Facebook oscura la pagina di Francesca Totolo. Siamo tutti a rischio.

Io non so chi sia Francesca Totolo.

Da quel poco che ho potuto vedere su Internet, è una signora (altrimenti nominata “dama sovranista”) delle cui idee non condivido una virgola. E va beh, può capitare.

La seguo su Twitter, così come seguo svariate altre persone, non con particolare entusiasmo.

Ma è accaduto che ieri, a seguito della pubblicazione di quella che la stessa Totolo definisce una “schedatura” di chi c’è dietro al movimento delle sardine, la sua pagina Facebook (“Dama sovranista”, appunto) è stata oscurata dopo che una serie di post su Facebook aveva invitato a segnalarla:

Cioè, è bastato che qualcuno (più di uno, probabilmente) si attivasse, che segnalasse la presunta scorrettezza “ogni giorno almeno due volte” (sembra la posologia di un medicinale), per fare oscurare una pagina che aveva raccolto oltre 22.000 like? Ma allora basta veramente poco per vedersi tappare la bocca su Facebook. Come se non bastasse il fatto che si è in casa loro e in casa loro (come spiegavo in occasione della messa off line della pagina delle 6000 sardine) si fa quello che loro dicono, senza se e senza ma. Probabilmente se Francesca Totolo avesse avuto un blog personale ospitato su qualche server indipendente anziché affidarsi a Facebook e Twitter a quest’ora sarebbe ancora in linea. Ma basta veramente che qualcosa non piaccia a qualcuno perché questo qualcuno ti segnali agli amministratori e ti faccia segare la possibilità di scambiare opinioni con chi ha deciso di seguirti.

Ripeto, non è in discussione la legittimità del fatto. Probabilmente Facebook avrà le sue ragioni (che non è detto siano perfettamente e pienamente condivisibili) per bannare una pagina dai suoi domini (ragioni che spero siano state debitamente riferite alla Totolo). Ma altrettanto probabilmente (anzi, sicuramente) non è più possibile far sottostare la permanenza su Facebook alle segnalazioni arbitrarie dei suoi utenti. E’ logico che ci sarà sempre qualcuno che si sveglia la mattina assieme a te e che legge i tuoi interventi e siccome non ha nulla da fare ti segnala perché non è d’accordo. Siamo tutti sotto tiro, non ci sono santi che tengano. Ognuno può essere bannato in qualsiasi momento e per qualsiasi ragione. Moltiplichiamo il tutto per i valori esponenziali che raggiunge questo meccanismo perverso a livello di dibattito politico e raggiungeremo il risultato finale: una censura imprevista e imprevedibile la cui mannaia si abbatte su ciascuno di noi. E’ toccato alle 6000 sardine, è toccato alla Totolo. Qui non c’è destra e non c’è sinistra, c’è solo da chiedersi chi sia il prossimo.

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Diffamazione nei confronti di Mauro Voerzio: Giulietto Chiesa patteggia. Ma si è dichiarato colpevole o innocente?

Sono andato a cercare su Google il link a qualche fonte che approfondisse la sentenza che sanziona Giulietto Chiesa a 1500 euro di multa per diffamazione nei confronti del giornalista Mauro Voerzio. Ho trovato questo riferimento

che riferisce che

“Accusato di aver diffamato un reporter italiano nel Donbass, Chiesa non si è dichiarato colpevole…”

mentre andando a controllare la fonte in questione (un articolo di David Puente su Open) si apprende che

“…Chiesa non si è dichiarato innocente preferendo patteggiare”

Insomma, Chiesa si è dichiarato colpevole o innocente? Di certo c’è che patteggiando ha scelto un rito alternativo che costituisce un vero e proprio mostro giuridico. La sentenza per patteggiamento, infatti, pur essendo equiparata a sentenza di condanna, non è ontologicamente una sentenza di condanna, perché per poter arrivare a stabilire la responsabilità penale del reo occorre un procedimento dibattimentale che arrivi alla prova provata mediante il contraddittorio tra le parti (contraddittorio che nell’applicazione della pena su richiesta dell’imputato e del pubblico ministero evidentemente non c’è). Insomma, Chiesa innocente non è, e colpevole nemmeno.

