Al Prof. si spara al cuore, spara, spara al Professore!

Una circolare ministeriale comunica che, in quelle scuole in cui il “servizio” sia garantito, per effetto di un accordo tra il Ministero della Pubblica Istruzione e la Federazione Italiana di Tiro, chi lo vorrà potrà “sostituire” le due tradizionali ore di educazione fisica con l’attività di tiro con la pistola, tiro con la carabina e quant’altro l’armi e i cavalier avranno a disposizione.

In breve, si insegnerà ai nostri ragazzi a sparare.

Che, voglio dire, con tutto l’impegno che la scuola deve mettere nel sensibilizzare i teneri virgulti di domani a tematiche come bullismo, violenza, legalità e accettazione della diversità, sembra proprio il cacio sui maccheroni.

I ragazzi si devono difendere e devono imparare le nobili arti delle discipline sportive oggetto persino di competizione olimpica, dicono i sostenitori dell’iniziativa.

Ma difendersi da cosa? Certamente dai professori che vogliono dare loro un’insufficienza, o da qualche preside troppo ligio al dovere.  Il resto viene ormai visto come normalità.

Perché è lo “sparare” sui docenti e sulla scuola pubblica la vera e unica attività ludica.  E la chiameranno “educazione” fisica. Con buona pace delle famose dieci flessioni.

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