Rumpelstilzchen – Traduzione di Antonio Gramsci – Audiolibro (Kobo, Google Play, Barnes and Noble e altri)

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La favola di “Rumpelstilzchen”, letta da me, su Google Play, Kobo e altri.

https://play.google.com/store/audiobooks/details/Jacob_Grimm_Rumpelstilzchen?id=AQAAAEBCzSONcM

https://www.barnesandnoble.com/w/rumpelstilzchen-jacob-grimm/1142646009

https://libro.fm/audiobooks/9798822635883

https://www.kobo.com/us/en/audiobook/rumpelstilzchen-21

 

“Le fonti di Fabrizio De André” rifiutato da Kobo Writinglife

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Il mio ebook “Le fonti di Fabrizio De André” è stato respinto da Kobo Writinglife. Ecco le motivazioni ricevute:

—–

Hi,

Thank you for your interest in publishing with Kobo Writing Life. Unfortunately your title Le fonti di Fabrizio De André has been rejected for the following reason(s):

  • We will not be accepting books that create an unsatisfactory or incomplete experience for readers. We apologize for any inconvenience.

Please make the appropriate changes and republish your title. If you republish your title without making any changes, it will be rejected again.

If you have any questions, please don’t hesitate to contact us at …

Sincerely,

The Kobo Writing Life Team

Sonetos del amor oscuro – Federico García Lorca – Audiolibro

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Ecco i principali distributori della mia lettura dei “Sonetos del amor oscuro” di Federico García Lorca:

https://www.kobo.com/us/en/audiobook/sonetos-del-amor-oscuro-varia

https://play.google.com/store/audiobooks/details/Federico_Garc%C3%ADa_Lorca_Sonetos_del_Amor_oscuro_Vari?id=AQAAAECC5VOlwM

https://libro.fm/audiobooks/9798822605541 https://www.barnesandnoble.com/w/sonetos-del-amor-oscuro-varia-federico-garc-a-lorca/1142214017

https://www.audiobooks.com/audiobook/sonetos-del-amor-oscuro-varia/623055

Il blog riprende, ma…

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Il blog riprende. Ma non sarà più un blog di opinione.

Lo userò solo per comunicare, a chi lo vuole, le novità della mia attività editoriale digitale, di scrittore e curatore.

Pian piano i post vetusti saranno eliminati (sono già a buon punto) dalla pubblica visibilità per diventare privati. Inutile esprimere opinioni quando la libertà di opinione non esiste.

Adelante, Pedro, con juicio.

Liber Liber: la durata “ragionevole” dei diritti d’autore potrebbe essere fissata in DUE anni

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Il primo gennaio di ogni anno è la giornata internazionale del pubblico dominio. Bella ricorrenza, ma io, che, pure, di pubblico dominio dovrei occuparmi con maggiore solerzia, lascio sempre trascorrere qualche giorno prima di rifletterci.

Ogni primo gennaio che Dio mette in terra, si compiono i settant’anni dalla fine dell’anno solare dalla morte di autori letterari e non, le cui opere cadono, appunto, in pubblico dominio, e possono essere pubblicate da chiunque, sia a pagamento che gratuitamente. Quest’anno è la volta di un gigante della letteratura italiana come Cesare Pavese. Solo per fare un esempio.

Per fortuna che Liber Liber mi richiama al mio dovere, e pubblica un articoletto (non firmato, chi sarà l’autore) per ricordare, a suo modo, la lieta ricorrenza. Per carità, tutto legittimo, ci mancherebbe anche altro. Solo che c’è un piccolo dettaglio da discutere.

In un passo della nota si legge:

“Ai grandi editori non piace il pubblico dominio perché a loro non piace la concorrenza, così inducono i politici a dilatare sempre di più la durata del copyright (siamo arrivati a 70 anni dopo la morte dell’autore in Europa e a 99 anni negli USA, quando una durata ragionevole non supererebbe i 2 anni).”

Ho letto bene? 2 anni soltanto affinché le opere di un autore entrino in pubblico dominio? E’ questo quello che auspica veramente Liber Liber per la durata massima dei diritti d’autore in Italia e in Europa? Ma stiamo scherzando?? Vorrebbe dire che gli eredi di un autore potrebbero usufruire per SOLI due anni del diritto di sfruttamento economico delle opere del loro congiunto, ormai andato nel mondo dei più. 2 anni di diritti d’autore non sono nemmeno una pensioncina di reversibilità, una pensione sociale, la pensione delle casalinghe. Ora ci scherzo, ma pensiamo alla situazione degli eredi di un genio come Emilio Salgari, morto suicida e sfruttato dagli editori fino alla fine. Ha lasciato la famiglia nella povertà. Come avrebbero fatto a tirarsi su queste povere creature della moglie e dei figli di Salgari se non ci fosse stata (nel 1941, in piena guerra, e quindi con grande distanza dalla data di morte dello scrittore) una legge che stabilisce il massimo della durata dei diritti d’autore (allora erano 50 anni)?

Il diritto d’autore è una cosa seria su cui non me la sentirei di improvvisare o azzardare qualsiasi ipotesi. Ci sono artisti che hanno raggiunto la notorietà solo dopo la morte, magari avvenuta in completa povertà ed indigenza (come quella di Riccardo Bacchelli), ci sono di mezzo casi umani che non possono essere contemplati se non da una legge che conservi i diritti per un tempo più ampio. 70 anni va bene, e se mi adeguo io può adeguarsi anche Liber Liber.

Didattica a distanza e riapertura delle scuole

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Mancano quattro giorni al 7 gennaio, la data fissata dal MIUR per il rientro in presenza al 50% nelle scuole superiori e in tutte le altre scuole di ogni ordine e grado.

La situazione è catastrofica. Ieri il rapporto tra tamponi effettuati e casi positivi riscontrati è schizzato al 17,6%, abbiamo solo lo 0,07% della popolazione vaccinata, e l’indice Rt non accenna a calare sotto l’1%. Brutto quadro in cui la riapertura delle scuole si andrebbe a inserire come una vera e propria carneficina.

Nel Lazio rientra già nel novero delle possibilità uno slittamento all’11 gennaio (cioè quando non avremo ancora i dati relativi al Capodanno e alle feste clandestine con assembramenti selvaggi), i sindacati invocano il test per tutto il personale della scuola e per gli studenti, con la richiesta di ALMENO due settimane di rinvio. Troppo poco. Pero algo es algo, dicono gli spagnoli.

Le vaccinazioni vanno avanti lentamente. Troppo lentamente. Di questo passo non ce la faremo mai. Il ministro Azzolina ostenta sicurezza, ma da quello che scrive oggi Lucio Ficara su “Tecnica della Scuola”, in caso di una più che probabile crisi di governo, la poltrona del Ministero dell’Istruzione sarebbe una delle prime a zompare.

Riaprire le scuole il sette gennaio sarebbe esattamente come aprire le porte al virus e moltiplicare in modo esponenziale le occasioni di contagio. La Didattica a Distanza ha certamente aiutato a prevenire contatti, rischi, assembramenti. Come dice, e con ragione, la mia amica Professoressa Cecilia Fontanella, instancabile attivista pro-DAD, la Didattica a Distanza costituisce il primo vaccino pre-vaccino. Prima la salute e l’incolumità di tutti. Ma da questo orecchio il MIUR, con la sponda della Presidenza del Consiglio, sembra non sentirci. Eppure la questione è stata sollevata dalla totalità dei sindacati generali e di categoria, nonché da alcune forze della maggioranza di governo.

E’ chiaro che riaprire le scuole il sette gennaio costituirebbe l’esito vincente di un braccio di ferro politico prepotente, non certo la soluzione di un problema visto alla luce dei dati epidemiologici e dell’ascolto doveroso che si deve agli uomini di scienza e a chi ne sa molto, ma molto più di chi ci governa.

Speriamo in bene. Ma prepariamoci al peggio.

Il “pacco sorpresa” di Nannucci

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C’erano una volta quelli che compravano i dischi (i 33 giri, sì, insomma, gli LP) da Nannucci a Bologna.

