8 e 9 settembre sciopero dei telefonini: l’esercito dei pirla si è mosso

C’è poco da fare, le notizie sono preoccupanti, l’opinione pubblica è sconvolta e disorientata, sembra proprio che da settembre le tariffe telefoniche mobili aumenteranno, e sono disgrazie da non sapere dove andare a sbattere la testa.

Per cui, una valanga di pirla ha deciso di muoversi armi e telefonino e di rispondere allo scandalo delle tariffe con un bello sciopero da effettuarsi l’8 settembre, o giù di lì, con una bella resistenza passiva di quelle che faranno rabbrividire l’opinione pubblica: nei giorni di sciopero non si usa il telefonino.

Che è una pirlata doppia, di cui dovrebbero solo vergognarsi, perché si sa benissimo che i clienti dei gestori telefonici sono praticamente tutti con una scheda ricaricabile sì, ma prepagata, quindi figuriamoci cosa gliene frega alla Wind (o a 3, o a Vodafone, o a Tim) se uno non telefona, tanto i soldi sono già investiti in banca a produrre interessi perché la gente li ha pagati in anticipo.

E poi, al ritorno dalle vacanze, nulla di meglio di un piagnisteo corale per protestare contro l’aumento di quello che è un bene di prima necessità per gli italiani, il telefonino.

Perché protestare contro l’aumento del 25% della pasta, del pane, del grano, contro l’aumento del petrolio e dei suoi derivati, dell’energia elettrica e contro la privatizzazione dell’acqua non se ne parla.

Tanto poi la gente mangia e beve SMS…

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