“Open on line” parla del caso di Bolzano. Ma pubblica la foto di una scuola di Ancona

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“Open On line”, il giornale telematico fondato e diretto da Enrico Mentana (sì, lo stesso che ha detto che se avesse saputo che nella conferenza stampa, una delle tante, di Conte, il Presidente del Consiglio avesse nominato alcuni esponenti dell’attuale opposizione, non avrebbe mandato in onda quell’intervento), per il quale lavora alacremente il debunker David Puente, oggi ha riportato anche lui il caso del sovrintendente di Bolzano al cui figlio sarebbero stati corretti degli “errori formali” riferiti alle valutazioni del secondo quadrimestre.

L’articolo è stato corredato da una immagine che riproduce un cartello che reca la scritta di “scuola chiusa”. Sembrerebbe quasi, dal titolone e dall’immagine, che la scuola di Bolzano sia chiusa, per qualche motivo. Niente di più falso. Se guardate bene la foto (magari ingrandendola a dovere cliccandoci sopra), sullo sfondo, quasi in trasparenza, c’è un avviso del Comune di Ancona. Che c’entra Ancona con Bolzano? Che c’entra la foto con il contenuto dell’articolo?

Nulla.

E continuano a chiamarla “informazione”. Noi del caso di Bolzano ne abbiamo parlato qui:

Bolzano: consiglio di classe riconvocato per la “correzione di un errore formale”. Un 6 e un 7 diventano 8.

Roseto degli Abruzzi: trattative tra Provincia e congregazione parrocchiale per l’acquisto dei locali del Centro Piamarta e il trasferimento della sede del Polo Liceale “Saffo”

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Qui a Roseto degli Abruzzi, piccolo mondo d’un mondo piccolo, non si parla d’altro.

La Provincia, col beneplacito del Comune, sarebbe in trattativa per comperare due edifici del centro Piamarta, dalla congregazione “Sacra Famiglia di Nazareth”, che saranno destinati al trasferimento della sede del Polo Liceale “Saffo”, secondo quanto riferisce l’on. Valentina Corneli (M5S).

Il centro Piamarta è sede dell’oratorio della Parrocchia del Sacro Cuore (molto vicina a dove abito io), di un campo di calcio (noto con il nome di “campo dei preti”), di un piccolo teatrino per rappresentazioni e incontri, di un centro di formazione. Insomma, è un luogo di aggregazione davvero formidabile. Tenendo presente che a Roseto degli Abruzzi non ci sono più né una stagione teatrale, né un cinema, né quasi niente di niente.

E poi 1200 alunni di un Polo Liceale dove li metti? Nei due edifici del Piamarta? Ma c’entrano? O, per dirla in abruzzese, ci “càpeno”? O devi costruire altri edifici per permettere una più comoda e razionale distribuzione dei ragazzi? Perché, voglio dire, le classi pollaio e gli ambienti angusti non sono poi tanto compatibili con le ultime emergenze sanitarie di cui ci stiamo liberando a fatica. E se devi costruire un nuovo edificio scolastico dove lo fai? Sul campo dei preti, mi sembra ovvio. Non c’è altro spazio. Ora, il campo dei preti è stato oggetto di donazione di un cittadino rosetano facoltoso e generoso, che si fa, lo si distrugge per una bèla culada di cemento armà’?

Sorprendente e spiazzante pare la posizione della Dirigente Scolastica del Polo Liceale “Saffo” Elisabetta Di Gregorio, che, secondo quanto riferito dal quotidiano “Il Centro”, sarebbe d’accordo con il trasferimento “purché le due strutture riescano a contenere tutte le classi del liceo.”

Non sono un cattolico, ma conosco le lodevoli iniziative del Centro Piamarta e guardo con sospetto e diffidenza a questa iniziativa. Continuo a ritenere, da inguaribile sognatore quale sono, che due calci a un pallone o la felicità di mia figlia che si bèa tra i “giochini” messi a disposizione dei più piccoli, valgano di più di una singolare operazione finanziaria.