Per noi che vivevamo in provincia, e che i negozi di dischi più forniti erano a 30 km., in città, comprare da Nannucci era una vera manna. Soprattutto perché eravamo assetati di (buona) musica, ma sempre privi di quattrini. Certo, i più facoltosi compravano bootleg e dischi di importazione da Carù, altro storico store che vendeva per corrispondenza (non c’era Amazon, allora), ma per noi proletari Nannucci era il massimo.

Ogni volta che arrivava il nuovo catalogo di Nannucci, era come se ti si aprisse un mondo sfavillante, pieno di occasioni e di offerte speciali che cominciavano da 1900 lire, che erano poche anche allora. Mi ricordo sempre che a quel prezzo c’era giusto “La cantata dei pastori” della Nuova Compagnia di Canto Popolare, titolo che mi accaparrai in una ordinazione, diventando orgoglioso proprietario della versione autentica di “Tu scendi dalle stelle”, che altro non era che una canzone tradizionale napoletana intitolata “Quanno nascette ninno”, nell’interpretazione incomparabile di Peppe Barra.

Ma se osavi due lire in più, c’era sempre qualcosa di purtuttavia accattivante. Ri cordo di aver comprato a 3900 lire (una bazzecola confronto al valore dell’opera) un meraviglioso “Novella” dei Renaissance, che conservo ancora. A tutt’oggi “The Captive Heart” mi mette i brividi.

Insomma, c’era una vasta scelta. E poi, se volevi, c’erano anche i titoli a prezzo intero. Non so come facesse Nannucci a fare quei prezzi. O ne avevano molte copie, o non li vendevano, oppure erano copie si serie B perché presentavano una stellina bucata sulla copertina, un taglietto laterale, tutta roba che a malfatica si vedeva e che, per noi che volevamo il disco in vinile da posare sul piatto, non costituiva certo un impedimento.

Una delle trovate più geniali che la mente di Nannucci abbia partorito è stata sicuramente quella del PACCO SORPRESA. Con 9900 lire (una diecimila, insomma, appena appena la benzina per andare di qui a lì), spese di spedizione incluse, ricevevi ben 10 LP a loro insindacabile scelta. Non era previsto il diritto di recesso, allora, e quello che ti toccava ti puppavi. Io e Bico (l’amico di sempre) facemmo queto ragionamento: se anche c’è un solo titolo valido, ce lo siamo ripagati. Mettemmo 500 lire per uno, e le 100 lire che vanzavano le sputtanammo ai videogiochi, in attesa che arrivasse la corposa spedizione.

Ci trovammo dentro un LP di poesie lette e declamate da Gino Cervi, tra cui l’olimpica “Salve, Piemonte!” di Giosuè Carducci (l’antesignano dell’audiobook!) e uno Zecchino d’Oro del 1972, ma ben tenuto e come nuovo di trinca. Il resto sinceramente non me lo ricordo, doveva essere della disco music, e nemmeno di eccellente qualità. Ma fummo molto felici di non aver sperperato poi tutti questi denari al vento.

A Nannucci telefonai una decina di anni fa, e mi feci mandare l’opera completa di Bach a un prezzo da stracciarolo (ultima copia rimasta). Poi più nulla. Voglio dire, Nannucci, dopo una breve presenza sul web, ha chiuso. Niente più cataloghi semestrali e niente più pacchi sorpresa. Forse doveva andare così. Forse no. Ma eccomi qui a rendere omaggio a quello storico fornitore che mi ha regalato (o venduto a prezzi convenienti) quasi tutti i miei dischi. E addio pacco sorpresa!

Installare WordPress, evitare lo stress e altre porcheriole

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Beh, il 2021 inizia sotto i migliori augurii (o auspicii, fate un po’ voi!).

E’ uscito oggi in e-book il libro scritto a quattro mani con Marialuisa Basile “Installare WordPress, ed evitare lo stress”. Mi fa piacere farne partecipi i lettori del blog, perché sono quelle piccole soddisfazioncine che durano un giorno, ma che ti permettono di guardare il prossimo dall’alto in basso, e, magari, sparargli anche due o tre raudi fischioni avanzati ai piedi.

Si tratta solo di una versione beta, lo devo ancora rivedere (mi sono stati segnalati dall’implacabile Essebì degli errori che non dovrebbero proprio starci), ma intanto è disponibile su Amazon la versione Kindle. La versione e-pub sarà disponibile a giorni, se non a ore, sugli store più importanti (Mondadori, Feltrinelli, IBS, libreriauniversitaria.it, Hoepli e svariati altri). Amazon ha deciso (bontà sua) di applicarvi uno sconticino. Insomma, approfittatene, così io divento ricco.

Novità di rilievo anche sul fronte del mio vecchio racconto lungo (o romanzetto brevissimo, anche qui fate un po’ voi) “Nunc et in hora mortis nostrae”, di cui è uscita la versione audiolibro, che se avete Audible vi incoraggio a scaricare qui:

https://www.audible.it/pd/Nunc-et-in-hora-mortis-nostrae-Audiolibri/B08GQ5VFXK

Alla chetichella, oltre alla versione Kindle, è uscita anche la versione e-pub, per i puristi e i pignolini. La trovate a uno dei seguenti link:

https://www.mondadoristore.it/Nunc-et-in-hora-mortis-nostrae-Valerio-Di-Stefano/eai979122031131/

https://www.ibs.it/nunc-et-in-hora-mortis-ebook-valerio-di-stefano/e/9791220311311

https://www.lafeltrinelli.it/ebook/valerio-stefano/nunc-et-hora-mortis-nostrae/9791220311311

Quella cartacea, per chi ama sniffare l’inchiostro, è sempre disponibile su:
https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/narrativa/42831/nunc-et-in-hora-mortis-nostrae/

Ma c’è di più. Stamattina il prode Franco Probi (o Caciagli Edo, ora non rammento) mi ha omaggiato della versione radiofonica tratta dall’audiolettura del racconto, e ne ha fatto materiale da trasmettere nella sua “Nuova Radio” (che potrete ascoltare in streaming spippolando sull’iconcina qui a fianco, sulla colonna a destra del blog). Anche qui vi do il link:

https://www.valeriodistefano.com/nunc.mp3

Come sempre, la versione PDF e l’audiolettura del libro saranno sempre libere e gratuite su classicistranieri.com alla voce
http://www.classicistranieri.com/audioletture/

Sì, maramaldi che altro non siete, potete scaricare il tutto anche gratis, senza pagare una lira. Ma se ci tenete ad aiutarmi scaricatevi Audible (il primo mese di ascolto è gratis, che volete di più??) o compratevi una edizione a pagamento.

E a proposito di Audible, giusto per dovere di completezza, e anche per tirarmela un altro pochino, eccovi i link alle audioletture d’autore messe in linea in questo periodo. Ma badate bene che ho intenzione di fare sul serio e ne ho già pronte un’altra ventina:

Vamba: Il giornalino di Gian Burrasca
https://www.audible.it/pd/Il-giornalino-di-Gian-Burrasca-Audiolibri/8831692143

Pirandello: La giara
https://www.audible.it/pd/La-giara-Audiolibri/8831691171

Collodi: Pinocchio
https://www.audible.it/pd/Pinocchio-Audiolibri/883169183X

Verga: Storia di una capinera
https://www.audible.it/pd/Storia-di-una-capinera-Audiolibri/8831691686

De Amicis: Cuore
https://www.audible.it/pd/Cuore-Audiolibri/883169216X

Stecchetti: Postuma
https://www.audible.it/pd/Postuma-Audiolibri/883169281X

Te piace ‘o presepe?

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Ora, io pregiudialmente non ho nulla contro i remake, i sequel, le cover, i film tratti da romanzi e i romanzi tratti da film (una volta esistevano anche quelli!).

Ma ci sono delle cose sacre che non mi devono assolutamente toccare. Come, per esempio, la trilogia di “Amici miei” di Monicelli-Loy (da cui è stato tratto un film ambientato nel ‘400, di gusto quanto meno discutibile), come la trilogia (anche se il terzo lo piglio di tacco) de “Il Padrino”, i due “Brancaleone” con Vittorio Gassmann e poco altro. Ecco, lì non ammetto niente.

Tra questo poco “altro” figura “Natale in casa Cupiello”, il capolavoro forse più famoso di Eduardo De Filippo. Lo conosco a memoria e sono il felice proprietario di un DVD edizione extra lusso che riporta l’edizione televisiva del ’78 (con una Pupella Maggio e una Lina Sastri da urlo!), quella del ’62 in bianco e nero (meno incisiva, forse, ma ugualmente storica) e quella radiofonica del ’58.

