Un’intera classe contagiata all’istituto superiore Principessa Maria Pia di Taranto

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Il Ministro dell’Istruzione Azzolina ci ha rassicurati: la scuola incide solo in forma infinitesimale, e, comunque, largamente marginale sulla percentuale dei contagi degli italiani. Pensate che solo lo 0,04% dei docenti è stato infettato. Significa che la scuola c’è e che è sicura. A meno di non essere un docente che ha la sfiga di far parte di quello 0,04%.

Peccato che a smentirla ci pensa una dichiarazione di Enrico Bucci, biologo, professore alla Temple University di Philadelphia:

“Dopo due settimane non si può parlare di effetto né negativo né positivo, semplicemente non si può parlare di nulla. Il periodo di osservazione è così breve che non c’è fisicamente il tempo per trarre delle conclusioni. La ministra ha fatto un azzardo, anzi, ha detto una cosa senza senso.”

Un bel minuetto, non c’è che dire.

La quadriglia ce la fa sentire una notizia battuta pochi minuti fa dall’ANSA: all’istituto superiore Principessa Maria Pia di Taranto, si è registrata una classe intera di 17 alunni positivi al Covid-19.

Il presidente della Sis 118 Mario Balzanelli ha definito l’evento come “sentinella” ovvero

“di particolare gravità e potenzialmente evitabile”.

Sono solo gli inizi. La scuola, lungi dall’essere quel luogo idilliaco descritto dal Ministro Azzolina è una vera e propria polveriera sul punto di esplodere. Il caso di Taranto non è e non può essere un caso isolato, è solo la “sentinella” (appunto!) di quello che sta per accadere. Occorre passare alla Didattica a Distanza (o DDI, secondo le ultime indicazioni lessicali) e subito, se non si vogliono rischiare catastrofi. E bisogna farlo subito. Per prevenire, non quando i buoi sono scappati.

L’interesse del Governo, chiaramente, è quello di privilegiare l’immagine di una scuola in presenza, esente da ogni pericolo. Beato chi ci crede. Noi no non ci crediamo.