Condiscono l’articolo di Open le scansioni della prima pagina della sentenza di applicazione della pena su richiesta (quella in cui si comminano i 1500 euro di multa, appunto) e il Decreto di Citazione diretta a giudizio in cui si evince il capo di imputazione. Tutto normale, per carità, si tratta di atti pubblici, anche se dalla lettura del dispositivo di sentenza si evince che la stessa è stata emessa “in camera di consiglio”. Mi chiedo, dunque, se fosse stato veramente necessario pubblicare quei documenti che non dànno nessun apporto ulteriore alle informazioni già contenute nell’articolo (entità della pena applicata, scelta del rito alternativo da parte dell’imputato, frasi suppostamente diffamatorie contestate). Me lo chiedo. Ma non trovo nessuna risposta

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Barcellona: trattenuto dai Mossos e denunciato per resistenza l’antropologo Stefano Portelli

Il ricercatore e antropologo italiano Stefano Portelli (@stafe76) è stato trattenuto e denunciato a Barcellona per resistenza ai Mossos. Ecco quanto riferisce Portelli nei suoi Tweet:

“Appena arrivato a #Barna oggi pomeriggio, la sera stessa mi ritrovo trattenuto per un’ora senza ragione da un cordone di Mossos, poi trascinato per il collo da 4 energumeni, identificato e denunciato per resistenza.”

e ancora

“Questa secondo loro sarebbe “resistenza”. Energumeni armati mi sbattono a terra mi trascinano per il collo, si rifiutano di darmi numero identificativo, né niente di scritto e poi dicono “Puoi andare, sei stato denunciato.” (…)

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Turchia: confermata in appello la condanna a 11 giornalisti di opposizione

Apprendo dall’account Twitter di Antonella Napoli che il giornalista investigativo turco Ahmet Sik, della testata “Cumhuriyet” è stato condannato in Appello (lo era già stato in primo grado) assieme ad altri 11 giornalisti e collaboratori del quotidiano turco di opposizione. L’editorialista Kadri Gursel è stato, invece, completamente assolto.

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Rilasciato il Kernel Linux 5.4

Linus Torvalds ha annunciato, come sempre tramite un  messaggio ( http://lkml.iu.edu/hypermail/linux/kernel/1911.3/00186.html ) nella mailing list il kernel Linux 5.4 soprannominato “Kleptomaniac Octopus”, che porta con sé numerose e tante nuove funzionalità, maggiore sicurezza e driver aggiornati per ottenere un migliore supporto hardware. Andiamo con ordine e vediamo quali sono le varie migliorie apportate in questa nuova release. Prima di tutto:
* il supporto per il file system exFAT di Microsoft che ora è finalmente integrato nel kernel per offrire agli utenti un esperienza immediata quando collegano unità formattate exFAT. Ciò è stato possibile in quanto Microsoft ha pubblicato le specifiche del suo file system proprietario ad agosto;
* l’integrazione della modalità di blocco del kernel Linux. Questa nuova funzione di blocco ha principalmente lo scopo di impedire che l’account root possa modificare il codice sorgente del kernel. Ricordiamo che la funzione viene disabilitata per impostazione predefinita e per poterla abilitare, si utilizza il parametro lockdown = kernel. Prevalentemente questa proposta era stata fatta nel lontano 2010 dall’ingegnere di Google Matthew Garrett.
* il supporto per le schede grafiche di AMD come, GPU AMD Radeon Navi 12 e 14, GPU AMD Radeon Arcturus, APU AMD Dali. Inoltre, le CPU AMD Ryzen serie 3000 hanno ricevuto il supporto per la segnalazione della temperatura mentre i microprocessori AMD EPYC hanno migliorato il bilanciamento dei carichi di lavoro.
Altri aggiornamenti integrati e degni di nota sono il supporto per le CPU Intel Tiger Lake, supporto per SoC Qualcomm Snapdragon 855, supporto SoC Intel Lightning Mountain, una nuova funzionalità di sicurezza per rilevare la manomissione dei file chiamata  fs-verity ( https://www.kernel.org/doc/html/latest/filesystems/fsverity.html ) e  dm-clone ( https://www.kernel.org/doc/html/latest/admin-guide/device-mapper/dm-clone.html ) per la clonazione in tempo reale di dispositivi a blocchi e ancora tanto altro.
Bisogna considerare un altro piccolo particolare, cioè che questa versione del kernel è etichettata come
“mainline”, questo significa che viene considerata una versione pre-release non ancora pronta per distribuzioni di massa. Quindi, se anche tu sei curioso di testare queste nuove funzionalità, nel sito  kernel.org ( https://www.kernel.org ) sono presenti per il download i file sorgenti del kernel Linux 5.4.
Fonte:  omgubuntu.co.uk ( https://www.omgubuntu.co.uk/2019/11/linux-5-4-kernel-release-features )
Fonte:  news.softpedia.com ( https://news.softpedia.com/news/linux-kernel-5-4-officially-released-with-exfat-support-kernel-lockdown-feature-528289.shtml )
Fonte:  fossbytes.com ( https://fossbytes.com/linux-kernel-5-4-released-kernel-lockdown-exfat-support/ )

da: Ubuntu – Newsletter Italiana

La newsletter italiana di Ubuntu è pubblicata sotto la licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 ( http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/legalcode ).

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