Io “Natale in casa Cupiello” lo conosco a memoria (come tutte le altre opere citate), potrei dire tranquillamente quale personaggio dice che cosa e in quale atto del Capolavoro, chi risponde, cosa risponde e perfino con quale stato d’animo.

E ieri sera è andata in onda in prima visione RAI una revisione della commedia in versione filmica. Opera legittima ma altrettanto legittimamente criticabile. Sarà stato bravo Sergio Castellitto a reinventarsi il personaggio di Don Luca, a farlo perfino fumare mentre va a comprare i pastori a San Biagio dei Librai, gli sceneggiatori saranno stati abili ad adattare un testo scritto per il teatro alle esigenze di una trasposizione cinematografica, sarà stata una “novità”, per la carità di Dio, non lo voglio minimamente mettere in dubbio. Ma “Natale in casa Cupiello” no. A me le interpretazioni di Eduardo non me le tocca nessuno. Quando Don Luca si sveglia, prende il caffé (che “fète ‘e scarrafone”), si alza traballante dal letto, finge di recitare le preghiere, traballa, ripete per tre volte la battuta “Questo Natale si è presentato come comanda Iddio!” e chiede alla moglie Concetta se fuori fa freddo. E’ un testo sacro, che non va toccato. Lasciateci Tommasino (Nennillo), coi suoi lampi di genio (da “Nun me piace ‘o presepe!” alla lettera scritta alla madre e fatta trovare sotto al piatto in cui dice “Ho deciso, mi voglio cambiare!”), lasciateci Ninuccia (“Mammà’ chelli s’accìdeno!) interpretata da quello splendore che è Lina Sastri, lasciateci Zio Pasqualino (che non poteva trovare “le scarpe sue” perché Nennillo se le era rivendute), il cornuto Nicolino e, perfino, l’amante di Ninuccia, Vittorio Elia (“Nun te vo’ ‘bbene muglièreta!”). Lasciateci la meraviglia di Don Luca davanti al giocattolino del presepe (“lo faccio per me… ci voglio scherzare io”) di fronte alla sbrigativa Donna Concetta (quella che “aveva a nasecre co’ ‘o cazone”) che gli dice “Io nun capisco che ‘o fai affà’ ‘stu presepe. Tempo sprecato, denari che se ne vanno, venisse almeno bene…”). Lasciateci l’originale di Nennillo che ripete fino all’ossessione “Nun me piace ‘o presepe”. Il pubblico non è ancora pronto per veder rappresentato un canovaccio diverso da quello fissato nel testo lucido e senza sbavature delle Cantate dei giorni pari e dei giorni dispari. Abbiamo ancora nelle orecchie l’arte di Eduardo che biascica parole senza senso nel letto in cui giace malato raccontando “‘o fatto ‘e faggiòle”, e quando alla fine perde lo sguardo lontano lontano, in presepe magnifico e immaginario. Perché è bello, ‘o presepe!

Tra cento anni, forse, ci sarà ancora chi rappresenterà “Natale in casa Cupiello” in modo diverso, discostandosi (ma quanto, poi?) dall’opera originale e dal suo mirabile creatore, ma adesso no, ce vo’ tiempo ancora. Ha da passà’ ‘a nuttata.

Del bello dell’ascoltare gli audiolibri su Audible e altri incidenti

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Il mondo degli audiolibri e delle audioletture è veramente straordinario.

L’ho scoperto da poco, almeno dal punto di vista stettamente commerciale, perché sono anni che i libri letti (e perfino scritti) da me circolano gratuitamente su classicistranieri.com.

Ora sono in vendita anche su Audible, che è un’iniziativa interessantissima. Ci sono solo 9 miei titoli, ma presto (spero) ne saranno inseriti un’altra ventina, comprese le mie le mie lezioni-conferenze all’Università della Terza Età. Insomma, si guadagnicchia, via.

L’audiolettore medio è un po’ paragonabile al melomane che va a teatro con lo spartito e bacchetta il direttore d’orchestra per un fa diesis cannato o i cantanti per un’interpretazione particolarmente infelice. C’è una concorrenza spietata tra lettori ed editori (soprattutto di alcune opere di pubblico dominio), ognuno interpreta un’opera a suo modo e il pubblico vota con un minimo di una stella e un massimo di 5 stelle (“5 stelle” è il vertice più politico delle audioletture) l’interpretazione e il contenuto dell’opera. E c’è gente veramente senza pietà. Per un nonnulla, per una cosa minima (e quando dico “minima” intendo proprio dire di entità trascurabile), sono pronti a stroncarti su due piedi e far scivolare, con un commento negativo, il tuo lavoro alle ultime posizioni della pagina, in modo che nessuno o pochissimi vadano a scaricarla. E bravi, così si fa.

Per fortuna, a parte qualche eccezione, le mie interpretazioni piacciono abbastanza, la gente è gentile con me, anche troppo.

C’è un signore che è stato entusiasta del mio “Pinocchio” di Collodi. Mi ha dato 5 stelle (voto davanti al quale m’inchino, ma mi gratto anche amabilmente i coglioni) e ha commentato così:

Ecco, avrei preferito mille, diecimila volte, ricevere una sola stella e senza commento, che cinque stelle di gradimento con quell’orribile aggettivo “toshano” con l’h aspirata, perché si sa che noi toscani ci mangiano tutte le c, e allora non c’è niente di peggio di una persona che voglia fare il piacione e il compagnuccio di merende, quello che ti dà una pacca sulla spalla, e prova a sposare la parlata, fiorentina o labronica che sia, per farti piacere. Invece deve sapere questo curioso signore che in Toscana “toshano” si dice “toscano”, come in italiano, esattamente come si di “vado a ccasa” (con la /k/ doppia) e non “vado a hasa”. E’ una regola fonetica che si chiama raddoppiamento fonosintattico, sicché vi dovete mettere l’animo in pace. /tos’kano/ si dice, e senza nessuna eccezione.

Per cui, anch’io mi sono iscritto a Audible e sto scaricando un po’ di robetta molto buona. Tra l’altro il fatto che ci sia qualcuno che legge per me, mi rende molto felice (oltre, naturalmente, ai quattrini che vengono dagli ascolti dei miei audiolibri -più ascoltate e più io guadagno, sappiatelo!-). Sono pigro e soffro di presbiopia, sicché la sera invece di sforzarmi gli occhi, mi metto le cuffiette e mi lascioa addormentare dalla lettura di qualcuno. Primo libro ascoltato per intero “Per legge superiore” di Giorgio Fontana (questo ragazzino scrive maledettamente bene!), e successivamente ho attaccato “Accabadora” di Michela Murgia, letto dalla stessa autrice. Una scoperta, per fortuna.

Perché non è detto che un audiolibro, siccome è letto dallo stesso autore debba per forza essere anche piacevole ad ascoltarsi, a volte è proprio una gran rottura. Michela Murgia rende molto bene il suo bellissimo romanzo. ma Gianrico Carofiglio che legge il suo “Testimone inconsapevole” è veramente una gran pena finirlo di ascoltare. Sarebbe stato meglio che fosse stato letto da qualche attore professionista. Sì, d’accordo, l’autore dà il tono e l’interpretazione secondo le sue intenzioni narrative ed è, in un certo senso, una operazione filologica. Ma non è detto che abbia una voce gradevole e che non legga in modo assolutamente noioso (come in passato hanno imputato a me).

Insomma, mi sono iscritto ad Audible e ne sono contento, più che soddisfatto. Costa solo una decina di eurini al mese, e un Oscar Mondadori costa su per giù quella cifra, solo che non avete 60.000 titoli a disposizione e nessuno che li legga per voi. Insomma, ve lo consiglio, oltretutto il primo mese è gratis. Quindi fatemi questo favore, così io divento ricco. O magari fate diventare ricco qualun altro, che ne so? Fatto sta che è e resta una bellissima esperienza. Forse.

