La didattica in presenza è un puntiglio

Reading Time: 2 minutes

 845 total views,  21 views today

Questo governo sta scherzando col fuoco.

E’ chiaro a tutti, ormai, che si DEVE riaprire e IN PRESENZA, senza ritardi o ulteriori scivoloni.

Non è una questione squisitamente didattica (di didattica il governo ne capisce ben poco), è una questione di puntiglio. Che è molto peggio di una questione di principio, perché i principii, almeno, sono cose nobili.

Si torna a scuola in presenza perché lo di deve fare. Perché qualcuno ha deciso che la DaD, che pure ci ha salvato la vita, più e meglio dei vaccini, quando i vaccini non c’erano, non s’ha da fare. Hanno un bel dire le Regioni. Vogliono far slittare la “riapertura” (termine orrendo) a fine gennaio? E il governo non glielo concede. Punto.

La motivazione ufficiale risiede nell’evitare stress psicologici o ben peggiori conseguenze agli studenti. Ma quale conseguenza può essere peggiore di quella di rimetterci la salute e, in casi estremi, la vita? Il punto è un altro: sono LORO che non vogliono rimetterci la faccia.

Perché altrimenti non si capisce come e perché demonizzare quello che, a tutt’oggi, è e rimane uno strumento. Validissimo, ma pur sempre uno strumento.

E’ come prendersela con i coltelli perché qualcuno potrebbe sviluppare una psicosi omicida e ucciderci qualcuno anziché affettare la carne. O con le chiavi inglesi, perché, sempre qualcuno, potrebbe usare quella del 40 per darla in testa a qualcun altro anziché svitarci i bulloni.

Qualche bravo e preparato epidemiologo ha detto che rinviare le lezioni in presenza a fine gennaio potrebbe essere utile per prevenire ulteriori infezioni e prparare strategie contenitive per il futuro. Cosaaaaa???? Ha osato dire una roba del genere? Come si permette? Noi siamo la politica, cosa c’entrano adesso gli scienziati? Decidiamo noi della salute dei cittadini, specie dei più giovani.

Non ascoltano neanche i presidi: Giannelli, già famoso per una qual certa sua “rigidità” sulla scuola in presenza, ha dichiarato che slittare al 30 gennaio potrebbe essere una operazione utile.

Si vive (e si muore) perché non si può negare agli studenti di assembrarsi all’ora della ricreazione, perché non possiamo togliere loro l’impulso creativo di sporcare le aule, attaccare il chewing-gum sotto i banchi, incendiare i cestini della carta, riprendere l’insegnante di nascosto, fare i selfie alle proprie pirlate per poi metterle su Instagram e TikTok o come cavolo si scrive.

Nulla da fare: 171.000 casi di infezione e le scuole DEVONO riaprire. Non si può stare sempre in vacanza. Come se la DaD fosse vacanza e non lavoro. E che lavoro!

Ho visto colleghi che non sapevano nemmeno aprire una mail reinventarsi per tirare a campare l’ultimo anno prima del pensionamento. Hanno fatto proprie espressioni come “Google Suite”, “Calendar” e “Classroom”. Gente che non sapeva muovere un mouse e che alla fine padroneggiava il registro elettronico meglio di Spaggiari. Invano.

Non cederanno su nulla. Ma gli conviene?

Screening per gli studenti a Roseto degli Abruzzi. Le ultimissime.

Reading Time: 3 minutes

 899 total views,  19 views today

Faccio seguito a quanto già scritto e comunicato poche ore fa, per dare ulteriori precisazioni ed opinioni sulla beckettiana situazione rosetana dell’organizzazione dello screening scolastico per gli studenti.

I nuovi fatti sono questi:

– lo screening si svolgerà l’8 e il 9 gennaio prossimi;
– la sede per le operazioni sarebbe stata individuata nella palestra delle Scuole Medie “Fedele Romani”;
– Hanno partecipato all’incontro di studio e organizzazione dello screening tenutosi in mattinata gli assessori Francesco Luciani e Lorena Mastrilli, il Presidente del Consiglio Comunale Gabriella Recchiuti, il Consigliere Provinciale Enio Pavone, diversi consiglieri comunali, i dirigenti scolastici Maria Gabriella Di Domenico (Istituto Comprensivo Roseto 1), Anna Elisa Barbone (Istituto Comprensivo Roseto 2), Daniela Maranella (Istituto “Vincenzo Moretti”), Achille Volpini (Liceo “Saffo”), il Dottor Giacomo Di Giovannantonio (medici); i rappresentanti locali di Croce Rossa e Protezione Civile e i volontari delle Guide del Borsacchio e delle Guardie Ambientali.
– Lo screening NON riguarda il personale docente e gli alunni della scuola dell’infanzia.

