WhatsApp e i consigli degli “esperti di Taiwan”

Su WhatsApp sta circolando questo messaggio con indicazioni diagnostiche fantomaticamente date da altrettanto fantomatici “esperti di Taiwan” per la fibrosi nei polmoni. Consiglia anche di bere acqua ogni 15 minuti. Tranquilli, non vi succederà nulla, tutt’al più andrete a fare pipì più spesso. Non fidatevi degli “esperti di Taiwan”, fidatevi dei medici, dei protocolli ufficiali e delle indicazioni date dal governo (che a qualcosa ogni tanto serviranno). E cancellate questi messaggi dal vostro cellulare senza farli circolare ulteriormente.

Il nuovo Coronavirus potrebbe non mostrare sintomi per svariati giorni. Come si fa a sapere se uno è infetto? Quando si arriva ad avere la febbre e / o la tosse e si va in ospedale, il polmone è di solito già al 50% di fibrosi ed è quindi troppo tardi. Gli esperti di Taiwan ci forniscono un semplice autocontrollo che possiamo fare da soli ogni mattina. Fai un respiro profondo e trattieni il respiro per più di 10 secondi. Se lo completi con successo senza tossire, senza disagio, rigidità o senso di oppressione, ecc., vuol dire che non vi è fibrosi nei polmoni, in pratica non c’è alcuna infezione. È consigliabile controllare ogni mattina in un ambiente con aria pulita.
Inoltre assicurarsi sempre che la bocca e la gola siano umide, mai secche. Prendi almeno un sorso d’acqua ogni 15 minuti. Perché? Anche se il virus entra in bocca, l’acqua potabile o altri liquidi lo lavano attraverso la gola e lo trasportano nello stomaco. Una volta lì, l’acido dello stomaco ucciderà il virus. Non bevendo sufficientemente acqua e con regolarità, si facilita al virus l’entrata nella trachea e nei polmoni. Questo virus è molto pericoloso. Si prega di condividere questo messaggio con famiglia e amici. Abbi cura di tutti quelli che ami ed aiutali a mantenere una ottima salute

252 Views

Il sesso “sicuro” ai tempi del coronavirus e dei debunker

Già, ma come vivono i debunker, i tuttologi della notizia farlocca, i dispensatori di buoni consigli tecnologici e di vita, i “deus ex machina” della presidenza Boldrini sulle fake news on line l’emergenza coronavirus?
Ad andare a vedere il blog di Paolo Attivissimo, sembra quasi tutto normale. La gente gli chiede consigli e lui dà risposte. Anzi, non ne dà perché è oberato di richieste e quindi consiglia carinamente di seguire delle indicazioni. Il tema sono i vari messaggi che arrivano via testo e audio su WhatsApp (e di cui in parte ci siamo occupati anche noi, segno evidente che quando si vuole il tempo per scrivere due righe del tipo “state attenti” lo si trova sempre) e che riguardano contenuti non attendibili e possibilmente allarmistici (come la sopravvivenza del coronavirus sull’asfalto per ben 9 giorni).
E allora andiamo a vederli questi consigli: non prendere per veri messaggi provenienti da fonte non ufficiale, non sovraccaricare i debunker di segnalazioni (poveretti, tengono famiglia), non citare e non leggere siti che pubblicano notizie tarocche, non frequentare i gruppi WhatsApp che diffondono notizie allarmistiche non verificate, insomma, i soliti consigli del quotidiano debunking, un po’ come lavarsi spesso le mani, non portarsele agli occhi, stare a un metro di distanza almeno dalla persona più prossima, buon senso.
Ma poi… ma poi Attivissimo sente il dovere di uscire dal ruolo di esperto giornalista informatico e dal tema della discussione per dare consigli di ordine più generale:

Invece di perdere tempo e alimentare paranoie sui social, fate altro. Leggete un libro. Riordinate la casa. Guardate un film. Cucinate. Tenete un diario privato. Staccate gli occhi dallo schermo del telefonino e parlate con gli esseri umani che avete intorno. Date una mano a chi ha bisogno.

Ma certo. Leggere un libro arricchisce la mente, guardare un film può aiutare a distrarre, cucinare tiene lontana la mente dai cattivi pensieri. Parlare con gli esseri umani che ci circondano può essere una buona idea, ma Attivissimo si dimentica del metro di distanza di sicurezza da tenere; anche dare una mano a chi ha bisogno può essere una buona cosa, magari, che so, facendo una piccola donazione per una buona causa, così si evita di fare del volontariato in loco e di creare inutili assembramenti. Bravo!

E poi continua:

Se avete figli, giocate con loro. Aiutateli con i compiti. Imparate una lingua straniera. Fate quel lavoretto di casa che avete sempre rinviato perché non avevate tempo.

Ora io vorrei vedere chi è quel cane che, avendo del tempo a disposizione, non si mette a giocare coi propri figli e ad aiutarli nei compiti (che nessuno può aver dato loro perché le attività didattiche sono state sospese in fretta e in furia da un giorno all’altro). E poi chi è che non si studierebbe una lingua straniera nel pieno tempo del coronavirus che durerà sì e no un paio di mesi, quando per conoscere una lingua straniera non bastano anni di studio, perché non tutti hanno avuto la fortuna di nascere madrelingua inglese come lo stesso Attivissimo va rivendicando da tempo (però magari qualcuno uno straccio di laurea in lingue l’ha presa, nel frattempo, e non si è fermato al diploma di scuola superiore). Due mesi di studio anche intensivo di una lingua straniera dovrebbero essere appena sufficienti per conoscere il presente indicativo del verbo essere, quello dei verbi regolari, dire come ci si chiama, sono italiano, tu da dove vieni, ah, sì questo mi piace e quest’altro non mi piace, ma “imparare una lingua straniera”, per favore, quella è un’altra cosa.

E si arriva alla parte cruciale, quella che dà anche il titolo a questo scritto (se no cosa ce l’ho messo a fare?). Tra i consigli etici di opportune e proficue attività alternative da svolgere al tempo del coronavirus invece di stare appiccicati a WhatsApp, ecco che cosa tira fuori dal cilindro il Superlativo:

Se avete un partner, fate sesso (sicuro). Se non l’avete, siate creativi.

Ora, se uno ha un partner (che si intende possibilmente non occasionale) generalmente ci fa l’amore, non ci fa del generico “sesso”. Quella di Attivissimo ricorda un po’ da lontano la raccomandazione di Crosby, Stills, Nash e Young per cui “if you can’t be with the one you love, love the one you’re with!!“,se non fosse per quell’infelice chiusura per cui se uno non ha un partner deve essere “creativo”. Che minchia mi significa “siate creativi”? Cosa intende esattamente per “creatività” (in senso squisitamente sessuale, s’intende), Paolo Attivissimo? Non ce lo spiega. Qualcuno dei suoi fans lo specifica in commenti che riportano dei giochini di parole da scuola elementare e che non vale la pena citare in questa sede (forse pensava di essere simpatico). Insomma, se avete un partner buon per voi ma usate delle precauzioni, se non lo avete arrangiatevi. Del resto il Superlativo mica può avere una soluzione per tutto!

323 Views