17,09 euro a Kiva.org per aiutare Fatou Ndiaye in Senegal

Oggi ho fatto una buona azione.

E’ bello perché dopo si ha una sensazione stile Qui, Quo e Qua e le Giovani Marmotte. Manca solo il Gran Mogol.

Mi sono iscritto a Kiva (www.kiva.org) forse il più grande e conosciuto tra i siti di social lending del mondo.

Si tratta di microprestiti a persone che vivono nei paesi in via di sviluppo e che hanno bisogno di piccole cifre (per noi che viviamo nell’Europa opulenta) per aprire una piccola attività commerciale o per mantenerla.

Spesso sono persone che hanno alle spalle situazioni familiari e personali molto spiacevoli.

Non si guadagna un belino di niente nel prestare soldi a queste persone tramite questa associazione. Anzi, si rischia anche che le microrate non vengano rimborsate (è raro che succeda, ma può accadere).

Ho prestato 25 dollari a Fatou Ndiaye che non so nemmeno chi sia, era la prima persona che mi è apparsa sulla home page di www.kiva.org.

25 dollari è la cifra minima che si può prestare, e viene suddivisa in rate mensili. In realtà Fatou ha bisogno di 1150 dollari, che ripagherà in 15 rate.

Al cambio attuale di PayPal (che lo sanno loro dove dorme ‘r pórpo…) fanno 17,09 euro netti. Cioè il corrispondente di un libro in edizione economica.

Man mano che i fondi vengono restituiti si può decidere se reinvestirli prestandoli ad altri o riprenderseli.

Riprestandoli si fa girare l’economia, quella vera, quella che non ha bisogno di banche.

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