Le opinioni sono queste:

– Le date per lo svolgimento dei controlli sugli studenti, secondo l’ordinanza regionale, sono fissate per il 7, 8 e 9 gennaio prossimi. Per quale motivo a Roseto non si sia stabilito di gestirle anche il giorno 7 è un “misterium fidei”. Avremmo avuto più tempo per scaglionare l’afflusso dei pazienti, il loro deflusso ed evitare inutili e pericolosi assembramenti;
– Il Sindaco di Roseto, Mario Nugnes, ha riferito alla stampa quanto segue: “Vogliamo rassicurare le famiglie e gli studenti rosetani che, malgrado il poco preavviso ricevuto, ci siamo attivati con grande solerzia per organizzare questa ennesima campagna di screening.” Ho molto rispetto per la figura del Sindaco (che, pure, non ho votato) e dell’amico Nugnes, ma devo dire che questa dichiarazione è fallace tanto nella forma quanto nella sostanza. “Poco preavviso”? L’ordinanza regionale è del 31 scorso. Si sono ritrovati la mattina del 5 a mettere mano alla patata bollente. E per fortuna che il 6 è festivo! Non oso pensare a cosa sarebbe successo se si fosse trattato di un giorno feriale. E poi “ennesimo screening”? Perché? Ne saranno stati fatti, in passato (soprattutto durante la prima emergenza Covid) sì e no un paio. Dall’inizio dell’anno scolastico i ragazzi sono venuti a scuola senza obbligo vaccinale o di carta verde. Di quale “ennesimo screening” si sta parlando?
– E poi: “Nelle prossime ore, sentita la Asl di Teramo, sarà comunicata alle famiglie la suddivisione in fasce orarie degli studenti mediante lo strumento del registro elettronico.” Sono già le 18,30, al momento il cui sto scrivendo, e il mio registro elettronico non riporta alcuna segnalazione. Forse, non essendo direttamente interessato (ma perché??) la cosa sarà stata comunicata ai soli studenti e alle loro famiglie, ma allora perché non pubblicare l’informazione, oltre che sui registri elettronici, ANCHE sui siti web delle scuole interessate, che forniscono un servizio PUBBLICO? Alcune scuole hanno anche degli account sui social network (Facebook e Instagram soprattutto), si possono usare per raggiungere più capillarmente l’utenza, o dobbiamo solo vedere applausi, cuoricini, fotine, ricchi premi e cotillons?
– Last but not least: per quale motivo io non posso o non debbo fare lo screening? Solo perché sono vaccinato e sono un docente? E non potre essere positivo asintomatico, per esempio? Nelle scuole rosetane i docenti che hanno contratto il virus durante le vacanze natalizie non mancano di certo. Cos’è, noi siamo “sicuri”, forse? O dobbiamo pagarci il tampone ancora una volta, e di tasca nostra, per stare più tranquilli? Dov’è andato il senso della “comunità scolastica”, che viaggia a senso unico alternato nelle scartoffie di Governo e Regione?

Loro non mollano. Ma gli conviene??

La scuola rosetana sull’orlo del caos

Reading Time: 2 minutes

 832 total views,  21 views today

La scuola rosetana, come tutta quella abruzzese, del resto, è sull’orlo del caos (e già, quando mai??).

La comunità politica e quella dei cittadini ha accolto con superficialità e parziale disinteresse l’ordinanza regionale firmata dal Presidente Marsilio sulla riapertura delle lezioni che è stata fissata al 10 gennaio, anziché al 7, come previsto dal calendario.

Lo sappiamo da giorni. L’unica reazione è stata quella dei ragazzi, felici di stare a casa tre giorni in più. Tutto fa brodo.

Ma l’ordinanza prevedeva e prevede, per il 7, 8 e 9 gennaio prossimi, uno screening della popolazione scolastica, che verrà sottoposta a tampone antigenico rapido. A quello non ci ha fatto caso quasi nessuno.

E in questo piccolo mondo di un mondo piccolo ci siamo ritrovati, alle 16 circa del 5 gennaio, e con una festività di mezzo, a non sapere ancora come sarà organizzato il tutto, chi sarà esattamente coinvolto, quali saranno le sedi in cui si svolgerà l’analisi preliminare della popolazione scolastica, quali gli orari e quali le modalità operative, cioè con quali criteri concreti gli alunni verranno chiamati ad effettuare il tampone (alfabetico? Per classe? Per indirizzo? Alla “sans façon” con assembramento incluso nel prezzo??)

A tutt’ora, e al momento di metere in linea questo post, non risulta pubblicata sui siti ufficiali alcuna ordinanza del Sindaco in proposito. Qualche dirigente si è mosso per proprio conto con una comunicazione “informale”. Ma, si sa, le comunicazioni “informali” hanno il valore che hanno. E, comunque, sono infarcite di condizionali, di si dice, si mormora, non è ancora ufficiale, qui lo dico e qui lo nego.

Andiamo piano, per carità, dovessimo farci del male!

Nel frattempo i contagi aumentano. Tra gli studenti, tra i docenti e il personale amministrativo, che nel frattempo è tornato a lavorare in presenza, anche se non se n’è accorto nessuno. O, magari, nessuno se n’è voluto accorgere, impegnati com’eravamo a ingurgitare tamballi, mazzarelle, betoniere di agnello cacio e uovo e annessi frizzi, lazzi e triccheballàcche.

La Regione Abruzzo ha già chiesto all’esecutivo di posticipare il rientro in presenza alla fine del mese di gennaio. Vox clamantis in deserto.

La scuola è l’ultima ruota del carro di un governicchio che si fa fregare da una variante col nome greco, che fa tanto figo.

Cerchiamo di non farci fregare anche noi.