Mai avuto un conto corrente presso la BNL!

Mi è appena arrivata questa mail di spam apparentemente inviata dal gruppo BNL in cui mi si comunica che i miei fondi potrebbero non essere più disponibili a partire dal 6/11 (domani) per i trasferimenti via bonifico bancario (e ci mancherebbe anche altro!), nonché l’impossibilità dal 10/11 di accedere on line all’Home Banking se non fornisco delle non meglio identificate “informazioni” attraverso una pagina web che, chiaramente, non corrisponde a quella indicata nel link (trucco vecchio come il cucco, ma ci si casca sempre, quindi attenzione!). Voi mi chiederete come faccio a vedere che questa è una mail di spam. Semplice: non ho mai avuto un conto corrente presso la BNL e non dispongo di nessunissimo Token On line. Però magari qualcuni dei miei lettori si ritrova in circostanze diverse e potrebbe aver bisogno di un messaggio di STOP. Ecco, ora ve l’ho dato (poi ditene male…)

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Quelli che Burioni lo chiamano “Bubu”

L’uso dei nomignoli e dei soprannomi può essere anche divertente, per l’amor del cielo. Chiamare la propria fidanzata “Ciccina” (Ciccina??), il proprio gatto “Fufi”, Paolo Attivissimo “Topone” (Topone??) può essere un atteggiamento di affetto e di confidenza che, anche se non compreso o gradito dalla maggior parte delle persone che lo percepiscono, rivela indubbiamente una intimità rara.

A volte, però, mettere un soprannome può essere una condanna a morte. Dove io abito c’è l’usanza di mettere nomignoli a tutti: e il nomignolo che ti affibbia il popolo te lo mantieni per tutta la vita. Un conto è se ti tocca un appellativo neutro (tipo “lu marchiciane”, cioè colui che viene dalle Marche), altro conto è se ti chiamano Peppe “lu zuzzone” (magari padrone dell’omonimo ristorante le cui condizioni igieniche sono già incorporate nel soprannome prescelto), perché zuzzone sei, zuzzone sei chiamato e zuzzone resti per tutto il resto dei tuoi giorni.

Ho scoperto ieri che Roberto Burioni in rete lo chiamano “Bubu”. Per carità, “Bubu” è un personaggio simpatico, l’amico di Yoghi, l’orso del parco di Yellowstone che va in giro a fregare i cestini da picnic ai visitatori, sempre inseguito dal Ranger Smith, devo poi riconoscere che l’appellativo appare particolarmente azzeccato perché rappresenta il raddoppiamento delle prime due sillabe del cognome dello scienziato. Come potrebbero dirlo i bambini, che quando imparano a parlare duplicano un elemento linguistico ad libitum. Forse, inoltre, in alcune foto c’è una certa somiglianza fisica tra la persona e il personaggio. Non c’è che dire, “Bubu” gli sta proprio bene ed è simpatico. Però è da carogne. Perché l’appellativo viene usato solo dagli avversari ideologici di Burioni. I novax, coloro che lavorano in ambiti e in aziende omeopatiche, i sostenitori della letalità dei vaccini, quelli dell’efficacia di acqua e zucchero. Se vado su Google a cercare la stringa “Bubu Roberto Burioni” trovo circa 1600 risultati. Ecco, a titolo di esempio, solamente i primi quattro:

Cioè, da un atteggiamento simpatico e scanzonato si è arrivati all’uso del soprannome come “sfottò”. Come in questo caso, successivo alla critica di Burioni a Dario Chiriacò, un medico omeopata, a proposito della quale una utente Facebook ha scritto:

Usare un nomignolo a mo’ di sfottò, dicevo, significa non porsi mai e non volersi mai porre sullo stesso livello dell’avversario, ma trattarlo come qualcuno (se non come qualcosa) di diverso da noi e, proprio per questo, da trattare come un oggetto di pura ilarità (senza contare che anche e persino “Bubu” è nome proprio di persona -o di personaggio- e che richiederebbe la lettera maiuscola, che la mittente del messaggio ha pericolosamente padellato).

In breve, solidarietà al dottor Burioni anche per queste noie che, ne sono convinto, saprà sopportare con senso dell’umorismo e leggerezza. Si sa che chi non ha esaurito gli argomenti, o non ne ha mai avuti, passa immediatamente dal piano del confronto delle idee a quello dell’attacco personale. Come dice il motto del blog, “prima ti deridono”. Ed è solo il primo passo verso azioni più gravi, ma che porta, poi, inevitabilmente alla vittoria.

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Mozilla Firefox 70 è finalmente disponibile!

