Il comune di Bugliano (PI) che non esiste, ma forse anche sì

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“Cos’è il genio? E’ fantasia, intuizione, colpo d’occhio e rapidità di esecuzione”, diceva il Melandri. [Se non sapete chi è il Melandri non continuate a leggere].

Io dico inoltre che per il genio ci vogliono costanza, disponibilità, pazienza, e una buona dose di facciaculaggine.

Mescolate il tutto e otterrete il comune di Bugliano in provincia di Pisa (con rispetto parlando).

Bugliano in provincia di Pisa non esiste (esiste, tuttavia, un Bugliano in provincia di Lucca).

Se lo sono inventati un gruppo di buontemponi (perché per fare quello che fanno loro ci vuole prima di tutto tempo) e noi sappiamo che la letteratura è piena di posti che non esistono. Dal Macondo di Gabo, alla Vigàta di Camilleri, fino ad arrivare ai paesaggi lacistri e un po’ magici di Andrea Vitali.

Ecco, questi si sono inventati un paese intero. Con tanto di sindaco, assessori comunali di maggioranza e di opposizione, scuola elementare (provvidenzialmente e provocatoriamente intestata alla buon’anima del Bava Beccaris), maestra, feste paesane e tutto quello di cui un’amministrazione comunale ha bisogno per farsi propaganda.

Me lo hanno fatto conoscere il provvido Panciatici Rutelio e la sua druda, Baneschi Adelma nei Panciatici, che son venuti a farmi visita or non è molto.

Mi sono pisciato addosso solo all’apprendere, non senza una certa sorpresa, che per un brevissimo lasso di tempo il Paese che non esiste (ma che ha un regolare cartello di benvenuto su cui è scritto “Bugliano, comune desalvinizzato”) è perfino andato a finire sul database di Google Maps, che lo posizionava a Pisa, davanti al Tribunale:

Si sono resi conto solo più tardi della cappellata, ma voi sapete che sul web un minutino di presenza di una fake news è anche troppo.

Vi potrei parlare della toponomastica, della posizione della scuola elementare Bava Beccaris in via F. Cossiga (che deve essere centralissima), della sagra del couscous (cibo locale tipico, evidentemente) a 37 euro a persona bevande escluse, dell’intitolazione di una via a Bud Spencer votata a colpi di maggioranza, dello svenimento del sindaco durante l’atto di penitenza presieduto dal parroco Don Enrico e prontamente soccorso dalle previdentissima Suor Marika, della gita estiva per bambini dai 6 ai 12 anni presso la Scuola degli Studi Comunisti di Frattocchie al modico prezzo di 249 euro a fanciullo, più 49 di assicurazione, della proposta di gemellaggio con il comune di Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch (che, al contrario di Bugliano esiste e come!), della disinfestazione dei ricci per evitare incidenti stradali, del modulo in PDF da scaricare sul sito del comune o della parrocchia per accedere al sacramento della confessione, delle forme dell’avvocatessa Samantha Filibui, affetta da Covid 19, ragion per la quale il medico di Buglianoil dott. Giorgio Mantrugiani, misurerà la temperatura rettale a tutti i residenti di via F. Cossiga, di come il saluto col gomito provochi l’epicondilite (da uno studio effettuato dall’Università di Livorno su alcuni soci del circolo Arci di Bugliano), dell’apparizione della Madonna allo stesso circolo ARCI, del codice di avviamento postale (56042) che si sono inventati, della macelleria “da Amos” che fa pagare ai turisti 2,50 euro (ma scontrinati) per l’uso della toilette del suo locale, sito in via Giulio Andreotti 3, della prostatite polmonare spiegata dal dott. Mantrugiani, con esame (!) gratuito di Suor Marika, del consigliere d’opposizione della Lega Matteo Doroteo, e di quant’altro faccia schiantare dal ridere in questa nobile iniziativa, che, seppur tristemente pisana, ha i suoi giusti fans, e costituisce una boccata d’ossigeno rispetto al Vernacoliere, giunto ormai a un’espressione grafica e verbale di una grevità gratuita ed abbondante (abbiamo nostralgia del Greggio, del Sardelli e del Caluri, se il Vernacoliere seguisse l’esempio di Bugliano, probabilmente l’assessore alla cultura sarebbe Luana la Baby Sitter).

Potrei farlo, ma preferisco lasciarvi scoprire piano piano il loro account Twitter

https://twitter.com/CBugliano (dovrebbe essere accessibile anche senza essere iscritti a Twitter, se non lo fosse iscrivetevi perché vale la pena solo per questo)

e farvi le vostre grasse risate.

Bugliano, in definitiva, non esiste. Ma magari anche sì. Come esiste tutto ciò che di falso viene immesso in rete. Se ci ha creduto Google Maps posso crederci anch’io.

Lasciatemi sognare.

classicitaliani.it non c’è più. Peccato, vediamo di fare qualcosa!

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Quando una biblioteca chiude è sempre un grande dolore. Specialmente se si tratta di una biblioteca digitale, disponibile sulla rete, e da cui poter scaricare testi in publico dominio (ma a volte anche no).

Abbiamo già l’oscuramento per l’Italia di gutenberg.org, di cui vi ho abbondantemente parlato al punto di abusare della vostra pazienza.

Oggi (“a contratiempo acaso”, diceva Unamuno) ho scoperta che la biblioteca dei classici italiani di Giuseppe Bonghi non c’è più da tempo. Amicissimo di Liber Liber (e questo purtroppo succede), Giuseppe Bonghi aveva preteso, tuttavia di “seguir camino bien distinto”, come diceva Machado.

La sua biblioteca conteneva, sì, i testi originali da scaricare, ma anche introduzioni critiche ad opera dello stesso Bonghi, annotazioni originali e apparati bibliografici, utilissimi e facilmente consultabili. Il sito non era bellissimo, ma non importa, a Bonghi deve andare il ringraziamento sentito di tutti noi (nel 2002 si lamentava che il sito ricevesse “solo” un migliaio di contatti al giorno, fortunato lui!). Qualunque sia stata la filosofia che la ha spinto a lavorare da solo e a non sottostare alle regole e al giudizio degli altri (come ho fatto io per classicistranieri.com), il suo lavoro è stato encomiabile.

Sto cercando di acquisire il dominio classicitaliani.it, che dovrebbe scadere il prossimo 1 ottobre, senza che si abbia notizia di un suo rinnovo. Ma non è facile. Il dominio è intestato a una istituzione scolastica, e anche se non se ne stanno facendo di niente, perché il sito, come vedete, è vuoto e irraggiungibile, non credo che lo molleranno così facilmente. Comunque ho dato ad Aruba l’incarico di acquisirlo, incrociando le dita. Se riuscirò nell’intento, redirigerò il traffico di classicitaliani.it sulla sezione italiana di classicistranieri.com, che raccoglie un buon numero delle opere nella nostra lingua disponibili presso il Gutenberg Project. Non è molto, ma è già qualcosa. Come sempre vi terrò debitamente informati.

AGGIORNAMENTO DELL’08/09/2020

Aruba, purtroppo, ha rifiutato la mia acquisizione del dominio. Ci riproverò dopo il 1 ottobre prossimo, sperando che l’Istituzione scolastica intestataria lo lasci andare, visto che non se ne fa di nulla e lo lascia vuoto. Di più non posso fare.