Alfano assolve la Guzzanti per il reato di vilipendio al Papa

La notizia è un po’ passata in sordina tra la gente di destra, con la consueta risatina di sufficienza e lo sbuffetto tipico di chi non ha mai visto passare davanti e nella mente l’ombra del benché minimo pensiero.

Il ministro della giustizia Alfano ha salvato Guzzanti negando l’autorizzazione a procedere per i presunti reati di offesa al Papa (che è stato offeso in quanto Papa, non in quanto capo di uno stato estero).

Nel compiere il gesto di immensa misericordia, Alfano si è comportato con la postura gigionesca che spesso lo contraddistingue: ha dichiarato che siccome il Papa è buono e perdona tutti, allora lo può fare anche lui che è il ministro della Giustizia.

E così niente processo per la Guzzanti, almeno non per il suo borbottare contro il papa, che, più che altro è stato un borbotare contro questo e contro quello, senza minimamente avere un minimo di senso di che cosa sia questo e di che cosa sia quell’altro (difficile, trattandosi della Guzzanti).

Comunque hanno fatto un favore a Guzzanti papà, il quale è riuscito a salvare una figlia un po’ sclerata che pensa perfino di essere una comica e che ha fatto del suo blog (al momento in cui scrivo, tanto per cambiare, non è in linea, che glielo abbiano di nuovo bucato gli hacker??) un autoincensatoio senza limiti di sorta ("Massimo, parla delle coppie di fatto e esprime solidarietà a Sabina per l’accusa di vilipendio", e quando si parla in terza persona di un "lui" o di una "lei" che, poi, corrispondono alla stessa persona che scrive, si usa lo stesso linguaggio di Berlusconi).

L’hanno salvata, dunque. Forse anche per abbuiare il dossier Carfagna.

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