Matteo Salvini a processo! (Un’altra volta…)

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Et voilà, Salvini l’a pris en tasque une autre fois! C’est l’unique question.

Il Senato ha concesso l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro dell’interno per il caso Open Arms. Determinanti sono stati i voti di Italia Viva, ma questo non importa. L’importante è che Salvini affronti e si difenda in un regolare processo dalle accuse rivoltegli.

In fondo il Senato non era tenuto a pronunciarsi sul fatto che fosse colpevole o meno, ma se il suo operato sia stato svolto o no nell’esclusivo interesse dello Stato. E il Senato ha detto di no. Quindi si faccia processare come qualsiasi altro cittadino.

E non è che mi interessi molto il fatto che Salvini possa essere condannato (se gli venisse comminata una pena superiore ai 2 anni scatterebbe per lui la Legge Severino, che prevede la decadenza da senatore e la successiva ineleggibilità, mi interessa solo che la giustizia faccia il suo corso e che vada a dirlo ai giudici, e non a Twitter, che lui ha semplcemente fatto il suo dovere che che il governo che rappresentava era d’accordo con lui.

Perché dire che gli è stato fatto un favore, che tornerebbe a fare quello che ha fatto e (pensate!) che TORNERA’ a farlo, è solo un atteggiamento che gli permetterà di guadagnare un pugno di follower sui social network, non di essere assolto in un’aula di giustizia.
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classicistranieri.com e musicaclassicaonline.com “sposano” il formato .OGG

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So che ve ne importerà il giusto, cioè zero, ma volevo lo stesso comunicarvi con spocchiosa vigliaccheria che i miei due siti gemelli classicistranieri.com e musicaclassicaonline.com sono passati, per la redistribuzione del materiale sonoro, al formato .OGG, abbandonando il proprietario e vetusto (non che .OGG sia nuovo, beninteso, o almeno non nuovissimo) formato .MP3.

Voi direte “Hai solo cambiato codifica”, ed è in parte vero. Ma .OGG è un formato libero e aperto, mentre .MP3 non lo è. O, meglio, se ne conoscono bene le specifiche, ma se Fraunhofer (titolare del brevetto degli .MP3) decidesse domani di far pagare anche un solo centesimo per ogni file .MP3 distribuito, potrebbe farlo e io andrei sul lastrico. Meglio non correre rischi.

Inoltre, musicaclassicaonline.com ha iniziato a immettere nei suoi possedimenti anche registrazioni di alta qualità (quella di un CD, per intenderci), con alcune opere in formato .WAV, perfette per gli audiofili. Vale la pena di dargli un’occhiata. Per voi non cambia nulla e noi diamo una mano alla cultura dell’open source. Hai detto niente!

https://www.musicaclassicaonline.com/

Le idiosincrasie di Facebook

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Mi succede una cosa strana (un’altra?)

Se, dal computer, mi collego con una delle mie pagine Facebook e tento di mettere in evidenza un post (a pagamento), ricevo un messaggio di errore come questo:

in cui mi si dice, in pratica, che se voglio continuare a pubblicare o mi metto a fare il bravo per svariate settimane e rispetto le loro regole (mi hanno già disattivato e successivamente riattivato l’account due volte!), oppure gli invio i miei documenti: patente di guida e una delle ultime bollette ricevute. O anche l’ultimo estratto conto della mia carta di credito (che cosa se ne faranno mai dei miei movimenti, visto che la maggior parte di loro vanno proprio a Facebook?), insomma, qualcosa che sia intestato a me (gli manderò l’ultima bolletta del gas, che era pari a zero, anzi, mi hanno perfino rimborsato).

La cosa curiosa è che se provo a mettere in evidenza lo stesso post tramite cellulare, tutto va regolarmente a buon fine, e non mi chiedono proprio nulla. Certo, c’è da aspettare che loro “approvino” i contenuti (capirai, cosa sarà mai un po’ di cultura libera, rispetto alle fotografie di piedacci in primo piano, formosità più o meno gradevoli in costume, cuoricini e gattini varii), ma, insomma, il divieto viene bypassato.
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I 100 meravigliosi anni di Franca Valeri

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E brava Franca Valeri, che oggi ha raggiunto la non disprezzabile età di 100 anni.