Il regalo di Natale di classicistranieri.com

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In occasione delle prossime festività, assieme alla deliziosa vignetta del Maestro Federico Maria Sardelli qui raffigurata, classicistranieri.com, oltre ad augurare ai suoi utenti ogni bene e un 2021 ricco di soddisfazioni, ha pensato di regalarvi 101 audiolibri tratti da Librivox.org. Si tratta di un vero e proprio maremagnum di registrazioni da scaricare a vostro bell’agio e da ascoltare (auspicabilmente) durante queste feste di clausura. Vi posto di seguito i link al materiale, rinnovandomi il mio più sincero augurio di serenità.

Valerio Di Stefano per classicistranieri.com

About – Le Nez d’un notaire
Alarcon – Capitan Veneno
Alighieri – Divina commedia
Alighieri – Rime
Allais – A se tordre
Anonimo – Lazarillo de Tormes
Apollinaire – Alcools
Balzac – La Fille aux yeux d’or
Balzac – Le Pere Goriot
Barrili – Galatea
Barrili – L’undecimo comandamento
Barrili – Ritratto del diavolo
Baudelaire – Les Fleurs du mal
Becquer – Desde mi celda
Blasco Ibanez – Canas y barro
Blasco Ibanez – La Barraca
Cabeza de Vaca – Naufragios
Calderon de la Barca – La vida es sueno
Campana – Canti orfici
Carducci – Odi barbare
Carroll – Alice nel paese delle meraviglie
Castro – El caballero de las botas azules
Cervantes – Don Quijote de la Mancha
Cervantes – Persiles y Sigismunda
Clarin – La Regenta
Collodi – Pinocchio
Corneille – Le Cid
Dario – Abrojos
Daudet – Lettres de mon moulin
Daudet – Tartarin de Tarascon
De Amicis – Cuore
De Amicis – Ricordi di Parigi
Deledda – Canne al vento
Delgado – Angelina
Di Giacomo – Mattinate napoletane
Dumas – Le Comte de Monte-Cristo
Espinel – Marcos de Obregon
Flaubert – Dictionnaire des idees recues
Flaubert – Madame Bovary
Flaubert – Salammbo
Foscolo – Ultime lettere di Jacopo Ortis
Galilei – Dialogo sui massimi sistemi
Garcia Lorca – Impresiones y paisajes
Ghislanzoni – La contessa di Karolystria
Goldoni – La Locandiera
Gozzano – Colloqui
La Fayette – La Princesse de Monpensier
Leopardi – Canti
Machado – Paginas escogidas
Mannrique – Coplas
Manzoni – Inni Sacri
Maupassant – Le Horla
Maupassant – Les Contes de la becasse
Moliere – Les Precieuses ridicules
Pardo Bazan – Cuentos de amor
Pardo Bazan – Insolacion
Pardo Bazan – Los Pazos de Ulloa
Pardo Bazan – Morrina
Pascoli – Myricae
Perez Galdos – Bailen
Perez Galdos – Cadiz
Perez Galdos – El 19 de marzo
Perez Galdos – Estafeta Romantica
Perez Galdos – La batalla de Arapiles
Perez Galdos – Trafalgar
Pirandello – Candelora
Pirandello – Dal naso al cielo
Pirandello – Donna Mimma
Pirandello – Il fu Mattia Pascal
Pirandello – Il vecchio dio
Pirandello – Il viaggio
Pirandello – In silenzio
Pirandello – La Giara
Pirandello – La mosca
Pirandello – La rallegrata
Pirandello – La vita nuda
Pirandello – L’uomo solo
Pirandello – Scialle nero
Pirandello – Tutt’e tre
Reina-Valera – Genesis
Salgari – Le meraviglie del duemila
Sand – La Mare au diable
Sand – Legendes rustique
Speroni – Dialogo delle lingue
Straparola – Piacevoli notti
Teresa de Jesus – Libro de la vida
Unamuno – Abel Sanchez
Unamuno – Niebla
Unamuno – Rimas de dentro
Valera – Juanita la larga
Valle Inclan – Sonata de estio
Valle Inclan – Sonata de otono
Vega – Fuente Ovejuna
Verga – I Malavoglia
Verga – Mastro Don Gesualdo
Verga – Vagabondaggio
Verga – Vita dei campi
Verlaine – Fetes galantes
Verne – Cinq semaines en ballon
Verne – Les Enfants du Capitaine Grant
Verne – Les Forceurs de Blocus
Voltaire – Candide
Zola – J’accuse

Cashback 2020/2021: facciamo chiarezza

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Su gentile richiesta ripubblico quanto segue:

Ormai se ne sente parlare da diversi giorni: l’8 Dicembre è partito ufficialmente il piano Cashback di Stato.

La sua prima fase permetterà di ricevere fino a un massimo di 150 euro degli acquisti natalizi fatti nei negozi fisici utilizzando metodi di pagamento elettronici. A chi è rivolto? Possono partecipare tutti i maggiorenni residenti in Italia senza limiti di reddito.

 

Che cosa è?

Il Cashback è un sistema per riavere indietro una porzione di ciò che si è speso, in questo caso il rimborso equivale al 10% su ogni singola operazione delle spese effettuate durante predeterminati periodi, fino ad un valore massimo di 150 euro per singola operazione.

Il Cash Back di Stato è un’operazione promossa dal governo per tre motivi principali:

  • stimolare i consumi

  • incentivare l’utilizzo dei pagamenti digitali, riducendo al minimo l’utilizzo del contante

  • scoraggiare l’evasione fiscale

E’ possibile ricevere il rimborso purché l’acquisto sia stato effettuato in un negozio fisico, gli acquisti online non sono considerati nell’iniziativa, nei negozi online, infatti, i pagamenti sono già tracciati grazie alla moneta elettronica.

 

Per quanto tempo sarà in vigore?

Innanzitutto iniziamo con il precisare che il cashback vale per tutti gli acquisti effettuati nei seguenti periodi:

  • Il primo periodo sperimentale: dall’8 al 31 dicembre 2020 (minimo 10 operazioni)

  • 1° Semestre dal 1/1/2021 al 30/6/2021

  • 2° Semestre dal 1/7/2021 al 31/12/2021

  • 3° Semestre dal 1/1/2022 al 30/6/2022

 

Nel primo periodo sperimentale il numero minimo di operazioni è 10, dopodichè nei semestri successivi passerà a 50.

Il rimborso delle percentuali accumulate avverrà direttamente sul vostro conto corrente a partire da Febbraio 2021 esentasse.

 

Come attivarlo?

Ci sono due modi per partecipare al cashback:

  1. Tramite l’utilizzo dell’app IO: bisogna scaricare l’app gratuita per smartphone su Apple store o Android per poter accedere ai servizi della pubblica amministrazione, occorrerà poi accedere tramite SPID (sistema pubblico di identità digitale) o carta d’identità elettronica.

Una volta all’interno dell’app, sarà sufficiente inserire l’iban dove si vuole ricevere il futuro rimborso e specificare i metodi di pagamento che verranno usati per effettuare gli acquisti:

  • carte di credito/debito/prepagata

  • carte BancoPosta/Postepay

  • carte Pagobancomat

  • app e strumenti digitali di pagamento

 

  1. Attraverso l’utilizzo di app di pagamento come Satispay e Nexi che hanno già predisposto una sezione dedicata, dove si può accedere al cash back di Stato (senza spid o carta d’identità elettronica).

Per ulteriori dubbi è online il sito cashlessitalia.it in cui vengono riportate tutte le iniziative del Governo italiano in merito all’incentivazione dell’uso della moneta digitale.

 

La lotteria degli scontrini

A partire dal 2021 dopo aver effettuato tutti i vostri acquisti non dimenticatevi di conservare gli scontrini! é stata pensata una lotteria nazionale gratuita che prevede estrazioni settimanali, mensili e annuali, i tuoi scontrini collegati a normali acquisti effettuati anch’essi con carte e app di pagamento genereranno automaticamente biglietti virtuali della Lotteria che permetteranno di vincere dei premi in denaro.

Le estrazioni si dividono in:

 

  • ordinarie, premiano esclusivamente i consumatori, mettendo in palio premi da 5.000 euro ogni settimana, 30.000 euro ogni mese e un premio di 1 milione di euro ogni anno

 

  • zero contanti, premiano sia il consumatore che l’esercente mettendo a disposizione premi da 25.000, 100.000 più uno di 5.000.000 di euro per il consumatore e da 5.000, 20.000 e uno di 1.000.000 di euro per l’esercente con estrazione settimanale o mensile o annuale (a seconda dei premi).

