A Natale si batte l’ale

Il mi’ pò’ero nonno Armando, in pace sia, diceva sempre: "A Natale si batte l’ale!".

"L’ale" in toscano è "singuaria tantum" per "le ali".

Non ho mai esattamente capito il senso di quell’espressione, né perché mai a Natale si dovessero sbattere le ali, ma secondo me il senso del tutto era una cosa del tipo "E’ Natale, e allora? Un altro rompimento di coglioni!"

E’ vero, c’è poco da fare, Natale è un rompimento di coglioni.

Senti gente che ti telefona solo perché è Natale, o, nel migliore dei casi, non ti telefona affatto, vai a fare a cazzotti al supermercato per l’ultimo cotechino rimasto, e il bello è che non puoi nemmeno mandare l’interlocutore a fare in culo perché è Natale e bisogna essere tutti buoni, mangiare il Pandoro, comprare i pacchetti di Sky da Pasquale, l’ultima offerta della Vodafone per mandare 100 messaggi al giorno gratis che però non è gratis, la paghi 5 euro, sorridere a tutti quelli di cui non te ne è mai stracatafottuto niente durante il resto dell’anno solare e vengono a portarti i regali che qualcun altro ha portato a loro e che loro riciclano in modo che tu debba dire "grazie!", così ci fanno anche bella figura.

E poi a Natale si mangia, cazzo quanto si mangia, e vai di salmone, cappone, panettone, torrone, tutte cose che terminano in -one, per far vedere che a Natale tutto è accresciuto, di dimensioni abbondanti, noci, nocelle, mandorle, frutta secca, datteri, datteri rimpieni di mandorle, datteri ripieni di mandorle ma ricoperti di cioccolata, tortellino, agnolotti, brodo, verdure per accompagnare il bollito, che c’è bisogno di qualcosa di leggero, vaffanculo, cazzo accompagni il bollito con qualcosa di leggero, ti sei fatto fuori 450.000 calorie con l’antipasto e pretendi di buttarli giù con due finocchietti gratinati, caffè, ammazzacaffè, stai per alzarti e raggiungere finalmente il tuo divano dove non farai una beneamata minchia ma ti suonano alla porta per gli auguri in ritardo, e sono già le sette di sera, ci sono gli avanzi da finire, e ti arrendi pensando che il giorno dopo è Santo Stefano e si replica, ma quest’anno gliel’ho messo in quel posto, la mattina di Santo Stefano parto per Lisbona!

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