Il figlio di Selvaggia Lucarelli identificato dalla polizia

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Leon è il figlio 15enne di Selvaggia Lucarelli. La mia non simpatia verso la giornalista e show-girl è abbastanza nota, ma le colpe dei genitori non dovrebbero mai ricadere sui figli.

Se i figli hanno colpe, la cosa più giusta da fare è che se ne assumano la responsabilità diretta. E Leon, nell’ingenuità della sua adolescenza, ha contestato Salvini dandogli dell’omofobo e del razzista. Ora, indubbiamente Salvini una condanna per razzismo ce l’ha. Si tratta di una pena di 5700 euro per un coro contro i napoletani intonato alla Festa della Lega Nord a Pontida nel 2009.

La cosa è passata un po’ in sordina, perché la pena di cui si tratta è stata comminata mediante un decreto penale di condanna, senza passare per un vero e proprio processo penale. Non risulta che Salvini abbia fatto opposizione, come era suo diritto fare, né che abbia richiesto un processo o una condotta riparatoria del danno (cosa che avrebbe potuto estinguere il reato e, dunque, la condanna).

Ma si dà il caso che in Italia sia proibito dare del ladro al ladro, della puttana alla puttana, dell’omofobo all’omofobo, del razzista al razzista. Dunque, per le sue esternazioni, anche se profferite a voce bassa e senza aggressività, Leon è stato identificato dalla polizia.
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Il dominio gls.it in vendita a 12999 euro (e ci state larghi!)

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Avevo bisogno (e ne ho tutt’ora) di controllare una spedizione via GLS indirizzata a me. E’ il modem della Fastweb, senza il quale non riesco a fare un piffero di nulla. Sta arrivando, me lo consegneranno domani, e finalmente sarò indipendente da tutto questo consumìo di Giga, pagati a prezzi da strozzinaggio alle nostre compagnie telefoniche, sempre con il patè d’animo di stare a guardare quanti me ne restano per fare quello che devo fare (scrivere un articolo sul blog e pubblicarlo non consuma quasi niente, sono le distribuzioni di Linux che metto su classicistranieri.com via FTP che fanno la differenza, ma del resto a qualcuno bisogna pure che lo mettano in quel posto, e quel qualcuno sono io).

Insomma, nulla di più semplice, si va su internet, si cerca il sito della GLS, si immettono i dati e si vede dove la sedizione è ferma (sabato scorso si è arenata a Teramo, a 30 Km. da qui, ho un modem a portata di mano e no posso usarlo, ma vi rendete conto?).

Già, ma qual è l’indirizzo web della GLS? Non ho voglia di googlare, quindi vado (quasi) sul sicuro. Proviamo gls.it, mi sono detto, ed ecco quello che mi è apparso:

Un reindirizzamento verso domains.altervista.com che mi informa che ho avuto un culo della malora, una fortuna sfacciata, una sorte benigna da competizione, perché il dominio gls.it è in vendita, sì, e siccome c’è stata l’emergenza coronavirus (che non si capisce bene cosa abbia a che vedere con la comparvendita dei domini web, i virus informatici sono ben altra cosa). Il costo? Una bazzecola, all’inizio erano SOLO 24000 euro. 24000 euro per poter usare un dominio riconducibile intuitivamente a una società di trasporti e consegne. Ma siccome il coronavirus è brutto, sporco e cattivo, allora il prezzo è sceso quasi della metà, per la precisione 12999 euro, che sono ugualmente un prezzo astronomico, ma, insomma, almeno ti fanno un po’ di sconto. E c’è anche quell’euro in meno che ti puoi tenere in tasca per il carrello del supermercato e che ti fa supporre che il dominio costa 12000 e non 13000 euto. Un po’ come quando al supermercato mettono le pesche a 1,99 anziché a 2 euro. Son piccole e mediocri chiapparelle.
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Non è successo niente!

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Ma sì, ma sì, è tutto finito.

Andate pure in giro senza nessuna mascherina, possibilmente in gruppi numerosi, non rispettate le distanze di sicurezza, tossite, starnutitevi addosso, andate al bar a fare comunella, a imbriacarvi di birra ed aperitivi, a sorridere, a farvi i selfie del cavolo, sempre con i vostri sandalyni e le vostre ciabattyne inphradito a mostrare i vostri piedacci sudici pieni di sabbia di mare. E a proposito di mare, mi raccomando ancora, andate a giocare a racchettoni come tanti imbecilli, a dar noja ai vicini che si fanno una scarosanta padellata di affari loro (magari sono intenti in attività assolutamente inutili come leggere un libro), tanto, come diceva una signora in tabaccheria ieri “siamo vicini all’immunità di gregge”, come se fossimo delle pecore al pascolo, e “il vaccino sarà completamente inutile perché saremo tutti immunizzati”. Un signore svizzero, mentre passeggiavo per strada, ha buttato una cicca per terra, si è tolto la mascherina (perché “qui fa troppo caldo per tenerla!”) ed è rientrato in macchina bestemmiando Cristo e i santi. Se io facessi la stessa cosa nel suo paese probabilmente mi metterebbero in galera (i soliti italiani, sempre “chitarra-mandolino”).

E allora andate avanti così, chè tanto “è estate e il virus si affievolisce col caldo”. Anch’io mi affievolisco col caldo, maledetto il clero, ma non vado in giro a raccontare e fare cazzate.
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