Attrice poliedrica, meravigliosa caratterista, appassionata di musica lirica, regista, creatrice di espressioni ormai entrate nel linguaggio comune, come quel “Cretinetti!”, ripetuto a spron battuto ne “Il Vedovo”, al marito interpretato da un altrettanto eccellente Alberto Sordi. Indimenticabili la signorina snob, Cesira la manicure e la Sora Cecioni, alla quale sono particolarmente affezionato. Genio delle pause teatrali (“Mammà?? Che te sei dimenticata quarche cosa su la tomba de nonno?….. Ah, l’ombrello!….”), ha saputo coniugare il teatro col cinema e la televisione con naturalezza ed efficacia. La sua filosofia di vita si racchiude nel titolo del suo ultimo libro autobiografico “Bugiarda no, reticente”.

Dice che arrivare a 100 anni bisogna sempre far lavorare il cervello. E il suo lavora come quello di una ragazzina di 20. Auguri, cara signora.

Foto di Associazione Amici di Piero ChiaraFranca Valeri, CC BY 2.0, Collegamento

Come aggiungere i download alle statististiche di Google Analytics

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Allora, alla fine nella guerra per avere delle statistiche umane e reali di tutto il visitato e lo scaricato sui miei tre siti l’ha spuntata ai punti e sul filo di lana, o in zona Cesarini, come si dice alla calcistica, Google Analytics.

Gli avversari erano:

a) Il servizio statistiche di Aruba associato ai domini (subito scartato perché non permette di filtrare i crawler, i bot, gli spider, gli attacchi hacker, insomma, tutta quella robaccia di cui in genere uno non ha bisogno se vuole vedere CHI ha effettivamente -e non per motivi di analisi del siti- scaricato qualcosa o si è collegato con QUELLA data pagina);

b) OWA. E’ open source, è gratuito, funziona benissimo, occupa pochissimo spazio sul database, ma non ha implementato la funzione download. Ho anche scitto al curatore del programma e alla community, dopo essermi sbatezzato a leggere il manuale, non mi hanno risposto, allora vadano a fare in culo (alla faccia della solidarietà dei “fratelli” dell’open source!);

c) MATOMO. E’ a pagamento (23 euro al mese, mica cazzi), è accuratissimo, funziona da dio, è open source, è etico, è attentissimo alla privacy, si pone come l'”altro” Google Analytics, per questo ho deciso di sostenerlo, si trovano in Nuova Zelanda, quindi quando noi andiamo a letto loro si alzano. Ho chiesto più volte aiuto tramite l’helpdesk, sono stati molto carini, io scrivevo alle 10 di mattina e loro rispondevano alle 2 di notte. Fusi orari- La loro sezione dei downloads lascia molto a desiderare ed è estremanete esigua rispetto alla realtà di fatti;
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Considerazioni in qua e in là

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Sono due o tre giorni che non scrivo un po’ perché mi sembrava di non avere nulla di interessante da dire, un po’ perché sono stato impegnato a rimpinguare le casse di Facebook con la mia carta di credito per la pubblicità ai miei siti (o sytarelli), solo che ho visto che mi “sugavano” un po’ troppo e ho dovuto limitarmi, un po’ perché, secondo le statistiche di matomo.org (o .cloud, ora non rammento), site calati vertiginosamente nelle visite e nelle pagine viste.

Non si fa, ingrati. Che va bene che siamo in estate, va bene che avete altro di meglio da fare che stare a legger me (ma, mi raccomando, qualsiasi cosa facciate fàtela con la mascherina!), ma un tracoloo come quello di queste ultive 24-36 ore non si era mai visto. Cosa vi scrivo a fare, allora? Perché importa a me, e poi le statistiche dicono mille cose diverse. Aruba spara numeri altissimi, Google Analytics dice che il sito sta bene e che, anzi, è in ripresa, Matomo invece indica che siamo al lumicino degli accessi, OWA dice che più o meno siamo stabili. Io non so più a chi dar retta.

Su Facebook la pagina che sta funzionando di più è senza dubbio quella di musicaclassicaonline.com, che sta avendo un putiferio di like e di iscrizioni. Ma anche classicistranieri.com e il post del blog dedicato al sequestro e all’oscuramento del Gutenberg Project ha i suoi fans (è, a tutt’oggi, la pagina più visitata del blog in assoluto, e ne sono contento, quella “inchiesta” mi è costata 12 ore di lavoro -ma ripartite in due giorni-). Insomma, si va avanti. Pagando.
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Marco Cappato e Mina Welby assolti!

