Alessandra Pifferi, mamma di Diana

Reading Time: < 1 minute

Questi contenuti sono completamente gratuiti.

Potete ringraziarmi (prego!), altrettanto gratuitamente, iscrivendovi al mio canale YouTube.

-----

I fatti conseguenti al grave comportamento omissivo di Alessia Pifferi nei confronti della figlia Diana, diciotto mesi, e che ne hanno causato la morte di stenti e inedia (vaffanculo, sì?), gridano vendetta, vogliono sangue a fiumi e sono di quelli che richiederebbero un “lasciatela a noi!

Ma viviamo in uno stato di diritto, non di vendetta, e sarà compito precipuo dei magistrati e dei giudici fare luce sui fatti e applicare la pena più adeguata. Se è incapace di intendere e di volere per patologia o vizio di mente, sarà assolta, e marcirà per anni in qualche ospedale giudiziario psichiatrico (bella roba anche quelli, sì!) da cui uscirà ridotta a una larva. Se ne uscirà.

Quello che questa vicenda dovrebbe insegnare, ma che noi italiani non siamo disposti a capire, è una verità semplice e tremenda al contempo: le mamme possono essere delle imperdonabili stronze.

Non è vero un cazzo che, siccome una donna è madre, allora si butterebbe nel fuoco per i propri figli, perché questa madre nel fuoco degli inferi ci ha mandato sua figlia, mentre lei è ancora viva. Non è vero un cazzo che una madre sarebbe disposta a qualsiasi sacrificio, perché questa qui ha sacrificato la figlia. Non è vero un cazzo, infine, che le mamme hanno sempre ragione solo per il fatto di difendere la propria prole. Lei ha chiaramente e indubbiamente torto.

E allora di che cosa stiamo parlando? Siamo ancora fermi a “mamma, solo per te la mia canzone vola“?

Oggi una madre come minimo fa la pesca a strascico su Facebook o risponde ai messaggini su WhatsApp mentre allatta. E porco il clero se non è così!

Fatevene una ragione anche voi, peccatori!