Bolzano: consiglio di classe riconvocato per la “correzione di un errore formale”. Un 6 e un 7 diventano 8.

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A Bolzano uno studente di scuola media ha preso un 6 e un 7 in pagella. Che non sono un’onta e un disonore. Sono voti che vanno dal “sufficiente” al “buono”, come si diceva quando c’erano ancora i giudizi. Il ragazzo è il figlio di un dirigente della sovrintendenza scolastica dell’Alto Adige.

Come spesso succede, per una di queste “magie” che coinvolgono i consigli di classe nella valutazione dello scrutinio finale (5 e 4 che diventano improvvisamente 6 per misteriosi e incomprensibili sortilegi), a seguito di una riconvocazione dell’organo decisionale, a pagelle già pubblicate, a maggioranza di voti favorevoli (nel caso dell’innalzamento del 7 all’8 c’è stato il voto contrario dell’insegnante della materia e si sono contate due astensioni), il 6 e il 7 sono diventati degli 8 tondi tondi, e quanto pubblicato è stato opportunamente modificato per la correzione di un “errore formale”.

Il Dirigente Scolastico non ha minimamente commentato l’accaduto. Ma nel verbale della riunione riconvocata, secondo quanto riportato da “Il Fatto Quotidiano”, ma ne parla anche il Corriere della Sera, si farebbe riferimento a una fantomatica “telefonata della famiglia”. Tutto con i dovuti condizionali perché il documentodel Consiglio di Classe non è stato pubblicato, qui riporto solo quello che dicono i media.

Ma il sovrintendente smentisce:

“L’articolo mi amareggia molto, prima di tutto come padre e come cittadino,   edremo. Intanto la questione è stata presa in carico dal consiglio provinciale e il Dirigente Scolastico ha negato di aver ricevuto telefonate di pressione.

Altre pagine on line sulla notizia:
https://www.105.net/news/tutto-news/1264405/sovrintendente-fa-cambiare-i-voti-in-pagella-del-figlio-cosi-6-e-7-diventano-8.html

https://www.ildolomiti.it/politica/2020/bufera-a-bolzano-sul-sovrintendente-scolastico-ha-fatto-riconvocare-il-consiglio-di-classe-per-alzare-i-voti-del-figlio-se-vero-gesto-di-una-gravita-inaudita

https://www.huffingtonpost.it/entry/in-pagella-6-e-7-diventano-8-il-sovrintendente-ha-fatto-cambiare-i-voti-del-figlio_it_5ee89658c5b6ea2939662949

Bufera sul sovrintendente: «Ha fatto alzare i voti al figlio in pagella»

https://www.open.online/2020/06/16/sovrintendente-scolastico-di-bolzano-fa-alzare-la-pagella-al-figlio/

 

 

Hanno messo la pubblicità sul blog di Paolo Attivissimo (sgomento & tradimento!)

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Paolo Attivissimo dovrebbe essere la persona più felice del mondo, adesso che si è comprato la Tesla e si balocca bel bello con il suo nuovo giocattolino tecnologico.

Invece, disdetta, ci si è messa Google AdSense a guastargli il buonumore. Ha riferito sul suo blog che, in maniera inspiegabile (ma c’è qualcosa di inspiegabile nelle cose informatiche e telematiche? No, ci sono solo delle cose che si capiscono o non si capiscono), erano apparse per qualcuno dei suoi utenti delle pubblicità di AdSense, che, tuttavia, non erano visibili dalla totalità dei visitatori, ma solo di alcuni, senza una logica apparente (ma nelle cose telematiche c’è sempre una logica, solo che a volte non siamo nelle condizioni di trovarla).

Colpito nell’orgoglio (“Come? La pubblicità sul MIO blog??”), Attivissimo ha allertato i suoi adepti prima per cercare nuove prove e screenshot del mistero della caramella ciucciata, e poi, una volta risolto il problema, per fare un sondaggino su Twitter per sapere se i banner pubblicitari fossero ancora visibili e se si fosse trattato, quindi, di un complotto, o se il tutto fosse scomparso.