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Sono felice, raggiante, tripudioso e, perché no, anche un tantinello prepotente nell’annunciarvi l’assoluzione di Mina Welby e di Marco Cappato dall’accusa di istigazione al suicidio nei confronti del 53enne Davide Trentini, malato di sclerosi multipla, fatto verificatosi il 13 aprile 2007. Anche l’accusa di “aiuto al suicidio” è caduta perché il fatto non costituisce reato.

Welby e Cappato si erano autodenunciati presentandosi presso la stazione dei carabinieri di Massa, città di residenza di Trentini,

Queste alcune dichiarazioni di Cappato subito dopo la sentenza:

«La sentenza ci ha dato ragione e oggi rende giustizia anche alla mamma di Davide a cui dedico questo momento. Non pensiamo adesso che la legge sull’eutanasia sia inutile perché tanto arrivano le assoluzioni: la legge serve per garantire un diritto a tutti i cittadini e serve ad eliminare una potenziale discriminazione. Non possiamo più accettare che ci sia una discriminazione sulla base della tecnica con cui sei tenuto in vita. L’azione di disobbedienza civile continuerà fino a quando il Parlamento non si sarà assunto la responsabilità che fino ad ora non si è assunto».

E’ appena il caso di sottolineare che espressioni come “stato di diritto”, “diritto alla vita” e “vita del diritto” non siano parole vuote e senza senso, ma viva e autentica espressione dell’autodeterminazione dell’individuo.
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Roba ganzifera: inspectlet.com

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Oggi ho trovato un cosino, ma bellino bellino. Si trova al link:

https://www.inspectlet.com

ed è parecchio ganzo.

Si tratta di una utilità (molto utile, se no che utilità sarebbe?) che, anziché dirti COSA fanno i tuoi visitatori sul tuo sito, ti dice, anzi, ti MOSTRA, il COME lo fanno.

Praticamente è come una webcam, che quando un utente apre una sessione, registra un filmato e fa vedere cosa fa il mouse dell’utente (se si collega da PC) oppure lo scrolling di una pagina e tutte le altre azioni, compresi i clic su altre pagine, sui download etc… (se si collega da smartphone).

E’ una risorsa molto “addictive”, nel senso che quando la provi non te ne stacchi più. Il servizio più completo è a pagamento, e devo proprio dire che costa caro asserpentato (si va da 39 dollari a 499 dollari AL MESE, che sono quasi un mutuo), ma se volete provarlo, testarlo, e, comunque, se vi accontentate (e, soprattutto, se si accontenta la vostra carta di credito), c’è una versione free illimitata che offre 1000 sessioni registrate al mese, e circa 10000 pagine indicizzate, sempre al mese. Non è malissimo, sono 34 sessioni al giorno (i dati sono mantenuti per un mese) che se non vi permettono di avere in mano la situazione completa, almeno vi dànno l’idea di che cosa sta succedendo, si che cosa fa effettivamente un utente quando guarda il vostro sito, per tutto il tempo che ci sta sopra.
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Le “congratulazioni” di Tradeatf.com

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Ieri mi è arrivata questa mail. Mi fanno le congratulazioni (ma di ‘osa??) perché avrei fatto il primo passo nell’eccitante mondo del trading on line (pratica che ho in particolare ispregio, soprattutto per le numerose telefonate che ricevo da agenzie di questo tipo e che la provvidenziale app “Dovrei rispondere?” fortunatamente mi blocca).

Mi dànno la UserId, costituita dal mio indirizzo di posta elettronica, e una password di accesso iniziale (che ho debitamente oscurato acciocché voi, maramaldi, non mi facciate cherzi del cavolo), così finalmente potrò sputtanarmi tutti gli schèi che mi restano in investimenti ad altissimo rischio. Bravi, così si fa.

Solo che c’è una domanda: ma chi cavolo li li ha contattati questi di tradeatf.com (non metto il link per non regalare loro dei clic inutili)?

Perché mai dovrei “cominciare a fare trading e realizzare i miei guadagni POTENZIALI” (scrivono proprio così, sono POTENZIALI)? Mi chiederanno delle informazioni, non so quali, cioè, la mail l’ho letta sommariamente e l’ho cestinata subito dopo aver pensato di farne un post per voi. Ma queste informazioni, dove vanno a fnire? Quali garanzie di privacy avrei nel malaugurato caso che io decidessi di farmi pescare dalla loro rete?

