valeriodistefano.com compie 10 anni!

Guardate, vi giuro che me ne stavo dimenticando anch’io. Ma il 25 aprile il nostro valeriodistefano.com compie 10 anni.

E allora, perdinci, concediamoci del sano ed autoreferenziale orgoglio. L’orgoglio di aver cominciato, l’orgoglio di esserci, e l’orgoglio di essere ancora vivi, non solo come entità telematica e luogo della rete, evidentemente.

valeriodistefano.com non è sempre stato così come lo si vede adesso. Partì come un dominio che gestiva quasi esclusivamente caselle di posta elettronica. La “svolta” arrivò nel 2004 con il blog.

Non ho voglia di sbrodolarmi addosso, ma, cazzo, questo sì, ho voglia di condividere con chi legge un po’ di allegria e di soddisfazione per tutto quello che questa esperienza mi ha dato fin qui.

Soprattutto con il blog, valeriodistefano.com è diventato molto più di un’esperienza. Scambiare opinioni con i lettori è stato e rimane un tale privilegio, da riuscire a fare piazza pulita anche del fatto che qualcuno, invano, ha cercato di farci stare zitti. Noi siamo rimasti in piedi. Noi siamo qui.

E se uso il “noi” non è per un vizio cretino da plurale “majestatis”, né, tanto meno, per voler far credere che dietro tutto questo c’è una redazione più o meno fantomatica. Ho fatto tutto da solo. Quello che invece sì, c’è, ed è al plurale, è la partecipazione di chi legge, l’affetto degli amici, lo zoccolo duro di chi è qui ogni giorno per vedere che cosa pubblico (e che non so perché lo faccia, ma lo fa). E’ questo che crea il senso di appartenenza e di pluralità.

Se questa esperienza mi avesse solo consentito di mettere in linea un sito come tanti, probabilmente non ci avrei perso un minuto del mio tempo. Ma mi ha permesso di conoscere, incrociare, leggere e sentire persone. Oppure, semplicemente, di parlare  e di sentirmi ascoltato. O magari no.

Se, infatti, valeriodistefano.com NON E’ soltato il blog, è anche vero che prima o poi ha finito con l’identificarsi con lui.

Le vicende umane e tecnologiche sono state innumerevoli

“In fondo, non devo niente a nessuno”, come scrisse il Poeta.

Ma almeno tre persone le devo ringraziare: mia moglie, che mi ha sopportato con più che quotidiana rassegnazione, il fido Marlenek, che ha regalato a me e alla comunità italiana dBlog, su cui il blog ha girato fino a pochissimi mesi fa (abbi pazienza Daniele, si cambia nella vita…), e Simone Rodriguez, senza il quale tutti questi cambiamenti non ci sarebbero stati.

Tutto questo potrebbe addirittura fermarsi qui, avrebbe un senso perfettamente compiuto. Ma, tanto per cambiare, credo di non averne voglia.

(Visited 4 times, 1 visits today)

Commenti

commenti

Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Comments

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


− nove = 0

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>