 

Le app di pagamento

Per molti sono sconosciute e per altri, invece, sono strumenti di utilizzo quotidiano. Quello di cui siamo certi, è che grazie al loro proliferare ed ai continui aggiornamenti che ne hanno migliorato le funzionalità, queste app facilitino la vita di tutti i giorni, consentendoci di svolgere tutti i tipi di pagamenti, sia online che in negozio, senza dover cercare banconote nel portafoglio o digitare il nostro codice pin sul pos.

La domanda che oggi sempre più persone si pongono è: queste app consumano i giga che abbiamo a disposizione con il nostro abbonamento internet?

Piccolo segreto: tutte le applicazioni riguardanti i pagamenti consumano giga solo nel momento in cui le si utilizza per la transazione, quindi il tempo stretto necessario ad effettuare il pagamento. Si può tenere sotto controllo i consumi tramite il proprio smartphone ma non spaventatevi! Le quantità consumate sono davvero irrisorie.

da: https://internet-casa.com/cashback-2020/

¡Me tocó el Gordo!

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FROM THE DESK OF THE VICE PRESIDENT
Calle de Alcalá 12a E-28014
INTERNATIONAL PROMOTION/PRIZE AWARD DEPARTMENT
MADRID-SPAIN

REF NO: ES/ES/0264524715ZBN 15/12/2020
BATCH NO: ES/5275YD65IMN

Attn: Dick Trubendorffer

RE:AWARD CLAIM FINAL NOTIFICATION

We are pleased to inform you of the released results of the EL GORDO DE
LA PRIMITIVA SWEEPSTAKE LOTTERY .

Your email address was attached to the Ticket number 065-80-311-752-999
with Serial number 2671-763 drew the lucky numbers 65-98-05-11-64 which
consequently won the lottery in the 3rd Category.

To begin your claim please contact your authorized claims agent, Pedro
Leon Foreign Service Manager EL GLOBAL SEGUROS S.A MADRID SPAIN via
email: elglobalseguros@gmail.com for the processing and remittance of
your winning prize money to a designation account of your choice.

Details about your winning prize will be provided to you by your agent.

Please quote your reference and batch numbers in every correspondence
with us or your agent.

Congratulations once again from all our members of staff and thank you
for being part of our International Promotions Program.

Yours Faithfully,

Juan Alfonso Martinez
Vice President.

El Gordo De La Primitiva Loteria Spain

Dicono di me

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Oggi mi sono dedicato a controllare l’andamento delle mie audioletture su Audible di Amazon. Vendicchiano,

Una gentile signora (il sesso femminile è sempre molto gentile) ha mandato una recensione negativa sulla mia interpretazione della magistrale (e unica) traduzione di Grazia Deledda di “Eugénie Grandet” di Honoré de Balzac. Dice la riverita utente:

“Purtroppo non sono riuscita ad arrivare alla fine per l’esagerata monotonia del lettore. Così sapevo leggere anche io.”

Nessuna firma, nemmeno uno pseudonimo, nessuno spazio per rispondere. Verrebbe da dire che così sapevo criticare anch’io. Davvero basta celarsi dietro l’anonimato e il più totale riserbo sull’identità personale offerta da Amazon, senza meterci la faccia o uno straccio di firma, per stroncare il lavoro altrui? Va bene, la mia lettura del capolavoro balzacchiano è eccessivamente monotona. Non era suo obbligo ascoltarla (oltretutto, prima di ordinare un audiolibro, c’è la possibilità di ascoltarne gratuitamente un estratto, quindi se non le andava bene poteva benissimo fare a meno di scaricarselo), oltretutto l’ha presa in abbonamento. E se, poi, non voleva pagare, sappia la riverita che su Audible è disponibile anche la lettura dell’ottima Silvia Cecchini (stroncata anche quella dagli utenti perché “troppo veloce” -e va be’, ma non vi accontentate mai…-), quindi sarebbe bastato cancellare la mia versione e sostituirla con un’altra. Oppure, se proprio ci teneva, scaricarla da classicistranieri.com e ascoltarla gratis et pro amore Dei. E invece no. C’è gente che non si accontenta delle proprie contraddizioni, non è contenta finché non le fa conoscere agli altri. Qualcuno, invece, bontà sua, mi ha dato quattro stelle. Altri cinue addirittura. Oddìo, non che sia un privilegio avere 5 stelle con la situazione politica che ci ritroviamo, ma stiamo parlando di valutazioni, non di forze di governo.

Ma non basta: “Così sapevo leggere anch’io”. E brava! E allora perché non l’ha fatto? Non avrebbe creato un doppione, anzi, io credo che più interpretazioni della stessa opera costituiscano una ricchezza, così uno può scegliere e non è costretto a comprare solo l’unica versione disponibile. Magari a caro prezzo. Non ha tempo? Non ne ha voglia?? E allora lasci quest’incombenza a chi tempo e voglia ne ha e ne ha avuta (si rende conto di quanta fatica costi registrare l’audiolettura di un intero romanzo?), e se proprio l’esperienza di ascolto è stata così deludente per lei, sappia che ci sono centinaia di utenti su classicistranieri.com che quell’opera l’hanno scaricata e che sono rimasti contenti. Considero gli apprezzamenti della Signora una sorta di medaglia al valore, e a questo punto è bene che certi clienti di Amazon si ritrovino a pagare 9,90 euro per un audiolibro che potrebbero acquisire altrove gratuitamente. Se la meritano la mia “esagerata monotonia”.

Tutti poeti noi del ’56

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Quando è morto Maradona è morto un “dio”. Adesso che è morto Paolo Rossi è morto un uomo.

Un uomo che si è insinuato, magari a suo mal grado, nella storia. Un uomo che ha vissuto come un ragazzino quando gli eventi lo sovrastavano senza che nemmeno lui se ne accorgesse.

Quel 1982 è stato l’anno successivo al tentativo di colpo di stato in Spagna ad opera di Tejero (da cui il termine spagnolo “tejerazo” per “colpo violento e repentino”), l’anno dell’ascesa di Felipe González al potere, l’anno dell’apertura spagnola degli occhi alla meraviglia. Tutti che uscivano, si incontravano, si parlavano, prendevano qualcosa al bar, vecchi e giovani, non c’era nessuna distinzione. Non importava che tu ordinassi una horchata de chufas o un gin-tonic, l’importante era sentirsi finalmente liberi. E fu l’anno del mio primo viaggio in Spagna. Avevo 17 anni. Ero giovane e piuttosto scemo. Ma tutto questo Paolo Rossi non lo sa.

Quell’anno vincemmo il mondiale di calcio per la terza volta, passando a stento il primo turno grazie ad una provvidenziale bòtta di culo col Cameroun del portiere ‘Nkono e di Oman Biyik. Pareggiammo ma ci fecero vedere i sorci verdi. Poi ci aspettava il Brasile di Falcão. E Paolo Rossi, da bravo ragazzino qual era, gli rifilò tre pappine di quelle che non te le dimentichi. Al terzo gol sembrava che Paolo Rossi non guardasse nemmeno lo specchio della porta, sembrava che guardasse da tutt’altra parte, e invece lui era lì, nell’area, tirò senza guardare ed il portiere lo fece passare.

Poi fu il turno dell’Argentina dello stesso Maradona, che la prese in saccoccia giocandosi la finale con la Germania, che vincemmo con un secco 3-1. “Campioni del mondo!” gridò per tre volte consecutive Nando Martellini. E tu che cercavi di immortalare nella memoria quel momento imparando a memoria la formazione “Zoff, Gentile, Cabrini”. Non era un elenco, era un verso settenario, che si imprimeva nella mente come “Silvia rimembri ancora”.

E poi Pertini che riportò a casa il poeta-educatore Bearzot e i suoi ragazzi giocando a scopone sull’aereo. Un ragazzo del ’56. Un bambino, un bambino. E anche a me tutto sembrava andasse bene, tra me e le mie parole e la mia anima. In Spagna mi dicevano “¿Italiano? ¡Ah! Paolo Rossi…”

E ora che Rossi se n’è andato, dopo Maradona, si capisce veramente che differenza c’è tra quando muore un dio e quando muore la gente. Perché è la gente che fa la storia.

