PD e M5S non votano l’istituzione della Giornata Nazionale “Enzo Tortora”

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AGGIORNAMENTO DEL 13/07/2020:

Legislatura 18ª – 2ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 182 del 08/07/2020

IN SEDE REFERENTE

(1686) OSTELLARI ed altri. – Istituzione della «Giornata nazionale in memoria delle vittime di errori giudiziari»

(1699) FARAONE ed altri. – Istituzione della «Giornata nazionale “Enzo Tortora” in memoria delle vittime degli errori giudiziari»

(Seguito e conclusione dell’esame congiunto)

Prosegue l’esame congiunto sospeso nella seduta del 30 giugno.

Il PRESIDENTE dà conto della presentazione dell’emendamento 1.1 (pubblicato in allegato al resoconto), integralmente sostitutivo dell’unico articolo del disegno di legge n. 1686, già assunto a testo base. Avverte anche che i senatori CALIENDO (FIBP-UDC), MODENA (FIBP-UDC), DE BERTOLDI (FdI) e NASTRI (FdI) hanno espresso l’intenzione di aggiungere la propria firma al predetto disegno di legge.

Il senatore MIRABELLI (PD) difende l’emendamento a sua firma, tuttavia rendendosi disponibile a cercare un accordo con i proponenti del disegno di legge. La proposta di legge è, a suo parere, pericolosa perché aumenta il rischio di strumentalizzazioni; alla collettività potrebbe arrivare il messaggio sbagliato secondo cui, in questo paese, la magistratura si atteggia a persecutore giudiziario.
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Selvaggia Lucarelli deferita all’Ordine dei Giornalisti

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Selvaggia Lucarelli, una di quelle che assieme a Barbara Collevecchio, Federica Angeli e Asia Argento mi hanno bannato da Twitter (Paolo Attivissimo e David Puente li seguo regolarmente, ci hanno ripensato), è stata deferita all’Ordine dei Giornalisti (è giornalista pubblicista dal 2009) per aver aver violato i principii professionali della Carta di Treviso sulla professione giornalistica, che tutelano la privacy dei minori.

Le è stato contestato di aver reso riconoscibile il figlio in un suo articolo per tpi.it, dopo che a Leon Pappalardo, l’erede della giornalista e show-girl di “Ballando sotto le stelle”, erano stati chiesti i documenti per avere dato del razzista e dell’omofobo al governo di Matteo Salvini.

La Lucarelli ha replicato in un tweet (che riporto secondo la versione che ne dà leggo.it, non potendo accedere all’account @stanzaselvaggia a causa del blocco):

«Quindi: mio figlio dice la sua a Salvini, senza che nessuno sappia chi è. La polizia lo costringe a dire nome e cognome di fronte e telecamere e 100 persone. Alcun siti e la Lega pubblicano nome e video. Io solo DOPO spiego cosa è successo e vengo deferita dall’odg. Geniale»

Geniale o no che sia, esiste un’etica giornalistica ben precisa, che, secondo la testata on line milanotoday.it, non si esaurisce con la riconoscibilità dell’identità del minore. Segnala il sito:
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