso alla gente di contattarsi e mettersi d’accordo per armare tutto questo pandemonio contro il quale si è provveduto a revocare le ferie a tutti gli agenti di Scotland Yard.

Ma ci sono scappati i morti, e quando ci scappano i morti lo Stato democratico fallisce. Non importa se i morti sono dalla parte dei dimostranti, dei delinquenti (perché ci può anche essere chi ha dimostrato senza incendiare niente) o della polizia. Certo, i delinquenti hanno commesso le loro azioni da condannare, la polizia è scesa intervenuta a Manchester, Bristol, Liverpool e Birmingham, operando circa 450 arresti, moltii dimostranti non avevano, probabilmente, nemmeno un’arma in mano.

Sono tragedie di emarginazione, di quartieri di una megalopoli in cui sono relegati etnìe o ceti sociali, in cui la violenza scatta perché un po’ non c’è altro da fare, un po’ perché la gente si stufa davvero.

Qualunque cosa abbiano fatto i manifestanti, la morte è sempre il segno degradato di una civiltà che ha perso ogni orientamento, e la dimostrazione che le storie d’amore tra l’attrice di grido e il giovane proprietario di una libreria di periferia a Notting Hill non incantano più nessuno.
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Un pensiero riguardo “Anarchy in the UK

  1. Single a trent'anni

    PenZa te, se fossi un agente di scotland yard e mi facessero rientrare dalle ferie per quattro vandali, li corcherei ancor più di sagrosante mazzate & stiaffi anellati.

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