Ora, il blog di Paolo Attivissimo è ospitato su Blogspot (già Blogger). Blogspot è di Google. Blogspot ti permette di mettere in linea un blog con testi, foto e video, GRATUITAMENTE. Cioè, prima ti iscrivi (possibilmente con la tua identità di GoogleMail su cui ti sarai iscritto precedentemente), e poi puoi mettere in linea il blog. Va bene per chi comincia, per chi vuole uno strumento agile, veloce e senza particolari pretese per scrivere e gestire il proprio pensiero in rete. Ma di gratuito, si sa, in rete non c’è nulla. E infatti, quando apri un blog, “firmi” con il semplice clic una sorta di “contratto” con Google, in cui le dài il diritto ad inserire dei contenuti pubblicitari nelle tue pagine. Ed è esattamente quello che Blogspot ha fatto con il blog di Attivissimo. Né più né meno.

Poi qualcuno (grazie, se no il Nostro avrebbe pianto fino alla fine dei suoi giorni!) gli ha spiegato che il tutto era risolvibile con pochi clic e con l’eliminazione di pochi segni di spunta in un menu di impostazioni della pubblicità di AdSense. Insomma, si può fare senza particolari allarmismi.

E, poi, cosa si aspettava Paolo Attivissimo, che su una iniziativa totalmente GRATUITA per tutti il fornitore dei servizi non ci guadagni o non ci voglia guadagnare nulla? Che DAVVERO gratis significhi “libero da qualsiasi costo”? Il costo c’è, ed è anche molto caro da pagare. Se vuoi un servizio devi dare le tue credenziali, devi dare della merce in cambio, e nella stragrande maggioranza dei casi il prezzo sei tu, sono i tuoi dati, è la tua persona, i tuoi contatti, i tuoi commenti. Vale per tutti, vale per Facebook, per Twitter, per WhatsApp, per Instagram, tanto per citarne alcuni, e vale anche per i servizi di Google. Il blog del Nostro non è suo. E’di Google, e, se tu gli dài il permesso (perché glielo dài tu al momento della firma dell’accordo), loro inseriscono delle pubblicità per guadagnare. Non ci vedo nulla di male. Succede così anche per i più diffusi servizi di posta elettronica. Tu mandi una mail e loro te la spediscono,sì, ma nei footer inseriscono un messaggio pubblicitario (fosse anche solo allo stesso servizio). Non ci trovo nulla di strano o di scandaloso.

L’unico modo per sbrogliare la matassa è usare una piattaforma gratuita e aperta come WordPress (ma non è certo la sola disponibile), il “motore” che sta alla base dello stesso blog che state leggendo. Si studiano due istruzioni (e vi assicuro che se sono riuscito a capirlo io possono riuscirci tutti), si modifica UN SOLO file, se ne cancella un altro e, una volta comprato un dominio, un servizio di server MySQL e uno spazio web Linux, se tutto va bene, l’applicazione funziona al primo colpo. Ha migliaia di template, infiniti plugin per fare esattamente quello che vuoi tu, puoi controllare tutto, e, soprattutto, scegliere se non mettere NESSUNA pubblicità o riempirlo di banner (così come stiamo facendo noi). Certo, anche a un provider come Aruba i dati glieli devi dare, ma per le fatturazioni e le informazioni tecniche o commerciali (niente spamming, dunque, ma solo mail pertinenti e legate al servizio che acquisti). Sei TU che paghi (e un provider come lo stesso Aruba ha dei prezzi assolutamente ragionevoli), e se non vuoi la pubblicità, semplicemente, non ce la metti. Tu PAGHI e tu SCEGLI. Non è più roba del provider, è roba tua. E’ come se tu vivessi in una casa in affitto. Se paghi regolarmente il canone hai comunque il diritto di ospitare chi vuoi e di cacciare di casa chi ti pare (sì, anche dicendogli “Addio e grazie per tutto il pesce!”). Non puoi scegliere di fare quello che ti pare in casa degli altri (a meno che i suddetti “altri” non ti diano il permesso di farlo).

Much ado about nothing.