AGGIORNAMENTO DEL 12/12/2020:

Mi scrive il solerte amico e lettore Roberto Di Giovannantonio chiarendomi quanto segue:
“Per dovere di correttezza, affrontammo prima l’Argentina battendola 2 a 1 (Cabrini, Antognoni), indi il Brasile. Poi, in semifinale la Polonia (2 reti di Rossi) prima della finale. Mi permetto.”

Io ho ricordato solo alcuni avvenimenti “ad sensum”, non volevo certo far torto alla verità storica e al calcio, di cui ammetto di non capire una veneratissima mazza. Grazie Roberto, ti devo sempre una birra gelata.

Teachers do sex! (Anche) gli insegnanti fanno sesso

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Una insegnante di 22 anni aveva un fidanzato. Quando facevano la nanna insieme amavano riprendere i loro rapporti col telefonino. O con la videocamera. O con quello di che ne so io. Spero in maniera libera e consensuale da parte di entrambi. Nella propria intimità ognuno fa quel che vuole.

Come spesso accade a quell’età (e anche ad età ben più avanzate, per quel che mi riguarda), i due fidanzati si lasciano. Lui diffonde via WhatsApp i filmati girati nei loro momenti più intimi. I filmati diventano, usando un’orrenda espressione, immediatamente “virali”. Passano di mano in mano, di telefono in telefono, la ragazza viene messa alla gogna come una poco di buono e viene immediatamente licenziata dalla scuola in cui lavorava, anche con pesanti e gravi motivazioni espresse dalla dirigente scolastica. Non solo ha perso quel lavoro, ma non riesce più a trovarne un altro tout-court. Ormai tutti la conoscono, sanno quello che ha fatto (e che avrà fatto mai?). E nessuno la vuole più.

Ma è accaduto quello che spesso accade in questi casi. Le colleghe non si sono fermate all’indifferenza davanti a questo abominio e tre di loro hanno accettato di posare nude per una campagna di solidarietà denominata “Teachers do sex”, ovvero “(anche) gli insegnanti fanno sesso”. I manifesti sono stati affissi vicino alle scuole, nella zona in cui il licenziamento si è verificato. E la trovo una cosa incredibilmente bella.

Perché c’è questo preconcetto incrollabile dell’insegnante asessuato, che se lo fa lo fa per fare figli (almeno quello è ancora loro concesso), per dovere ma mai esclusivamente per piacere. Avere una vita sessuale attiva e, auspicabilmente, soddisfacente, per un insegnante (soprattutto se donna) è ancora un tabù. Meglio pensarli in mezzo ai loro libri gli insegnanti, che correggano compiti, che parlino con i genitori (poco e bene, possibilmente), che si alzino presto e vadano a letto tardi, che preparino le lezioni, che partecipino ai consigli di classe, ai collegi docenti, possibilmente che non rompano troppo i coglioni, che mettano sei, che si limitino a dire “il ragazzo va bene ma potrebbe fare di più”, se proprio ci tengono. Che facciano il loro dovere, ma il sesso proprio no, e se proprio sono vittime di episodi di “revenge porn” (altra espressione orribile, ma ci dobbiamo adattare edc abituare), la colpa è loro, non di chi ridiffonde immagini e filmati.

Gli insegnanti fanno sesso, invece. Magari in silenzio, per non farsi sentire. Come le mamme (diceva una vecchia canzone di Alice), come gli adolescenti che temono di essere scoperti da un momento all’altro.

E invece è arrivato il segno dello stigma, la lettera scarlatta, il marchio dell’infamia. Nessuno le ha chiesto scusa, ha dovuto riferire alla famiglia particolari di quella che era solo la sua vita personale (la sua, e quella di nessun altro). Eppure, lei, la ragazza, pensa di poter perdonare il suo carnefice, quello che gli ha rovinato la vita. Tanto di cappello, ma le cose, per lei, non cambiano. Bisognava, secondo la direttrice, evitare lo scandalo, salvaguardare il buon nome dell’istituto. E allora il capro espiatorio non poteva che essere lei. Capovolgendo i ruoli, quello della vittima e quello del carnefice, facendo passare una vigliaccata per un gesto di pura goliardia, un torto subito in una colpa.

“Ma che piccola storia ignobile mi tocca raccontare”.

Solange Sabine Sonia Hutter, dirigente scolastica dell’Istituto “Marini-Gioia” di Amalfi, Sala stampa della Camera dei Deputati – Il discorso completo (3/9/2020)

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«Parliamoci chiaro, soltanto un ingenuo, uso volutamente un eufemismo, potrebbe chiedere che queste linee guida, le misure concepite dai cosiddetti esperti, i cosiddetti ministri, dai cosiddetti presidenti, e dalla miriade di figure ormai mitologiche per quanto sono nascoste dietro le quinte siano preposte a tutelare la salute di chi che sia, meno che mai dei nostri bambini e dei nostri giovani. Si, perché parliamo del nostro futuro, dei nostri figli. Perché tu, Stato, adesso sei un nostro nemico. Un nemico violento, senza onore, che sta giocando al massacro in un clima sociale dove la coscienza collettiva è sospesa, o quanto meno disfunzionale, guastata. Perché questo non è un momento qualsiasi, questo è uno di quei momenti in cui si scrive la storia. Ma non si tratta di gesta nobili, di patrimoni per l’umanità. Sappi che sarai interpellato un domani per rendere conto di misfatti gravissimi che avrebbero minato fin nelle radici i presupposti stessi della vita e della natura dell’uomo. Tu credi di poterti nascondere dietro le membra ingombranti di un leviatano e invece ci saranno dei nomi e dei cognomi che risuoneranno, scanditi ad altra voce, quando l’umanità dormiente si sveglierà di colpo e guarderà in faccia chi si è permesso di minacciare, violare, attentare la nostra vita. Non abbiamo creduto neanche per un istante che tutto ciò riguardasse la difesa della salute, il contenimento di un contagio che tu, Stato, che voi, ministri, tecnici, commissari, portaborse, davvero fosse interessati ai nostri figli. Ciò che è stato concepito, infatti, se applicato, porterà solo malessere, malattia e morte. Anzi, informo, ha già cominciato da tempo a mietere vittime. E’da tempo che si prova a distruggere la scuola, a minare le fondamenta in tutti i modi legalizzati. Attraverso le cosiddette riforme che sono riuscite sono a svilirne la funzione centrale di istruzione e di formazione e renderne oltremodo complicate le ulteriori funzioni democratiche che inclusive. Eppure la scuola italiana si è difesa dagli attacchi vergognosi che ha subito. Come dico sempre sono le persone a fare la differenza. E pur se vessati da migliaia di adempimenti burocratici inutili e vessatori, circolari che dalla sera alla mattina pretendono inutili monitoraggi delegati a dirigenti scolastici e a docenti operati da ulteriori compiti che a nulla avrebbero a che vedere con l’insegnamento e la cura dei nostri figli, pare che tu, Stato, in base al tuo comportamento, di figli non è abbia. Eppure sono certa che molti di voi, celati dietro la colta di fumo di un apparato statale multiforme sempre più lontano dal popolo, di figli li abbiamo. Forse ciò che vi manca è la coscienza, i valori, la dignità, la cultura. Si perché la cultura, vera, quella che rende le azioni dell’uomo nobili e cruciali, non avrebbe consentito a sviluppi tanto ignobili. Informo che chi ha concepito simili abomini, perché è di questo che si tratta, che nessuna persona da 0 a 18 anni dall’inizio dell’epidemia è stata colpita dal virus in misure tale da chiedere cure intensive e soltanto 4 individui sono deceduti perché gravemente ammalati di pregresse patologie. Rivolgiamo un pensiero commosso a questi bambini. Adesso, dopo mesi di aperture e contatti ravvicinati tra ragazzi, è chiaro a tutti che la curva epidemiologica riferita ai giovani non è accresciuta, nonostante i bombardamenti da parte di organi di stampa vergognosi, manipolati da soggetti senza scrupoli che diffondono notizie false, tendenziose e manipolate. Ricordo anche a questi che hanno nomi e cognomi, così come sopra, che abbiano anche dei figli. Se questo mondo sarà rovinato lo sarà anche per i loro figli. Non solo per i nostri.