Non si sa. Voi, però, tanto per cambiare, state attenti a queste cose, la gente ci casca come una pera matura dal ramo, e non sono cose belle, no davvero.

Pioggia su Fontana

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Sul caso in questione non è che ci abbia capito molto, ma so che il Governatore della Lombardia Fontana è indagato per «frode in pubbliche forniture».

Si parla di conti in Svizzera, di soldi detenuti da delle “trust” alle Bahamas, di un bonifico salvareputazione effettuato dopo la messa in onda di una sua intervista a Report, di “75.000 camici e 7.000 set sanitari venduti per 513.000 euro alla Regione”, come riferisce il Corriere della Sera, solo che la ditta che li ha venduti è del cognato e, per il 10%, della moglie dello stesso Fontana.

Ma per il resto non ci ho capito nulla. Per me è arabo antico.

Ma ora nel registro degli indagati ci è finito anche lui, e la prima reazione l’ha affidata a Facebook:

«Da pochi minuti ho appreso di essere stato iscritto nel registro degli indagati. Duole conoscere questo evento, con le sue ripercussioni umane, da fonti di stampa. Sono certo dell’ operato della Regione Lombardia che rappresento con responsabilità».

Benvenuto tra noi.

Perché vi parlo tanto delle statistiche

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Che uno dice “ma perché ultimamente ce l’hai tanto con questa storia delle statistiche”? Semplice, perché cercavo dei mezzi (e ne ho trovati due, uno gratuito e l’altro a pagamento) per avere delle statistiche vere, basate soprattutto su accessi umani. I numeri altissimi delle vistie ai miei siti che mi riportavano le statistiche di Aruba erano, sì, dei massaggi dell’ego, ma erano completamente falsate.

Vi faccio un esempio: queste sono le statistiche di Aruba relative all’ultima settimana del blog. Ora, uno si aspetterebbe che la pagina più visitata del blog sia la Home Page, ed in effetti per Aruba è così. Solo che guardate un po’:

La Home Page è effettivamente in prima posizione, ma in seconda c’è un file di configurazione di WordPress, wp-cron.php che serve per programmare la pubblicazione dei post o di altri eventi, funzione di cui mi faccio di poco, tant’è che non la uso. E se non la uso perché viene indicizzata? C’è qualcuno che cerca di metterci le mani sopra, così come admin-ajax.php, anch’essa nella classifica. Non parliamo poi della pagina wp-login.php che è quella che serve per entrare nel pannello di amministrazione del sito. Lì c’è sempre qualcuno che ci prova, ben 352 utenti nell’ultima settimana. E io quella pagina la uso sì e no 3-4 volte al giorno.
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Piacenza come Gomorra. Ormai le mele marce non esistono più

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Traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, estorsione, arresto illegale, tortura, lesioni personali, peculato, abuso d’ufficio, falsità ideologica.

Con queste ed altre accuse sono stati indagati ed arrestati sei carabinieri e un’intera caserma è stata posta sotto sequestro a Piacenza. Una vera e propria associazione a delinquere che portava una divisa di stato riusciva a mantenere ben stretta tra le sue grinfie mezza città. Come tutto questo sia potuto accadere nessuno se lo sa ancora spiegare. Fatto sta che non si tratta più di sei mele marce all’interno di un sistema sano, un bubbone da estirpare con cautela, un cancro da operare, una metastasi da chemioterapia. No, queste è una stortura di un intero sistema. Perché di sistema si trattava e perché sistema era. Carabinieri che si fanno vedere con mazzi di banconote in mano (soldi racimolati chissà come, non certo solo con il modesto stipendio dei servitori dello Stato), si parla di pestaggi, di traffico di stupefacenti, come se fossero noccioline. E allora non ci sono più mele marce da buttare via, bisogna gettare tutto il cesto, o, se necessario, tutta la cassetta o tutto il carico.

