120 euro di puro tremendismo

Premessa: ogni tanto ho comprato (soprattutto) libri, ma anche qualche CD audio da Amazon. So che non è il massimo del politically correct, ma la merce arriva velocemente e costa poco. Meno male che ora Renzi ci dà 80 euro, così potremo fare in modo di comprarci i libri anche da altri fornitori.

Su Amazon, dunque, si possono comprare anche libri nuovi o usati venduti da altri che non sono Amazon. Difficilmente trovate fornitori italiani, molto più spesso esteri. Per cui potete togliervi lo sfizio di pagare un libro usato pochissimi centesimi e di spendere svariati euro per le spese di spedizione. Ma il web è sempre il web, ci fa sentire liberi.

Liberi anche di andare a cercare un titolo spagnolo, “La familia de Pascual Duarte” del Premio Nobel Camilo José Cela. E’ un romanzo dei primi anni ’40 del secolo scorso. In italia ne esiste una traduzione -pessima, per la verità- di Salvatore Battaglia, poi ciccia perché a parte il periodo del Nobel in cui vendette il giusto, Einaudi non ha pensato di farlo tradurre di nuovo. E’ un romanzo molto breve, circa 120 paginette, nell’edizione che ho io che, si veda il caso, è la stessa mostrata nell’annuncio, e pubblicata in una collana che si chiama “destinolibro”. E’ considerato il capostipite (e anche unico rappresentante) della letteratura “tremendista” (che è una definizione del cazzo). Destinolibro pubblica quelli che ormai sono diventati dei classici in versione economica e tascabile. Ha degli autori assolutamente degni di nota, da Delibes alla Matute. In Italia potrebbe essere paragonata agli Struzzi della stessa Einaudi, per esempio. In breve, buone edizioni che costano relativamente poco.

A meno che uno “La familia de Pascual Duarte” non se lo compri da MurrayMediaUK dove lo paga la bellezza di 120 e rotti euro (spero sia la prima edizione!). Dico, 120 euro per una edizione comune e facilmente reperibile. E’ un po’ come vendere per quella stessa cifra un Oscar Mondadori di Moravia.

Io non so se c’è qualcuno che glielo compra. Mi piacerebbe tanto vederlo in faccia.

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