È finalmente disponibile su tutti i repository ufficiali l’ultima versione del browser Web Mozilla Firefox 70. Questa versione, rispetto alle altre, introduce una maggiore protezione della privacy attraverso svariati strumenti come per esempio, l’ Enhanced Tracking Protection, un sistema che blocca il tracciamento dell’utente per mezzo di cookies, la protezione del social tracking, Firefox Lockwis che tradotto non è altro che un gestore di password che sincronizza le proprie password tra diversi dispositivi in cui è installato Firefox, Firefox Monitor che ti avvisa se ci sono state violazioni dei tuoi account e l’aggiunta di un nuovo indicatore nella barra degli indirizzi quando un sito Web vuole conoscere la tua geolocalizzazione. Questo lato security, mentre lato di prestazioni ed estetica, si è migliorato il caricamento delle pagine fino all’8%, si è esteso la modalità scura a tutte le pagine integrate e migliorata la leggibilità dei testi sottolineati. Inoltre, sono presenti numerose nuove funzionalità per gli sviluppatori web e un sacco di correzioni di sicurezza per le ultime vulnerabilità identificate; infatti, tramite il comunicato, si può leggere:
“Sono stati rilevati problemi di sicurezza in Firefox. Se un utente veniva indotto ad aprire un sito Web appositamente predisposto, un utente malintenzionato poteva potenzialmente sfruttare la pagina creata per causare un diniego del servizio, eludere le restrizioni di sicurezza imposte dal browser o eseguire codice arbitrario.”
Se anche tu stai usando Ubuntu 19.10 (Eoan Ermine), Ubuntu 19.04 (Disco Dingo), Ubuntu 18.04 LTS (Bionic Beaver) o Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus), ora puoi installare o aggiornare il tuo browser Firefox all’ultima versione dai repository, dove naturalmente tutto quello che devi fare è aprire la finestra “Aggiornamenti software” e applicare tutti gli aggiornamenti disponibili. Oppure, più semplicemente puoi aprire il  terminale ( https://wiki.ubuntu-it.org/AmministrazioneSistema/Terminale ) e digitare il seguente comando:
sudo apt update && sudo apt install firefox
Come sempre, una volta che arriva un nuovo aggiornamento, consigliamo a tutti gli utenti di installarlo il prima possibile perché risolvono bug e problemi di sicurezza.
Fonte:  mozilla.org ( https://www.mozilla.org/en-US/firefox/70.0/releasenotes/ )
Fonte:  news.softpedia.com ( https://news.softpedia.com/news/mozilla-firefox-70-is-now-available-for-all-supported-ubuntu-linux-releases-527969.shtml )
Fonte:  omgubuntu.co.uk ( https://www.omgubuntu.co.uk/2019/10/firefox-70-new-logo-download )

dalla Newsletter Italiana di Ubuntu. La newsletter italiana di Ubuntu è pubblicata sotto la licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 ( http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/legalcode )

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Rilasciato LibreOffice 6.3.3 con più di 80 correzioni di bug

The Document Foundation ha rilasciato il terzo aggiornamento per la suite per ufficio open source e multipiattaforma, LibreOffice 6.3. Questa versione, aggiunge un mese di correzioni di bug e porta con sé  una maggiore qualità e compatibilità, ricordando che attualmente la suite è destinata agli utenti esperti e agli appassionati di tecnologia. Per mettere tutti i puntini sulle “i”, i bug corretti sono in totale di 83 come documentato dal changelog al  seguente indirizzo ( https://wiki.documentfoundation.org/Releases/6.3.3/RC1 ). Lo stesso Italo Vignoli ha espressamente  dichiarato ( https://blog.documentfoundation.org/blog/2019/10/31/tdf-releases-libreoffice-633/ ):
“Per le implementazioni di livello aziendale, TDF consiglia vivamente di ottenere LibreOffice da uno dei partner dellecosistema per ottenere versioni supportate a lungo termine, assistenza dedicata, nuove funzionalità personalizzate e altri vantaggi, inclusi gli Accordi sui livelli di servizio (SLA)”.
Per ora, consigliamo a tutti gli utenti di eseguire l’aggiornamento alla versione LibreOffice 6.3.3 il prima possibile. Il prossimo aggiornamento – 6.3.4 – dovrebbe uscire a metà dicembre con ancora più correzioni, traduzioni e altre modifiche che contribuiranno alla stabilità e affidabilità della piattaforma LibreOffice. Ricordando che i requisiti minimi per i sistemi operativi proprietari sono disponibili nella  seguente pagina ( https://it.libreoffice.org/supporto/requisiti-sistema/ ), mentre per i sistemi GNU/Linux, si ricorda principalmente come regola generale, che è sempre consigliabile installare LibreOffice utilizzando i metodi di installazione raccomandati dalla propria distribuzione Linux, come ad esempio, l’uso dell’ Ubuntu Software Center per Ubuntu. Gli utenti di LibreOffice, i sostenitori del software libero e i membri della comunità possono supportare The Document Foundation attraverso una  piccola donazione ( https://www.libreoffice.org/donate ). Le vostre donazioni aiutano The Document Foundation a mantenere la sua infrastruttura, condividere la conoscenza e a finanziare attività delle comunità locali.
Fonte:  news.softpedia.com ( https://news.softpedia.com/news/libreoffice-6-3-3-office-suite-released-with-over-80-bug-fixes-download-now-528067.shtml )

dalla Newsletter Italiana di Ubuntu – La newsletter italiana di Ubuntu è pubblicata sotto la licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 ( http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/legalcode )

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