Piacenza come Gomorra. Omertà diffusa e, soprattutto, strappo indelebile e irricucibile del rapporto di fiducia tra i cittadini e le forze dell’ordine. Io non posso enare in conflitto di fiducia con chi è addetto alla mia protezione e alla mia sicurezza. Io voglio e debbo potermi fidare. Se questo non accade non c’è più rapporto tra cittadino e istituzioni, non esiste più nemmeno il motivo per cui le forze dell’ordine stiano lì a fare che cosa? A farsi contestare una sfilza di reati lunga una riga intera del mio editor di testo? Ed è chiaro, ed è logico, che in Italia la responsabilità penale è personale, e che paga solo chi avrebbe commesso un reato di una gravità di questo tipo. Ma esiste anche la responsabilità morale, quella di chi sa come funziona il sistema e non denuncia, di chi accetta i soprusi e invece di andare a denunciare ossequia ed inchina. QUESTA è la responsabilità che non viene mai meno.
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Aggiornamenti sul caso docplayer.it e 101domain.com

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Dunque, vediamo un po’ di fare ordine e chiarezza perché le cose sono un po’ intricate.

Ricorderete che sul sito docplayer.it era stata pubblicata illecitamente una copia del mio libro “Difendere la privacy“, in versione .PDF. Il caso lo avevo descritto qui:

docplayer.it ripubblica abusivamente il mio “Difendere la privacy”

Ora, si dà il caso che da una ricerca sul Whois, il sito risulti registrato a 101domain.com:

che però non è il proprietario né del sito né il responsabile dei contenuti, ma solo il “registrar”, quello che vende nomi a dominio, l’Aruba de noàntri, insomma.

Andando a fare una ricerca su docplayer.it, si scopre che c’è un costo per il dominio, che è di 149 US$ + VAT. Nemmeno tanto.

La garanzia è data dalle rassicuranti annotazioni:

“We will refund your money if we can’t engage the current domain owner in negotiation. We will always keep your identity private, allowing us to negotiate easily and for the best deal.”

Quindi, i 149 dollari NON sono per l’acquisto del dominio. 101domain.com agisce come intermediario, come una agenzia immobiliare. Solo che invece di vendere case vende domini. Fa una trattativa tra te e l’amministratore vero del dominio (che un lettore attento mi ha confermato essere un russo, tale Vladimir Nesterenko). Tu proponi una cifra massima e una cifra minima per l’acquisto, se all’intestatario la cosa va bene l’affare va in porto, se non si conclude ti ridanno i tuoi 149 dollari.
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Matomo: un eccellente strumento di statistiche a pagamento

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Vi vo’ a parlare oggi di un altro eccellente servizio per statistiche web, davvero bello e completissimo.

Vi avevo scritto di OWA (Oper Web Analysis), che è un software gratuito, e che funziona in maniera eccellente. Chi volesse approfondire può farlo qui:

Open Web Analytics (OWA), il miglior software (gratuito) per la gestione delle statistiche di un sito

Vi avevo detto che il limite dell’applicazione è che non conteggia i download dei file, e questo, per una risorsa come classicistranieri.com o musicaclassicaonline.com è un handicap molto penalizzante.

Ho trovato un servizio (stavolta a pagamento, ma costa poco), che si propone come alternativa a Google Analytics (piuttosto limitato e deludente, in verità), nel pieno rispetto della privacy e del pieno ed esclusivo controllo dei dati.

Si chiama https://www.matomo.org, è una piattaforma interamente open source (cosa che non guasta mai, anzi!) e se volete avete la possibilità di provarlo gratis, in tutte le sue funzioni, per 21 giorni su un solo sito. La versione base a pagamento (che è quella che ho acquistato) costa 19 euro al mese, ed è implementabile su 3 siti (e io ne ho giusto 3!). C’è la possibilità di farsi inviare le statistiche anche via e-mail, ogni giorno, ogni settimana o ogni mese. Tra le funzioni che potete richiedere figurano

– Le dashboard di tutti i siti
– Sommario delle visite
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Le piace Mozart?

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Come vi ho spiegato nell’ultimo aggiornamento del mio articolo:

Facebook disattiva il mio account pubblicitario

quelli di Facebook mi hanno riattivato l’account per poter sponsorizzare le inserzioni delle mie pagine. Un gran sollievo, anche se ci sono ancora diverse inserzioni in attesa di approvazione (e quanto ci mettono!).