Vorreste trasformare la vita dei nostri studenti in un incubo. Vorreste entrare nelle nostre case, nelle nostre scuole e trasformarle in lager e lazzaretti senza malati. E pur vorreste trovarne, come metodi nazisti, dove si vuol far credere che un sano sia malato e che sia un pericolo per familiari e compagni. Spargendo sospetto, paura e la zizzania, separando e dividendo. Perché solo così può governare una compagine simile, che si è venduta al miglior orribile offerente. Costringere i nostri studenti, i docenti e tutto il personale della scuola all’osservanza di simili misure restrittive non solo è inutile, e tu Stato lo sai benissimo, ma è anche criminale. Bambini della scuola dell’infanzia costretti a non poter vivere in modo spontaneo e salutare, impediti nello sviluppo armonico della personalità, condannati con un’altissima probabilità a contrarre nevrosi e psicosi. Costretti a vivere tra persone orribilmente mascherate. Perché? Quali sono i tuoi piani? Possibile che questa frotta di pseudo esperti, inseriti in questi comitati, ignorino le implicazioni e le conseguenze di simili manipolazioni? Davvero ignorate che ciò potrà portare a malattia, autolesionismo e anche suicidi? Ebbene, sia che lo ignoriate che invece ne fosse consapevoli, in entrambi i casi dovete dimettervi e rinnegare immediatamente le prescrizioni che avreste voluto imporre alle nostre scuole. Dovete andarvene! Liberare tutti dal gioco della vostra profonda inadeguatezza. Le nostre scuole devono rientrare nella normalità. Restituite ai nostri figli la serenità, la gioia, la libertà. Non è con questa violenza che potrete godere delle vostre ignobili poltrone o dei vostri soldi. Le barche sulle quali ci troviamo noi e voi saranno di certe diverse. Non siamo sulla stessa barca. No, davvero. Ma il mare è lo stesso, sappiatelo.

Sono chiamata a parlare di responsabilità, è vero, ma ci sono tipi differenti di responsabilità. Fin troppo facile e meschino concepire linee guida illogiche, illecite oltreché anticostituzionali fin del midollo. Per sbatterne poi le responsabilità in capo ad altri, in capo dai dirigenti scolastici. Cari colleghi dirigenti scolastici vi consiglierei di fare attenzione. E’ vero che anche noi siamo responsabili della salute dei nostri studenti e dei nostri dipendenti. E io aggiungo, appunto! Noi dirigenti scolastici abbiamo tra i compiti specifici quelli di rendere l’ambiente di lavoro e di studio salubre e idoneo a studenti e personale scolastico. Ed è ciò che tendiamo di realizzare in ogni modo, anche quando si tratta di scuole che cadono a pezzi e che vengono totalmente ignorate dagli stessi funzionali che oggi sbandierano ai quattro venti la preoccupazione per il contagio nelle scuole. Che ipocrisia immensa. Vorrei sapere per mia curiosità personale dove fossero queste entità prima della pandemia. Ogni santo e sacro giorno nelle nostre scuole regna una grande e profonda solitudine pur nell’allegria chiassosa dei nostri giovani. Allegria che si vorrebbe tacitare con bavagli, museruole e paura. Di cosa siamo responsabili noi presidi? Di cos’altro visto che siamo di tutto, di più da tempo immemore? Egregio Stato, ti stupirai perché io ti chiedo un’altra responsabilità, ulteriore, ed è quella del benessere psicofisico, emotivo, affettivo dei miei studenti, del mio personale. Concedimi l’uso dell’aggettivo possessivo, prassi che mi è stata contestata dagli uffici superiori dai quali sono stata convocata giorni addietro, all’indomani del mio sciopero della fame, per rendere conto delle mie dichiarazioni verso ad una bozza, non ministeriale, bensì a firma dell’associazione nazionale presidi che pare volesse prevedere il voto di condotta che pare non rispettassero l’osservanza delle misure restrittive anticovid, vale a dire il distanziamento sociale. In quell’occasione mi fu ribattuto che le scuole alle quali siamo assegnati noi dirigenti non sono le nostre e non possiamo trattarle come casa nostre. Eppure il nostro lavoro si fonda sul sentimento, intenso come sentire, per poi agire di conseguenza, in direzione del benessere e a vantaggio dei ragazzi. Dunque tu, Stato, non puoi assegnarmi responsabilità che non afferiscano al mio profilo professionale di dirigente scolastico. Perché ti informo che nessuno di noi è un medico e la scuola non è un nosocomio o un carcere sanitario dove i genitori devono temere per i propri figli e per la propria podestà genitoriale. La scuola che io dirigo la sento mia perché la cura come se fosse mia. Apportando tutte le modifiche, tutti gli accorgimenti che possano innalzare i livelli di attrattività come è scritto tra gli obbiettivi di svariati programmi operativi nazionali, finanziati a livello ministeriale e anche europeo. Ma sembra che tu, Stato, non sappia di cosa io stia parlando. Dove sono i sindacati che qualche anno fa inviano vertenze ai quei presidi che articolavano un orario ritenuto ingiusto da qualche docente puntiglioso? Anche essi ignorano i diritti e i doveri le mansioni di un docente? E quando la bomba metaforica scoppierà, dove si rifugeranno tutti quei ministri, esperti, tecnici e portaborse di cui sopra? Pensano di nascondersi? Io credo di no.

Io ho vinto un concorso come dirigente scolastico. Nel decreto 165 del 2001, articolo 25 sulla dirigenza scolastica, non c’è traccia di mansioni medico legali, tanto meno di direttore sanitario, vale a dire, mi spiego, perché mi rendo conto dell’ignoranza abissale, oltre che, probabilmente, della malafede. Io non avrei l’autorità di nominare nessun referente Covid per esempio, tanto meno consentire al personale scolastico di azzardare valutazioni di tipo diagnostico.

Quanto descritto nel protocollo sanitario allegato al piano scuola 2020/21 non è compatibile con i profili professionali a cui si riferisce oltre che assolutamente fuori contesto e fuori luogo. Denuncio preventivamente i rischi connessi alle prescrizioni dettate da questo protocollo sanitario. Pericoli reali di allarme sociale, ordine pubblico all’interno degli istituti scolastici, disordini che potrebbero verificarsi molto facilmente in seguito all’applicazione delle misure in elenco. Per chi non lo sapesse il protocollo prevederebbe che un operatore scolastico qualsiasi alla presenza di colpi di tosse o sintomatologia simili influenzabili, e io aggiungo “cioè?”, abbia autorità, chi gliela concessa? Il ministro? Lucia Azzolina? Il comitato tecnico scientifico? Vale a dire i medici e tecnici Agostino Miozzo? Silvio Brusaferro? Francesco Maraglino? Giuseppe Ruocco? Franco Locatelli? Mauro Dionisio? Tiziana Coccoluto? Walter Ricciardi? Claudio D’Amario? Giuseppe Ippolito? Alberto Zoli? A chi di essi dovrà rivolgersi il dirigente scolastico quando ci sarà un colpo di tosse, uno starnuto, un normale quanto diffusissimo rialzo febbrile, un raffreddore? Parliamo di situazioni che si verificheranno certamente in tutte le scuole. Si innescherà un meccanismo infernale. Tutto ciò porterà disordini, ferimenti e anche potenziali ferimenti, fughe da scuola. Minori, bambini, studenti, personale docente e non docente presi dal panico potrebbero avere reazioni inconsulte. Quando si è in pericolo per la propria vita si può reagire in modo imprevedibile e inconsulto perché ha un solo obbiettivo: sopravvivere. Non ha l’opportunità di pensare che la sua azione potrebbe essere pericolosa ed arrecare danno a sé e ad altri. Sappiamo tutti come gli organi governativi e di stampa connessi stanno bombardando da mesi tutta la popolazione con la strategia del terrore. La massa è terrorizzata, e di questa massa fanno parte anche i bambini e i ragazzi che si ritroveranno nelle scuole travestite da lager.

