Project Gutenberg: “l’AIE esprime grande apprezzamento per l’operato dell’autorità giudiziaria e la Guardia di Finanza”

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E’ con profonda preoccupazione (“Mit brennender Sorge”, come direbbero i cattolici) che leggo un comunicato dell’Associazione Italiana Editori, in cui si esprime solidarietà e apprezzamento verso l’operato della Magistratura e della Guardia di Finanza che hanno inibito l’accesso al dominio gutenberg.org.

Il comunicato si trova all’indirizzo web

https://www.aie.it/Cosafacciamo/AIEtiinforma/News/Leggilanotizia.aspx?IDUNI=xywwohponxy4nk2dszymfoef3750&MDId=10597&RAE=10635;1;102-71-2007.3.16;102-2850-2020.6.11;-1;102;&Skeda=MODIF102-2850-2020.6.11

e riferisce testualmente:

“In relazione all’oscuramento in Italia da parte delle Autorità del sito Gutenberg.org, l’Associazione Italiana Editori (AIE) esprime grande apprezzamento per l’operato dell’autorità giudiziaria e la Guardia di Finanza per l’azione di contrasto alla diffusione non autorizzata di opere coperte da diritto d’autore”.
“Le norme europee sul diritto d’autore sono tali da offrire garanzie a tutte le parti in causa. La legge esiste e deve essere rispettata. Questo vale anche nel caso di un sito noto e apprezzato come Gutenberg.org”. (Ricardo Franco Levi)

Ora, con tutto il rispetto che si deve per le opinioni altrui, va detto che quanto dichiarato non corrisponde alla realtà dei fatti.

Ho infatti altrove dimostrato che:

a) il Project Gutenberg non ha MAI violato il diritto d’autore. Ha sede negli USA e risponde alle leggi sul copyright di quel paese. Le opere di Massimo Bontempelli e Sibilla Aleramo oggetto di contestazione sono in pubblico dominio in quel paese. Quindi gutenberg.org ha pieno diritto a pubblicarle;

b) naturalmente quelle opere sono sotto tutela in Italia e commetterebbe reato (art. 171 L. 633/41) solo l’utente finale che le scaricasse per uso personale. I server del Project Gutenberg hanno sede all’estero;

c) la misura dell’oscuramento del sito in Italia appare del tutto sproporzionata rispetto al numero di opere di pubblico dominio distribuite dalla biblioteca, e fruibili immediatamente anche nel nostro Paese;

d) il Project Gutenberg appare comunque raggiungibile anche da altri indirizzi web diversi dal principale dominio gutenberg.org, che non sono stati oscurati. E’ raggiungibile anche attraverso gestori telefonici che si basano su DNS esteri, come, ad esempio, Wind;

e) “Le norme europee sul diritto d’autore” non hanno alcun effetto negli Stati Uniti. E’ per questo che Project Gutenberg rifiuta di ritirare le opere contestate e non ha alcun interesse a difendersi in Italia o negli altri paesi dell’UE;

Aspetteremo gli eventi. Nel frattempo le dichiarazioni dell’AIE ci appaiono lacunose, imprecise, fuorvianti e preoccupanti.

AGGIORNAMENTO DEL 16/06/2020:

Vi segnalo l’articolo dell’eccellente Maurizio Codogno intitolato “Ricardo Franco Levi, potrebbe trovarmi la risposta?”. Lo trovate al link:

Ricardo Franco Levi, potrebbe trovarmi la risposta?

“La Divina Commedia è islamofoba, omofoba e antisemita, va tolta dalla programmazione scolastica”. Ma è una notizia del 2012.

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Sono giorni e giorni che sui social network è stata resuscitata la notizia secondo cui la Divina Commedia andrebbe esclusa dai programmi scolastici in quanto si tratterebbe di un’opera islamofoba, antisemita, razzista e omofobica.

Moltissime le dichiarazioni indignate da parte degli utenti di Twitter, come potete vedere, a titolo puramente esemplificativo, qui

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qui

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e qui

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Ma il punto è che non è una novità. La notizia riportata dai net-workers è vecchia di almeno 8 anni. Basta fare una ricerca sommaria su Google per vedere che il Corriere della Sera l’aveva già riportata nel lontano 2012.

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Dante Alighieri non si tocca nemmeno con un fiore, sia chiaro. Ma a volte ritornano.