Tuttavia, un mio post tratto da musicaclassicaonline.com (che, vi ricordo, NON contiene pubblicità, e quindi non ci guadagno niente) che conteneva il link all’opera immortale del Maestro Wolfgang Amadeus Mozart “Eine kleine Nachtmusik”, la piccola serenata notturna K525, è stato inspiegabilmente rifiutato dagli algoritmi del colosso di Zuckerb… Zanzib… Zuzzurel…. o come si chiama.

Cos’abbiano quelli di Facebook contro le opere d’arte, contro la musica immortale, contro le iniziative culturali senza scopo di lucro o di profitto non si sa. Fatto sta che la storica incisione diretta da Bruno Valter che ho messo in linea non sarà più visibile dal pubblico degli “amici”, degli amici degli amici, del pubblico, di chiunque fosse interessato. I criteri di selezione dei contenuti di Facebook restano e resteranno per sempre un mistero.

In compenso ho pubblicato un link ad alcuni quartetti per archi e fiati di Mozart, che potete trovare qui:

https://www.musicaclassicaonline.com/wolfgang-amadeus-mozart-quattro-quartetti-per-archi-e-fiati-american-baroque.html

ed è stato subito accettato. Vedremo se e quando me lo cancelleranno.

Tanto per chiarire…

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Qualcuno mi ha chiesto perché io continui a mantenere in prima posizione sulla mia home page i post relativi alla violazione del copyright dei contenuti di mia pertinenza.

La risposta è semplice: perché il blog è mio e ne faccio quel che mi pare, come il vecchio che coltivava tamarindi e di cui vi ho parlato qui:

Il significato primordiale e profondo del Tamarindo

Credo che rimuoverò i post dalla messa in evidenza sull’home page quando ciascuno di loro avrà raggiunto almeno 1000 visualizzazioni. Nel frattempo, per vedere le novità del blog, fate un po’ di scrolling con il mouse, oppure (meglio) iscrivetevi al nostro feed RSS che trovate qui:

https://www.valeriodistefano.com/feed

I messaggi all’una di notte di Sofia e Julia

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Son tre sere che quando mi accingo ad andare a dormire (o a rompere i coglioni a quelli di Facebook per protestare, vedete un po’ voi), o addirittura ho preso sonno da poco, mi sento disturbare da un nojosissimo bzzz bzzz, che poi sarebbe il vibrare del mio cellulare (non mi piacciono i suonini ogni volta che arriva un messaggio WhatsApp o di altri genere, quindi silenzio quasi tutto, anche perché c’è gente che mi scrive alle quattremmezzo di notte e io non voglio pigliarmi un coccolone solo perché qualcuno mi augura una buona giornata).2

Dunque, cospettone, chi mai potrà essere che mi scrive all’una e zerosette??

Ma certo, sono Sofia (che mi chiede “Ciao, come stai? Incontriamoci?” -no, perché ci mette anche il punto interrogativo, ci mette) e Julia, che invece ha inserito 5 immagini (della cui natura non voglio nemmeno stare a discutere) e mi invita a chattare.

Il tutto perché ho installato Google Chrome sul cellulare, invece di continuare ad usare l’ottimo Mozilla Firefox che non ha mai perso un colpo (anzi!), devo aver preso qualche troiaio di malware da qualche parte, e ora mi arrivano questi inviti, diciamo così, “galanti” da parte di figone dalle grandi tette.

Soluzione: disinstallo Google Chrome e sono a posto. Macché, non me lo fa disinstallare, il marrano, resta lì solo per notificarmi le proposte di incontro di queste “segnorine” (con l’accento sulla e!).
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Ubuntu 19.10 l’ha avuta

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Ubuntu 19.10 è giunto a fine vita. Sicché quelli che l’hanno usato finora (magari scaricandolo dallo stesso classicistranieri.com) se lo pigliano nel ciocco perché gli aggiornamenti e l’assistenza sono stati abbandonati da casa Canonical.

Io ve lo dico sempre, se installate Ubuntu o qualsiasi altra distribuzione di Linux su di esso costruita (tipo Linux Mint, ad esempio), scegliete una LTS (Long Time Service). Dovrebbe essere possibile, comunque, aggiornare il sistema all’ultima distribuzione rilasciata (una LTS, appunto), ma su Linux il plug and play è sempre incerto. Più che altro vi consiglio il plug and pray. Se no brasate tutto e reinstallatelo da capo (o cosa vi devo di’, se siete duri pinati?)