Pregherei, se ancora esiste, l’Ordine dei Giornalisti a ritirarsi in un consesso di riflessione generale e profonda, durante il quale ripensare alle proprie modalità operative nei confronti dei lettori, dei fruitori televisivi tra cui minori che, ad ogni ora del giorno, subiscono messaggi di una violenza inaudita. Pregherei anche l’Ordine dei Medici che si preoccupa delle dichiarazioni logiche e pertinenti di professionisti al servizio della popolazione, convocandoli al fine di pretendere da essi spiegazioni immediate, circa valutazioni non allineate al pensiero unico governativo quanto meno di fare lo stesso nei confronti di altri “medici” che si permettono di veicolare messaggi ed offese via social del seguente tenore, rappresentato addirittura dal titolo di un libro “La congiura dei somari.Perché la scienza non può essere democratica”. E’ arrivato un altro Dio tra i tanti che già credono di esserlo. Fermo restando il mio amore e rispetto per tutti gli animali e gli asini in particolare, creature belle ed intelligenti, diametralmente opposte all’autore del volume in oggetto. I soldi fanno comodo a tutti, ma devo esistere e sussistere dei limiti. Chiedo con forza che venga ripristinata la verità perché anche la massa acritica possa rientrare nella propria vita e nella dolce normale vita ordinaria. Lo sappiamo tutti, noi non dormienti, lo sapete tutti voi al Governo, lo sai tu Stato che l’emergenza non è più tra noi. A muoverti non è l’amore per i cittadini e per gli studenti. Perché se così fosse non avresti mai agito come hai agito e ti saresti veramente impegnato e premurato di rasserenare gli animi, diffondere ottimismo e tranquillità. Se proprio vuoi insistere sui giovani ti informo, Stato, che ci sono milioni di giovani che soffrono di anoressia, depressione, sostanze stupefacenti, alcolismo, di autolesionismo. Abbiamo giovani che si suicidano sempre prima. A Salerno due casi dopo il lockdown. Se la scuola dovesse partire potrebbero esserci, ci saranno, rischi molto seri da tutti i punti di vista dei quali io chiederò conto alle persone che ne saranno responsabili. Non potranno nascondersi dietro nessuna sigla. I nomi sono noti e saranno fatti. Non sarò intimidita da nessun avvio di procedimento disciplinare perché la difesa dei nostri ragazzi è propedeutica per il futuro di tutti. Vado avanti insieme a quelle persone che ogni giorno celebrano l’amore e vogliono stare lontane da logiche di potere nelle quali non vogliamo essere più vittime.

A voi rappresentati del Governo faccio questo appello. Cogliete questa occasione per ripristinare la verità, restituendo spontaneamente i diritti costituzionali e la libertà al popolo italiano che non vi ha manco eletti. Eppure in parte vi ubbidisce, credendo alla narrazione falsa che vi state raccontando. Chi cerca trova e voi state cercando per trovare ciò vi serve al proseguo della vostra occupazione indebita dei parlamento. I malati, che non si trovano perché non ci sono. Ditelo, riabilitatevi, rientrate nei vostri ruoli di politici, ma anche nel vostro rango di uomini. Mi permetto di aggiungere un invito a Di Maio. Invece di sedere in poltrona dopo l’inguardabile saluto a gomito con politici cinesi che provi a ricordare da dove viene e cose deve fare un ministro degli esteri. E basta astenersi dallo stringersi la mano, è una sceneggiata. Le mani si usano per toccare tutto. Mi chiedo perché dobbiamo sentirci colpevoli nel toccare altre mani. Visto che poi le mani si lavano, anche se in certi casi, pur lavandole, resteranno sporche, ma questa è un’altra storia. E concludo. Egregio Sergio Mattarella. Lei che con il suo stesso cognome rievoca con onori e glorie chi si è immolato sull’altare della giustizia non è il mio presidente finché non entrerà nella sua funzione di garante della costituzione. Avvocato Giuseppe Conte non è il mio presidente del Consiglio e non solo perché non è stato eletto da nessuno, ma anche perché non eletto avrebbe dovuto operare nel modo migliore per il Paese e per il popolo italiano e poi gentilmente congedarsi, e invece non solo non opera a favore degli italiani ma addirittura proroga lo stato di emergenza senza motivo. Ricordo a tutti, unico Stato in Europa ancora in emergenza. Fittizia, con conseguenze inquantificabili da tutti i punti di vista. Chiedo alle opposizioni di pretendere il dibattito parlamentare e il ripristino della legalità, quella vera. Se non lo farete sarete complici di un governo illegittimo e di stampo dittatoriale, sebbene per poco in embrione. Diffido la classe politica tutta, in particolare i governatori di regione ad agire nei nostri confronti. Avete consegnato l’Italia in mano alla peggiore ignoranza. Vi ricordo che le nostre radici affondano nella cultura greco-romana, che poggia le sue fondamenta nel divino. Lasciate il passo. Invito tutti a trattare questa crisi come una grande occasione, la grande bellezza per rinascere per riappropriarci alla gioia del sapere e del fare per tornare agli antichi splendori».

Solange Sabine Sonia Hutter, dirigente scolastica dell’Istituto “Marini-Gioia” di Amalfi, Sala stampa della Camera dei Deputati, conferenza stampa “La Scuola Che Accoglie (SCA): Prospettive e strategie per affrontare il nuovo anno scolastico”
Fonte: https://www.ilvescovado.it/it/sezioni-25/attualita-3/scuola-e-sicurezza-preside-hutter-dalla-camera-de-92218/article

Covid 19: il vaccino arriva per e-mail

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Ricevo e trascrivo questo orrendo messaggio di spam. C’è gente che vende (o pretende di vendere) il vaccino Covid 19 cinese bombardando una serie interminabile di indirizzi e-mail, tra cui il mio, con offerte che hanno dell’incredibile. Leggete il tutto e rabbrividite.

 

We provide different vaccines resource from manufacturer and professional consulting service about purchase.

Below is our detail process to help you purchase one brand vaccines you need.

The main points of influenza or covid-19 vaccines are as follows:

Background: in view of the lengthy process of negotiation and procurement between government departments between countries and the difficulty of operation controllability, the normal compliance international trade form is adopted to simplify the procurement;

Both sides of the transaction: Party A is a Chinese supply chain pharmaceutical company with the qualification of purchasing and exporting compliance vaccines, and Party B is a company with sufficient capital and having compliance operation in the host country;

Trading foreign exchange: US dollar or pound sterling or Euro or Japanese dollar or Hong Kong dollar;

Priority countries: One belt, One Road country, BRIC countries, and friendly countries in China;

Transaction mode: Party B entrusts Party A to purchase domestic vaccines manufacturers, and Party A provides original factory purchase + whole process cold chain transportation + export declaration + CIF delivery to Party B in destination country;

Transaction subject: Party A only accepts the overseas procurement demand of vaccine finished products, and does not deal with the procurement demand of other non-finished vaccines;

Price factor: according to the diplomatic relations and friendly relations with China, as well as the qualification of Party B company and the results of back investigation, the comprehensive quotation shall be made according to the purchase quantity and the expected arrival time of customers;

Intermediary fee: the buyer’s intermediary shall sign an agreement with the demander, i.e. Party B, on an unrestricted form of commission or consulting service fee;

The trading process sand table is as follows:

(a) Written demand information (LOI or inquiry letter) and company information / qualification / payment bank submitted by the buyer’s intermediary;

(b) One belt, one road Group Co., Ltd. of China as a leader group company of Party A carries out background checks to confirm the necessary factors for compliance procurement. If the background investigation fails, it will be terminated;

(c) After the background investigation is passed, the buyer’s intermediary shall be informed, and the interview shall be conducted at the appointed time. Party B must arrange the person qualified for signing the contract to attend the meeting or entrust the commercial counselor of the Embassy of Party B’s country in China to act on his behalf;

(d) After Party B determines the participants, it needs to prepare a written capital certificate, submit it to Party A for confirmation at the closed meeting, and Party A offers, and communicates with both parties to reach the transaction price;

(e) Party A shall issue SPA and Proforma Invoice on the spot of the closed meeting according to the transaction price reached by both parties, and both parties shall sign and complete the written part of the transaction;

(f) According to the SPA signed by both parties, Party A shall perform the contract, deliver the goods at the port of destination in the country designated by Party B on time, and the transaction is completed.

Chinese translation is below :

(…)